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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 6079 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Porto di Taranto: regole più severe per ridurre emissioni nocive e odori dalle navi cisterna - Quotidiano Di Puglia
📰 Quotidiano Di Puglia 📅 2026-04-29 📍 Taranto it Aria · inquinamento Salute · ambiente
Porto di Taranto: regole più severe per ridurre emissioni nocive e odori dalle navi cisterna Quotidiano Di Puglia
La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto ha introdotto un nuovo protocollo operativo per contenere e prevenire le emissioni odorigene e i composti organici volatili (VOC) prodotti dalle navi cisterna nel porto cittadino. Il provvedimento e le collaborazioni Il provvedimento è stato realizzato in collaborazione con Arpa Puglia, Autorità Portuale, tecnici specializzati ed Eni. L’obiettivo è quello di rafforzare i controlli in uno scalo caratterizzato da un'intensa movimentazione di idrocarburi, con particolare attenzione al periodo estivo, quando l’innalzamento delle temperature accentua il rischio di emissioni e molestie olfattive. Le nuove regole per le navi cisterna Le nuove disposizioni impongono alle navi l’obbligo di mantenere efficienti i sistemi di controllo delle emissioni, oltre a monitorare costantemente pressione e temperatura del carico. Tutela ambientale e controlli Tutti i dati rilevati dovranno essere registrati ed essere disponibili per eventuali verifiche da parte delle autorità competenti. In caso di anomalie, sono previste misure correttive tempestive. Lo scopo delle nuove norme è garantire una protezione ambientale rafforzata e maggiore sicurezza per operatori e cittadini, assicurando al contempo la piena operatività del porto. La Guardia Costiera continuerà ad effettuare monitoraggi costanti per verificare il rispetto delle disposizioni introdotte.
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Ulsan Port Authority claims world’s first PTS ammonia bunkering operation - WorldCargo News
📰 WorldCargo News 📅 2026-04-29 en
Ulsan Port Authority claims world’s first PTS ammonia bunkering operation WorldCargo News
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Contributo stabile all’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, Gianni Martinelli: è un volano di sviluppo della nostra economia, uno scrigno ambientale - Algherolive
📰 Algherolive 📅 2026-04-29 it
Contributo stabile all’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, Gianni Martinelli: è un volano di sviluppo della nostra economia, uno scrigno ambientale Algherolive
Ultime Notizie 19:23Alessandro Cocco soddisfatto per la serata di ironia vissuta con Federico “Osho” Palmaroli : grande partecipazione di pubblico19:10Sardegna capitale mondiale degli scacchi: a Orosei al via il Sardinia World Chess Festival, l’open più forte mai organizzato in Italia19:06Futsal FC Alghero, domenica grande festa in attesa della fase nazionale dell’Under 19 Venerdì 1 Maggio, aggiornato alle 19:23 La dichiarazione del consigliere comunale Gianni Martinelli in merito al contributo stabile per l’Azienda Speciale Parco di Porto Conte segna un punto importante nel dibattito politico algherese, specialmente in un’ottica di programmazione a lungo termine per l’area protetta. Martinelli difende l’ente Parco dalle critiche arrivate dai banchi dell’opposizione, lo fa in maniera decisa, pesando le parole, poco enfatiche e molto asciutte. Gianni Martinelli ha espresso un parere favorevole basandosi su alcuni pilastri fondamentali per la gestione del territorio, un contributo “stabile”, e non legato a trasferimenti sporadici o straordinari, che permette al Parco di pianificare le attività di conservazione e promozione con maggiore sicurezza finanziaria. Il consigliere Martinelli riconosce il Parco non solo come un vincolo, ma come un’opportunità di sviluppo sostenibile che necessita di risorse certe per funzionare efficacemente. “E’ uno scrigno della natura, che dobbiamo preservare alla future generazioni, un bene da tutelare, una grande risorsa per il territorio, compresi gli investimenti che si attraggono, un esempio su tutti l’acquisizione dell’area di Punta Giglio” – ha affermato con convinzione. Il supporto alla delibera riflette la volontà di consolidare il braccio operativo del Comune nella gestione del patrimonio naturalistico di Capo Caccia e delle zone limitrofe. La discussione sul contributo stabile si inserisce in un quadro più ampio di revisione dei rapporti tra il Comune di Alghero e le sue partecipate-enti strumentali. La stabilità del fondo è vista da Martinelli come una garanzia per il mantenimento persino dei livelli occupazionali dell’Ente Parco. In precedenza, i trasferimenti potevano subire variazioni significative a ogni bilancio di previsione. Con una delibera di indirizzo verso un contributo stabile, si crea una sorta di “automatismo” che sottrae la gestione ordinaria del Parco alle fluttuazioni immediate della politica di bilancio annuale, garantendo una visione più strutturata. Questo orientamento di Martinelli sembra andare nella direzione di una “normalizzazione” gestionale, equiparando il Parco a un servizio essenziale per la comunità algherese. Alghero Liveè una testata indipendente iscritta nel registro della stampa del Tribunale di Sassari in data 06/07/2022, n. 2091/2022, realizzata su supporto informatico e diffusa unicamente per via telematica ovvero on line. Direttore responsabile: Antonio SiniWebmaster, responsabile della comunicazione: Daniela SiniRedazione: Regione San GiulianoP.I. 02919050902 Alcune delle foto pubblicate suwww.algherolive.itsono state prese da Internet, e valutate di pubblico dominio. Qualora i soggetti o gli autori delle stesse avessero qualcosa da eccepire alla loro pubblicazione, non esitino a segnalarlo all’indirizzoredazione@algherolive.it © ALGHEROLIVE – Riproduzione solo con il permesso di algherolive.it redazione@algherolive.it
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Could this conference be a 'turning point' for the world's use of fossil fuels?
📰 NPR 📅 2026-04-29 en
Against the backdrop of an energy crisis and a warming planet, more than 50 countries have come to Santa Marta, Colombia, to discuss concrete ways to phase out oil, gas, and coal.
