Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4130 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario AD Ports Group firmó un Memorando de Entendimiento (MoU) con CMA Terminals Khalifa Port y CMA La entrada AD Ports Group, CMA Terminals Khalifa Port y CMA CGM Group acuerdan ampliar alcance terrestre en EAU y la región se publicó primero en PortalPortuario .
Pesaro, a Muraglia si apre il risiko per l’antenna e anche il Pd dice no davanti all’ospedale Corriere Adriatico
PESARO. - «L'antenna a Muraglia? Non va messa davanti all'ospedale. L'ultimo tratto dell'interquartieri è meno impattante». Alla vigilia del Consiglio di quartiere Muraglia-Montegranaro (questa sera) che discuterà, tra i vari temi, quello della collocazione di un'antenna telefonica, interviene il gruppo di maggioranza del quartiere.
APPROFONDIMENTI L'AMBIENTE «L’antenna? Distante dall’ospedale può far saltare le apparecchiature»
L’analisi
«Il Comune di Pesaro ha incaricato nel 2023 una ditta specializzata per redigere il Piano antenne in conformità con la legge regionale. Lo strumento regola e circoscrive le aree idonee per ogni quartiere rispettando ciò che viene indicato nelle normative nazionali e regionali riducendo a 35 le proposte di localizzazione rispetto alle 100 richieste. Come indicato nel sito del comune - riferiscono - il Piano ha valenza triennale e viene aggiornato di anno in anno, quindi è uno strumento dinamico che può adattarsi alle trasformazioni del territorio. Dal 2023 ad oggi nel nostro quartiere si sono consolidati dei cambiamenti, dal completamento della bretella di Muraglia, all’inizio dei lavori di demolizione per la realizzazione del nuovo ospedale, alla possibilità di avviare comparti edilizi bloccati da anni».
La polemica
La querelle, si è aperta nell'ultimo periodo in seguito alla comunicazione da parte dell'assessore regionale Baldelli, di aver espresso un parere negativo per la collocazione dell'antenna 5G alta 36 metri davanti all'ospedale di Muraglia, in un'aiuola in via Lombroso. L'assessore all'ambiente Maria Rosa Conti, la quale ha voluto chiarire che la ditta ha presentato una richiesta preliminare e non ancora definitiva, si è aperta ad un confronto con il quartiere e con il suo presidente, per capire quale sito, tra quelli indicati nel piano delle antenne, sia più idoneo per l'installazione. «Nonostante la legge Regionale consenta di posizionare antenne per la telefonia mobile vicino agli ospedali e agli impianti sportivi, come gruppo di maggioranza del Consiglio di quartiere riteniamo che, rispetto all’area oggi in esame, l’ultimo tratto dell’interquartieri, può offrire delle alternative meno impattanti. Cogliamo positivamente la disponibilità dell’Ufficio ambiente a tenere aperto il confronto nel percorso già avviato dall’amministrazione comunale». Sulla questione si è aperto anche un dibattito politico. Il presidente della commissione ambiente M5S, Lorenzo Lugli, sostiene che il Comune stia seguendo la strada giusta con il piano antenne. Il gruppo Fratelli d'Italia ha chiesto di ripensare al sito, davanti al rischio che l'antenna possa interferire con il funzionamento delle apparecchiature elettromedicali del nuovo ospedale. E il consigliere della minoranza del quartiere, Francesco Ferri, si è lamentato perché davanti a decisioni così importanti nessuno informa il quartiere.
Por Redação PortalPortuario @PortalPortuario A pedido do prefeito de Guarujá, Farid Madi, o presidente Anderson Pomini, da Autoridade Portuária de La entrada APS e Prefeitura de Guarujá buscam aprimorar traçado terrestre do túnel se publicó primero en PortalPortuario .
APS e Prefeitura de Guarujá buscam aprimorar traçado terrestre do túnel
Por Redação PortalPortuario
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A pedido do prefeito de Guarujá, Farid Madi, o presidente Anderson Pomini, da Autoridade Portuária de Santos (APS), empresa do Governo do Brasil responsável pela infraestrutura pública do Porto de Santos, promoverá reunião no escritório da APS em São Paulo para tratar de solicitação de mudanças no traçado dos acessos terrestres ao túnel Santos-Guarujá na margem esquerda do Porto.
A reivindicação visa incluir trecho da Avenida Santos-Dumont na Poligonal, de modo que o Porto de Santos possa aportar recursos federais nas melhorias dos acessos, beneficiando a população de Guarujá e também evitando desapropriações em excesso, problema levantado por moradores ao prefeito Farid Madi.
