Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 4634 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario CSSC (Tianjin) Shipbuilding, filial de Dalian Shipbuilding Industry Corporation (DSIC), perteneciente a China State Shipbuilding Corporation La entrada CSSC Tianjin Shipbuilding entrega a CMA CGM el segundo portacontenedores de 15.000 TEU de combustible dual a metanol se publicó primero en PortalPortuario .
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario La Autoridad Portuaria de Castellón acelera la modernización de la seguridad del recinto portuario con el La entrada PortCastelló acelera modernización de sistema de seguridad integral con avance de obras de PortControl se publicó primero en PortalPortuario .
Fumi in porto, droni per campionare le emissioni delle navi: lo studio della Capitaneria LivornoToday
Bene le centraline, quelle che già ci sono e quelle che saranno installate. Ma la vera svolta, per un'analisi ancor più efficace e immediata, potrebbe presto arrivare dall'utilizzo di droni in grado di rilevare e campionare le emissioni dai camini delle navi. È questa la principale novità emersa giovedì scorso 30 aprile dal tavolo in prefettura sui fumi in porto, con particolare riferimento alla possibile emissione continuativa di sostanze inquinanti provenienti dalle navi ormeggiate. Un incontro che ha visto la partecipazione di tutti i soggetti parte in causa, dal prefetto Giancarlo Dionisi, al sindaco Luca Salvetti e all'assessora all'ambiente Silvia Viviani, fino al presidente dell'Autorità Portuale Davide Gariglio, alla dottoressa Caselli in rappresentanza dell'assessore regionale all'Ambiente David Barontini e ai rappresentanti della Capitaneria di porto, dell'Asl Toscana Nord Ovest e dell'associazione Porto Pulito.
L'impegno del Comune di Livorno
Tra i principali temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento del sistema di monitoraggio e analisi del fenomeno. In tal senso, è stato evidenziato il significativo impegno del Comune di Livorno nella messa a norma, attivazione e piena operatività della centralina recentemente installata nel parcheggio di via della Cinta Esterna, messa a disposizione dalla struttura commissariale della Darsena Europa. È stato inoltre sottolineato il lavoro in corso per garantire una rapida elaborazione e diffusione dei dati rilevati, attraverso un circuito di comunicazione trasparente e tempestivo, anche tramite il portale istituzionale del Comune, a beneficio diretto dei cittadini livornesi.
Utilizzo dei droni per il campionamento diretto dei fumi
La novità, come anticipato, è arrivata dalla comunicazione della Capitaneria di Porto, secondo cui dal Comando generale è in fase avanzata di studio l'utilizzo di droni per il campionamento diretto dei fumi dai camini delle navi, al fine di consentirne un'analisi immediata e più efficace. Una possibile soluzione che il prefetto ha accolto positivamente manifestando l'intenzione di avviare a breve interlocuzioni dirette con il comandante generale delle Capitanerie di Porto.
Il contributo della Regione
Ulteriori elementi positivi sono emersi dal contributo della Regione Toscana, che si è detta disponibile a installare una centralina di monitoraggio direttamente in ambito portuale, integrata con il sistema regionale. Ed è stato inoltre fatto il punto sul progetto di biomonitoraggio della popolazione residente nelle aree limitrofe ai siti di interesse nazionale (Sin) di Livorno e Piombino, attualmente in corso e la cui conclusione è prevista entro la fine dell'anno.
Da parte sua l'Autorità di Sistema Portuale ha infine aggiornato il tavolo sullo stato di avanzamento del progetto di cold ironing, evidenziando alcune criticità e ritardi legati a fattori non dipendenti dalla volontà dei soggetti attuatori, che stanno determinando uno slittamento dei tempi di realizzazione del sistema di elettrificazione delle banchine.