Julia Simon Colombia's President Gustavo Petro, Colombia's Environment Minister Irene Vélez Torres and Dutch Minister of Climate and Green Growth Stientje van Veldhoven attend the Transitioning Away from Fossil Fuels conference in Santa Marta, Colombia, on Tuesday.Raul Arboleda/AFP via Getty Imageshide caption SANTA MARTA, Colombia — As the sun sets on the Caribbean coast, the lights turn on at the giant port that exportsmillions of tons of Colombia's coalto the rest of the world. Colombia is a major global coal producer, as well as an oil and gas producer. But in recent years, Colombia's government has been diversifying its economy andtransitioning away from fossil fuels, the single biggest driver of human-caused climate change. The country isn't alone. This week, Colombia and the Netherlands—the birthplace of oil giant Shell—co-hosted the "Transitioning Away from Fossil Fuels conference" in Santa Marta, just north of the coal port. At a hotel by the sea, representatives of more than 50 countries participated in a two-day high-level conference to discuss concrete ways to phase out oil, gas, and coal.The countries created new collaborations to figure out coordinated efforts to cut fossil fuel production and decarbonize trade. The conference also formally launched a new scientific panel on the energy transition. "Let this conference be the moment when ambition becomes action," Colombia's environment minister Irene Vélez Torres told the countries gathered for the opening plenary on Tuesday. "Let's make this a turning point in history." These high-level talks happened amidst the backdrop of a warming planet and an energy crisis spurred by the U.S.-Israeli war in Iran. High oil and gas prices and energy shortages triggered by the recent war have created what the executive director of the International Energy Agency, Fatih Birol, has called "the mother of all energy crises." With the current fossil fuel shortages, many countries feel an increasing urgency to transition their economies away from oil, gas and coal, says Ralph Regenvanu, minister for climate change of Vanuatu. The island nation is threatened by rising sea levels due to climate change and relies on fossil fuel imports for transportation and electricity. The country is increasing its number of solar projects, and in recent weeks, the countrybrought forward its targetto electrify its fleet of government vehicles. "The decision on EVs was directly stimulated by the crisis," Regenvanu tells NPR. In many countries, affordable Chinese electric vehicles are proliferating. Meanwhile, large solar and wind projects provide more cost-competitive energy than natural gas and coal projects,according to financial services firm Lazard. "Governments are not doing [the energy transition] necessarily for climate reasons," says Leo Roberts of the climate nonprofit E3G. "They're doing it because it is cheaper and more effective to move your economy away from fossil fuels — and it's safer and more secure." The U.S., the world's largest oil and gas producer and thelargest consumer of oil, did not participate in the conference. The U.S. State Department, which has in the past sent delegates to international climate talks, wrote in an email that "moving away from reliable, affordable, and secure energy to rely on intermittent and costly energy sources is destructive, and the president has been clear that the United States will not participate in the bogus climate agenda." When renewable energy is paired with large batteries or other forms of grid management,it's proven to be reliable. China, the world's largest consumer of coal, is also not participating in the conference. Daniela Durán, head of international affairs at Colombia's Ministry of Environment, notes that some of the world's biggest fossil fuel producers were represented at the conference, including Australia, Mexico and Nigeria. For countries not participating, "doors will be open for them to join" when they're ready, Durán says. "But this is not a space for us to fight about whether we are going to do [the transition away from fossil fuels]," she adds. " This is a space for those who are ready to move forward." Daniela Durán, head of international affairs at Colombia's Ministry of Environment, says this new conference is "a space where we can actually discuss fossil fuels."Julia Simon/NPRhide caption At the two-day conference, countries discussed ways to speed up the transition away from fossil fuels. This includes moving subsidies for fossil fuels such as gasoline and diesel to renewable energy and batteries. It also includes finding new employment opportunities for the millions of people who work in the fossil fuel sector, in places such as the coal mines south and east of Santa Marta. Climate experts and country representatives tell NPR that this conference was born out of frustration with the yearly United Nations climate conferences. They are known as COPs, and they have been around for 30 years. At the climate conference in Dubai in 2023, countries agreed to transition away from fossil fuels in energy systems. But since then, countries have not agreed onhowto transition away from fossil fuels. At U.N. climate conferences, all the countries have to agree on the language in any agreement, says Johanna Gusman, senior attorney at the Center for International Environmental Law. Gusman says fossil fuel producers like Saudi Arabia have consistently opposed having fossil fuel language in the text. Last November atthe U.N. conference in Brazil, roughly 80 countries pushed for a roadmap to phase out fossil fuels, but the conference ended without one. Instead, the governments of Colombia and the Netherlands announced the Santa Marta conference explicitly dedicated to transitioning away from fossil fuels. This new conference does not replace COPs, Durán says. "It's a process that aims to complement the climate COPs, a space where we can actually discuss fossil fuels, which is something that we cannot do at climate COPs," she says. In the U.N. process, countries have made pledges to cut emissions that heat the planet as part of the2015 Paris Agreement. But scientists find those pledged emission cuts are not enough to limit warming to 1.5 degrees Celsius.A recent U.N. reportfinds that pledges would cut emissions by just 12% by 2035. Scientists say countries need to cut emissions in half by 2035. Cutting the use of fossil fuels and increasing renewable energy is an important way to cut emissions that heat the planet, says Mary Robinson, former president of Ireland. In an event on Monday, she called the conference in Santa Marta "a coalition of the doers." "We have a unique opportunity to shift and move rapidly in a different direction," Robinson tells NPR. "And we cannot move rapidly enough." The two-day high-level talks are taking place in the coastal city of Santa Marta, Colombia.Raul Arboleda/AFP via Getty Imageshide caption At the conference, countries discussed eventually making a legally binding treaty to have countries commit to these actions, says Tzeporah Berman, founder and chair of the nonprofit Fossil Fuel Treaty Initiative. But while some countries wanted a binding mechanism, other countries at the conference are more resistant, says Andrés Gómez, Latin America coordinator for the Fossil Fuel Treaty Initiative. "[Some countries] want to continue in a way that's nonbinding, after thirty COPs," he says in Spanish with a laugh. At the final plenary on Wednesday evening, Tuvalu and Ireland announced they would co-host the next conference, to be held in Tuvalu, a Polynesian island nation facing rising sea levels. The world will "inevitably" breach the 1.5 Celsius degree limit within the coming decade, Johan Rockström, director of the Potsdam Institute for Climate Impact Research, told the opening plenary. Coming back from theovershoot of 1.5 degrees Celsiusis still scientifically possible, Rockström said, "but it requires …accelerating transitions away from fossil fuels." Still, he told the countries gathered at the conference, "I have, as a scientist, never felt so encouraged." "You are the light in a tunnel of darkness," he said.
