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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 3967 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Explora Journeys: varato alla Fincantieri di Palermo il troncone di prua di Explora V
📰 SHIP MAG Media 📅 2026-05-06 📍 Genova it Aria · inquinamento
La nave, prevista in consegna nel 2027, rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo della flotta di lusso del brand L'articolo Explora Journeys: varato alla Fincantieri di Palermo il troncone di prua di Explora V proviene da Shipmag .
La nave, che sarà completata a Genova, è prevista in consegna nel 2027 e rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo della flotta di lusso del brand Palermo – Explora Journeys annuncia che è avvenuto oggi con successo il varo del troncone di prua di Explora V, la quinta delle sei navi di lusso che entreranno in servizio entro il 2028. La cerimonia si è svolta presso il cantiere Fincantieri di Palermo, in Sicilia, dove la struttura è stata messa in acqua per la prima volta, secondo una tradizione marittima che segna l’avvio della fase successiva della costruzione. Explora V, la cui consegna è prevista nel 2027, rappresenta un ulteriore passo nell’espansione del brand. Dopo il primo allestimento a Palermo, la sezione di prua sarà trasferita al cantiere Fincantieri di Sestri Ponente (Genova), dove i lavori proseguiranno fino al completamento della nave. “Siamo lieti di celebrare il varo del troncone di prua di Explora V, un momento significativo nello sviluppo della nostra flotta – ha dichiarato Anna Nash, presidente di Explora Journeys – Con la nostra crescita, sempre più ospiti scoprono un nuovo modo di vivere il viaggio in crociera. Guardiamo ora alla consegna di Explora III, prevista per luglio, e ai suoi itinerari inaugurali, dal Mediterraneo al Nord Europa, fino a Islanda e Groenlandia”. Le prossime navi che entreranno a far parte della flotta, da Explora III a Explora VI, saranno alimentate a gas naturale liquefatto (Gnl), in linea con l’impegno del brand a raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050, supportato da continui investimenti in tecnologie ambientali avanzate. Explora I è in servizio dal 1° agosto 2023, data che ha segnato il debutto della flotta di lusso Explora Journeys. Explora II è stata consegnata il 12 settembre 2024. A partire da Explora III, che entrerà in servizio a luglio 2026, le navi saranno alimentate a Gnl Explora IV ed Explora V debutteranno nel 2027. Infine, Explora VI si unirà alla flotta nel 2028, a conferma del percorso di crescita e dell’impegno del brand verso un’innovazione sempre più sostenibile. La divisione crociere del gruppo Msc ha investito oltre 3,5 miliardi di euro nelle sei navi Explora Journeys, tutte costruite da Fincantieri, a conferma dell’impegno del gruppo nel settore marittimo italiano. Considerando anche le quattro navi di Msc Crociere realizzate in precedenza da Fincantieri, l’investimento complessivo raggiunge circa 7 miliardi di euro. La costruzione di ciascuna nave richiede oltre sette milioni di ore di lavoro e coinvolge mediamente 2.500 persone per un periodo compreso tra i due e i tre anni.
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Giornata Internazionale della Croce Rossa, il Comitato regionale consegna la bandiera al presidente Francesco Acquaroli - AnconaToday
📰 AnconaToday Media 📅 2026-05-06 📍 Ancona it Salute · ambiente
Giornata Internazionale della Croce Rossa, il Comitato regionale consegna la bandiera al presidente Francesco Acquaroli AnconaToday
ANCONA - Oggi, come di consueto in prossimità della Giornata Internazionale della Croce Rossa dell’8 maggio, è stata consegnata la bandiera Croce Rossa al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha ricevuto a Palazzo Raffaello la presidente della Croce Rossa delle Marche, Rosaria Del Balzo Ruiti, insieme a Nicola Scarfò, segretario regionale CRI e Barbara Iona, officer governance Support e sviluppo associativo, componenti del Comitato regionale Marche. Un incontro cordiale, apprezzato dal presidente Acquaroli che ha ringraziato l’associazione e il mondo del volontariato per il costante impegno a favore delle popolazioni che necessitano di soccorso. «La Croce Rossa ha una grande tradizione di solidarietà nelle Marche, radicata e preziosa, di cui siamo molto orgogliosi - ha sottolineato Acquaroli - una presenza significativa che la Regione sostiene e valorizza, riconoscendone l’alto valore di umanità e solidarietà testimoniato quotidianamente: dalle emergenze al sostegno alle fragilità, la loro presenza costante ha sempre garantito e continua a garantire sicurezza e dignità ai cittadini. La bandiera della Croce Rossa Italiana è un simbolo che racchiude in sé i valori universali di umanità, imparzialità e neutralità. La celebrazione dell’8 maggio non è solo una ricorrenza formale, ma l’occasione per rinnovare profondamente il legame di gratitudine che unisce la Regione Marche a questa straordinaria realtà». La bandiera dell’associazione sarà esposta per l’intera giornata dell’8 maggio accanto a quella della Regione Marche nella sede istituzionale di Palazzo Raffaello ad Ancona. La data dell’8 maggio, che celebra la nascita di Henry Dunant, fondatore del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, è riconosciuta in tutto il mondo come la Giornata del lavoro di soccorso dei volontari. Una ricorrenza che intende valorizzare il ruolo insostituibile di milioni di volontari che quotidianamente si prendono cura delle persone più vulnerabili, offrendo assistenza, ascolto e protezione anche nelle situazioni più difficili. Il gesto simbolico dell’esposizione del vessillo vuole rafforzare il legame tra le istituzioni e il mondo del volontariato, riconoscendo il contributo straordinario della CRI al benessere e alla coesione della comunità. AnconaToday è anche su Mobile!Scarical’App per rimanere sempre aggiornato. © Riproduzione riservata
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Suardíaz aumenta la sua flotta con la petroliera “Bunker Bay” - Puente de Mando
📰 Puente de Mando 📅 2026-05-06 📍 Algeciras it
Suardíaz aumenta la sua flotta con la petroliera “Bunker Bay” Puente de Mando
“Bunker Bay” è il nome di una petroliera recentemente acquisita da Suardíaz per la fornitura di carburante, attualmente ormeggiata nel porto di Algeciras. Iscritta nel registro navale di Santa Cruz de Tenerife, è di costruzione cinese, ha doppio scafo ed è entrata in servizio nell'ottobre 2006. Ex “Leeni”, ex “NST Leoni”, ex “Leoni Theresa”, ex Katja S”, è una nave di tipo IMO 2 di 2.906 tonnellate lorde e 4.226 tonnellate di portata, con uno scafo di 90 m di lunghezza e 15 m di larghezza, ed è propulsa da due motori Wärtsila 6L20C2, da 1.080 kW ciascuno. Codice IMO 9377092. Foto: Juan Gabriel Mata (J&S)
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Cinque Terre, il denaro è necessario ma le idee molto di più - Città della Spezia
📰 Città della Spezia Media 📅 2026-05-06 it Salute · ambiente
Cinque Terre, il denaro è necessario ma le idee molto di più Città della Spezia
Qualche anno fa, a Riomaggiore, nella discussione nata mentre presentavo “Un mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia”, la sindaca Fabrizia Pecunia mi chiese a bruciapelo quale era stato, secondo me, il personaggio più rappresentativo dello spirito di quegli anni nel territorio di Riomaggiore a Manarola. Non ebbi dubbi e risposi subito: “Dario Capellini”. Avevo appena raccontato, quella sera, le vicende non solo di Dario ma anche di tanti intellettuali e artisti “foresti” che hanno arricchito quella parte delle Cinque Terre facendola diventare “avanguardia sul mare”, e pure dei giovani protagonisti, nei due paesi, della “contestazione”. Ma il “motore” principale fu Dario. Anche se era della generazione precedente. Così inizia, nel libro, la testimonianza del figlio Bernardo: Mio padre nacque nel 1921, rimase orfano a sei anni. Mia nonna Norma Rollandi, una povera contadina, fu eroica nel riuscire a dare un’istruzione al figlio, che si diplomò maestro. Poi fece il partigiano in Piemonte e sulle Apuane, lo scultore Nardo Dunchi fu sempre suo compagno. La passione per l’arte gli nacque grazie a Dunchi, a Carrara. Poi fu un’evoluzione nel tempo: voleva conoscere le persone e imparare. Ha fatto bene Attilio Casavecchia a suddividere il suo libro “Dario Capellini. Cinque Terre e libertà” in due parti, la prima dedicata al rapporto tra Dario e le Cinque Terre, la seconda alla sua attività partigiana. C’è un nesso stretto tra le due storie: la vita di Dario fu una sola, all’insegna dell’umanesimo, dell’approccio umano alle vicende della vita. Casavecchia ricorda il dialogo di Dario con Eugenio Montale – critico del cemento alle Cinque Terre – in cui al centro aveva messo l’uomo: L’uomo di cui parla Dario […] si identifica con chi, con la sua presenza, il suo impegno e soprattutto il suo lavoro, intende preservare un paesaggio unico, la condizione necessaria perché questo territorio sia compreso e non solo fotografato. Le Cinque Terre non sono un bene naturale, ma un paesaggio costruito, un paesaggio culturale, fatto di attività umane: innanzitutto per coltivare e per fare il vino. Dario ricorda quanto disse a un dirigente del suo partito, il PCI, per fargli capire le Cinque Terre: Con i muri a secco e le terrazze l’uomo aveva trasferito nelle pietre e nei vigneti saperi, esperienze e tradizioni. In poche parole cultura. Non la cultura dei dotti, ma la loro. Il vino, il prodotto finale di tanto lavoro, non poteva essere altro che cultura. Il riconoscimento delle Cinque Terre – di cui, voglio ricordarlo, fa parte Tramonti, nel territorio del Comune della Spezia – come patrimonio mondiale dell’umanità da parte dell’Unesco nel 1997 si basò proprio su questa concezione. Quando, insieme agli altri sindaci e ai parlamentari, mi battei per questo obiettivo avevo in mente – avevamo, credo – la lezione di Dario Capellini. Tutto nacque tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, come ho ricordato in “Un mondo nuovo, una speranza appena nata”. Fondamentale fu, per Dario, l’incontro con il pittore Renato Birolli, che arrivò a Manarola nel 1955. Gli spiegò che nei suoi quadri gli uomini non si vedevano ma c’erano: perché era il paesaggio raffigurato ad essere umano, lavorato dall’uomo. Capellini, con il Circolo Curiel legato al PCI, organizzò, l’8 agosto 1964, una pubblica conferenza sul tema “Che cos’è un Piano regolatore?” (il resoconto è nelll’articolo “Speculatori nelle Cinque Terre” su “L’Unità” dell’8 