La soddisfazione del prefetto e del sindaco
"Esprimo soddisfazione per il lavoro che il tavolo sta portando avanti - le parole del prefetto Dionisi al termine dell'incontro -. Si tratta di un percorso che non riparte da zero, ma che si fonda su attività già avviate e su un patrimonio di conoscenze condiviso. Oggi stiamo proseguendo in una logica di progressione concreta, mettendo in campo strumenti sempre più efficaci sia per analizzare il fenomeno sia per individuare le soluzioni più adeguate per fronteggiarlo. Il diritto alla salute rappresenta una priorità assoluta che deve essere pienamente tutelata: la soddisfazione per il lavoro svolto deriva anche dalla consapevolezza che tutte le istituzioni coinvolte stanno operando con determinazione proprio per garantire, fino in fondo, la tutela della salute dei cittadini e della comunità livornese".
Soddisfatto anche il sindaco Luca Salvetti: "Sono contento perché finalmente tutti i soggetti che siedono al tavolo dedicato ai fumi in porto, dalla prefettura al comitato Porto Pulito, dalla Regione Toscana all'Autorità portuale, fino ad Asl e Arpat, hanno riconosciuto che Livorno, su questo fronte, sta portando avanti un lavoro serio e accurato, come raramente si vede altrove. È il riconoscimento di una Livorno che sta anticipando un salto di qualità, rafforzato anche da ulteriori sviluppi concreti. Livorno è un porto strategico nel Mediterraneo e, allo stesso tempo, una città che vuole essere punto di riferimento per un approccio serio e rigoroso ai temi ambientali e alla lotta all'inquinamento".
Por Redacción PortalPortuario/Agencia Reuters @PortalPortuario Las exportaciones de petróleo de Venezuela aumentaron un 14% en abril, alcanzando los 1.23 millones La entrada Exportaciones de petróleo de Venezuela llegan a su nivel más alto desde 2018 se publicó primero en PortalPortuario .
Por Redacción PortalPortuario/Agencia Reuters @PortalPortuario El comerciante de materias primas Mercuria está demandando al Baltic Exchange, el principal proveedor mundial La entrada Mercuria demanda al Baltic Exchange por datos inexactos en índice de fletes se publicó primero en PortalPortuario .
Llegan el buen tiempo y los días más largos y, con estos cambios, aumentan también las ganas de hacer planes y de conocer nuevos lugares. Ya sea durante las vacaciones, aprovechando los puentes o, simplemente, reservando un fin de semana, es común que en esta…
Laura Álvarez Llegan el buen tiempo y los días más largos y, con estos cambios, aumentan también las ganas de hacer planes y de conocer nuevos lugares. Ya sea durante las vacaciones, aprovechando los puentes o, simplemente, reservando un fin de semana, es común que en estas...fechas elturismo se dispare, un hecho que constatan los datos publicados en el INE; en enero de 2025 vinieron al país alrededor de 5 millones de turistasextranjeros, cifra que aumentó en abril (más de 8 millones) y que se duplicó con creces en agosto, conmás de 11 millones, para volver a caer en diciembre (más de 5 millones). Por otro lado, el turismointernodejó cifras de 30 millones de desplazamientos en el primer trimestre de 2025, de más de 41 millones en el segundo, culminando con un tercer trimestre de más de50 millonesy cerrando el año con 31 millones y medio. Estos datos consolidan el turismo como parte del motor del país y, aunque son positivos, pueden resultar abrumadores para quienes quieren disfrutar de una escapada tranquila y de desconexión. Hoteles, hostales y apartamentos turísticos se llenan de personas que se desplazan a – sobre todo – las grandes ciudades para disfrutar del turismo. Pero esta no es la única forma de viajar.Recurrir a las autocaravanascomo medio de transporte y de hospedaje es cada vez más común; el aumento del'solo travelling'(en dos años ha crecido un 25%), así como la libertad