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Ex Ilva, De Palma (Fiom): «Ora un patto Governo-regioni per il futuro all’acciaio. Flacks e Jindal? Non abbiamo letto nulla» - La Gazzetta del Mezzogiorno
📰 La Gazzetta del Mezzogiorno Media 📅 2026-04-29 it
Ex Ilva, De Palma (Fiom): «Ora un patto Governo-regioni per il futuro all’acciaio. Flacks e Jindal? Non abbiamo letto nulla» La Gazzetta del Mezzogiorno
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Cristina Pérez Ruiz, nueva socia de Clyde & Co - Cinco Días
📰 Cinco Días 📅 2026-04-29 es
Cristina Pérez Ruiz, nueva socia de Clyde & Co Cinco Días
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Due ragazzine litigano per strada e il rottweiler di una azzanna il polpaccio dell’altra, Ipotesi bullismo
📰 Ilfattoquotidiano.it 📅 2026-04-29 it
Litiga con la proprietaria di un rottweiler e il cane l’azzanna alla gamba: è accaduto a una ragazzina di 12 anni lunedì sera sul lungomare di Porto Cesareo in provincia di Lecce. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, la proprietaria del molosso – u…
Il molosso di proprietà della quindicenne si sarebbe avventato, sotto suo ordine, sulla gamba della tredicenne: le due avevano iniziato a spintonarsi sul lungomare di Porto Cesareo (Lecce) Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Litiga con la proprietaria di un rottweiler e il cane l’azzanna alla gamba: è accaduto a una ragazzina di 13 anni lunedì sera sul lungomare di Porto Cesareo in provincia di Lecce. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, la proprietaria del molosso – una quindicenne in compagnia della sorella di 17 anni – avrebbe avuto degli screzi con l’altra ragazzina. Le due si sarebbero incrociate per caso e avrebbero iniziato a litigare per strada dandosi anche qualche spintone. A un certo punto il cane si sarebbe avventato al polpaccio della dodicenne. Da quanto si apprende da un video girato da una testimone, sembra che l’aggressione sia iniziata a causa di un comando impartito al cane dalle due proprietarie: il molosso avrebbe quindi iniziato a inseguire la 13enne che, mentre cercava di scappare, è stata morsa alla gamba. Soccorsa immediatamente da alcuni passanti, la giovane è stata portata all’ospedale Vito Fazzi di Lecce ed è stata sottoposta a un intervento chirurgico su ferite che sono state giudicate guaribili in circa venti giorni. Intanto il cane della quindicenne è stato messo in quarantena e affidato alla madre della ragazza che ha riferito ai carabinieri supposti atti di bullismo compiuti dalla tredicenne ai danni della figlia. Intanto l’avvocato della famiglia della vittima, il legale Rocco Rizzello, ha presentato due denunce: la prima alla magistratura minorile contro la 15enne e la sorella perché avrebbero aizzato il cane contro la 13enne e la seconda alla Procura ordinaria nei confronti dei genitori delle due ragazze per omessa custodia dell’animale, utilizzato dalle ragazze come un’ “arma impropria“.
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South Korea, a trade powerhouse, faces an emergency as its maritime supply chain is blocked ... Only expanding the 'strategic merchant fleet' can save the day - 매일경제
📰 매일경제 📅 2026-04-29 en
South Korea, a trade powerhouse, faces an emergency as its maritime supply chain is blocked ... Only expanding the 'strategic merchant fleet' can save the day 매일경제
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Viabilità nei siti industriali del Consorzio: a Porto Torres una nuova rotatoria - L'Unione Sarda.it
📰 L'Unione Sarda.it 📅 2026-04-29 📍 Porto Torres it
Viabilità nei siti industriali del Consorzio: a Porto Torres una nuova rotatoria L'Unione Sarda.it
Il Consorzio industriale provinciale di Sassari prosegue nell’attività di riqualificazione delle aree produttive di Porto Torres, Sassari - Truncu Reale e Alghero - San Marco. Nei prossimi giorni nel principale sito di Porto Torres sarà completamente risistemata la rotatoria tra via Vespucci e via dell’Industria, nodo strategico per la viabilità interna ed esterna dell’area produttiva. Il progetto prevede un’azione integrata che unisce funzionalità e valorizzazione estetica: oltre al rifacimento delle superfici e dei collegamenti idrici, sarà realizzato un nuovo impianto di irrigazione automatizzato e una sistemazione a verde con essenze mediterranee – tra cui rosmarino, lavanda e rose paesaggistiche – pensate per garantire sostenibilità, basso fabbisogno idrico e qualità visiva. L’intervento include inoltre opere di scavo e posa di tubazioni, il ripristino delle pavimentazioni stradali e dei marciapiedi e un piano di manutenzione programmata della rotatoria, comprensivo di sfalcio, potature e sostituzione delle essenze vegetali. La sistemazione della rotonda, che cambierà aspetto a uno degli ingressi più trafficati dell’area industriale, si inserisce nelle attività di rinnovamento sostenibile del Consorzio, nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio: tra queste, il protocollo d’intesa con il Comune di Porto Torres per la rimozione e la gestione coordinata dei mezzi e dei materiali abbandonati lungo le strade consortili, con l’obiettivo di migliorare la qualità ambientale e il decoro dell’agglomerato e dell’intera città. Parallelamente, il Consorzio ha definito un piano organico di rinnovo della cartellonistica nei tre siti per migliorare l’orientamento, la sicurezza e l’identità complessiva delle aree produttive. I vecchi cartelli, ormai deteriorati, saranno sostituiti da segnali nuovi, più chiari e leggibili. In questo modo saranno garantite coerenza visiva e immediatezza delle informazioni e, insieme, rafforzata l’immagine complessiva delle aree industriali. Sempre nell’area industriale di Porto Torres la nuova segnaletica sarà distribuita in modo capillare lungo gli assi principali e secondari, con particolare attenzione agli ingressi degli impianti e ai punti di maggiore traffico, con oltre venti punti informativi. A Sassari-Truncu Reale, il progetto prevede una riorganizzazione completa della segnaletica interna, con oltre dieci nuovi cartelli posizionati nei nodi viari principali e nelle aree di accesso, così come Alghero- San Marco, dove sarà prevista anche una segnaletica dedicata ad aree specifiche, come l’impianto di lavorazione della posidonia di prossimo avvio. I lavori rappresentano un ulteriore passo avanti nel percorso di modernizzazione delle infrastrutture consortili e rispondono alle esigenze delle imprese in termini di accessibilità, decoro urbano e funzionalità degli spazi. © Riproduzione riservata
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Puzza dalle petroliere, nuove regole nel porto e controlli più stringenti - Buonasera24
📰 Buonasera24 📅 2026-04-29 📍 Taranto it Aria · inquinamento Salute · ambiente
Puzza dalle petroliere, nuove regole nel porto e controlli più stringenti Buonasera24