agosto 1964): bisognava lottare contro la speculazione edilizia e la morsa di cemento che deturpava il paesaggio ma anche contro il blocco delle attività ordinarie necessarie per la salvaguardia della natura. Una battaglia molto importante fu quella del 1965, quando i manarolesi si mobilitarono contro il previsto tracciato della strada di collegamento tra la Litoranea e il paese. Si costituì un comitato che presentò un progetto diverso da quello dell’ANAS, meno impattante, e organizzò un referendum. Il Comitato era formato da rappresentanti delle ACLI, della Coldiretti, del Circolo Curiel e della Pro Loco. Il risultato del referendum fu schiacciante: 168 voti per il progetto alternativo, nove per il progetto dell’ANAS, trenta schede bianche, cinque voti dispersi, diciotto non votanti. L’esito fu comunicato al sindaco di Riomaggiore e alla Provincia, l’ANAS dovette tenerne conto. Un momento “magico” – ecco il Sessantotto nelle Cinque Terre – fu il 1969: la penultima edizione della “Festa ai pittori” a Manarola, dedicata a Renato Birolli, con l’esposizione dei suoi quadri realizzati in paese e la presenza di opere di molti altri artisti, e l’inaugurazione della passeggiata dalla marina a Palaedo, realizzata con uno sforzo immane dai giovani del paese sulle scogliere a picco sul mare, sempre intitolata a Birolli (ne ho raccontato la storia in questa rubrica: La strada del Palaedo, le Cinque Terre e la lezione di Pietro Leopoldo, 9 ottobre 2016). Dario Capellini a Manarola – VIII Festa ai pittori – 14 agosto 1960 – archivio Pro Loco di Manarola Anche la “Festa ai pittori” era nata prima, già nel 1953: gli anni Sessanta e il Sessantotto hanno una lunga incubazione. Casavecchia traccia una breve storia della manifestazione. Voglio ricordare che, fin dalla prima edizione, colui che insieme a Dario la volle più di tutti fu un dirigente comunista anch’egli “originale”, Giuseppe Fasoli. Con lui c’era la moglie Franca Bertagna, scomparsa nei giorni scorsi alla bella età di 98 anni. Per me fu e sarà sempre la moglie di “Beppe” e la madre di Diego, ma anche una bella personalità, che molto incise sul marito. E soprattutto una delle amiche più care di mia madre, che aveva la stessa età ed era cresciuta insieme a lei, al Marcantone. Tornando a Dario: anche la pittura faceva parte del suo impegno umanistico. La seconda parte del libro di Casavecchia si sofferma sulla vicenda resistenziale di Capellini, con un utilizzo attento e preciso di tutte le fonti, in particolare dei documenti ritrovati recentemente, mentre metteva a posto la casa di campagna, dal figlio Bernardo. possediamo così, finalmente, una biografia di uno spezzino protagonista della Resistenza piemontese e poi apuana, finora mancante. Dario fu ufficiale dell’Esercito nella Grecia occupata dal fascismo: lì, parlando con gli ebrei greci condannati ai lager, cominciò a capire che cos’erano il nazismo e il fascismo. La sua fu una maturazione lenta, progressiva. Dopo l’8 settembre 1943 Dario, in Grecia, aderì alla Milizia Armata tedesca, per combattere in Italia. Certo, lo fece innanzitutto per tornare. Ma fu una contraddizione, nella complessità della vita umana, che c’è sempre e ci fu in modo particolare in quel periodo. Il 23 novembre 1943 il suo battaglione arrivò a Cuneo, la terra dove la Resistenza armata era iniziata subito, prima che altrove. Dario “avverte di essere nemico della propria gente”: il 9 dicembre 1943 diserta e diventa partigiano, nella banda “militare” e “autonoma” comandata da Ignazio Vian. Con lui c’era quel Nardo Dunchi carrarese, ricordato da Bernardo nel passo citato. Insieme, dopo il rastrellamento di Boves del gennaio 1944, raggiungono un’altra banda dai caratteri simili, “apolitici”, al comando di Piero Cosa, in Val Pesio. La formazione entrò in contatto con l’organizzazione OTTO, collegata agli inglesi e rifornita dai lanci della Special Force n. 1. Qui, in Val Pesio, Dario venne ferito. Poi, dopo una lunga convalescenza, lui e Dunchi vennero inviati in Lunigiana per conto della OTTO. Quando questa fu scoperta i due si trovarono soli, e si collegarono alla banda fivizzanese di Domenico Azzari e Angelo Marini, con i quali il rapporto non fu facile. La tragedia del rastrellamento di Mommio – 4-5 maggio 1944 – chiuse quella esperienza. Prima c’era stata un’altra tragedia: l’uccisione del partigiano spezzino Renzo Ferrari “Diavolo Nero”, comandante di una banda sassalbina, della quale Dario e Nardo saranno nei mesi successivi del tutto ingiustamente accusati, nel supposto ruolo di “mano armata” dell’azionista Alfredo Contri. La conclusione interpretativa di Casavecchia è anche la mia (si veda, in questa rubrica, l’articolo Storia di Ottavio “Speza”, del “Diavolo Nero” e del rastrellamento di Mommio, 19 maggio 2024). Nel rastrellamento di Mommio Dario venne nuovamente ferito e ritornò per un periodo a Manarola. Ristabilitosi, ebbe il compito di organizzare la squadra del suo paese della Brigata Costiera, ma preferì mettersi in contatto con l’amico Dunchi e raggiungerlo a Carrara. Qui fu proposto dal CLN di Apuania (così si chiamava allora la provincia di Massa e Carrara) vicecomandante della Brigata “Muccini” carrarese, poi denominata “Menconi”. Dario si allontanava a poco a poco dall’impronta “militare” e “autonoma” del primo periodo del suo partigianato, per avvicinarsi alla componente più politica, legata al CLN e in particolare al PCI. Fu un inverno difficile. Anche le formazioni carraresi subirono il feroce rastrellamento del 29 novembre 1944, analogamente alle brigate della nostra Val di Magra. Dario e Dunchi, in periodi diversi, passarono il fronte e raggiunsero il territorio liberato, per poi tornare nelle Apuane. Si creò un nuovo soggetto unitario, la “Divisione Apuana”. Dario assunse l’incarico di comandante della compagnia comando, poi divenne aiutante del comandante Alessandro Brucellaria “Memo”, comunista. Fece parte del gruppo che liberò “Memo”, dopo l’arresto suo e di altri, tra cui Dario Montarese “Brichè”, il commissario politico della “Muccini” sarzanese, il 2 marzo 1945 in via Groppini a Carrara. L’ultimo combattimento fu a Castelpoggio, il 10 aprile 1945. Dario e il suo gruppo ebbero la meglio. Sei tedeschi alzarono le mani e si arresero, Dario ordinò loro di sdraiarsi a terra e li consegnò in serata agli americani, malconci ma salvi. I nazisti e i fascisti non si sarebbero comportati allo stesso modo. Dario, Medaglia d’Argento al Valor Militare, nella guerra patriottica e in quella civile, riuscì, scrive Casavecchia, “a far prevalere la propria umanità” ANDRE’ LEUBA Quella sera, a Riomaggiore, raccontai gli anni Sessanta non solo di Dario, ma anche dei grandi intellettuali e artisti che frequentarono in quel periodo Manarola – Sergio Fregoso, André Leuba, Silvio Benedetto – e dei giovani che costruirono la strada del Palaedo. Dario era stato il “motore” per tutti. Il paesaggio costruito fu “compreso” dagli artisti, non solo “fotografato”: è questo il motivo della loro grandezza. Inoltre Dario ben simboleggiava il carattere dei manarolesi, che piaceva a Birolli ma anche a Giancarlo Fusco: aperto e combattivo, schietto e tenace. E fu “maestro” per i giovani. Ritratto di André Leuba alla Spezia, Corso Cavour – Walter Bilotta – 2015 – archivio Walter Bilotta Fa piacere che sia uscito un altro libro importante che racconta quella stagione, e poi dopo, fino a quando durò la vita dei protagonisti: “André Leuba. L’armonia del segno” di Walter Bilotta. Leuba fu “il grafico che disegnò le Cinque Terre”, ma anche molto altro. Nel libro c’è una rassegna esaustiva di tutta l’opera di André, che fu davvero un grande pittore e un grande grafico, in uno stretto intreccio tra i due saperi, le due creatività. Nato a Berna, formatosi in Svizzera, poi a Firenze e a Parigi, infine pendolare tra Manarola e il Monferrato, Leuba unisce nelle sue opere tutte queste lezioni: ordine e precisione geometrica, luce e prospettiva, libertà e simbologia calda. Dalla Svizzera al Mediterraneo, con Silvia, anima e sostegno della sua esistenza, conosciuta a Parigi, che si è dedicata alla realizzazione di splendidi tappeti, arazzi, foulard, cravatte… Insieme hanno coltivato le vigne fino all’ultimo, con la stessa dedizione con cui si tratta una tela o un tessuto. Disegno di Emanuele Luzzati per il logo del Parco Nazionale delle Cinque Terre – 1999 Bilotta, “grafico tecnologico” e fotografo, ha collaborato con Leuba fin dal 1996, per vent’anni: era quindi la persona adatta per scrivere un libro che non è solo un catalogo ma anche una biografia. Nel testo c’è tutto, o quasi, comprese le opere più conosciute dagli spezzini: il marchio del vino delle Cinque Terre, il logo del Parco, i titolo di viaggio dei treni delle Cinque Terre, i manifesti dell’Ente per il Turismo, il primo manifesto del Museo Lia… Una grafica essenziale, che non segue le mode e per questo non invecchia. André Leuba – Logo del Parco Nazionale delle Cinque Terre – 1999 (Il bozzetto onirico e vibrante di Luzzati fu la materia prima “disciplinata” da Andrè Leuba per il logo che ancora oggi rappresenta il Parco nel mondo). Contattai André per “Un mondo nuovo, una speranza appena nata”, ma non feci in tempo a vederlo. Morì nel 2018. Dario ci aveva lasciati nel 1994. Raccolsi la testimonianza preziosa di Silvia Rocca. Silvia conobbe André nel 1953 a Parigi. Per lei, genovese, era una tappa del viaggio in treno per Londra, dove frequentava una scuola per infermiere. Quando formarono una coppia, André e Silvia decisero di stabilirsi in Italia. Ecco brani del suo racconto: Venimmo a Manarola, nel 1960-1961, perché ci avevano parlato delle Cinque Terre. Erano un luogo mitico per gli artisti e gli intellettuali. Arrivammo a Riomaggiore, ma ci piacque di più Manarola. Venivano i parigini, soprattutto. Il turismo non era di massa, solo un poco a Monterosso… Ci siamo integrati subito bene con i manarolesi. Manarola influì sull’arte di André, non solo come soggetto… Il nostro amico più grande fu Dario Capellini: una persona speciale, amico dei pittori. André partecipò alla Festa. Dario produceva un ottimo vino, il merito era soprattutto di sua madre Norma, che andava nella vigna. Dario faceva lo scambio tra vino e pittura. Un altro grande amico fu Sergio Fregoso. Noi facevamo foto, abbiamo cominciato a frequentare il negozio di Sergio a Spezia, lì è nata l’amicizia. Tante cose le facevano insieme: André faceva sempre meno il pittore e sempre più il grafico. Andavano molto d’accordo. André era uno svizzero, non si apriva molto con le persone, ma quando si