que aporta viajar de esta forma han promovido esta opción como forma de pasar las vacaciones. En los últimos diez años, el número de autocaravanas matriculadas en Españaha aumentado en un 185%, contando ya con 137.000 en los registros de la Dirección General de Tráfico. Si para las vacaciones de este año te quieres sumar a esta forma de viajar, aquí te explicamos lasclaves básicasque debes conocer, además decinco rutas por el norte de Españacon las que entenderás por qué cada vez hay más personas que se suman a este vehículo para explorar. Una de las dudas que más se genera tiene que ver con el propio vehículo y las diferencias que hay entreautocaravana, caravana y camper. La primera es la más conocida: son vehículos grandes con todas las comodidades integradas, entre las que se incluyen una cocina, una cama, un baño y una ducha; la caravana es un remolque sin motor propio, ideal para hacer paradas en campings y utilizar un coche de tamaño más reducido para el transporte; y, por último, la camper, que es una furgoneta camperizada, es decir, adaptada para poder dormir en ella. Aunque algunas incluyen tantos servicios como las autocaravanas, su menor tamaño limita las posibilidades y comodidades, sobre todo en términos de espacio. En cuanto al estacionamiento cabe destacar que, aunque cada territorio puede tener sus propias reglas, la normativa nacionalno prohíbe la pernoctaen estos vehículos, siempre y cuando se haga en las zonas que estén legalmente habilitadas para ello. Páginas web como AreasAC, Autocaravaners, o Vanvango son algunas de las que recopilan dichas áreas de estacionamiento. Entre losaspectos positivosque tiene viajar de esta manera, destaca – por encima de todos – el de lalibertad. Cuando se viaja en autocaravana, cada uno es dueño de sus tiempos, por lo que puede decidir sobre la marcha si quiere permanecer más tiempo en un sitio o si prefiere hacer un cambio de ruta en función de las recomendaciones de los locales; no hay ataduras ni fechas que supongan una restricción, por lo que queda un amplio espacio para laimprovisación. Esto no imposibilita planear el viaje con todo lujo de detalles – para quienes necesiten tenerlo todo bajo control y programado – sino que, además, da la oportunidad de cambiar de opinión y adaptar la ruta en función de lo que se vaya descubriendo, lo cual puede dar como resultado una experiencia muchomás enriquecedoray adaptada a las novedades que surjan. Por otro lado, hay que tener en cuenta losinconvenientesde esta forma de viajar. Elespacio– y, por tanto, las comodidades – son más reducidas, lo que puede resultar en una estancia menos agradable que en un hotel o apartamento. Asimismo, escoger esta opción por pensar que es mucho máseconómicaque viajar a un alojamiento es uno de los grandes errores, ya que hay que considerar varios aspectos: - El precio del vehículo, ya sea como gasto de compra o de alquiler (empresas como CamperDays ofrecen opciones variadas y adaptadas tanto a familias, como parejas o personas en solitario) - La gasolina - El precio de las áreas de descanso, ya que algunas tienen un coste - El gasto en comida Viajar en autocaravana – como organizar cualquier tipo de escapada – supone planear los aspectos básicos y llevar lo esencial bien pensado para evitar inconvenientes que puedan influir negativamente sobre la experiencia. Otro de los puntos a tener en cuenta, aunque sea uno de los más flexibles, espensar de antemano una ruta. En España son varios los recorridos que se pueden hacer para disfrutar tanto del interior como de la costa del país; ya sea en el sur, en el este, en la zona central o por el norte peninsular. En concreto, en este artículo recopilamos cinco de las rutas que se proponen en la guía 'Rutas en autocaravana por el Norte de España' (Anaya Touring), ideales para realizar en una escapada de una semana, tanto solo como en compañía. El recorrido de principio a fin – sin paradas – tiene una duración de aproximadamente una hora. La ruta cuenta con una distancia de100 km, recomendada para hacer en seis días. 1- Getxo y el Puente de Vizcaya.Famoso por su puente - considerado Patrimonio Mundial por la UNESCO -, este pueblo esconde bonitas playas y acantilados. 