TARANTO - Rafforzare la prevenzione ambientale e contenere le emissioni odorigene provenienti dalle navi cisterna. È questo l’obiettivo della nuova iniziativa regolamentare messa a punto dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto, che introduce disposizioni più stringenti per le unità impegnate nel trasporto di idrocarburi. Il provvedimento riguarda le petroliere che sostano in rada, operano agli approdi petroliferi o svolgono attività commerciali all’interno dello scalo ionico, un contesto caratterizzato da un’intensa movimentazione di prodotti energetici e che richiede elevati standard di sicurezza e tutela ambientale. Il percorso normativo è stato definito attraverso un lavoro congiunto che ha coinvolto ARPA Puglia, il Consulente Chimico del Porto, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ed Eni, con l’intento di individuare soluzioni condivise per ridurre il rischio di fenomeni odorigeni, soprattutto in vista dei mesi estivi quando l’aumento delle temperature può accentuarne la diffusione. Le nuove disposizioni introducono una serie di obblighi operativi per limitare il rilascio in atmosfera di vapori, gas e composti organici volatili, estendendo i controlli non solo alle fasi di carico e scarico, ma anche ai periodi di sosta e ormeggio. Tra le principali misure previste, le navi dovranno garantire il pieno funzionamento dei sistemi di bordo dedicati al contenimento delle emissioni, effettuare un monitoraggio costante della pressione delle cisterne e, quando necessario, della temperatura del carico. I dati raccolti dovranno essere registrati per consentire verifiche successive e assicurare la tracciabilità delle operazioni. In presenza di anomalie, sarà obbligatorio intervenire tempestivamente con le procedure correttive previste. “L’obiettivo è rafforzare il sistema di prevenzione e controllo nelle operazioni petrolifere portuali, attraverso misure chiare e verificabili”, sottolinea la Guardia Costiera, evidenziando la volontà di garantire un equilibrio tra attività portuali, sicurezza e tutela della collettività. “Si tratta di prevenire i fenomeni odorigeni e gestire rapidamente eventuali criticità”, viene precisato. L’attività della Capitaneria non si esaurirà con l’introduzione delle nuove regole. Sono previsti controlli costanti per verificare il rispetto delle disposizioni da parte degli operatori e delle navi, con la possibilità di adottare ulteriori interventi qualora necessario. Con questa iniziativa, la Guardia Costiera ribadisce il proprio impegno verso un modello di sviluppo portuale orientato alla sicurezza, alla sostenibilità e alla collaborazione tra istituzioni e operatori, con particolare attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.
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Taranto, Capitaneria: stop alla dispersione di gas nel porto. È la prima volta in Italia - Telenorba
📰 Telenorba 📅 2026-04-29 📍 Taranto it Aria · inquinamento Salute · ambiente
Taranto, Capitaneria: stop alla dispersione di gas nel porto. È la prima volta in Italia Telenorba
L’ordinanza potrebbe diventare un modello da seguire anche in altri porti italiani Stop alle emissioni odorigene, alla dispersione di gas o di vapori potenzialmente pericolosi nel porto di Taranto. Nuova ordinanza della Capitaneria di Porto per le navi cisterna che trasportano idrocarburi, petrolio o che siano impegnate in attività commerciali e che sostano nella rada tarantina. Per la prima volta in Italia vengono disposte regole così stringenti, dal divieto di rilascio in atmosfera di vapori o gas fino al monitoraggio della pressione delle cisterne e della temperatura del carico. Ci sarà l’obbligo poi di effettuare registrazioni periodiche per consentire verifiche e piena tracciabilità in futuro. In caso di emergenza e di apertura delle valvole di sicurezza le navi dovranno lasciare la rada e allontanarsi per almeno 12 miglia. L’iniziativa è svolta in sinergia con ARPA Puglia e con il Consulente Chimico del Porto e, ancora, con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e l’ENI. L’ordinanza potrebbe diventare un modello da seguire anche in altri porti italiani: “E’ un regolamento innovativo, unico nel suo genere – commenta il Comandante della Capitaneria di Porto di Taranto, Leonardo Deri – non ci sono in altre città ordinanze così rigide e così puntuali”.
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Lo sport e la Costituzione italiana, alla Canottieri dibattito sui valori e la valenza sociale - Il Mattino
📰 Il Mattino Media 📅 2026-04-29 it
Lo sport e la Costituzione italiana, alla Canottieri dibattito sui valori e la valenza sociale Il Mattino
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Una spinta alla differenziata: nuovo ecocentro al Battente. Avrà al suo interno un centro per il riuso dei materiali - Corriere Adriatico
📰 Corriere Adriatico Media 📅 2026-04-29 it
Una spinta alla differenziata: nuovo ecocentro al Battente. Avrà al suo interno un centro per il riuso dei materiali Corriere Adriatico
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Los astilleros Meyer Turku se alzan con dos nuevos cruceros de la clase Icon - El Canal Marítimo y Logístico
📰 El Canal Marítimo y Logístico 📅 2026-04-29 es
Los astilleros Meyer Turku se alzan con dos nuevos cruceros de la clase Icon El Canal Marítimo y Logístico
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Los alcaldes de Cartagena, Madrid y Albacete exigen al Gobierno la apertura inmediata de la línea ferrovia
📰 Europapress.es 📅 2026-04-29 es
Los alcaldes de Madrid, José Luis Martínez-Almeida, y Albacete, Manuel Serrano, han manifestado a la alcaldesa, Noelia Arroyo, su apoyo a las exigencias de Cartagena para que el Gobierno abra "de forma inmediata" la línea ferroviaria directa que conecte a la …
Reunión de los alcaldes de Cartagena, Madrid y Albacete - AYUNTAMIENTO DE CARTAGENA MURCIA 29 Abr. (EUROPA PRESS) - Los alcaldes de Madrid, José Luis Martínez-Almeida, y Albacete, Manuel Serrano, han manifestado a la alcaldesa, Noelia Arroyo, su apoyo a las exigencias de Cartagena para que el Gobierno abra "de forma inmediata" la línea ferroviaria directa que conecte a la ciudad con el centro peninsular, tras cuatro años de desconexión "que nos ha convertido en una isla ferroviaria", ha señalado la regidora cartagenera. Los tres regidores se han reunido para evaluar la situación creada por el nuevo retraso en la recuperación del servicio y por la falta de compromiso del Ministerio de Transportes. En este sentido, han lamentado que el organismo "elude dar una fecha concreta de apertura", por lo que han exigido desde el consistorio madrileño el restablecimiento de la línea que une las tres ciudades y que está interrumpida desde el 28 de febrero de 2022. Martínez-Almeida, Serrano y Arroyo han defendido que la reapertura de la línea directa "no puede seguir sometida a aplazamientos ni a decisiones pendientes de concreción". Los alcaldes reclaman al Ministerio que aclare cuándo volverá a estar operativo el servicio entre el sureste peninsular, Castilla-La Mancha y la capital de España; qué trenes se van a programar y qué compromisos asumirá Renfe o el operador correspondiente para recuperar la conexión directa, según han informado desde el consistorio. La reclamación afecta a otros municipios de las tres comunidades autónomas, con los que "vamos a impulsar