apriva nasceva un’amicizia vera. […] Nel 1968-1969 non ci siamo impegnati più di tanto, ma nella temperie c’eravamo. Il nostro primo impegno pubblico fu la discussione sul tracciato della Litoranea, un grande fatto che coinvolse tutta Manarola. Le ultime opere di André prima di morire sono state dei quadretti con le foglie di ginkgo a forma di ventagli. Il ginkgo è l’unico albero bruciato a Hiroshima che fece foglie già nella primavera successiva allo scoppio della bomba: è il simbolo della rinascita. Così Sergio Fregoso, nel 1994, raccontò André Leuba: Era sempre in contatto fisico con l’ambiente, è entrato in quel meccanismo e se ne è fatto divulgatore. I vigneti, i muretti a secco, le case a picco sul mare, tutto diventa linea e segno nell’opera di André. I marchi e i motivi grafici, come dice lui stesso, sono già lì, sul territorio. André ha l’abilità di tirarli fuori e metterli sulla carta in pochi segni. Doriano Franceschetti ha dato un supporto fondamentale al libro di Bilotta e, per la parte fotografica, anche al libro di Casavecchia. Era impegnato, fin dagli anni Settanta, nella Cooperativa Agricoltura delle Cinque Terre. Nel 1982 venne inaugurata la nuova Cantina a Groppo. Leuba propose un logo per la Cooperativa, che doveva essere un simbolo per tutte le Cinque Terre. Ecco il suo racconto in “Un mondo nuovo, una speranza appena nata”: Rimasi estasiato quando vidi per la prima volta il bozzetto realizzato a matita, con le vigne abbozzate e con dentro parte dell’abitato di Manarola. André propose la prima bozza del logo (che io avevo seguito nel suo studio quando era ancora in fase embrionale), un Cinque che nella parte tondeggiante riprendeva l’anfiteatro di vigne che domina l’abitato di Manarola. Al centro, al posto delle case, erano riprodotti cinque acini d’uva tondi, tondi. Una meraviglia. Così descriveva il logo Sergio Fregoso, proseguendo la riflessione su come Leuba avesse l’abilità di tirar fuori i segni che erano già sul territorio: Il marchio del vino delle Cinque Terre è un esempio concreto. Era già scritto, nelle colline a sbalzo che circondano come un anfiteatro il borgo di Manarola. André lo ha visto, disegnato, sintetizzato. Così il suo lavoro, dopo ripensamenti, aggiustamenti e correzioni, lo porta al simbolo. Continuava Doriano in “Un mondo nuovo, una speranza appena nata”: Ora la bottiglia era vestita a festa, gli sforzi erano concentrati sulla commercializzazione, eravamo arrivati a imbottigliare circa 300 mila bottiglie, un bel traguardo, l’esigenza era dare il giusto valore al nostro prodotto e porlo sul mercato al giusto prezzo. Dario Capellini, altro indiscutibile grande amico, che ha dedicato buona parte della sua vita a combattere instancabilmente per la difesa del nostro territorio, pensa che sia utile un forte messaggio che racchiuda in una frase il valore che assume acquistare una bottiglia di vino. L’acquirente non solo si porta a casa un prezioso prodotto, ma contribuisce al mantenimento di questo paesaggio, oserei dire “unico” ma così difficile da custodire. Ha concepito, in tempi lontani dal web, l’attiva partecipazione delle persone a un progetto comune. Ha dato concreta consapevolezza di cosa significhi partecipare, seppur indirettamente, a una causa difficile di mantenimento di un territorio diventato più avanti “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. Così ha escogitato la frase, diventata un simbolo: “Metti un paesaggio nel bicchiere… e ti resterà nell’anima”. André l’ha meravigliosamente tradotta. Allora ero ragazzo, oggi sono un adulto anziano e capisco quanto siano stati importanti per me Dario, Sergio e André. André Leuba – Metti un paesaggio nel bicchiere – 1982 Doriano, nella Postfazione del libro di Bilotta, propone una mostra delle opere di Leuba nell’ex Oratorio di Manarola. Aggiungo che l’opera di Leuba merita anche una mostra al CAMeC. Guardate il libro, direttori-consulenti del Museo, e capirete perché. Renato Birolli fu tra i primi artisti ad innamorarsi di Manarola. Così scriveva nel 1955: Dalle vigne geometriche scenderà tra poco l’uva; dal mare sale sempre il pesce. E chi va a pesce è il medesimo che sale alle vigne. Ed è il medesimo che sovente va all’Arsenale di Spezia. È un cerchio armonico nuovo e antico, perché così è Manarola delle Cinque Terre. Mi piacerebbe se tutto ciò fosse conosciuto di più, ma non per distrazione e turismo soltanto. Il denaro è necessario, ma le idee molto di più. Idee e forme. Le persone delle Cinque Terre non vanno più in Arsenale a lavorare. In treno non le incontriamo più, incontriamo invece i giovani migranti che abitano a Spezia e vanno a lavorare alle Cinque Terre per il turismo. Tutto è cambiato. Eppure – sono stato anche di recente a Riomaggiore e a Vernazza a presentare i miei libri – qualcosa, e anche di più, del vecchio spirito comunitario e combattivo è rimasto. Grazie alla consapevolezza che il denaro è necessario, ma le idee molto di più. Post scriptum Quello di oggi è il quinto di una serie di articoli dedicati a libri di autori spezzini. Ricordo i i primi quattro: “Storia di Pitelli, il paese nato dal mare, e di San Bartolomeo, il paese perduto”, 14 settembre 2025 “Storia dalle colline di Lerici”, 28 dicembre 2025 “Il senso del noi in Val di Magra, tra storia e poesia”. “Idee per una città un po’ più disarmata”, 8 febbraio 2026
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Naviera Armas Launches Daily Service to La Palma in 2021 - Puente de Mando
📰 Puente de Mando 📅 2026-05-06 en
Naviera Armas Launches Daily Service to La Palma in 2021 Puente de Mando
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Piano Xylella oltre l'86 per cento di avanzamento: "Più controlli e trasparenza sui fondi pubblici" - BrindisiReport
📰 BrindisiReport Media 📅 2026-05-06 it
Piano Xylella oltre l'86 per cento di avanzamento: "Più controlli e trasparenza sui fondi pubblici" BrindisiReport
Il contrasto alla Xylella fastidiosa in Puglia registra notevoli progressi, con il piano straordinario da 300 milioni di euro che ha superato l'86 per cento di avanzamento nell'utilizzo delle risorse. A renderlo noto è stato l'assessore all'Agricoltura e sviluppo rurale della Regione Puglia, Francesco Paolicelli, nel corso dell'audizione svolta presso la Commissione agricoltura della Camera dei Deputati dedicata all'utilizzo dei finanziamenti destinati alla lotta contro il batterio. "Stiamo utilizzando in maniera concreta ed efficace tutte le risorse disponibili per contrastare la Xylella e rigenerare il nostro patrimonio olivicolo, con risultati importanti ma anche con la piena consapevolezza delle criticità ancora da superare - ha dichiarato Paolicelli - Oggi possiamo dire che il Piano ha raggiunto livelli avanzati di attuazione, ma continuiamo a lavorare per accelerare ulteriormente i tempi e rendere gli interventi sempre più rispondenti alle esigenze dei territori". Nonostante le complessità amministrative e le difficoltà legate anche alla pandemia, il Piano ha raggiunto un livello di avanzamento superiore all'86 per cento delle risorse impegnate e oltre l'80 per cento di quelle già erogate. Come spiega l'assessore, "migliaia di imprese agricole sono state sostenute, accompagnando il reimpianto con cultivar resistenti, finanziando interventi per il contenimento del vettore e garantendo sostegni concreti al reddito". Nel corso dell'audizione è stato evidenziato il lavoro svolto per migliorare l'efficacia e la governance degli interventi, anche attraverso una costante interlocuzione con il territorio e una rimodulazione delle misure per adattarle al mutato contesto produttivo. Parallelamente all'attuazione del Piano, la Regione sta rafforzando gli strumenti di controllo e trasparenza. "Abbiamo approvato un protocollo d'intesa con la Guardia di Finanza che, per la prima volta, introduce in maniera strutturata anche il controllo sull'utilizzo dei fondi pubblici, compresi quelli destinati alla Xylella - ha aggiunto l'assessore - È un passaggio fondamentale per garantire correttezza, efficienza e piena tracciabilità delle risorse. Presenteremo questo protocollo in una conferenza stampa il prossimo 18 maggio". L'obiettivo dichiarato è duplice: "Da un lato completare il Piano assicurando tempi certi e risultati concreti, dall'altro costruire un modello sempre più solido di gestione delle risorse pubbliche, capace di coniugare rapidità ed efficacia con il massimo livello di controllo. La rigenerazione olivicola non rappresenta soltanto una risposta all'emergenza, ma si configura come una leva strategica per il futuro dell'agricoltura pugliese". Rimani aggiornato sulle notizie dalla tua provincia iscrivendoti al nostro canale whatsapp:clicca qui Seguici gratuitamente anche sul canale Facebook:https://m.me/j/Abampv2kioahdYYR/ BrindisiReport è anche su Mobile!Scarical’App per rimanere sempre aggiornato. © Riproduzione riservata
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Basilica di San Nicola, le composizioni floreali di Terlizzi impreziosiscono la festa del Patrono di Bari - La Gazzetta del Mezzogiorno
📰 La Gazzetta del Mezzogiorno Media 📅 2026-05-06 📍 Bari it
Basilica di San Nicola, le composizioni floreali di Terlizzi impreziosiscono la festa del Patrono di Bari La Gazzetta del Mezzogiorno
Anche quest’anno, in occasione delle celebrazioni per San Nicola, la Basilica del Santo Patrono di Bari sarà arricchita dalle composizioni floreali realizzate dai maestri florovivaisti della città di Terlizzi, eccellenza riconosciuta nel settore a livello nazionale. Le installazioni, che accompagneranno i momenti più solenni della festa, rappresentano una tradizione ormai consolidata che unisce le due comunità nel segno della devozione e della bellezza. A sottolineare il valore dell’iniziativa è il sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha espresso un sentito ringraziamento all’amministrazione terlizzese: “Si rinnova una collaborazione che di anno in anno rafforza il legame tra le nostre due comunità, nel segno di San Nicola, santo dell’accoglienza e del dialogo”. Il primo cittadino ha inoltre evidenziato il contributo dei maestri florovivaisti di Terlizzi, capaci di trasformare la Basilica in uno spazio di particolare suggestione: “I colori e l’eccellenza del loro lavoro rendono ancora più speciali questi giorni così intensi e significativi per la nostra città”. Le composizioni floreali, come da tradizione, accompagneranno le celebrazioni religiose e i momenti più partecipati della festa patronale, contribuendo a rafforzare il valore simbolico e identitario dell’evento.