2- Sopelana.Destacan las playas de Barinatxe, Atxabiribil, Arrietara y Meñakoz. 3- Castillo de Butrón.Sirvió de inspiración para el castillo de 'La bella durmiente', de Walt Disney. 4- Bakio.Cuenta con playas, arquitectura religiosa y los palacios de Elexpuru y Ormatza. Se puede visitar el Museo del Txakoli y el islote San Juan de Gaztelugatxe, que posee la ermita de San Juan, ubicada en lo alto del peñasco. 5- Bermeo.Un pueblo marinero que cuenta con dos famosas rutas: la de las Esculturas de Bermeo y la de los Murales. Se recomienda disfrutar de las vistas del puerto desde el espigón. 6- Mundaka.Combina el encanto de la tradición marinera con el ambiente surfista que acude a la zona por la famosa ola izquierda que se produce en su costa y que es única en el mundo. Destaca también la Reserva de la Biosfera de Urdaibai, de la que se podrá disfrutar a través de la Red de Senderos que existe para contemplar sus bosques, acantilados y playas salvajes. 7- Gernika.Famosa por su resistencia antifranquista durante la Guerra Civil y cuyo bombardeo inspiró el cuadro de Picasso. Destacan la Casa de Juntas, el Museo de la Paz, el Museo de Euskal Herria (uno de los pocos edificios que resistió al ataque) y el parque de los Pueblos de Europa. 8- Playas de Laida y Laga.Se ubican en la otra orilla de la Reserva de Urdaibai. 9- Elantxove.Un bonito pueblo marinero donde disfrutar de las vistas que ofrece el mirador Ogoño-ko Behatokia, en el cabo Ogoño. 10- Ea.Este pueblo acoge una bonita playa en la desembocadura de la Ea Ereka, así como una larga hilera de casas pintadas de colores y la ermita de la Concepción. 11- Lekeitio.Esta población posee varias playas – desde la de Isuntza se puede llegar a la isla de San Nicolás –, palacios y arquitectura religiosa, así como el faro de Santa Catalina, que acoge un Centro de Interpretación. Esta ruta cuenta con un recorrido de200 km, que se aconseja realizar en seis días. Desde el punto de partida hasta el de final – de manera directa – hay 1h30 de trayecto. 1- León.Destacan las murallas romanas, la catedral (conocida como la 'Pulchra Leonina'),la Casa Botines, la colegiata de San Isidoro y dos famosos barrios: el Húmedo y el Romántico. 2- Astorga.Cuenta con el Palacio Episcopal de Gaudí, la Catedral de Astorga, el Palacio Gaudí y el Museo del Chocolate. La ciudad se puede conocer siguiendo su famosa Ruta Romana. 3- Castrillo de los Polvazares.Famoso por la iglesia de Santa María Magdalena y la Cruz del Peregrino, así como por su plato tradicional – el cocido maragato – este pueblo ofrece dos rutas: la del Oro y la Ruta Castrillo de los Polvazares-Murias de Rechivaldo. 4- Santa Marina de Torre.Destacan la Cueva del Moro y las rutas de senderismo, entre ellas la de los Canteros y la Minería, la de los Petroglifos y la Senda de los Fósiles. 5- Mirador de la Peña.Se puede disfrutar del santuario de la Virgen de la Peña, el embalse de Bárcena y el Monte Turcia. 6- Ponferrada.Cuenta con varios puntos de interés como el Castillo de los Templarios, la basílica de la encina, la Plaza del Ayuntamiento y la torre del Reloj, y varios museos como el del Bierzo, el del Ferrocarril o el de la energía. 7- Las Médulas.Una explotación minera considerada Patrimonio de la Humanidad por la UNESCO. Se puede conocer mediante la Ruta de las Valiñas. 