un frente común", ha dicho Arroyo, subrayando que "todos los vecinos de estas localidades están perdiendo oportunidades laborales, comerciales, formativas, culturales, por no tener un tren directo que los conecte". Además, ha insistido en que el cierre prolongado de la línea obliga a utilizar recorridos alternativos, "con más tiempo de viaje y peores condiciones de movilidad". El alcalde de Madrid, ha insistido en que "es incomprensible que Cartagena esté aislada desde hace cuatro años. "Hay que decir basta" ha subrayado Almeida, quien ha añadido que "no puede pasar ni un solo día más" sin que exista esta conexión férrea entre las tres ciudades. Por su parte, el alcalde de Albacete ha señalado que "el corredor no sólo conecta ciudades, sino que es un eje vertebrador de comarcas y municipios, siendo especialmente relevante su conexión con el puerto de Cartagena: una de las principales infraestructuras logísticas del Mediterráneo donde el transporte por carretera no es una opción". Los tres alcaldes han defendido que la recuperación del tren directo es una cuestión de cohesión territorial y de igualdad en el acceso a los servicios públicos. También han señalado que el corredor ferroviario Cartagena-Albacete-Madrid conecta ciudades y municipios con una relación histórica, económica y social "que no puede quedar debilitada por la falta de planificación del Gobierno". El alcalde albaceteño ha afirmado que el cierre de esta línea ha limitado las oportunidades laborales, educativas y sanitarias de sus ciudadanos; ha reducido la competitividad de las empresas; dinamitado las posibilidades turísticas; y ha perjudicado el medio ambiente ante el aumento de emisiones de gases contaminantes al crecer el uso del vehículo privado y el transporte de mercancías por carretera. En la Región de Murcia, la línea da servicio a Cartagena, Torre-Pacheco, Murcia, Archena, Fortuna y Cieza. En la provincia de Albacete, atraviesa Hellín, Tobarra, Pozo Cañada, Chinchilla de Montearagón, Albacete, La Roda, Villarrobledo, Socuéllamos y Alcázar de San Juan. En la Comunidad de Madrid, incluye Aranjuez y Madrid. Martínez-Almeida, Serrano y Arroyo exigen al Ministerio de Transportes que "ponga fin a la incertidumbre y apruebe de inmediato el restablecimiento de la línea directa Cartagena-Albacete-Madrid".
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Angela Angelina. Il sindaco: «La piattaforma va chiusa» - PortoRavennaNews
📰 PortoRavennaNews Media 📅 2026-04-29 it
Angela Angelina. Il sindaco: «La piattaforma va chiusa» PortoRavennaNews
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Is Keir strong enough to sack sleaze rebels? Struggling Starmer faces PMQs bearpit after dozens of Labour MPs defied his threats by backing Mandelson probe
📰 Dailymail.com 📅 2026-04-29 en
Keir Starmer must decide whether to punish 14 MPs who voted for a privileges committee inquiry into whether he lied to Parliament.
ByJAMES TAPSFIELD, UK POLITICAL EDITOR Published:08:11 BST, 29 April 2026|Updated:08:34 BST, 29 April 2026 Keir Starmeris fighting to quell dissent in his ranks today after dozens of MPs defied his threats to back a standards probe into the Mandelson scandal. The PM must decide whether to punish 14 MPs who voted for a privileges committee inquiry into whether he lied to Parliament. Up to 50 more look to have broken a three-line whip on opposing the motion last night - something that would normally lead to disciplinary action. However, Sir Keir's position is so weak that it is unclear whether he will be able to enforce the dire threats made before the vote. Labour's huge majority means that the probe was comfortably blocked despite the revolt.Kemi Badenochsaid it was a 'cover-up' to protect the premier with alocal electionsdrubbing looming next week. Sir Keir himself did not show his face in the chamber yesterday, although he did vote. The issue is almost certain to come up again at lunchtime when Sir Keir faces a final PMQs before Parliament prorogues ahead of the King's Speech on May 13. Keir Starmer is fighting to quell dissent in his ranks today after dozens of MPs defied his threats to back a standards probe into the Mandelson scandal Labour's huge majority means that the probe was comfortably blocked despite the revolt Kemi Badenoch said it was a 'cover-up' to protect the premier with a local elections drubbing looming next week Housing Secretary Steve Reed was deployed to broadcast studios this morning to try to shore up Sir Keir's leadership, insisting the Government would not be 'distracted' by infighting. The PM is already believed to be plotting ways of surviving the expected disastrous local election results next week. There are claims he has asked Angela Rayner to return to the Cabinet in a reshuffle as soon as next week. After a day of high drama at Westminster, MPs eventually voted against an inquiry by 335 votes to 223. The 112 margin was significantly lower than the Government's working majority of around 165. Kemi Badenoch said Labour would 'rue the day' they stood in the way of the probe. 'What's he so scared of? He knows that he has misled Parliament so what he is doing is trying to cover up,' she jibed at Sir Keir/. Downing Street described the move as a 'desperate political stunt', adding the Government would co-operate with existing parliamentary inquiries into the Mandelson affair. Mr Reed told Sky News: 'You've got a handful of usual suspects that will repeatedly vote against the Government. They're not going to distract us. 'You know, we've got the renters' rights reforms coming in this Friday, which gives renters, people who rent their home, the biggest increase in protections and rights that we've had for a generation. 'That is what voters want us to focus on, not a handful of people that go off and don't play the team game with the rest of us. Ninety-nine percent of us are united with the Prime Minister so that we can focus on the issues that matter.' Parliament's Intelligence and Security Committee (ISC) announced last night that it has finished reviewing papers related to Mandelson's appointment as US ambassador. The official division list showed 14 Labour MPs defied Sir Keir to back the motion. Cat Smith voted both for and against the motion, which is often called an 'active abstention' There are claims Sir Keir has asked Angela Rayner to return to the Cabinet in a reshuffle as soon as next week The Commons ordered the publication of the material in February, amid a wave of fury that almost swept Sir Keir out of power. The documents are set to include a range of embarrassing messages between ministers and the New Labour architect. ISC chairman Lord Beamish, a Labour peer, said the committee had 'made exceptional efforts to ensure that it is not holding up the publication of documents' and any delay in publication of the documents was 'in no way due to the committee's part in the process'. However, the Government could still challenge those decisions at a private committee hearing, and it is unlikely that any further documents will be published before Parliament returns for the new session.