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El auge del turismo en la Antártida genera preocupación por la contaminación y transmisión de enfermedades - Infobae
📰 Infobae 📅 2026-05-06 es
El auge del turismo en la Antártida genera preocupación por la contaminación y transmisión de enfermedades Infobae
Impulsado en parte por el temor de que los paisajes helados de la Antártida puedan estar derritiéndose de manera irreversible debido al cambio climático,el turismo al fin del mundo se está disparando. Y los expertos advierten que, con más visitantes, aumenta el riesgo de contaminación, enfermedades y otros daños al continente. Aunque las cifras de visitantes siguen siendo pequeñas —en parte por los altos costos y el tiempo que puede requerir—, crecen tan rápido que científicos y ambientalistas están dando la voz de alarma. PUBLICIDAD Un brote mortal del inusual hantavirus a bordo de un barco neerlandés en un crucero polar de varias semanas ha llamado la atención sobre esta creciente tendencia del turismo. La mayoría de las expediciones se dirigen a la península Antártica, uno de los lugares que se calientan más rápido en el mundo.De 2002 a 2020, se derritieron aproximadamente 149.000 millones de toneladas de hielo antártico por año, según la Administración Nacional de Aeronáutica y del Espacio. PUBLICIDAD Una ruta común consiste en viajar hacia el sur desde Argentina rumbo a la Antártida antes de dirigirse al norte por la costa de África, la misma ruta que tomó el crucero MV Hondius. “Los sitios que verán en la Antártida son extremadamente únicos y no se pueden replicar en ningún otro lugar del planeta —las ballenas, las focas, los pingüinos, los icebergs—, todo es realmente impresionante y deja una enorme huella en la gente”, dijo Claire Christian, directora ejecutiva del grupo ambiental Antarctic and Southern Ocean Coalition. PUBLICIDAD En 2024, más de 80.000 turistas pisaron el vasto continente cubierto de hielo y 36.000 lo observaron desde la seguridad de los barcos, según datos recopilados por la Asociación Internacional de Operadores Turísticos de la Antártida. La Unión Internacional de Científicos Preocupados estima que el turismo a la Antártida se hamultiplicado por diez en los últimos 30 años. PUBLICIDAD Esa cifra podría aumentar aún más en la próxima década a medida que bajen los costos, ya que entrarán en servicio más cascos capaces de navegar entre hielos y hay avances tecnológicos, señaló Hanne Nielsen, profesora titular de derecho antártico en la Universidad de Tasmania. Sus colegas en la universidad estiman que el número anual podría triplicarse o cuadruplicarse hasta superar las 400.000 visitas en ese periodo. Algunos turistas llegan a la Antártida por el“turismo de última oportunidad”, conscientes de que el paisaje que se derrite está cambiando rápidamente, indicó Nielsen. PUBLICIDAD Las autoridades no han señalado ninguna evidencia de contaminación proveniente del MV Hondius. Sin embargo,bandadas de aves migratorias llevaron la gripe aviar desde Sudamérica a la Antártida en los últimos años, según los Centros para el Control y la Prevención de Enfermedades de Estados Unidos. PUBLICIDAD Ese brote llevó a la Asociación Internacional de Operadores Turísticos de la Antártida y a otros a endurecer las normas sobre la conducta y la higiene de los turistas para proteger a los visitantes de contaminarse. Para proteger el frágil ecosistema de especies invasoras, grandes y microscópicas, se indica a los visitantes que se mantengan alejados de los animales y que eviten tocar el suelo con cualquier cosa que no sean sus pies. “Hay reglas que la gente debe cumplir cuando se dirige hacia el sur”, manifestó Nielsen, que describió sus cinco viajes en su papel anterior de guía. Tripulaciones y pasajeros usan aspiradoras, desinfectantes y cepillos para limpiar zapatos y equipos, eliminando insectos, plumas, semillas y tierra que transporta microbios. PUBLICIDAD “Entre la lengüeta y los cordones de las botas se pueden encontrar muchas cosas”, comentó. Los cruceros han sufrido brotes de enfermedades como el norovirus, que puede propagarse rápidamente en los espacios reducidos de un barco. En 2020, un brote de COVID-19 en el Diamond Princess convirtió al crucero en una incubadora del entonces misterioso virus. PUBLICIDAD El hantavirus suele propagarse al inhalar excrementos de roedores contaminados. La Organización Mundial de la Salud informó que el MV Hondius salió de Ushuaia, Argentina, el 1 de abril y visitó la Antártida y varias islas aisladas. La OMS está investigando una posible transmisión de persona a persona en el crucero, explicó la doctora Maria Van Kerkhove, directora de preparación ante epidemias y pandemias de la OMS.Las autoridades sospechan que la primera persona infectada probablemente contrajo el virus antes de embarcar, precisó, y se les ha informado a los funcionarios que no hay ratas a bordo. La Antártida se rige por el Tratado Antártico, que en 1959 consagró el territorio como una reserva científica utilizada únicamente con fines pacíficos. Una serie de normas posteriores “tienen como objetivo garantizar que todas las visitas, independientemente del lugar, no afecten negativamente el medio ambiente antártico ni sus valores científicos y estéticos”, según la secretaría del tratado. Las empresas y las iniciativas científicas cumplen de manera voluntaria las directrices de bioseguridad y presentan evaluaciones de impacto ambiental para las operaciones en la Antártida. El tratado se redactó cuando las cifras de turismo eran mucho más bajas, señaló Christian. “La actividad debe regularse de manera adecuada, como se haría con cualquiera de los sitios ecológicos sensibles y valiosos del mundo”, señaló Christian desde Hiroshima, Japón, donde se preparaba para una Reunión Consultiva del Tratado Antártico. Allí se sumará a los llamados para reforzar las protecciones de los pingüinos, ballenas, aves marinas, focas y kril de la Antártida, criaturas diminutas en la base de la cadena alimentaria. Por ahora, el atractivo de la frontera helada sigue atrayendo visitantes. “Puedes dejar una huella en la Antártida y sigue ahí 50 años después”, afirmó Christian. (con información de AP) PUBLICIDAD PUBLICIDAD
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Vigili del fuoco, il Capo squadra esperto Augusto Maggio in pensione: una vita al servizio del Paese - BrindisiReport
📰 BrindisiReport Media 📅 2026-05-06 📍 Bari it
Vigili del fuoco, il Capo squadra esperto Augusto Maggio in pensione: una vita al servizio del Paese BrindisiReport
TORCHIAROLO - Dopo oltre trent’anni di instancabile servizio, il Capo squadra esperto Augusto Maggio di Torchiarolo, conclude la sua carriera nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Classe 1965, entrato in servizio il 5 dicembre 1991, Maggio è stato per anni un pilastro del Comando provinciale di Brindisi, specializzandosi in operazioni ad alto rischio e interventi di protezione civile su scala nazionale. La sua carriera è stata caratterizzata da un costante aggiornamento professionale, con una particolare dedizione alle tecniche Saf (Speleo alpino fluviale). Nel corso degli anni ha ottenuto numerose certificazioni, tra cui: Tecnico San di livello 1A, 1B e 2°; Specialista in Tecniche fluviali e alluvionali. Abilitazioni come Operatore Pac (moto d’acqua) e conduttore di mezzi per il Movimento terra. Brevetti di salvataggio a nuoto e patenti nautiche di diverse categorie. Il suo curriculum operativo si legge come una cronaca delle più grandi sfide affrontate dall'Italia negli ultimi vent’anni. Maggio ha prestato soccorso durante i principali eventi sismici, dal terremoto del Molise (2002) a quello dell'Abruzzo (2009), fino al sisma dell'Italia Centrale (2017-2021). Gravi alluvioni a Taranto, Lecce, Ginosa Marina e, più recentemente, in Emilia Romagna (2023). Emergenze idriche e incendi industriali, come quello del deposito di Brindisi nel 2003. Non sono mancati esercitazioni, addestramenti continui, partecipazione a partecipazione a Festa nazionale dei Vigili del fuoco a Roma (2006), Festa della Repubblica (2009). Due episodi in particolare brillano nel suo percorso professionale, che hanno meritato l'elogio formale dei vertici del Corpo. Uno è il salvataggio a Matera nel 2004 di una turista americana: durante un intervento del Nucleo elicotteri, Maggio si distinse nel salvataggio della donna caduta in una scarpata della Gravina. Il Comando lodò la sua "notevole preparazione specifica" e la professionalità dimostrata in un'operazione "altamente pericolosa". Il 12 dicembre 2015, invece, mentre transitava libero dal servizio sulla strada statale 379 con il figlio Pierpaolo, si imbatté in un grave incidente stradale con perdita di gas e persone incastrate. Senza esitazione, prestò i primi soccorsi prima dell'arrivo delle squadre ufficiali, agendo con "encomiabile professionalità ed abnegazione". Nell'incidente morirono cinque persone tra cui una bambina di 3 anni, ma ne furono salvate altre, proprio grazie al tempestivo intervento di chi certe divise le indossa anche quando non è in servizio. Il Capo squadra esperto Augusto Maggio ha lasciato il comando provinciale di Brindisi, la sua seconda casa, il primo maggio 2026. Lascia un'eredità fatta di competenza tecnica, ma soprattutto di profonda umanità e umiltà, doti che lo hanno reso un esempio per i colleghi e un punto di riferimento per la sicurezza dei cittadini. Ma soprattutto per la sua famiglia: il figlio Davide, già finanziere, ha vinto il concorso nei Vigili del fuoco e ha scelto di seguire le orme del padre. L'altro, Pierpaolo, è vigile del fuoco da 5 anni, in servizio presso il conando di Brindisi dopo essere stato a Treviso e Bari. Rimani aggiornato sulle notizie dalla tua provincia iscrivendoti al nostro canale whatsapp: clicca qui Seguici gratuitamente anche sul canale Facebook: https://m.me/j/Abampv2kioahdYYR/
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Eni presenta i progetti per Porto Marghera. La Cgil: «Solo impegni generici» - VeneziaToday
📰 VeneziaToday 📅 2026-05-06 📍 Venezia it Clima · decarbonizzazione
Eni presenta i progetti per Porto Marghera. La Cgil: «Solo impegni generici» VeneziaToday
Si è tenuto in sede regionale l'atteso incontro del tavolo avente ad oggetto l’evoluzione del polo industriale petrolchimico dell’area veneziana di Porto Marghera, Venezia. Una delegazione di Eni e delle sue società controllate Versalis, Enilive ed Eni Rewind, ha rappresentato all’assessore regionale Massimo Bitonci e alle parti sociali, lo stato di attuazione e gli investimenti previsti per la trasformazione dell’area industriale di Porto Marghera. Clicca qui per iscriverti al canale WhatsApp di VeneziaToday Il progetto, avviato nel 2022 con la fermata del cracking, vale complessivamente oltre 900 milioni di euro, rispetto ai 500 previsti, e prevede attività in ambito di chimica circolare di Versalis, il potenziamento della bioraffineria Enilive e lo sviluppo di un polo per la produzione e l’utilizzo dell’idrogeno per la mobilità pubblica. «Il confronto – ha detto Bitonci – dopo il riferimento al contesto globale turbolento e in continua ridefinizione, si è sviluppato in merito alle aree da reindustrializzare. Parliamo di una superficie particolarmente estesa e di lotti già messi a disposizione da ENI in un accordo con l’Autorità Portuale per l’insediamento di nuove attività. Su questo tema abbiamo registrato la preoccupazione sindacale che il futuro industriale di Porto Marghera non la declassasse a una funzione di mera logistica o di “parcheggio”. Su questo punto ho chiarito che, come Regione, l’azione per attrarre gli investimenti nell’area punta ad attività industriali ad alto valore aggiunto, un obiettivo che abbiamo condiviso anche con il gruppo ENI». Il piano da 900 milioni dopo lo stop al cracking Eni infatti ha riassunto i suoi piani nell'area, ma per i sindacati non basta, si tratta di «impegni generici». In breve. Versalis ha completato la prima fase del polo per il riciclo meccanico avanzato delle plastiche post-consumo (polimeri stirenici e poliolefine) da 20 mila tonnellate anno: le 4 linee saranno in marcia entro maggio 2026. La seconda fase è in fase di sviluppo, è stata ottimizzata la configurazione dell’impianto e conclusa l’ingegneria di base, e si procede con lo studio di fattibilità che definirà i prossimi step. Gli investimenti per il potenziamento dell’hub logistico, per Eni sono da tempo avviati al fine di aumentare la flessibilità e affidabilità degli approvvigionamenti. Nello specifico, è già completata l’installazione di nuovi bracci di carico per etilene/propilene, sono in corso gli interventi alle banchine e le attività preliminari sull’area dove è previsto il nuovo serbatoio criogenico etilene, che consentirà di incrementare la flessibilità di stoccaggio. La Bioraffineria Enilive «è al centro di importanti investimenti finalizzati ad aumentare l’impiego di materie prime di scarto e residui, tra cui oli vegetali esausti, grassi animali e altri sottoprodotti dei processi industriali, utilizzati per la produzione di biocarburanti». È in fase di completamento il nuovo impianto di Steam Reforming, che consentirà la produzione di idrogeno non solo da metano, ma anche da HVO nafta e HVO GPL, rafforzando la flessibilità e la sostenibilità del sistema industriale. Parallelamente è previsto il potenziamento dell’impianto Ecofining, con un incremento della capacità di trattamento da 400.000 a 600.000 tonnellate annue. Sempre nell’area di Porto Marghera sono inoltre in costruzione la stazione di distribuzione di idrogeno rinnovabile di Enilive, destinata al rifornimento degli autobus a idrogeno del trasporto pubblico AVM, e l’impianto da 8 MW per la produzione di idrogeno rinnovabile di Green Hydrogen Venezia. L’idrogeno prodotto sarà fornito tramite pipeline alla nuova stazione di distribuzione idrogeno di Enilive. Infine, in ambito rinnovabili, Plenitude ha realizzato e da tempo avviato impianti fotovoltaici in due aree di Eni Rewind non idonee ad altri utilizzi: sono in produzione in totale 6,2 MW (“Lotto 12 - Area ex-Ausidet” e “Lotto 15” nelle aree del Nuovo Petrolchimico a Porto Marghera). Manca il cronoprogramma, preoccupazione dei sindacati «Nei prossimi giorni - conclude Bitonci - riceveremo da ENI il dettaglio della progettualità del Gruppo nell’area e il cronoprogramma aggiornato, un documento che condivideremo con le Parti sindacali. Abbiamo convenuto che il tavolo si riaggiornerà nel mese di settembre per valutare risultati e avanzamenti». Michele Pettenò, segratario di Filctem Cgil Venezia, non è per nulla soddisfatto: «Il punto centrale resta irrisolto: cosa intende fare Eni delle aree che non utilizza più? Quale piano industriale esiste per garantire nuova occupazione, investimenti, riconversione produttiva e continuità industriale? Su questo non abbiamo avuto risposte sufficienti. E senza una risposta chiara sull’utilizzo delle aree, ogni ragionamento sul futuro di Marghera rischia di rimanere sospeso». Critico anche Francesco Coco, della Femca Cisl, pur con toni diversi: «Come Femca Cisl di Venezia abbiamo ribadito l'importanza della realizzazione degli investimenti nella Bioraffineria, quello che manca è un vero progetto industriale nell’area del Petrolchimico per evitare che tale area diventi solo un hub logistico. Abbiamo fatto presente che serve dare risposte di prospettiva anche ai lavoratori del Consorzio Spm (Servizi Porto Marghera), che non essendo Eni, vanno tutelati e collocati in un contesto di tenuta industriale». Più ottimista Roberto Toigo, della Uil Veneto: «Le notizie sugli investimenti assicurati da Eni ci dimostrano che è possibile una reindustralizzazione. La partita è complicata, ma va riconosciuto il lavoro che l’assessore Bitonci e l’unità di crisi stanno portando avanti. Seguiremo, come confederazione e con le categorie interessate, i prossimi passi, pronti a dare il nostro supporto per il rilancio dell’area» commenta.