Da reunião participarão técnicos da Prefeitura de Guarujá e da APS. O objetivo é definir um traçado que interligue o túnel com as vias expressas já existentes e facilite também o escoamento de veículos em direção à Rodovia Cônego Domênico Rangoni, a Piaçaguera-Guarujá.
“Em respeito ao pedido do prefeito vamos promover a reunião, uma vez que o túnel precisa estar alinhado com a nossa meta de relação Porto-Cidades”, disse o presidente Anderson Pomini, lembrando ainda que para poder aportar recursos nestas obras precisa incluir os trechos a serem beneficiados na Poligonal do Porto Organizado.
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario A petición del alcalde de Guarujá, Farid Madi, el presidente de la Autoridad Portuaria de Santos La entrada Brasil: APS y municipio de Guarujá discutirán modificaciones a trazado de nuevo túnel se publicó primero en PortalPortuario .
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Una delegación de CMA CGM visitó la Autoridad Portuaria de Sri Lanka y mantuvo conversaciones con La entrada CMA CGM mantiene conversaciones con Autoridad Portuaria de Sri Lanka para fortalecer cooperación se publicó primero en PortalPortuario .
📰 la RepubblicaMedia📅 2026-05-06itRumore · acque · biodiversità
Scoperta un’alternativa alla plastica, studiando la canapa la Repubblica
Mentre l'inquinamento da plastica continua ad aggravarsi, la comunità scientifica è alla ricerca di soluzioni alternative naturali, che abbiano le stesse proprietà che hanno fatto della plastica uno dei materiali più usati al mondo. Una novità arriva da un team di scienziati dell'Università del Connecticut che ha messo a punto un materiale derivato dalla canapa capace di allungarsi fino al 1600% le sue dimensioni iniziali. Non solo, ha mostrato un'elevata "temperatura di transizione vetrosa", quella stessa caratteristica che permette alla plastica di rimanere resistente e flessibile anche a contatto con cibi o liquidi bollenti. I dettagli dello studio sono stati appena pubblicati sulla rivista Chem Circularity di Cell Press.
Le pellicole di plastica
La produzione del polietilene tereftalato (Pet), ampiamente utilizzato nelle bottiglie d'acqua e negli imballaggi alimentari monouso, richiede grandi quantità di combustibili fossili, in particolare petrolio greggio e gas naturale. Non solo: una volta smaltito, il Pet si decompone in minuscole particelle, le famose "microplastiche", che rilasciano sostanze chimiche che sappiamo essere dannose per la nostra salute e quella dell'intero pianeta. Sebbene gli scienziati stiano da tempo lavorando per cercare alternative più ecologiche, la maggior parte dei polimeri derivati dalle piante, oltre a essere più costosa da produrre, non riesce a raggiungere la stessa temperatura di transizione vetrosa e la stessa elasticità del Pet.
"Sono pochissime, se non nessuna, le plastiche prodotte da risorse naturali che possiedono questa qualità", ha commentato l'autore dello studio, Gregory Sotzing. "Il policarbonato attualmente in uso è prodotto con bisfenolo A, un noto interferente endocrino. La speranza è che il cannabidiolo (composto chimico presente nel fiore di canapa, ndr) possa sostituire il bisfenolo A utilizzato nelle plastiche prodotte oggi”.
Dalla canapa, un nuovo materiale
Nel nuovo studio i ricercatori sono riusciti a mettere a punto un materiale derivato dalla canapa, facendo reagire il Cbd con il trifosgene commerciale, un solido cristallino. Hanno così sviluppato una pellicola trasparente che nella fase dei test ha dimostrato una elevata elasticità e temperatura di transizione vetrosa. Inoltre, "questo policarbonato, sotto forma di pellicola liscia, presenta un angolo di contatto con l'acqua (che indica la bagnabilità di un materiale, ndr) molto elevato", ha commentato Sotzing. "Non ci aspettavamo che il nostro policarbonato di Cbd avesse un angolo di contatto superiore a quello della maggior parte delle poliolefine", ha aggiunto l'esperto, ricordando che i materiali con questa proprietà possono essere utilizzati come nanoparticelle per il rilascio controllato di farmaci e per il rivestimento dei cateteri.
I prossimi passi
Gli autori, infine, hanno stabilito delle linee guida per la lavorazione industriale del nuovo materiale. "Il nostro lavoro ha dimostrato che i polimeri termoplastici a base di Cbd possono rappresentare valide alternative sostenibili ai termoplastici ampiamente utilizzati come il Pet", ha riferito Mukerrem Cakmak , tra gli autori dello studio. "Abbiamo sviluppato un rigoroso quadro scientifico di processo che collega l'architettura molecolare alla processabilità allo stato fuso, allo sviluppo dell'orientamento e all'estensibilità, senza compromettere la producibilità”.