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Porti e inquinamento su 'Report', prende la parola il Comitato: "Le amministrazioni ci ascoltino, serve uno sviluppo sostenibile" - AnconaToday
📰 AnconaToday Media 📅 2026-04-29 📍 Civitavecchia it Aria · inquinamento Elettrificazione · cold ironing Salute · ambiente
Porti e inquinamento su 'Report', prende la parola il Comitato: "Le amministrazioni ci ascoltino, serve uno sviluppo sostenibile" AnconaToday
ANCONA – Continua a essere centrale la questione porto nei temi discussi quotidianamente nel capoluogo di regione marchigiano, argomento riportato ulteriormente ‘in auge’ dalla trasmissione di Rai 3 Report. Nell’ultima puntata, il programma di approfondimento giornalistico ha evidenziato il problema comune dell’inquinamento delle città che si affacciano sulla zona portuale, e della nube che investe i centri formata dalle emissioni dei camini delle navi che sostano nei porti con i motori accesi per garantire energia a bordo. A riguardo, sono stati anche presentati studi epidemiologici che evidenzierebbero come in città portuali come Ancona e Civitavecchia l’indice di mortalità più elevato sarebbe potrebbe essere correlato proprio a tali emissioni. “Leggi le notizie di AnconaToday su WhatsApp: iscriviti al canale” “Domenica sera – scrive in una nota il Comitato porto-città dorico - la trasmissione Report ha messo in primo piano il problema dell’inquinamento dell’aria nelle città portuali. Era presente anche il nostro comitato, insieme agli altri con i quali facciamo rete, per rivendicare il diritto alla salute, all’ambiente e anche al lavoro perché, contrariamente a chi ci attribuisce una volontà di chiudere il porto, noi sosteniamo che la convivenza è possibile purché in un quadro di corresponsabilità tale da rendere compatibili occupazione portuale e qualità della vita migliore per tutti. Chi ha visto i porti del Nord Europa, nonostante le loro dimensioni spaziali e commerciali assolutamente imparagonabili con quelle di Ancona, sa bene che esistono modi tecnologici e civili per equilibrare l’esistenza dei porti con le città storiche; allora noi pensiamo che ci possiamo riuscire anche noi, nonostante il nostro essere decisamente più a Sud. Il nostro comitato non è mai entrato nel merito dello sviluppo del porto, a ciascuno il proprio mestiere; ci siamo sempre limitati a chiedere uno sviluppo sostenibile per tutta la collettività, non solo per alcuni. Quello che chiediamo con assoluto convincimento – prosegue il Comitato - è che tutte le attività del porto si allontanino dall’area urbana: per noi è impossibile retrocedere dal porto, non abbiamo lo spazio per farlo né vogliamo abbandonare la città. L’incompatibilità tra le due entità è diventata ormai insostenibile per noi, sia per l’inquinamento che per il rumore e le vibrazioni continue. La realizzazione della cosiddetta Penisola è una operazione non rinviabile e irrinunciabile per la nostra esistenza. Anche se noi non vedremo mai l’opera realizzata, sappiamo che “questo, adesso” spetta a noi chiederla e ottenerla, così come spetta a noi chiedere e ottenere il nostro porto antico con il molo Clementino restituito alla città per usi urbani e non usi portuali impattanti. “Adesso” spetta a noi chiedere il rilevamento dell’inquinamento con centraline localizzate in questo fragile centro storico così tossico, certamente per il traffico urbano, ma soprattutto per il porto e le sue attività altamente inquinanti. E poi vogliamo l’elettrificazione funzionante nei moli storici, anche questo Adesso e non tra vent’anni. E poi vogliamo un dialogo con le amministrazioni che ci devono ascoltare, Adesso perché i cittadini non sono una categoria definibile al di fuori di quell’indefinito “cittadini”, ma pagano le tasse ed esistono tutto l’anno, non solo al momento del voto. Forse basterebbe remare tutti insieme per il bene collettivo – conclude la nota - e per avere una città e un porto migliori”. AnconaToday è anche su Mobile!Scarical’App per rimanere sempre aggiornato. © Riproduzione riservata
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Autotrasporto in Sicilia: Rimarremo vigili affinché il governo mantenga gli assunti - Canicatti Web Notizie
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Autotrasporto in Sicilia: Rimarremo vigili affinché il governo mantenga gli assunti Canicatti Web Notizie
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Puerto de Algeciras inicia pruebas en entorno real del H2tractor de EVO - PortalPortuario
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Puerto de Algeciras inicia pruebas en entorno real del H2tractor de EVO PortalPortuario
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Rotocalco n° 17 del 29 aprile 2026 - Corriere Adriatico
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Rotocalco n° 17 del 29 aprile 2026 Corriere Adriatico
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Nuclear at sea: the new frontier of naval decarbonisation - Il Sole 24 ORE
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Nuclear at sea: the new frontier of naval decarbonisation Il Sole 24 ORE
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El Puerto de Algeciras incorpora el hidrógeno verde a su operativa con el innovador H2 Tractor - Cadena SER
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El Puerto de Algeciras incorpora el hidrógeno verde a su operativa con el innovador H2 Tractor Cadena SER
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Fumi delle navi, il rapporto fa segnare 228 ispezioni e 8 fermi nel 2025. Ma proprio ieri è stato lanciato un nuovo allarme inquinamento da San Teodoro - - genovaquotidiana.com
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Fumi delle navi, il rapporto fa segnare 228 ispezioni e 8 fermi nel 2025. Ma proprio ieri è stato lanciato un nuovo allarme inquinamento da San Teodoro - genovaquotidiana.com