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L’ultima versione della riforma portuale firmata da Mattarella sgonfia la Porti d’Italia Spa
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-05-06 it
Capitale ridotto del 98%, avanzi di amministrazione e canoni demaniali resteranno alle Autorità di sistema portuale L'articolo L’ultima versione della riforma portuale firmata da Mattarella sgonfia la Porti d’Italia Spa proviene da Shipping Italy .
Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri, avvenuta nel dicembre scorso, il disegno di legge della riforma portuale voluta dal viceministro Edoardo Rixi e varata dal Governo è arrivato, previa bollinatura della Ragioneria dello Stato, alla firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, passaggio prodromico all’avvio dell’iter parlamentare che partirà dalla Camera dei Deputati. Il testo, che SHIPPING ITALY pubblica qui, è stato aggiornato rispetto alla versione dicembrina e, a una prima lettura, la novità più sostanziale è il forte ridimensionamento della nuova società pubblica Porti d’Italia Spa. Il suo capitale sociale, che nella prima versione poteva arriva a 500 milioni di euro sottoscrivibili dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attingendo agli avanzi di amministrazione delle Autorità di sistema portuale, si limiterà invece a 10 milioni di euro, che saranno attinti da fonti diverse (peraltro con indicazione, quanto a 9 milioni, per il 2027, segno che si pensa di non arrivare alla costituzione della società prima dell’anno prossimo, compatibilmente col fatto che i mesi restanti alla fine della legislatura sono meno di 10). Altra sostanziale differenza, sempre nel segno di un mantenimento dello status quo vigente e delle prerogative in essere in capo alle Adsp, è il fatto che esse non dovranno più conferire nulla dei canoni concessori incassati (nella versione precedente era invece una grossa quota della parte investimenti) al Fondo per le infrastrutture strategiche di trasporto marittimo (quello gestito di fatto da PdI Spa), nel quale invece confluiranno (con la prima legge di bilancio seguente all’approvazione della riforma) le risorse disponibili a legislazione vigente iscritte in 8 fondi esistenti destinati allo sviluppo delle infrastrutture portuali. A.M. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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REGIONE VENETO* : «TAVOLO GRUPPO ENI, AREA INDUSTRIALE PORTO MARGHERA. ASSESSORE BITONCI: "CONFRONTO COSTRUTTIVO SU INVESTIMENTI" - agenziagiornalisticaopinione.it
📰 agenziagiornalisticaopinione.it 📅 2026-05-06 📍 Venezia it Clima · decarbonizzazione
REGIONE VENETO* : «TAVOLO GRUPPO ENI, AREA INDUSTRIALE PORTO MARGHERA. ASSESSORE BITONCI: "CONFRONTO COSTRUTTIVO SU INVESTIMENTI" agenziagiornalisticaopinione.it
18.05 - mercoledì 6 maggio 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// Come programmato, si è tenuto in sede regionale un incontro del tavolo avente ad oggetto l’evoluzione del polo industriale petrolchimico dell’area veneziana di Porto Marghera, Venezia. La riunione, coordinata dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, ha visto la partecipazione di una delegazione del gruppo ENI con i rappresentanti della capogruppo, di Versalis, di Enilive, ENI Rewind e delle parti sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil con i rappresentanti dei lavoratori. “L’incontro di oggi – afferma Bitonci – è stato l’occasione per fare il punto sugli investimenti posti in essere dal Gruppo ENI nell’area veneziana di Porto Marghera, un impegno importante che dal 2022 al 2028 realizza un investimento complessivo di 900 milioni di euro. Il gruppo ha descritto gli investimenti già realizzati e quelli in corso nella bioraffineria Enilive, che la qualificano quale stabilimento pioniere in Italia e secondo in Europa per capacità produttiva di biofuel. Sono stati richiamati anche gli investimenti nella stazione di distribuzione di idrogeno rinnovabile e quelli nella chimica di Versalis che attengono all’importante funzione logistica realizzata da Marghera e al riciclo meccanico delle plastiche. Un impianto che vedrà il completamento di 4 linee produttive entro la fine del mese e poi l’avvio di un ulteriore ampliamento”. “Il confronto – continua l’assessore – dopo il riferimento al contesto globale turbolento e in continua ridefinizione, si è sviluppato in merito alle aree da reindustrializzare. Parliamo di una superficie particolarmente estesa e di lotti già messi a disposizione da ENI in un accordo con l’Autorità Portuale per l’insediamento di nuove attività. Su questo tema abbiamo registrato la preoccupazione sindacale che il futuro industriale di Porto Marghera non la declassasse a una funzione di mera logistica o di “parcheggio”. Su questo punto ho chiarito che, come Regione, l’azione per attrarre gli investimenti nell’area punta ad attività industriali ad alto valore aggiunto, un obiettivo che abbiamo condiviso anche con il gruppo ENI”. “Nei prossimi giorni – conclude Bitonci – riceveremo da ENI il dettaglio della progettualità del Gruppo nell’area e il cronoprogramma aggiornato, un documento che condivideremo con le Parti sindacali. Abbiamo convenuto che il tavolo si riaggiornerà nel mese di settembre per valutare risultati e avanzamenti”.
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Comuni e Guardia Costiera, si rinforza la collaborazione. Daniele Silvetti firma il protocollo d'intesa - AnconaToday
📰 AnconaToday Media 📅 2026-05-06 📍 Genova it
Comuni e Guardia Costiera, si rinforza la collaborazione. Daniele Silvetti firma il protocollo d'intesa AnconaToday
ROMA – Rafforzare la collaborazione tra Comuni e Guardia Costiera per garantire la sicurezza della navigazione e della balneazione, la tutela dell’ambiente marino e costiero e modelli di turismo sostenibile. È questo il cuore del protocollo d’intesa siglato oggi a Roma tra l’Anci e il Comando generale delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera, con gli interventi del vicepresidente vicario dell'Anci e sindaco di Ancona Daniele Silvetti e del comandante generale delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera, ammiraglio ispettore capo Sergio Liardo, con il contributo in collegamento di Alessandro Terrile, vicesindaco di Genova, presidente della commissione Politiche del mare, demanio marittimo e porti di Anci. Nel corso del suo intervento il primo cittadino dorico ha sottolineato come «la collaborazione tra Comuni e Guardia Costiera è decisiva per garantire sicurezza, tutela ambientale e una gestione sostenibile del territorio. La priorità resta la salvaguardia della vita umana: vogliamo migliorare il coordinamento tra attività balneari e sicurezza della navigazione. Questo accordo – ha poi aggiunto - punta anche a promuovere modelli di turismo sostenibile e resiliente in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Attraverso la condivisione di dati, buone pratiche e formazione intendiamo inoltre supportare concretamente i Comuni costieri e lacustri. Tra le iniziative più significative – ha concluso il vicepresidente dell’Anci - realizzeremo insieme alla Guardia Costiera il Calendario istituzionale 2027 dedicato alle eccellenze dei territori». "Leggi le notizie di AnconaToday su WhatsApp: iscriviti al canale" Per l’ammiraglio Liardo invece «il protocollo tra Guardia Costiera ed Anci, testimonia ancora una volta lo stretto legame tra il territorio, in particolare i Comuni e le autorità marittime, entrambi attori fondamentali a presidio della fascia costiera ed a tutela degli interessi della collettività. Un legame – ha proseguito - che intendiamo documentare questa volta anche con un calendario che ne valorizzi le bellezze e le potenzialità turistiche sostenibili del territorio». Il vicesindaco di Genova Terrile ha tenuto invece a rimarcare che «con questo protocollo poniamo le basi per iniziative condivise capaci di generare benefici duraturi per i territori e le comunità. La nascita della Commissione porti dell’Anci segna una nuova fase: vogliamo che le città di mare diventino protagoniste della Blue economy e non più semplici punti di transito. L’obiettivo è costruire una rete di Comuni capace di incidere nei processi decisionali valorizzando le coste e trasformando le sfide in opportunità di sviluppo sostenibile. Per questo - ha concluso Terrile - abbiamo chiesto un confronto al Governo: serve un dialogo strutturato per arrivare a una vera Agenda urbana portuale condivisa». AnconaToday è anche su Mobile!Scarical’App per rimanere sempre aggiornato. © Riproduzione riservata
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Bilancio in utile e innovazione: Casoria Ambiente S.P.A. continua a creare valore per il territorio - Il Mattino
📰 Il Mattino Media 📅 2026-05-06 📍 Napoli it
Bilancio in utile e innovazione: Casoria Ambiente S.P.A. continua a creare valore per il territorio Il Mattino
Casoria Ambiente S.p.A. anche quest’anno chiude il bilancio in utile, pari a 505.261,00 euro, confermando solidità e responsabilità nella gestione, nonostante le difficoltà affrontate. Inoltre, è stata approvata la distribuzione di 500.000,00 euro a valere su utili accantonati negli esercizi precedenti in favore del Comune di Casoria, garantendo un apporto finanziario concreto e determinante. Una scelta già adottata nel precedente esercizio, che conferma una gestione coerente con gli indirizzi strategici e orientata alla creazione di valore pubblico. APPROFONDIMENTI Sgravi fiscali e bonifiche, la strategia del Governo per la rinascita di Caivano La nuova vita sportiva di Ivano Trotta: «Affetto importante con Napoli, ora alleno la tecnica individuale dei più giovani» MindFormula misura stress, salute e benessere in azienda Parallelamente, la società ha investito in innovazione e digitalizzazione dei servizi. A breve prenderà il via l’installazione dei contenitori intelligenti per la raccolta dei rifiuti, resa possibile grazie ai finanziamenti del PNRR insieme all’introduzione di distributori automatici per kit di buste per la raccolta differenziata e l’applicazione dell’IA nei servizi digitali: un passo concreto verso servizi più efficienti, accessibili e sostenibili. Nel corso degli ultimi anni, Casoria Ambiente ha consolidato la propria presenza anche a livello nazionale, partecipando attivamente in Utilitalia e in Rete Sud, dove, attraverso il proprio Amministratore Unico, esprime il ruolo di Tesoriere, contribuendo ai processi di sviluppo e rappresentanza delle utility del Mezzogiorno. La visione di aggregazione delle utility costruita nel tempo rappresenta oggi un patrimonio condiviso, che garantisce continuità e basi solide per il futuro. «Il bilancio positivo conferma l’efficacia di un lavoro costante e di una strategia lungimirante – commenta il dott. Massimo Iodice, Amministratore Unico di Casoria Ambiente –. Il percorso intrapreso, insieme a una solida struttura patrimoniale e finanziaria, consente oggi di guardare al futuro con fiducia, rafforzando ulteriormente le basi per una crescita sostenibile nel tempo».