8- Villafranca del Bierzo.La última población del recorrido; destaca por el convento de San Nicolás el Real, el centro histórico, el Palacio de los Marqueses de Villafranca, los Palacios de Torquemada y de Arganza, el Jardín de la Alameda y el viaducto de Fuente Quintano, entre otros puntos. Esta ruta, de280 km, se recomienda para una escapada de siete días. El trayecto directo desde Ribadeo hasta la Torre de Hércules supone un viaje en coche de 1h45, aproximadamente. 1- Ribadeo.En esta población se puede disfrutar de un entramado de historia y cultura, empezando por su casco antiguo, considerado Bien de Interés Cultural. Se pueden realizar dos rutas: la de los Miradores y laRuta Urbana de los Indianos, que ofrece un recorrido por las residencias burguesas de influencia indiana. 2- Playa de las Catedrales.Considerada como la Playa más bella de Europa, tiene una pasarela de madera desde la que contemplar los puntos más bonitos de la costa. Destaca la Ruta de las Playas. 3- Foz.Es uno de los puertos balleneros más importantes de Europa, donde disfrutar de preciosas playas. 4- Viveiro.Esta villa marina posee un casco histórico con más de 900 años de historia y un Camino Natural del Cantábrico. 5- Estaca de Bares.Desde este punto (el más septentrional de España y famoso por su faro) se puede divisar la isla de Coelleira, un refugio de aves marinas. 6- Porto de Espasante.Un pueblo marino desde el que disfrutar de las vistas de la isla de San Vicente, accesibles desde el mirador Garita da Vela. 7- Ortigueira.Ofrece una mezcla entre atractivo histórico (el barrio de O Ponto) y natural (bosques, calas y arenales, como la playa de Morouzos), con un sendero que recorre la península de Miñano. Destaca el Festival Internacional do Mundo Celta, celebrado el 25 de julio. 8- Cabo Ortegal.Origen de la Gran Ruta de Senderismo del Medievo, este punto (el segundo más al norte en España) se encuentra rodeado de tres islotes: Os Aguillóns, la punta do Limo y la punta de Os Aguillóns. Destaca el faro de Ortegal. 9- Vixía de Herbeira.Sus acantilados (con una altura de 613 metros) son los más altos de la Europa continental. 10- San Andrés de Teixido.Una población famosa por la capilla de San Andrés, sus túmulos o 'milladoiros' y la fuente de los Tres Caños, donde pedirle un deseo a San Andrés. 11- Cedeira.Destaca por la playa urbana de la Magdalena, el castillo de la Concepción, la cala de Sonreiras, el mirador do Blanco y la punta Sarridal. 12- Castillo de San Felipe.Cerca de Ferrol, en la aldea de San Cristóbal, se puede realizar la Senda peatonal de San Felipe y San Cristóbal, desde la que conocer el castillo de San Felipe, los restos del fortín de San Carlos y la batería de San Cristóbal. 13- Torre de Hércules.Considerado Patrimonio de la Humanidad en 2009, este faro era la entrada al antiguo puerto de Ártabros. Es la única señalización marina de la antigua Roma (entre otras como el faro de Alejandría, el de Ostia y el Coloso de Rodas) que continúa en funcionamiento. Para trayectos más largos se recomienda esta ruta de306 km, aunque el tiempo que se aconseja dedicarle sigue siendo de seis o siete días. Desde Liédana hasta las Bardenas Reales, sin tener en cuenta las estaciones de la ruta, hay un recorrido de hora y media en coche. 1- Ruinas Romanas de Liédana.Es un conjunto arqueológico que destaca por lo integrado que se encuentra en el valle. Se pueden ver las termas y los restos de mosaicos, entre otros fragmentos del pasado romano de la zona. 2- Foz de Lumbier.Un desfiladero en el que conocer el paso del primer tren eléctrico de España y los restos del Puente del Diablo. 3- Foz de Arbayún.A diferencia del anterior, este sólo puede verse desde los miraderos y los senderos habilitados, como el del Puerto de Iso, el mejor mirador para contemplar el río Salazar. 4- Isaba.Destacan la iglesia de San Cipriano, la Casa de la Memoria, la ermita de Idoia y el monte Kakueta. 