Tuttavia, l'attuale produzione mondiale di Cbd non è ancora sufficiente a sostituire il Pet, ma, come sperano i ricercatori, con la crescente popolarità della canapa come materiale per abbigliamento, materiali edili e prodotti alimentari, la sua coltivazione dovrebbe continuare a crescere. “I costi del Cbd diminuirebbero con l'aumento della coltivazione della canapa”, ha concluso Sotzing.
Un hangar di 700mila euro per le macerie pericolose delle case popolari a Pennile di Sotto. Sorpresa: non c'è traccia di amianto Corriere Adriatico
ASCOLI Un investimento consistente, pari a circa 700mila euro, è stato sostenuto dall’Erap per realizzare una struttura destinata alla gestione dei detriti provenienti dalla demolizione di alloggi popolari, in un’area dove si era temuta la possibile dispersione di fibre di amianto. Tuttavia, secondo le analisi effettuate dall’Arpam, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, non emergono condizioni di inquinamento: il sito, allo stato attuale, risulta non contaminato.
APPROFONDIMENTI LA PROGRAMMAZIONE Sei milioni per strade e marciapiedi, variazione di bilancio record a Pesaro: piano asfalti in tutti i quartieri, ecco in quali strade
L’area del Pennile di Sotto
L’intervento riguarda l’area di via Molise, nella zona di Pennile di Sotto, dove nei mesi scorsi sono stati abbattuti alcuni edifici ormai inutilizzati. Già nelle prime fasi delle operazioni, avviate nel febbraio 2025, l’Azienda sanitaria territoriale aveva segnalato la necessità di approfondire le verifiche sulla possibile presenza di amianto. Le rilevazioni iniziali avevano infatti evidenziato una dispersione di fibre, facendo scattare immediatamente le prescrizioni delle autorità competenti per la messa in sicurezza del sito e l’avvio delle procedure di bonifica. A seguito di tali indicazioni, con una determina del 30 gennaio scorso, l’Erap ha disposto la realizzazione di un apposito hangar all’interno del cantiere relativo al completamento dell’edificio C. La struttura, composta da elementi prefabbricati in alluminio e rivestita con teli in pvc, è stata progettata per garantire un ambiente completamente confinato in cui svolgere le operazioni di rimozione e trattamento delle macerie contenenti amianto. Le dimensioni dell’hangar consentono l’accesso ai mezzi meccanici: all’interno, i materiali vengono raccolti, movimentati e caricati su camion per essere poi trasferiti verso impianti autorizzati allo smaltimento. L’intero sistema è stato studiato per impedire qualsiasi dispersione di polveri o particelle nell’aria, riducendo al minimo i rischi per l’ambiente e per la salute. Particolare rilievo è stato dato anche al monitoraggio ambientale. All’esterno della struttura è attivo un sistema di controllo continuo delle polveri, capace di rilevare eventuali tracce di fibre di amianto nell’atmosfera. Si tratta di una misura fondamentale per garantire la sicurezza sia dei residenti della zona sia degli operai impegnati nelle operazioni di bonifica.
Le prescrizioni
Dai vertici dell’Erap di Ascoli spiegano che le attività stanno proseguendo nel rispetto delle prescrizioni sanitarie: l’obiettivo è assicurare la piena tutela della salute pubblica durante tutte le fasi dell’intervento. Una volta completata la bonifica, l’area potrà essere destinata alla costruzione di nuovi alloggi, accompagnati dalle necessarie opere di urbanizzazione. Le analisi sul terreno sono tuttora in corso, ma almeno per quanto riguarda la dispersione di fibre di amianto nell’aria non si registrano criticità. Resta però evidente come, in situazioni di questo tipo, la prevenzione rappresenti un elemento imprescindibile, anche quando comporta costi elevati. In questo caso, la sicurezza è stata garantita, ma a un prezzo tutt’altro che trascurabile.
Por Redacción PortalPortuario / Agencia DW @PortalPortuario El cazaminas alemán Fulda zarpó de la base naval de Kiel-Wik, en el La entrada Cazaminas alemán enviado al Mediterráneo quedaría cerca de estrecho de Ormuz en caso de despliegue internacional se publicó primero en PortalPortuario .
Por Redacción PortalPortuario / Agencia DW
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El cazaminas alemán Fulda zarpó de la base naval de Kiel-Wik, en el mar Báltico, con destino al Mediterráneo, donde inicialmente se integrará a una fuerza de defensa antiminas de la Otan. El buque está especializado en la detección y destrucción de minas marinas y, en caso de un despliegue internacional en el estrecho de Ormuz, se encontraría más cerca de su posible ubicación de operación.