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'Aiuti per le assunzioni di giovani disoccupati': da venerdì la presentazione delle domande per l’avviso pubblico - AnconaToday
📰 AnconaToday Media 📅 2026-05-06 📍 Ancona it
'Aiuti per le assunzioni di giovani disoccupati': da venerdì la presentazione delle domande per l’avviso pubblico AnconaToday
ANCONA - Da venerdì 8 maggio si apre la presentazione delle domande per l’avviso pubblico ‘Aiuti alle assunzioni di giovani disoccupati’. «Un nuovo intervento concreto a favore dell’occupazione giovanile - sottolinea l’assessore al Lavoro Tiziano Consoli - con questo avviso vogliamo sostenere le imprese marchigiane che scelgono di investire sui giovani e creare opportunità di lavoro vere, durature e qualificate. Non parliamo di misure assistenziali, ma di politiche attive che rafforzano il tessuto produttivo e contrastano la precarietà». Finanziato con 1,5 milioni di euro a valere sulle risorse del Poc Marche 2014‑2020 – asse occupazione, l’avviso è destinato alle imprese, di ogni dimensione, attive e iscritte alla Camera di Commercio e ai liberi professionisti che assumono giovani disoccupati tra i 18 e i 36 anni non compiuti. La misura introduce criteri di premialità che valorizzano le assunzioni stabili, i giovani con percorsi di istruzione medio‑alta, inclusi laureati e diplomati ITS, il rientro di giovani dall’estero o da altre regioni e le imprese operanti nei settori chiave dell’economia marchigiana, con particolare attenzione al comparto manifatturiero. «L’intervento nasce dalla consapevolezza che, nonostante i segnali di ripresa, il mercato del lavoro regionale continua a offrire ai giovani soprattutto contratti discontinui e poco stabili, alimentando incertezza e spingendo molti ragazzi a cercare altrove il proprio futuro. Il nostro obiettivo – prosegue Consoli – è duplice: trattenere i talenti che si formano nelle Marche e favorire il rientro di chi ha maturato competenze fuori regione o all’estero, mettendole a disposizione delle imprese marchigiane, in particolare di quelle che operano nei settori strategici. Vogliamo un’occupazione giovanile che sia leva di competitività, innovazione e sviluppo perché investire sui giovani significa investire sul futuro delle Marche. Questo avviso si inserisce in una strategia più ampia che mette insieme lavoro, competenze e imprese, con l’idea chiara che la crescita passa dalla qualità del capitale umano». Gli incentivi riguardano esclusivamente assunzioni attivate dopo la presentazione della domanda, con contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato full‑time. Il contributo, concesso in regime ‘de minimis’, è pari a 19.500 euro per ogni assunzione a tempo indeterminato full‑time e di 6.500 euro per ogni assunzione a tempo determinato full‑time. Le domande di contributo potranno essere presentate sulla piattaforma Siform a partire dall’8 maggio e fino all’8 giugno 2026. Il testo dell’avviso può essere consultato al seguente link:https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Bandi-e-opportunita/Bandi-attivi/p/1/q/under/t/-1?idb=25179 AnconaToday è anche su Mobile!Scarical’App per rimanere sempre aggiornato. © Riproduzione riservata
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IMO holds line on net-zero shipping plan amid growing pushback - edie.net
📰 edie.net 📅 2026-05-06 en Clima · decarbonizzazione
IMO holds line on net-zero shipping plan amid growing pushback edie.net
Delegates at the International Maritime Organisation’s Marine Environment Protection Committee (MEPC 84) have agreed to retain the Net Zero Framework (NZF) as the central basis for ongoing negotiations, following contentious last-minute debates over the direction of future climate measures for global shipping. Sidhi Mittal Published6th May 2026 Join our growing army of changemakers and get access to our free content Register nowLogin Already have an account? Loginhere Oceans carry about 90% of global trade and support the livelihoods of more than two million seafarers. The outcome comes against a backdrop of earlier disputes over carbon pricing. Last October,a majority of countries voted to delay the adoption of a global carbon levy on shipping, despite a design having been agreed in principle in April 2025. That proposal included emissions intensity cuts of 30% by 2035 and 65% by 2040 compared with 2008 levels, alongside penalties of up to $380 per tonne for non-compliance and the creation of a carbon credit trading system. The plan has faced strong opposition from major oil-producing nations, including the US and Saudi Arabia, withWashington warning of possible retaliation against any levy applied to its vessels. At MEPC 84, negotiations focused on how to proceed with mid-term measures under the IMO’s 2023 greenhouse gas (GHG) strategy, which targets net-zero emissions from international shipping by 2050. Standing firm on net-zero In the final hours, member states reached a compromise on the ‘Terms of Reference’ for intersessional work ahead of the next committee meeting. The agreed text allows additional proposals to be submitted, but confirms the NZF as the primary reference point for further discussions. A coalition of countries defended the framework’s structure, maintaining its status as a negotiated compromise with broad backing. Delegates also agreed to a compressed timeline, scheduling two intersessional working group meetings before MEPC 85, scheduled to take place from 16 to 20 November 2026, followed by a resumed extraordinary session. Some countries expressed concern that the timeline may limit consideration of new ideas, but others argued that delays could weaken both climate ambition and investment certainty. The NZF is intended to bridge the gap between long-term targets and near-term action by introducing enforceable measures, timelines and accountability mechanisms. However, the process is already behind schedule after last year’s postponement. If adopted in late 2026, the framework would likely enter into force around early 2028, with emissions reporting beginning in 2029 and verification in 2030. The decision at MEPC 84 keeps negotiations open, but signals continued momentum toward a year-end agreement. Related article:China, India and Brazil create green shipping corridors despite go-slow on global carbon tax Related article:UK Adds Aviation and Shipping to Net Zero Carbon Budget Plans WordsSidhi Mittal Published6th May 2026 © Faversham House Ltd 2026 edie news articles may be copied or forwarded for individual use only. No other reproduction or distribution is permitted without prior written consent.
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El naval español se reafirma como una industria resiliente, referente y reforzada ante la crisis geopolítica global - Industrias pesqueras
📰 Industrias pesqueras 📅 2026-05-06 es
El naval español se reafirma como una industria resiliente, referente y reforzada ante la crisis geopolítica global Industrias pesqueras
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Con capacidad para 9.100 vehículos, paneles solares en cubierta y motores de gas natural licuado, el Höegh Aurora es el mayor transportador de coches del mundo, y el barco que puede embarcar una ciudad entera de automóviles en un solo viaje migrará - CPG Click Petróleo e Gás
📰 CPG Click Petróleo e Gás 📅 2026-05-06 es
Con capacidad para 9.100 vehículos, paneles solares en cubierta y motores de gas natural licuado, el Höegh Aurora es el mayor transportador de coches del mundo, y el barco que puede embarcar una ciudad entera de automóviles en un solo viaje migrará CPG Click Petróleo e Gás
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La portacontainer Cma Cgm San Antonio colpita e danneggiata a Hormuz, feriti fra l’equipaggio
📰 SHIP MAG Media 📅 2026-05-06 it
I marittimi di nazionalità filippina sono stati evaquati. Dopo soli due giorni Trump sospende “Project Freedom”, il programma di scorta navale per i transiti commercia [...] L'articolo La portacontainer Cma Cgm San Antonio colpita e danneggiata a Hormuz, feriti fra l’equipaggio proviene da Shipmag .
I marittimi di nazionalità filippina sono stati evaquati. Dopo soli due giorni Trump sospende “Project Freedom”, il programma di scorta navale per i transiti commerciali nell’area Hormuz – La nave portacontainer della compagnia francese Cma Cgm, la Cma Cgm San Antonio, è stata colpita ieri nello Stretto di Hormuz. La compagnia ha aggiunto che l’attacco ha provocato feriti tra i membri dell’equipaggio e danni alla nave. I feriti, di nazionalità filippina, sono stati evacuati. La portacontainer è stata colpita durante il transito. L’episodio conferma il clima di forte instabilità che continua a interessare una delle principali rotte energetiche e commerciali mondiali. Secondo quanto riferito dal UK Maritime Trade Operations, la nave sarebbe stata colpita da un proiettile non identificato. Cma Cgm ha spiegato che i marittimi feriti sono stati evacuati e sottoposti alle cure necessarie, mentre la compagnia continua a monitorare la situazione. La nave, battente bandiera maltese e con capacità di 2.824 teu, era diretta verso Mundra. Dall’inizio della crisi, a fine febbraio, le autorità britanniche hanno registrato decine di incidenti nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell’Oman, mentre l’International Maritime Organization ha confermato la morte di dieci marittimi. L’attacco è avvenuto mentre gli Stati Uniti hanno annunciato la sospensione temporanea del “Project Freedom”, il programma di scorta navale per i transiti commerciali nell’area. L’iniziativa viene così interrotta appena due giorni dopo il suo avvio, nonostante alcune navi fossero già state accompagnate attraverso il corridoio protetto. Secondo il presidente Donald Trump, la decisione sarebbe legata ai progressi nei negoziati con l’Iran per un possibile accordo più ampio. Teheran continua a imporre controlli rafforzati alle navi in transito nello stretto. .