La Capitaneria di porto pubblica il bilancio 2025 sui controlli alle emissioni navali: oltre 2.600 verifiche, 31 irregolarità e 8 fermi. Ma ieri Federico Valerio dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Centro di Diritto Ambientale ha segnalato una “pre allerta aria insalubre” in via Bari, con valori di biossido di azoto saliti fino a 85 microgrammi per metro cubo e indica tre priorità: elettrificazione delle banchine, rinnovo dei traghetti e partenze distanziate Sono 228 le ispezioni effettuate nel 2025 dalla Capitaneria di porto – Guardia costiera di Genova sulle navi italiane e straniere entrate nello scalo, con oltre 2.600 controlli individuali eseguiti a bordo. È il dato principale del rapporto annuale dedicato all’attività di controllo e prevenzione dell’inquinamento atmosferico navale nel porto di Genova, un documento che arriva mentre il tema della qualità dell’aria nei quartieri affacciati sulle banchine torna di stretta attualità. Proprio ieri, martedì 28 aprile, Federico Valerio, dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova e del Centro di Diritto Ambientale, ha lanciato un allarme su San Teodoro, segnalando valori elevati di biossido di azoto in via Bari e collegando la situazione alle condizioni del vento e alla presenza di due navi da crociera in porto con generatori accesi. Il bilancio della Capitaneria indica 31 deficienze rilevate e 8 provvedimenti di fermo nave, adottati nei casi considerati più critici. Il rapporto insiste su un punto preciso: i controlli sulle emissioni non sono soltanto verifiche documentali. Gli ispettori entrano nei locali macchina, controllano certificazioni, parametri di funzionamento, componenti dei motori, impianti di abbattimento e combustibili utilizzati. Ogni ispezione può comprendere da una decina fino a quaranta verifiche distinte, con accertamenti che possono arrivare allo smontaggio di pompe e iniettori o all’apertura dei carter per verificare la conformità dei componenti. È un’attività tecnica complessa, che riguarda in particolare gli ossidi di azoto, gli ossidi di zolfo e il monitoraggio dell’anidride carbonica. La parte più consistente dell’attività 2025 ha riguardato gli ossidi di azoto, prodotti dalla combustione dei motori diesel marini. Su questo fronte sono state controllate 228 navi, 146 straniere e 82 italiane. Tra le navi straniere da carico sono state effettuate 139 ispezioni, con circa 1.390 controlli, 16 deficienze e 4 fermi. Sulle navi straniere passeggeri e traghetti le ispezioni sono state 7, con circa 105 controlli e 2 deficienze, senza fermi. Per le navi italiane il quadro registra 30 ispezioni sui traghetti, oltre 600 controlli, una deficienza e nessun fermo, mentre sulle navi italiane da carico le ispezioni sono state 52, con circa 500 controlli, 12 deficienze e 4 fermi. Il totale conferma quindi 31 deficienze e 8 fermi nave, divisi tra unità italiane e straniere. Le criticità emerse hanno riguardato soprattutto tre ambiti: la corretta tenuta del registro dei parametri dei motori principali e dei gruppi elettrogeni, la marcatura dei componenti e la certificazione dei motori. In concreto, la Capitaneria ha riscontrato casi di registrazioni incomplete o non coerenti con i valori rilevati a bordo, componenti privi della marcatura obbligatoria dell’Organizzazione marittima internazionale o non conformi al fascicolo tecnico approvato, certificati mancanti o non aggiornati dopo interventi di manutenzione straordinaria. Nei casi più rilevanti sono stati imposti interventi immediati, con sostituzione di testate, iniettori e pompe, messa fuori servizio di motori principali e ausiliari prima della partenza, coinvolgimento degli organismi di classificazione e, quando necessario, fermo dell’unità fino alla rettifica delle irregolarità. Un passaggio centrale del rapporto riguarda anche la recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Liguria sul fermo della motonave Stolt Argon, disposto nel 2024 dalla Capitaneria nell’ambito di un’ispezione dello Stato di approdo. La contestazione riguardava gravi deficienze sugli ossidi di azoto, in particolare pompe di iniezione prive della marcatura dell’Organizzazione marittima internazionale e non rispondenti al fascicolo tecnico approvato del motore. Il ricorso dell’armatore è stato rigettato integralmente. Secondo quanto riportato nel rapporto, il Tribunale amministrativo regionale ha riconosciuto la correttezza tecnica e procedurale dell’operato ispettivo, affermando il principio secondo cui il fascicolo tecnico è un parametro vincolante di conformità e non una semplice guida indicativa. L’assenza della marcatura obbligatoria sui componenti è stata ritenuta sufficiente a giustificare il fermo, anche senza la necessità di dimostrare un effettivo superamento dei limiti di emissione. Il 2025 è stato anche l’anno del cambio di passo nel Mediterraneo sul fronte dello zolfo. Dal primo maggio il Mar Mediterraneo è diventato ufficialmente area di controllo delle emissioni di zolfo, con obbligo per le navi di utilizzare combustibili con tenore di zolfo non superiore allo 0,10 per cento. Genova aveva anticipato questa impostazione con il Genoa Blue Agreement, accordo volontario rinnovato nel 2023 e sottoscritto da compagnie, armatori, operatori portuali e rimorchiatori, con l’obiettivo di assimilare già da tempo l’area entro tre miglia nautiche dal porto a una zona a bassissime emissioni di zolfo. Nel corso dell’anno, per quanto riguarda gli ossidi di zolfo e il tenore di zolfo nei combustibili, la Capitaneria ha effettuato 32 controlli su altrettante navi, di cui 12 con prelievo e analisi di campione in laboratorio. Le verifiche hanno interessato traghetti italiani, portacontainer straniere, navi da crociera e altre tipologie di unità. Il dato più rilevante è che i campioni analizzati non hanno evidenziato superamenti dei limiti. L’unica irregolarità riscontrata è stata di natura documentale ed è stata oggetto di immediata rettifica. È un risultato significativo, soprattutto in un anno di transizione normativa per tutto il bacino mediterraneo. Ma proprio sul rapporto tra controlli, risultati tecnici e aria respirata nei quartieri interviene Federico Valerio dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Centro di Diritto Ambientale, che legge il documento anche nel contesto delle polemiche nazionali sui controlli effettuati dalle Capitanerie italiane. «Ho la sensazione che questo rapporto, molto dettagliato, sia la risposta alla “accusa” senza contraddittorio sui pochi controlli effettuati dalle Capitanerie italiane», osserva Valerio, aggiungendo che «si può fare di meglio», ma che le priorità per garantire aria salubre ai genovesi sarebbero altre. Secondo l’esperto, le urgenze sono l’elettrificazione delle banchine per le navi da crociera, il rinnovo del parco traghetti con più unità alimentate a gas naturale e una gestione più ordinata delle partenze, evitando che due o tre traghetti, spesso affiancati, accendano i motori principali almeno mezz’ora prima di lasciare l’ormeggio, concentrando