Desde el inicio de la guerra de Estados Unidos e Israel contra Irán, el 28 de febrero, el régimen de Teherán ha bloqueado el estrecho de Ormuz, una ruta marítima vital, que supuestamente ha minado. El cierre ha provocado un fuerte aumento en los precios del petróleo y del gas natural licuado (GNL) en el mercado mundial.
El canciller de Alemania, Friedrich Merz, ha declarado reiteradamente que su país está dispuesto a contribuir a un acuerdo de paz, pero solo tras el fin de la guerra con Irán. Se lo prometió personalmente al Presidente estadounidense, Donald Trump.
Merz reiteró “durante mi última visita y también en nuestras conversaciones telefónicas, le dije repetidamente que esta guerra nos está afectando significativamente, que nos gustaría que terminara y que estamos ofreciendo nuestra ayuda”.
En la base naval de Kiel, se exhibe el dron submarino Sea Cat de la Armada alemana, con un cazaminas detrás. En la base naval de Kiel, se exhibe el dron submarino Sea Cat de la Armada alemana, con un cazaminas detrás.
La Armada alemana posee una amplia experiencia en desminado. Desde el fin de la Segunda Guerra Mundial, ha realizado continuas labores de desminado, especialmente en el mar Báltico. Diez cazaminas, equipados con modernos drones y buzos especializados en desminado, han consolidado su reputación internacional en esta zona escasamente poblada. La capacidad de desminado se considera un recurso excepcional dentro de la Otan.
Como cualquier despliegue militar de las Fuerzas Armadas (Bundeswehr) alemanas en el extranjero, una posible misión naval en el estrecho de Ormuz estaría sujeta a condiciones. Estas se derivan de la Ley Fundamental (la Constitución alemana) y de la jurisprudencia del Tribunal Constitucional Federal, el máximo tribunal de Alemania.
En primer lugar, tal misión debe estar integrada en un “sistema de seguridad colectiva” como Naciones Unidas, la Otan o la Unión Europea. En segundo lugar, el Bundestag (Cámara Baja del Parlamento), debe ser informado sobre el despliegue en el extranjero, debatirlo y aprobar el mandato. Este mandato define la misión exacta de la Bundeswehr, las capacidades militares que se le proporcionarán, el área de operaciones, el número máximo de efectivos y la duración de la misión.
El Bundestag puede tardar días o incluso semanas en aprobar un despliegue. Por lo tanto, la Armada ya está realizando preparativos, lo que requiere la reasignación de recursos.
“Todo lo que tenemos ya está desplegado. Especialmente lo relativo al escuadrón de cazaminas. Una nueva misión siempre implica la reducción de una existente”, señaló la capitana de fragata Inka von Puttkamer, comandante del 3.er Escuadrón de Cazaminas.
La Armada alemana, que, según el ministro de Defensa, Boris Pistorius, es “la más pequeña en la historia de la República Federal”, ya está comprometida con varias misiones de la Unión Europea, la Otan y Naciones Unidas.
La comandante Von Puttkamer aclaró que el peligroso trabajo en un campo minado solo puede realizarse bajo protección. “Las unidades de contramedidas antiminas solo pueden desplegarse si se mantienen a raya las amenazas desde la superficie y el aire. Así como una fragata no puede detectar una mina, un cazaminas no puede participar en combate aéreo. Por eso, siempre nos verán operando junto con fragatas o corbetas”. El nuevo avión de patrulla marítima P-8 Poseidon también podría utilizarse en este tipo de operaciones.
Una operación de este tipo solo es posible en colaboración con socios, subrayó el ministro de Defensa Pistorius, y solo con Estados Unidos. Ellos tienen “la mejor perspectiva de la situación en la región”. “Los estadounidenses son quienes, junto con los israelíes, libran esta guerra, y por lo tanto, son con quienes debemos colaborar en lo que respecta a las consecuencias”, explicó el político alemán en abril a la cadena ARD.
Se desconoce el alcance de la actividad minera en el estrecho de Ormuz. Así como cuándo se cumpliría el requisito fundamental para el despliegue de las fuerzas armadas alemanas: el fin definitivo de la guerra en Irán. Ese fin no parece probable en estos momentos, ya que las tensiones en torno al estrecho de Ormuz se han intensificado recientemente.
Por Redacción PortalPortuario/Agencia Reuters @PortalPortuario Estados Unidos se prepara para levantar las sanciones contra Eritrea, según un documento interno del La entrada EE.UU. se prepara para levantar sanciones contra Eritrea por ubicación estratégica en ruta del Mar Rojo se publicó primero en PortalPortuario .
Mouse P.I. for Hire’s gameplay and visuals are like a beautiful vintage cheddar — it's just a shame that the Switch 2 edition grates some performance problems on the top.