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Hackathon School Edition II, gli studenti del Marconi di Giugliano portano i loro progetti nel mondo reale - Il Mattino
📰 Il Mattino Media 📅 2026-05-06 📍 Napoli it Clima · decarbonizzazione
Hackathon School Edition II, gli studenti del Marconi di Giugliano portano i loro progetti nel mondo reale Il Mattino
Top News - Newsletter Ogni giorno le notizie più lette della giornata Iscriviti e ricevi le notizie via email Ad AreaLab35 si è conclusa la seconda edizione del percorso FSL promosso da Google Developer Groups Napoli e realizzato da Lemon Academy ETS. C'è un tipo di formazione che non si dimentica. Non perché sia più intensa o più lunga, ma perché produce qualcosa di reale. È quello che ha vissuto un gruppo di studenti dell'Istituto Superiore "Guglielmo Marconi" di Giugliano in Campania durante la seconda edizione di Hackathon School Edition, il percorso di Formazione Scuola Lavoro realizzato da Lemon Academy ETS sotto la direzione di Alessio Romaniello, promosso da Google Developer Groups Napoli con il supporto di Google for Developers. Bufala Fest celebra i 10 anni con il nuovo slogan «Tutte le forme del gusto» La finale si è tenuta ad AreaLab35 e ha visto protagoniste le classi 4A e 5A Grafica, trasformate per settimane in veri team creativi, chiamati a progettare, costruire e presentare idee concrete. Non esercizi scolastici, ma lavori strutturati: ideazione, branding, identità visiva, posizionamento, comunicazione. Tutto quello che accade ogni giorno nel mondo professionale. Il livello dei progetti presentati durante la giornata conclusiva ha sorpreso per qualità e maturità progettuale. Gli studenti hanno sviluppato concept di ristorazione, brand di profumi, magazine editoriali e prodotti digitali, alcuni dei quali accompagnati da prototipi funzionanti. Lavori completi, con una direzione creativa definita e un'identità visiva coerente. Tra i più apprezzati, "Etere Tenute" ha colpito per il posizionamento luxury, mentre "Volt Rebel" ha convinto per la forza e l'immediatezza del proprio brand. Ma è stato Cherry Crumbs, il progetto firmato da Cristyan Romeo, a ottenere il riconoscimento più alto: Vincitore del Percorso FSL, con un lavoro già pronto per affrontare il mercato reale. Attacco hacker a società del gruppo Ibm che gestisce tecnologie per la Pubblica amministrazione La classifica finale e i premi speciali Cherry Crumbs – Cristyan Romeo → Vincitore Percorso FSL Aptitude – Gaetano Trematerra → Primo Classificato Eclat D'Or – Gaia Pennacchio → Secondo Classificato Premi speciali sono stati assegnati a Melany Posabello, Samuele Pappone, Flavia Mauriello, Mery Cerullo, Andrea Russo, Chiara Maria Cosimo, Alessandro Barbella, Simona Visconti, Emmanuel De Vita e Miriam Di Fiore. Hackathon School Edition non è più una sperimentazione. È un format consolidato, con risultati misurabili e una metodologia che funziona. Il passo successivo è l'espansione: coinvolgere nuove scuole, raggiungere nuovi territori, replicare un modello capace di portare valore concreto agli studenti e al tessuto formativo campano. Perché la distanza tra scuola e lavoro non si riduce con le intenzioni. Si riduce costruendo cose reali. Hackathon School Edition II dimostra che l'alternanza scuola-lavoro, quando è progettata con serietà, smette di essere un obbligo da sbrigare e diventa un'esperienza formativa autentica. Gli studenti hanno sviluppato competenze reali: capacità di lavorare in team, pensiero progettuale, comunicazione, responsabilità sul risultato. Abilità che nessuna lezione frontale può trasmettere allo stesso modo. Fondamentale, in questo percorso, il ruolo della scuola stessa. Il dirigente scolastico dell'istituto prof.ssa Giuseppina Nugnes e la prof.ssa Giusy Valletta e la prof.ssa Giusy Maisto hanno creduto nel progetto fin dall'inizio, accompagnando gli studenti in ogni fase e rendendo possibile un'integrazione reale tra istituzione scolastica e formazione applicata.
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Casa Riformista - Italia Viva, prove di campo largo con “Le Marche che vogliamo” - AnconaToday
📰 AnconaToday Media 📅 2026-05-06 📍 Ancona it
Casa Riformista - Italia Viva, prove di campo largo con “Le Marche che vogliamo” AnconaToday
PESARO – Sabato 9 maggio 2026, alle 10 all’Hotel Baia Flaminia – Sala Mare in viale Parigi 8 a Pesaro, si terrà l’iniziativa pubblica promossa da Casa Riformista Italia Viva dal titolo “Le Marche Che Vogliamo”. L’appuntamento, aperto a tutti, rappresenta un primo momento di confronto ampio, inclusivo e collegiale tra amministratori, rappresentanti istituzionali, forze politiche e mondi civici, con l’obiettivo di avviare un percorso condiviso di elaborazione di idee e contenuti programmatici per la costruzione della piattaforma del centrosinistra e del campo largo in vista delle prossime elezioni politiche. Si tratta di un passaggio politico e culturale che intende valorizzare in maniera esplicita la cultura del dialogo, del confronto e della partecipazione, nella prospettiva di una proposta riformista capace di tenere insieme competenze, sensibilità diverse e radicamento territoriale, con l’ambizione di delineare una visione comune per il futuro delle Marche e del Paese. L’iniziativa si inserisce in un percorso di ascolto e costruzione condivisa che punta a rafforzare una visione comune per le Marche del futuro, fondata sulla collegialità delle scelte, sul dialogo tra le diverse sensibilità del centrosinistra e sulla volontà di costruire una proposta politica capace di rispondere in modo concreto alle sfide sociali, economiche e istituzionali del territorio. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, di Fabiola Caprari, presidente di Italia Viva Marche, del sindaco di Pesaro Andrea Biancani e dell’europarlamentare del Partito Democratico Matteo Ricci, cui seguirà l’introduzione affidata a Giuseppe Miranda, presidente provinciale di Italia Viva Marche. "Leggi le notizie di AnconaToday su WhatsApp: iscriviti al canale" La giornata entrerà poi nel vivo con una prima sessione dedicata ai temi dell’economia, del lavoro e del territorio, dal titolo “Come crescono le Marche: imprese, occupazione e turismo”, per la quale è prevista la relazione di Boris Rapa, presidente di Assohotel Pesaro-Urbino, chiamato a offrire un contributo di analisi sullo stato del tessuto produttivo e turistico regionale. A seguire si affronteranno le questioni legate ad ambiente ed energia con la sessione “Sostenibilità concreta: transizione ecologica”, accompagnata dalla relazione di Nicolas Faustini di Legambiente Marche che porterà un focus sulle sfide della transizione ecologica e sulle politiche di sostenibilità territoriale. La terza area tematica sarà invece dedicata a sanità e sociale, con la sessione “Servizi, diritti e qualità della vita: criticità e proposte”, introdotta dalla relazione di Andrea Vecchi, chirurgo dei trapianti all’AouM, referente sanità del Pd e consigliere comunale ad Ancona, il quale offrirà un contributo sulle principali criticità del sistema sanitario e sulle possibili linee di intervento. Nel corso della giornata sono inoltre previsti numerosi interventi politici e civici che si inseriranno all’interno delle diverse sessioni tematiche, contribuendo ad arricchire il confronto programmatico. Tra questi interverranno Alice Amadori, consigliera comunale di Urbino Futura, Chantal Bomprezzi, segretaria regionale del Pd, Mauro Borioni, referente sanità per Dipende da Noi, Massimiliano Casoli di Europa Verde Pesaro-Urbino, Roberto Dell’Olio del Partito Liberal Democratico di Pesaro-Urbino, Simona Denti di Progetto Marche Vive Pesaro-Urbino), Cora Fattori di +Europa, Massimo Fortini, Roberto Gambelli di Ora!, Massimo Seri consigliere regionale della Lista Civica Matteo Ricci, Michael Sommovigo dei Giovani Socialisti Psi, Francesco Trasatti di Progetto Civico Italia e Fabio Ubaldi di Italia Viva Rimini. Le conclusioni saranno affidate nuovamente al senatore Enrico Borghi e a Giuseppe Miranda che tireranno le fila del percorso emerso nel corso della giornata, con l’obiettivo di restituire una sintesi politica e programmatica del confronto. La moderazione dell’intera giornata sarà curata dalla giornalista Silvia Sinibaldi che guiderà i lavori e gli interventi nel corso delle diverse sessioni.
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Per la deviazione del porto canale si apre una nuova fase: a inizio 2027 via ai lavori per il nuovo molo nord - IlPescara
📰 IlPescara 📅 2026-05-06 it Rumore · acque · biodiversità
Per la deviazione del porto canale si apre una nuova fase: a inizio 2027 via ai lavori per il nuovo molo nord IlPescara
Con la Via unica (Valutazione di impatto ambientale), ottenuta dopo quasi due anni dalla richiesta, si va verso lo sblocco dei lavori per la realizzazione del nuovo porto di Pescara. Parliamo della deviazione del porto canale, un intervento che una volta ultimato, ridarà letteralmente “respiro” al porto, aprendo a nuove opportunità e dando una risposta definitiva anche alla marineria risolvendo l'orami ben noto problema legato all'insabbiamento. Un progetto da oltre 80 milioni di euro, diviso in tre fasi (A, B e C) e altrettanti lotti di lavoro, con le prime due già finanziate per poco più della metà della somma necessaria a realizzarlo. Gli altri 40 milioni che serviranno per l'ultima fase, la C che è quella decisamente più rilevante, dovranno essere stanziati, è stato spiegato durante la commissione, dall’Autorità di sistema portuale. Il punto è stato fatto nel corso della commissione comunale Lavori pubblici presieduta da Massimo Pastore e la novità emersa è sul quando i lavori della prima fase, la A, che fa leva su un finanziamento di 20 milioni e 400mila euro per la realizzazione del nuovo molo nord e di cui stazione appaltante è l'Arap (Agenzia regionale attività produttive), partiranno: all'inizio del 2027. Una data che questa volta, dopo le tante ipotesi fatti, è data praticamente per certa proprio in virtù del fatto che la Via è stata rilasciata. Un Valutazione di impatto ambientale che, è il caso di ricordarlo, è stata richiesta per l’intero progetto e cioè per tutte le fasi in cui è stato pensato. Questo vuol dire che questo passaggio, particolarmente complesso per le numerose prescrizioni arrivate e cui nel tempo si è dovuto rispondere, non si dovrà più ripetere. A spiegarlo è stato l'ingegnere Arap Tommaso Impicciatore sentito in commissione insieme al collega Mattia Ippoliti. Una volta partiti i lavori della Fase A dovranno essere completati in 500 giorni. Questo vuol dire che il molo nord sarà realizzato nell'arco di un anno e mezzo. Parallelamente potrebbero riprendere ed essere completati anche i lavori per la realizzazione della scogliera di radicamento della deviazione del porto canale e del pennello di foce, già finanziati e appaltati per 5 milioni di euro, ma non terminati. Si è arrivati alla risoluzione del contratto con la ditta aggiudicataria e una volta definiti gli ultimi dettagli si procederà con la graduatoria di chi, al bando, partecipò, per riaffidare i lavori. Restando sul progetto di deviazione del porto canale e su quella Fase A in capo ad Arap, perché si possa aprire il cantiere mancano dunque solo l'ultimo passaggio: la conferenza dei servizi e ottenere le ultime autorizzazioni necessarie per arrivare al progetto definitivo e quindi a quello esecutivo. Anche per la Fase B si auspica un’accelerazione dei tempi. Finanziata con 20 milioni e 200 mila euro dall’Autorità portuale, questo lotto di lavori riguarda la realizzazione del molo sud, dei varchi di vivificazione e di una delle vasche di colmata previste dal grande progetto, nello specifico la vasca A, che servirà a raccogliere i sedimenti derivanti dal parziale dragaggio del porto canale. Lavoro questo che si svolgerà in parallelo. I sedimenti di classe C e D che saranno estratti con il dragaggio, hanno spiegato i referenti Arap, saranno impermeabilizzati e tombati “dentro” il nuovo molo sud che sarà realizzato.Parliamo, è stato spiegato da Impicciatore, di circa 43 mila metri cubi di materiali. La Via vale anche per questa fase per cui ora dovrà essere l'Autorità portuale, spiega l'Arap, a decidere se arrivare al progetto esecutivo e poi affidare i lavori, oppure di procedere direttamente all’affidamento a un contraente che si occuperà sia della progettazione esecutiva sia dell’avvio dei lavori. Resa aperta la partita della Fase C, la più importante, ma anche la più corposa tanto è vero che metà dell'importo previsto per realizzare la deviazione del porto canale, dovrà essere proprio a questa destinata: 40 milioni. D'altra parte si tratta dell'intervento con cui la deviazione del porto canale sarà effettiva. Un intervento, quello della fase C. che, tra le altre cose, prevede anche l’ultimazione delle vasche di colmata e il dragaggio fino al molo nord. A quel punto sarà chiuso il vecchio alveo del fiume e aperto il nuovo. Facile comprendere la portata di un progetto come questo che per arrivare a mettere un punto importante, quello della Via, ha dovuto fare i conti con una procedura lunga e complessa. Ora che c'è, però, tutto dovrebbe “scorrere” più facilmente. L'obiettivo è quello di chiudere una partita che Pescara non può di certo permettersi di perdere. Non solo perché il progetto di deviazione del porto canale si connette con tanti altri interventi messi in campo dall’attuale amministrazione (dalla riqualificazione di via Doria al nuovo sbocco dell’asse attrezzato sulla banchina sud del porto, fino al Waterfront e alla riqualificazione di tutta l’area nord del lungofiume, che comprende anche il Museo del Mare), ma ma anche perché vincerla vorrebbe dire, come anticipato, risolvere il problema dell’insabbiamento del porto canale che troppe volte ha lasciato e lascia in banchina gli armatori alle prese con difficoltà di entrate e uscita dal porto canale oltre che con i danni agli scafi causati dai fondali bassi, e “riaprirsi” al turismo via mare. Potrebbe, insomma, essere una chiave di volta per riattivare i collegamenti con l’altra sponda dell'Adriatico.