5- Ochagavía.Los puntos de interés son sus calles empedradas y el puente románico, los palacios medievales de Urrutia, Iriarte y Donamaría y la iglesia de San Juan Evangelista, donde comienza la ruta de senderismo del Camino Viejo a Irati. 6- Selva de Irati.No se permite el acceso en caravana, por lo que se debe conocer mediante las rutas de senderismo que se proponen, entre las que destaca la ruta de la ermita de San Esteban (camino circular de 6,4 km). 7- Fábrica de Armas de Orbaizeta.Durante años, en ella se elaboraron armas y munición; posteriormente, su uso se dedicó a la producción de hierro. 8- Roncesvalles.Una de las poblaciones más destacadas de Navarra, famosa por el conjunto monumental de la Colegiata de Roncesvalles. Son de interés también el sendero del Bosque de Basajaunberro (3,9 km) y el Paseo de los Canónigos (1,7 km). 9- Pamplona.La capital, un punto cargado de lugares a visitar, como la Plaza del Castillo, la catedral de Santa María la Real, la Ciudadela, el paseo de Ronda, o el Parque del Arga. 10- Olite.Destaca por el castillo de Olite, las iglesias de Santa María la Real y de San Pedro y el recinto amurallado que recorre la localidad. 11- Bardenas Reales.Con más de 40.000 hectáreas, es el desierto más grande de Europa, donde se puede disfrutar de parajes como el Cabezo de las Cortinillas y el Castildetierra, también conocido como la Chimenea de las Hadas. Por último, esta ruta propone siete días recorriendo389 kmde la Cordillera Cantábrica, entre los que se incluye una escapada por los Picos de Europa. De principio a fin hay una distancia directa de tres horas. 1- Poo de Cabrales.Se puede disfrutar del mirador del Pozo de la Oración y de dos rutas de senderismo: el Camino hasta Arenas de Cabrales y el sendero local de Inguanzo. 2- Bulnes y la Ruta del Cares.En Camarmeña (Cabrales, Asturias) se encuentra la aldea de Poncebos, corazón de los Picos de Europa. Desde ahí empieza la Ruta del Cares y se podrá tomar el funicular de Bulnes. 3- Desfiladero de La Hermida.Este desfiladero marca la entrada a Liébana y define el camino que llega hasta elmonasterio de Santo Toribio. La ruta más destacada es la Senda del Urdón-Tresviso. 4- Fuente Dé.En este punto puede disfrutarse del circo glaciar. Además, desde aquí sale el Teleférico de Fuente Dé, que elevará al viajero hasta el mirador del Cable, donde se podrá disfrutar de unas impresionantes vistas. Se recomienda la ruta de los Puertos de Áliva. 5- Riaño.Conocido como 'los fiordos leoneses', este pueblo crece alrededor de un embalse, ofreciendo preciosas vistas que se pueden apreciar desde los columpios y bancos panorámicos, así como desde miradores, como el de las Hazas. Destacan dos caminos: la Ruta de los Osines y el Paseo del Recuerdo, que conmemora los siete pueblos que desaparecieron bajo el embalse. 6- Cascada de Nocedo.También conocida como la Cascada Cola de Caballo de Nocedo, cuenta con un salto de cuatro metros. 7- Cueva de Valporquero.Ubicada al norte de León, es la cueva más joven del territorio castellanoleonés, con una formación que se remonta al Pleistoceno. La cueva se organiza en siete salas. 8- Puerto de Pajares.Entre Asturias y León se halla este puerto, rodeado de aldeas y miradores donde disfrutar de la naturaleza. Cerca se encuentra la estación de esquí de Valgrande-Pajares. 9- Senda del Oso.UnaVía Verdeconstruida sobre un antiguo ferrocarril que ofrece dos trazados principales: el de Teverga y el de Quirós, ambos con el Área Recreativa de Tuñón como punto de partida. Durante el camino se podrá disfrutar de múltiples miradores. 10- Lagos de Saliencia.Muy cerca de Pola de Somiedo se encuentra el Parque Natural de Somiedo, donde se esconde este último punto de la ruta: un conjunto de cuatro lagos de origen glaciar. La ruta de senderismo para poder disfrutar de este paisaje comienza en el Alto de la Farrapona.