IMO, al via le candidature per studi di fattibilità sulla decarbonizzazione delle navi passeggeri Adriaeco
L’Organizzazione marittima internazionale apre una nuova fase di supporto tecnico agli Stati membri per accelerare la transizione energetica del trasporto marittimo. L’IMO invita infatti i Paesi a manifestare il proprio interesse a ricevere assistenza per studi di fattibilità finalizzati a progetti pilota per la riduzione delle emissioni di gas serra delle navi.
L’iniziativa si inserisce nell’attuazione della Strategia IMO 2023 sui gas serra, che punta al raggiungimento di emissioni nette pari a zero nel trasporto marittimo internazionale entro il 2050 circa, promuovendo al contempo l’adozione entro il 2030 di tecnologie, carburanti e fonti energetiche a emissioni zero o quasi zero.
Il bando annuale rientra nel programma GreenVoyage2050 dell’International Maritime Organization e si concentra quest’anno sulle navi passeggeri, incluse traghetti e unità Ro-Pax. Si tratta di segmenti considerati particolarmente adatti alla sperimentazione di soluzioni a basse o nulle emissioni, grazie alla natura dei servizi svolti: rotte fisse, orari prevedibili e forte potenziale di replicabilità su larga scala.
Secondo l’IMO, la natura spesso pubblica della proprietà di queste navi può inoltre facilitare i processi decisionali sugli investimenti, mentre i progetti pilota potrebbero generare benefici diretti per le comunità servite dalle rotte.
Il programma di assistenza prevede valutazioni tecniche ed economiche su tecnologie, carburanti e soluzioni energetiche a emissioni zero o quasi zero, con l’obiettivo di supportare lo sviluppo di progetti pilota pronti per gli investimenti. L’intento è rafforzare la base di conoscenze degli Stati membri e ridurre le incertezze legate all’implementazione delle nuove soluzioni.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di decarbonizzazione del settore marittimo internazionale, in linea con gli obiettivi climatici di lungo periodo fissati a livello globale.
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Un nuevo paso adelante se dio en el camino hacia la construcción del proyecto Pacific Coast La entrada Estados Unidos: Visitan ubicación de futura terminal de contenedores en Puerto de Coos Bay se publicó primero en PortalPortuario .
Ancona, il Mercato delle Erbe prende forma: «Ma poca luce e spazi molto stretti» Corriere Adriatico
ANCONA - Il nuovo Mercato delle Erbe comincia a prendere forma. Dopo una settimana di chiusura forzata in attesa di avere il via libera per effettuare il trasferimento, ieri le pescherie hanno finalmente potuto riprendere l’attività all’interno delle due strutture in ferro brunito e vetro allestite apposta per loro a destra e a sinistra dell’entrata.
APPROFONDIMENTI IL CANTIERE Ancona, Mercato delle Erbe, le pescherie al palo. Slitta la riapertura: «Perdiamo clienti» LE REAZIONI Ancona, applausi al look retrò di corso Mazzini: «Lampioni ok e più ordine con i gazebo»
Le strutture
Due strutture belle ed eleganti, dotate di porte scorrevoli ad apertura automatica e aria condizionata, che mettono ordine tra una ridda di banchi giudicata in passato caotica, e che tuttavia, a sorpresa, sono state valutate non troppo funzionali dai diretti interessati. «La luce è poca e gli spazi sono risicati - sostiene uno dei concessionari delle postazioni -. Inoltre il continuo aprirsi e chiudersi delle porte automatiche potrebbe essere un fastidio. Vedremo quest’estate se l’ambiente riuscirà a mantenersi comunque fresco». Insieme alle pescherie, ieri sono potuti tornare al piano terra anche i negozi di frutta e verdura, i cui titolari, però, non hanno gradito la soluzione individuata dai tecnici per la sistemazione dei banchi del pesce. «Bisogna davvero fare un applauso ai progettisti - esclama, ironico, Carmine Maraschio -. Praticamente è stato come svegliarsi la mattina e trovarsi un muro davanti alla finestra». Le attività collocate ai lati dell’ingresso del Mercato delle Erbe sono nascoste dalle nuove strutture, tanto che sono state costrette a mettere dei cartelli per farsi trovare dai clienti. «La gente che entra non ci vede - continua Maraschio -. Per chi arriva al Mercato per la prima volta è come se non esistessimo. E anche le condizioni di lavoro sono pessime. Ci hanno chiusi in una galleria buia dove non circola l’aria. Siamo scontenti su tutta la linea. E del Comune, a parte la signora che dirige i lavori, non si è più visto nessuno». Sabrina Barchiesi è letteralmente furiosa: «Sono veramente curiosa di vedere cosa succede quest’estate. Qui rischiamo tutti di soffocare. Va bene che questa posizione l’ho scelta io, ma non mi aspettavo di trovarmi occultata dietro questo catafalco. Tra l’altro da me devono ancora montare le luci del corridoio».