le emissioni in una zona ristretta e sottovento. L’allarme di Federico Valerio è stato lanciato ieri alle 13.50, quando è stata indicata una “pre allerta aria insalubre” a San Teodoro. In via Bari, secondo i dati da lui diffusi, il biossido di azoto era a 73 microgrammi per metro cubo, un valore superiore a quello registrato in via Buozzi, indicata a 56 microgrammi per metro cubo, e anche a corso Europa, indicato a 71 microgrammi per metro cubo. La causa, secondo la sua lettura, sarebbe stata la combinazione tra venti da sud-sud-est nel porto antico e la presenza di due navi da crociera, Msc Sea View e Msc Musica, con generatori accesi e posizionate sopravento rispetto a via Bari. Alle 14 la situazione risultava in peggioramento, con via Bari salita a 85 microgrammi per metro cubo. Da qui l’invito rivolto ai residenti della zona a chiudere le finestre e a tenere sotto controllo le misure dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure. Il punto sollevato dall’esperto introduce una distinzione sostanziale: il rapporto della Capitaneria misura e documenta l’attività di controllo sulle navi, ma l’esposizione reale dei quartieri dipende anche da fattori operativi immediati, come vento, posizione delle unità, tempi di accensione dei generatori e dei motori principali, disponibilità dell’alimentazione elettrica da terra e tecnologia delle navi in servizio. Secondo Federico Valerio, se l’elettrificazione delle banchine crocieristiche fosse già operativa, una situazione come quella segnalata ieri in via Bari, con due navi da crociera in porto e generatori in funzione, non si sarebbe verificata negli stessi termini. Il rapporto della Capitaneria dedica spazio anche al monitoraggio delle emissioni di anidride carbonica, previsto dal regolamento europeo sul sistema di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni nel trasporto marittimo. Nel 2025 sono state controllate 196 navi e non sono state rilevate irregolarità. La Capitaneria ha verificato la presenza del documento di conformità, la validità annuale della certificazione e la coerenza dei dati riportati rispetto alle dichiarazioni delle compagnie. Il documento ricorda che nel periodo 2022-2024 erano invece state inoltrate sei segnalazioni all’autorità nazionale competente presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, relative a irregolarità nel monitoraggio e nella rendicontazione delle emissioni. Accanto alle ispezioni formali, la Capitaneria ha proseguito l’attività di controllo sulle fumosità anomale, uno dei fenomeni più percepiti dai cittadini nei quartieri vicini al porto. Fumo nero, denso o persistente dai fumaioli può essere il segnale di anomalie nei motori o nelle caldaie. Per questo sono stati utilizzati richiami via radio dalla sala operativa, lettere ufficiali alle compagnie e riunioni tecniche dedicate, soprattutto con gli operatori dei traghetti. Il rapporto evidenzia che il confronto con gli armatori ha prodotto effetti concreti: sarebbero state eliminate le cosiddette criticità croniche, cioè le navi che presentavano emissioni anomale in modo sistematico, mentre risultano migliorati anche i fenomeni acuti, legati a situazioni eccezionali di funzionamento. Tra i segnali di prospettiva, il documento cita l’entrata in servizio, a dicembre 2025, della prima nave traghetto a propulsione mista nel porto di Genova. Per la Capitaneria si tratta di un passaggio concreto verso una riduzione strutturale delle emissioni, legato non solo ai controlli ma anche agli investimenti tecnologici delle compagnie. È un punto che si intreccia con una delle priorità indicate da Federico Valerio, cioè il rinnovo del parco traghetti con più navi alimentate a gas naturale, così da ridurre alla fonte una parte delle emissioni legate alle manovre, all’ormeggio e alla fase precedente la partenza. Un altro elemento qualificante del rapporto è il rapporto con la città. Nel 2025 la Capitaneria ha partecipato all’Osservatorio Ambiente e Salute del Comune di Genova, tavolo che riunisce Comune, Autorità di sistema portuale, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, Azienda sanitaria locale 3, Regione Liguria, Difensore civico, Municipi, comitati e associazioni di cittadini. In quella sede sono stati condivisi dati, rapporti di attività, risultati delle ispezioni, azioni correttive e criticità ancora aperte. Il rapporto riconosce il ruolo delle segnalazioni dei cittadini, definite spesso il primo indicatore di situazioni da approfondire. Il confronto pubblico ha avuto anche un momento specifico durante la Genoa Shipping Week, il 15 ottobre 2025, con il convegno “Porto di Genova: tutela ambientale e monitoraggio dei fumi – Good Practices e prospettive”, organizzato dalla Capitaneria di porto di Genova e dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure alla Sala Levante dei Magazzini del Cotone. L’iniziativa ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, autorità tecniche, armatori, comitati e Difensore civico, con l’obiettivo di discutere dati, criticità e investimenti in corso. Il rapporto sottolinea il valore simbolico dell’appuntamento, coinciso con il 160º anniversario della Capitaneria di porto di Genova e con il 30º anniversario dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure. Il quadro che emerge è quindi doppio. Da una parte, il rapporto 2025 della Capitaneria descrive un sistema di controllo strutturato, con ispezioni tecniche, fermi nave, verifiche sui combustibili, controlli sull’anidride carbonica e confronto con compagnie e comitati. Dall’altra, l’allarme arrivato da San Teodoro ricorda che i numeri dei controlli non bastano, da soli, a chiudere il problema della qualità dell’aria nei quartieri sottovento al porto. Gli otto fermi nave dimostrano che, quando le irregolarità sono gravi, la risposta può arrivare fino al blocco dell’unità. L’assenza di superamenti nei campioni sullo zolfo e l’assenza di irregolarità nei controlli sull’anidride carbonica indicano un adeguamento progressivo del sistema alle norme più recenti. Ma l’episodio di via Bari riporta al centro le misure strutturali: alimentazione elettrica da terra per le crociere, traghetti meno inquinanti e partenze organizzate in modo da non concentrare emissioni nella stessa finestra temporale e nello stesso punto del porto. 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L'orizzonte Fincantieri, le navi a emissioni zero - Il Mattino
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