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Una nueva revisión de la NASA muestra que la luz artificial está volviendo la Tierra cada vez más brillante durante la noche y que está sometida a grandes fluctuaciones como consecuencia de la actividad humana
Hemeroteca - Eva Villaver, astrofísica: “El dere…
Los datos actualizados del proyecto “Canica negra” (“Black Marble”) de la NASA muestran de forma inequívoca que la noche en nuestro planeta es cada vez más brillante, con un aumento neto del 16% en la radiancia total de la luz artificial nocturna entre 2014 y 2022. Esta luz artificial, procedente de las ciudades y diferentes actividades humanas, está produciendo “una aceleración de los procesos que modifican el entorno nocturno, impulsada por fuerzas cada vez más potentes”, dice el estudio. Y lo más preocupante: a pesar de que muchos países han emprendido políticas para intentar atenuarlo, el aumento de la luminosidad crece a un ritmo más rápido que el número de habitantes del planeta.
Estos datos proceden del análisis de más de un millón de imágenes satelitales diarias de alta resolución capturadas por el proyecto Black Marble de la NASA entre 2014 y 2022, publicado hace unos días en la revista Nature. En el trabajo, los científicos han descubierto que la noche terrestre sufre fluctuaciones constantes que hasta ahora no se habían detectado porque los mapas de la luz nocturna del planeta se construían promediando datos de meses o incluso años enteros en una sola imagen compuesta.
La gran novedad de este estudio es que analiza imágenes satelitales tomadas día a día, una resolución temporal que ha permitido detectar variaciones abruptas y efímeras que antes quedaban invisibles en los promedios anuales, como el apagón por los huracanes en Puerto Rico, los cortes de luz por la guerra de Ucrania o el oscurecimiento súbito de las ciudades durante la pandemia. “La Canica Negra de la Tierra no solo se está volviendo más brillante, está pulsando con una volatilidad cada vez mayor, haciendo eco del latido amplificado de la actividad humana”, dicen los autores.
El equipo de investigación, liderado por Tian Li y Zhe Zhu de la Universidad de Connecticut, ha utilizado un nuevo algoritmo para analizar 1,16 millones de imágenes satelitales recopiladas diariamente durante nueve años, aproximadamente a la 1:30 a. m. (hora local), por el conjunto de radiómetros de imágenes visibles e infrarrojas (VIIRS). Según la NASA, estos sensores, del tamaño de un refrigerador y que orbitan la Tierra a más de 25.750 km/h, pueden detectar fuentes de luz “a la escala de una caseta de peaje en una carretera oscura”.
Asia resplandece y Europa está azul
Los datos estadísticos indican que la intensidad de los eventos de aumento de luz (“brightening”) está creciendo a un ritmo constante por año y que la aparición de zonas donde se atenúa no compensa el aumento de las que empiezan a emitir. Ese 16% de aumento neto de la luminosidad es el resultado de restar el 18% de atenuación al 34% de brillo añadido en otros lugares, siempre respecto a 2014.
En cuanto a las regiones, Australia muestra tendencias de aumento exclusivamente al alza en esta intensidad, igual que Estados Unidos, donde destaca el fuerte brillo emergente de la Costa Oeste y la expansión horizontal suburbana. El África subsahariana también emite una contundente señal de progreso iluminando vastas regiones previamente oscuras. Pero el epicentro de este crecimiento lumínico, según los autores del estudio, se encuentra en Asia, con China e India a la cabeza, que acumulan la mayor superficie de cambio de todo el planeta.