L’allestimento
E i disagi non finiscono qui. «L’allestimento del negozio l’ho dovuto fare alla bell’e meglio perché fino a pochi giorni fa lo dovevano ancora sistemare. Ma tanto ci dovrò rimettere le mani. Infatti avrei anche il locale adiacente, solo che per un periodo indefinito non lo potrò utilizzare, in quanto sostengono sia l’unico spazio che possono concedere alla macelleria come laboratorio nel momento in cui i lavori si sposteranno da quella parte».
Un buque que transportaba químicos chocó contra un barco petrolero en el puerto de Campana Infobae
La tarde del lunes dejó una imagen de alerta en elRío Paraná, a la altura del kilómetro 96, cuando elbuque químico Ginga Bobcat(bandera de Panamá) embistió la popa delpetrolero Helios(bandera de Islas Marshall) en plena zona operativa delpuerto de Campana, en territorio bonaerense, alrededor de las 17:30. La colisión entre dos embarcaciones que transportabancargas peligrosas—ácido sulfúrico por un lado, combustibles refinados por el otro— disparó los protocolos de emergencia en una de las vías fluviales más transitadas del comercio exterior argentino. PUBLICIDAD Según informóCuestión Entrerriana, el buque Ginga Bobcat se desplazaba a unos16 kilómetros por horacuando redujo su velocidad de forma abrupta hasta detenerse en el momento del impacto. Esefrenado brusco quedó registrado en los sistemas de monitoreoy se convirtió en uno de los datos centrales que analizan los peritos para reconstruir la secuencia del siniestro. El Helios, por su parte, se encontraba amarrado en el muelle. El hecho de que la colisión haya ocurrido en un área donde las maniobras suelen estar estrictamente coordinadas entre los buques y el puerto intensificó las dudas sobre las causas del incidente. Además, el buqueAtlantic Asphalt, que permanecía amarrado en la terminal,resultó afectado por una rozaduradebido a la maniobra excesivamente cercana realizada, según supoInfobae. PUBLICIDAD ElGinga Bobcat debió fondear de emergencia en el kilómetro 98 del río, fuera del canal principal de navegación, a la espera de que la agencia marítima despachara un remolcador para su asistencia, indicaron fuentes a este medio. El Ginga Bobcat transportaba unas10.300 toneladas de ácido sulfúricocon destino al complejo agroindustrial delGran Rosario, mientras que el Helios operaba con combustibles refinados, entre ellos nafta y diésel. La combinación de esas sustancias elevó de inmediato el nivel depreocupación por un posible impacto ambientalsobre el río Paraná. PUBLICIDAD A pesar de la magnitud del choque,ambas embarcaciones registraron daños por encima de la línea de flotación. Ese detalle fue determinante para evitar, al menos en principio, derrames al agua. Según informaron medios locales, las autoridades no detectaron filtraciones ni signos decontaminaciónen la zona del puerto hasta el momento del reporte, aunque el monitoreo permanece activo. El tipo de carga involucrada obligó a activar protocolos preventivos para resguardar la navegación y minimizar cualquier riesgo sobre el ecosistema del Paraná. Finalmente,el choque no dejó heridos, ni hubo contaminación confirmada. PUBLICIDAD Tras el incidente, intervinieron laPrefectura Naval Argentinajunto a lasautoridades portuarias deCampana. Ambos organismos trabajan en la evaluación de los daños estructurales y en la determinación de las causas del impacto. Las primeras pericias se concentran en los registros de navegación, las comunicaciones entre las embarcaciones y las condiciones en que se realizaron las maniobras. Según detallóCuestión Entrerriana, no se descarta que ambos buques permanezcan bajo inspección hasta que se confirme que no existe riesgo para la navegación ni para el ambiente, a la espera de los informes técnicos definitivos. PUBLICIDAD Una embarcación ardió en aguas delrío Paraná, justo antes del acceso aVilla Urquiza, enEntre Ríos, a pocos kilómetros deParaná.El episodio ocurrió meses atrás. Medios locales difundieron imágenes en las que se observa una espesa columna de humo negro mientrasel fuego avanzaba sin freno sobre el yate.El episodio provocó inquietud entre quienes navegaban cerca del lugar. PUBLICIDAD Diversas fuentes confirmaron queun arenero que pasaba por la zona intentó acercarse para ayudara sofocar el incendio, pero la intensidad de las llamas hizo que el esfuerzo fuera inútil. El fuego destruyó por completo la embarcación, provocando pérdidas materiales totales. Según elDiario UNO de Entre Ríos,no hubo heridos, ya que los ocupantes lograron abandonar la nave a tiempo, antes de que el fuego se extendiera por todo el casco, evitando así daños personales. La pérdida material, en cambio, fue total. PUBLICIDAD Las autoridades se encargaron de la investigación para esclarecer cómo se originó el incendio y examinar en detalle las circunstancias del hecho, según señalóElonce. Testigos y navegantes quedaron impactados al observar cómo el fuego consumía la embarcación sobre las aguas del Paraná, mientras se aguarda información oficial sobre el motivo del siniestro. PUBLICIDAD PUBLICIDAD
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El Puerto de Paracas dio a conocer la incorporación de Fernando Valdivieso Gálvez como nuevo gerente La entrada Perú: Puerto de Paracas incorpora a Fernando Valdivieso como nuevo gerente de operaciones se publicó primero en PortalPortuario .
Afragola, la promessa di Iroso: «Sicurezza e ambiente per la città sostenibile» Il Mattino
Alessandra Iroso, candidata a sindaco del centrodestra, dopo la gestione commissariale, perché i cittadini dovrebbero tornare a fidarsi della politica?
«La gestione commissariale, per sua natura, non può avere una legittimazione politica perché non nasce dalla volontà popolare. Il nostro obiettivo è proprio questo: restituire alla città una politica credibile, capace di occuparsi davvero del bene comune».
APPROFONDIMENTI Amministrative 2026 nel Napoletano, da Sorrento ad Arzano: le sfide della provincia Elezioni Comunali 2026 ad Afragola, è già “ballottaggio”: duello tra Iroso e Giustino
Il centrodestra ha già governato: cosa garantisce che questa volta sarà diverso?
«La nostra è una coalizione civica di centrodestra che unisce i partiti di governo a un forte radicamento territoriale, grazie alla presenza di liste civiche che rappresentano le migliori energie della città. Non è una somma di sigle, ma una sintesi politica e civica che nasce per garantire stabilità, competenza e capacità di governo».
Sicurezza: slogan o realtà? Tre azioni concrete.
«La sicurezza non può essere uno slogan, ma un impegno quotidiano. Partiamo da una base importante: il sistema di videosorveglianza, che ho seguito direttamente nel mio ruolo amministrativo. Le azioni sono chiare: potenziamento ulteriore degli impianti, rafforzamento dell’organico della Polizia Municipale, utilizzando graduatorie già disponibili ed estensione dei turni, in particolare nelle ore notturne».
Stazione AV: infrastruttura simbolo ma poco integrata. Di chi sono le responsabilità e cosa farebbe subito?
«La stazione AV è una grande opportunità che non è stata ancora pienamente valorizzata. Oggi serve un cambio di passo. La priorità è integrare davvero la stazione con la città, attraverso collegamenti efficienti, servizi e una pianificazione urbana coerente. Inoltre c’è da sottolineare l’ampliamento dei parcheggi; un primo segnale è l’autorizzazione che il Comune darà nei prossimi giorni per circa 500 nuovi posti».
Commercio in crisi: lei è dalla parte dei piccoli esercenti o delle grandi catene?
«Sono dalla parte dell’equilibrio e della tutela del tessuto economico locale. I piccoli esercenti rappresentano l’identità e la vitalità della città e vanno sostenuti con politiche mirate. Allo stesso tempo, serve una visione capace di integrare le diverse realtà, evitando squilibri e valorizzando il commercio di prossimità».
Ambiente e roghi tossici: qual è il primo atto concreto che firmerebbe?
«Il primo atto è rafforzare il controllo del territorio. Più monitoraggio, più presenza e una collaborazione costante con le forze dell’ordine e gli enti competenti».
Urbanistica: Afragola ha bisogno di costruire o di rigenerare?
«Afragola ha bisogno soprattutto di rigenerare. Riqualificare gli spazi esistenti, recuperare aree degradate e migliorare la qualità urbana deve essere la priorità. Solo così si può costruire una città più vivibile, moderna e sostenibile. In questo senso, è fondamentale il Puc in vigore da due anni».
Trasparenza: come garantirà che il Comune non torni in situazioni opache?
«La trasparenza si garantisce con regole chiare e comportamenti coerenti. La fiducia si costruisce giorno per giorno, con serietà e responsabilità».
Ha già individuato una squadra di governo? Sarà più politica o più tecnica?
«Sarà una squadra equilibrata. Servono competenze, ma anche rappresentanza e conoscenza del territorio».
Quanto conta il sostegno dei partiti rispetto alla sua autonomia decisionale?