Este aumento de la luz en Asia responde a una combinación sin precedentes de rápida urbanización, expansión industrial y agresivos programas de electrificación rural. En el caso de China, la explosión de luz se concentra intensamente en sus regiones orientales y centrales, emitiendo señales de alta intensidad que reflejan una estrategia de “urbanización vertical” y conversión masiva del territorio. Por su parte, la India exhibe un patrón dual: mientras el sur del país mantiene un brillo sostenido impulsado por su pujante desarrollo económico, las zonas del norte han experimentado un fuerte aumento lumínico gracias a los planes nacionales para instalar alumbrado público y llevar la red eléctrica a poblaciones que históricamente permanecían a oscuras
En Europa, los autores consideran que las luces LED y las medidas de ahorro energético son la causa de una menor contaminación lumínica en París y en toda Francia (una reducción del 33%), el Reino Unido (una reducción del 22%) y los Países Bajos (una reducción del 21%). Durante este periodo de observación también se registró cómo las noches europeas se oscurecieron drásticamente en 2022, durante una crisis energética regional que siguió al estallido del conflicto entre Rusia y Ucrania.
Sin embargo, y aunque los autores señalan que Europa presenta “un patrón de atenuación particularmente claro y estructurado”, el astrofísico español Alejandro Sánchez de Miguel, uno de los mayores expertos mundiales en contaminación lumínica, lo pone en duda, ya que el propio trabajo reconoce que el instrumento satelital con el que toman los datos es menos sensible a la luz azul que emiten los LED.
“Europa se está haciendo más azul y el satélite es ciego al azul”, argumenta el experto. “El ejemplo clásico es Milán. Cambiaron el alumbrado y, aunque para el ojo humano la intensidad del suelo era la misma, para el satélite hubo una reducción del 50%. Ellos dicen que desde 2014 la luz ha aumentado un 16%, pero eso es solo el mínimo; ha tenido que aumentar más”.
“El fracaso de la revolución LED”
Para Sánchez de Miguel, estas cifras oficiales son solo una subestimación y, aunque los satélites reportan incrementos de luminosidad del 16%, esta cifra es solo el mínimo absoluto o la cota inferior. Además, señala, existen intereses comerciales e industriales vinculados a monopolios de fabricantes que han priorizado la venta e instalación masiva de luces blancas frente a alternativas más cálidas y sostenibles. “Por otro lado, pasar de la luz naranja a la blanca tiene un impacto gravísimo en la melatonina de muchas especies y fomenta problemas epidemiológicos como el mosquito tigre”, recuerda. “Todo esto es un fracaso de la revolución LED. Prometían reducir la contaminación, pero es contraproducente por el efecto rebote de esta tecnología, como es más barata, iluminamos más”, afirma este experto.
Todo esto es un fracaso de la revolución LED. Prometían reducir la contaminación, pero es contraproducente por el efecto rebote de esta tecnología, como es más barata, iluminamos más Alejandro Sánchez de Miguel — Astrofísico y experto en contaminación lumínica
El astrofísico Salvador Jose Ribas, director del Parc Astronòmic Montsec (PAM) y experto en contaminación lumínica de la Universidad de Barcelona (UB), destaca que el hecho de caracterizar la luz artificial con datos diarios tiene mucha relevancia desde el punto de vista geográfico e incluso sociológico, porque se ven las consecuencias de guerras, pandemias y diferentes actividades humanas. Sobre la supuesta reducción de luminosidad de Europa, comparte el escepticismo de su colega: “Con otras técnicas no se acaban de apreciar estas reducciones que ellos ven, simplemente porque el satélite es muy poco eficaz a la hora de detectar las componentes más azuladas”.
“La conclusión es que vamos hacia la desaparición de la noche, cada vez más la noche va desapareciendo”, subraya Sánchez de Miguel. “Estamos con una tendencia a crecer la luz en la noche y eso desemboca a que cada vez menos lugares tendrán cielos prístinos y en muchos de ellos cada vez serán menos excepcionales”, coincide Ribas. “Sobre todo si no se apuesta por un uso racional de la luz y se usa solo cuando se necesita”, concluye.