«Il sostegno dei partiti è importante perché garantisce stabilità e visione. Allo stesso tempo, il mio riferimento resta sempre l’interesse della città».
C’è un errore delle amministrazioni passate che lei non ripeterà mai?
«Più che guardare agli errori, credo sia utile concentrarsi su ciò che si può migliorare. Serve maggiore continuità nell’azione amministrativa e una capacità più forte di portare a termine i progetti avviati. I cittadini chiedono risultati concreti e tempi certi».
Por PortalPortuario Social Junto a representantes de la comunidad, ejecutivos portuarios, autoridades locales y dirigentes sindicales, la Empresa Portuaria San La entrada Con un homenaje a exportuarios EPSA conmemora 114 años de historia del Puerto de San Antonio se publicó primero en PortalPortuario .
Capaccio, plafond di 30 milioni dalle 3 Bcc salernitane per le aziende bufaline Il Mattino
Un plafond da 30 milioni di euro messo a disposizione dalle tre Bcc salernitane (Campania Centro, Capaccio Paestum e Serino, Magna Grecia) per sostenere le aziende della filiera bufalina della Piana del Sele nell’adozione di soluzioni e tecnologie green, con l’obiettivo di ridurre i costi energetici e migliorare l’efficienza produttiva. L’iniziativa è stata annunciata dai presidenti delle tre banche – Camillo Catarozzo, Rosario Pingaro e Giuseppe Tuozzo – in occasione della presentazione del report “Filiere sostenibili della Piana del Sele - Filiera bufalina”, promosso dalla Fondazione Symbola al Senato della Repubblica, su iniziativa del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura.
APPROFONDIMENTI Frana, memoria e accusa «Lo Stato non è con noi» Salerno: requisiti insufficienti, fuori 50 docenti precari Aeroporto Salerno: Aeroitalia scalda i motori per il lancio delle linee estive
Il report, realizzato con il contributo di Coldiretti, Confagricoltura e numerose imprese del comparto, analizza soluzioni innovative per accompagnare la transizione ecologica della filiera bufalina, trasformando le criticità in opportunità di crescita e valorizzazione. «Oggi questa filiera si confronta con la sfida della transizione verde, resa ancora più urgente dall’instabilità dei costi energetici e delle materie prime, e da un nuovo orientamento dei mercati» spiega Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola. Lo studio prende in esame sei macro-dimensioni dell’intero ciclo produttivo: dalla riduzione delle sostanze chimiche alla gestione della risorsa idrica, dalla tutela di suolo e biodiversità alla riduzione delle emissioni, fino al recupero dei sottoprodotti e all’adozione di packaging sostenibili, senza trascurare il benessere animale.
Sarno, cittadinanza onoraria per Nino D'Angelo: «Le parole che valgono di più sono quelle del ricordo»
La Piana del Sele concentra oltre il 25% degli allevamenti e il 30,8% dei capi presenti in Campania. «È un patrimonio che deve rimanere tale anche nel futuro, attraverso un percorso di ulteriore innovazione e miglioramento» aggiunge Camillo Catarozzo, presidente Bcc Campania Centro Tra i dati più interessanti, emerge la capacità della filiera della Mozzarella di Bufala Campana Dop di compensare le emissioni di CO2 attraverso i foraggi destinati all’alimentazione delle bufale. «Lo sforzo delle banche promotrici e della Fondazione Symbola è quello di individuare innovazioni tecnologiche capaci di rendere gli allevamenti bufalini sempre più compatibili dal punto di vista ambientale e, allo stesso tempo, più efficienti sotto il profilo produttivo» evidenzia Rosario Pingaro, presidente Bcc Capaccio Paestum e Serino.
Lo studio individua più di 30 soluzioni green, dalla microirrigazione agli impianti agrovoltaici, fino ai sistemi di refrigerazione a basso impatto e ai micro-impianti di compostaggio, biogas e biometano, in grado di valorizzare sottoprodotti come letame, liquami e siero. «Come Credito Cooperativo siamo accanto agli allevatori e ai trasformatori con competenze, ascolto e un plafond dedicato per sostenere investimenti in energia rinnovabile, gestione efficiente delle risorse e valorizzazione dei sottoprodotti» aggiunge Giuseppe Tuozzo, presidente della Bcc Magna Grecia. Presente anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca: «La Campania è pronta a raccogliere questa sfida. Con oltre la metà degli allevamenti bufalini italiani, siamo il cuore pulsante della filiera e intendiamo guidare l’evoluzione verso un modello sempre più sostenibile, competitivo e innovativo».
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario Argentina potenció las exportaciones de carne al mercado estadounidense, a través de la Semana de la La entrada Argentina potencia exportaciones de carne a mercado estadounidense se publicó primero en PortalPortuario .