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In arrivo Yoga in Fibrosi Cistica: l'evento per raccogliere fondi si allarga anche ai familiari dei malati. Ecco quando - Corriere Adriatico
📰 Corriere Adriatico Media 📅 2026-05-06 📍 Ancona it Clima · decarbonizzazione
In arrivo Yoga in Fibrosi Cistica: l'evento per raccogliere fondi si allarga anche ai familiari dei malati. Ecco quando Corriere Adriatico
ANCONA -In arrivo 'Yoga in Fibrosi Cistica' un evento per raccogliere fondi e far conoscere anche ai familiari dei pazienti i benefici di questo sport sulla malattia. È questo l'obiettivo di 'Yoga&Fibrosi Cistica - L’arte del respiro e della cura' che si svolgerà il 16 maggio 2026 ad Ancona, dalle ore 18.00, presso il Salone delle Feste, al Teatro delle Muse. Il progetto, portato avanti dalla Fondazione Ospedale Salesi ETS e da Lega Italiana Fibrosi Cistica Marche ODV, aveva preso avvio nel 2022, prevedendo un corso di Yoga gratuito a domicilio per i piccoli malati seguiti dal Centro di riferimento regionale per la fibrosi cistica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Il corso per adulti Grazie al successo del progetto la Fondazione Ospedale Salesi ETS e LIFC Marche hanno esteso 'Yoga in Fibrosi Cistica' anche agli adulti: il corso ha infatti dimostrato di essere in grado di apportare notevoli benefici a livello di respirazione, ossigenazione, circolazione e di riduzione dello stress e degli stati ansiosi, oltre che di aiutare i bambini a convivere meglio con la loro patologia. Ora l'obiettivo è quello di rafforzare ulteriormente il progetto, estendendolo a quanti più pazienti FC possibile e anche alle loro famiglie. Un passo avanti nella qualità della vita “Estendiamo il progetto dedicato alla fibrosi cistica anche ai familiari che si prendono cura quotidianamente delle persone con questa patologia, con l’obiettivo di rafforzare concretamente il sostegno anche oltre l’ambiente ospedaliero, fin nelle loro case– spiega la Presidente della Fondazione Ospedale Salesi ETS Cinzia Cocco, Direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche – Compiamo un ulteriore passo significativo verso il miglioramento della qualità di vita delle persone in cura presso il Dipartimento Materno Infantile dell’AOU delle Marche e delle loro famiglie, un obiettivo in linea con la missione della Fondazione Ospedale Salesi ETS. Continuiamo ad impegnarci in progetti di ricerca scientifica, per portare innovazione tecnologica e per ampliare le coterapie”. I familiari "Vogliamo allargare il progetto 'Yoga in Fibrosi Cistica' ai caregiver familiari che vivono una condizione di forte stress" spiega Raffaella Piazzini, Vice presidente LIFC Marche, l'obiettivo è quello di "supportare chi si prende cura delle persone con fibrosi cistica". La sfida per il futuro "è quella di esportare il progetto sperimentato in questi anni ad Ancona, con la Fondazione Ospedale Salesi ETS - aggiunge -, anche ad altre regioni, un modello pionieristico che ha attratto l'attenzione a livello nazionale". I benefici L’insegnante certificata di Yoga Laura Liuni evidenzia “il grande supporto e apprezzamento delle lezioni di yoga, testimoniato dai pazienti affetti da Fibrosi Cistica che partecipano al progetto annuale. In tutte le persone (bimbi-adolescenti-adulti) si sono raggiunti obiettivi immediati sia dal punto di vista fisico (miglioramento della capacità respiratoria, apertura toracica, postura ecc.) che emotivo (più energia, benessere per affrontare la giornata, gestione dell’ansia ecc.). L’obiettivo o sfida iniziale della Dott.ssa Fabrizzi era quello di aiutarla a trasmettere ad ogni paziente la cura e l’amore verso sé stessi per il proprio benessere. I pazienti partecipanti del progetto testimoniano spontaneamente di praticare yoga nella loro vita quotidiana, in aggiunta alla propria fisioterapia domiciliare perché sentono le pratiche di grande aiuto, sia a livello fisico che mentale”. Le parole della dottoressa "Lo Yoga in Fibrosi Cistica è un progetto che coniuga i benefici psicosociali all'impatto diretto sui parametri clinici delle persone affette da questa malattia - dichiara la dottoressa Benedetta Fabrizzi responsabile del Centro regionale Fibrosi Cistica dell'AOU delle Marche - Crediamo molto nel coinvolgimento nel progetto dei familiari che si prendono cura dei pazienti in quanto possono beneficiare della pratica dello yoga in termini di riduzione dello stress. Anche un grande ospedale londinese specializzato nella cura della Fibrosi Cistica, il Brompton Hospital, sta adottando progetti di yoga per i propri pazienti. Al Dipartimento Materno Infantile dell'AOU delle Marche siamo stati pionieri". La Fibrosi cistica è la malattia genetica grave più diffusa, per la quale a oggi non esiste una cura risolutiva, che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e quello digerente, con risvolti invalidanti e anche letali. Le info Nel corso della serata verrà illustrato il progetto e saranno presentate alcune testimonianze. Prevista una cena a buffet e un concerto live del Muse Trio. La prenotazione è obbligatoria (fondazionesalesi@ospedaliriuniti.marche.it; segreteria@legaitalianafibrosicisticamarche.it; 071 5962850 / 349 401 5115 - 071 94480 / 373 8363175). Donazione minima 35 euro.
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Il liceo di Recanati al Concorso Nazionale Mad for Science: scelte le 8 scuole che si sfideranno in finale a Roma per vincere 200.000 euro - Corriere Adriatico
📰 Corriere Adriatico Media 📅 2026-05-06 it Clima · decarbonizzazione
Il liceo di Recanati al Concorso Nazionale Mad for Science: scelte le 8 scuole che si sfideranno in finale a Roma per vincere 200.000 euro Corriere Adriatico
RECANATI- Tra gli 8 finalisti della decima edizione del Concorso Nazionale Mad for Science c'è anche il Liceo Scientifico Giacomo Leopardi di Recanati (MC), che ha partecipato con il progetto “RootNet: Reti Micorriziche Innovative da Economia Circolare per l’Agricoltura del Futuro”. Un risultato straordinario per l'istituto che ha gareggiato contro 750 scuole in tutta Italia e che, in caso di vittoria, potrebbe ricevere un montepremi complessivo di 200.000 euro per il potenziamento dei laboratori di scienze d’istituto. Sono stati selezionati gli 8 Istituti finalisti che accederanno alla fase conclusiva della decima edizione del Concorso Nazionale Mad for Science, promosso dalla Fondazione Diasorin ETS. Per la prima volta, la Challenge finale si terrà a Roma: l’appuntamento è fissato per il 28 maggio 2026 presso l’Acquario Romano, dove gli Istituti finalisti presenteranno i propri progetti di ricerca e si contenderanno il montepremi complessivo di 200.000 euro destinato al potenziamento dei laboratori di scienze delle scuole. I finalisti Le scuole finaliste hanno sviluppato proposte progettuali originali e coerenti con il tema dell’edizione: "Risorse naturali e salute. Come la ricerca biotecnologica ci aiuta a salvaguardare persone e ambiente”, dimostrando come le biotecnologie possano essere applicate in ambito scolastico attraverso un approccio sperimentale e laboratoriale. Gli 8 Istituti finalisti che accedono alla finale sono: ● Liceo Scientifico Ignazio Vian di Anguillara Sabazia (RM) con il progetto “Medical Fish Waste”. ● Istituto Tecnico Tecnologico Cassandro Fermi Nervi di Barletta (BT) con il progetto “Dal siero di latte alla stampa in 3D”. ● Istituto Tecnico Tecnologico Zaccagna-Galilei di Carrara (MS) con il progetto “PHA-ntaSTIC: biotecnologie bianche per la sostenibilità”. ● Istituto Tecnico Tecnologico Grazia Deledda di Lecce con il progetto “Chromagenesis: Molecular Farming dove i geni diventano colore. Dalle radici della tradizione ai bioreattori del futuro”. ● Liceo Scientifico Corradino D’Ascanio di Montesilvano (PE) con il progetto “Missione olio d’O-LIDA”. ● Liceo Scientifico Giacomo Leopardi di Recanati (MC) con il progetto “RootNet: Reti Micorriziche Innovative da Economia Circolare per l’Agricoltura del Futuro”. ● Liceo Scientifico Sant’Anna di Torino con il progetto “EATEN: la sinErgiA dei batTEri per combattere l’aNsia”. ● Istituto Tecnico Tecnologico Giovanni Caramuel di Vigevano (PV) con il progetto “La microalga geniale: una Biofabbrica di futuro”. La giuria È stata inoltre annunciata la Giuria che avrà il compito di valutare i progetti in gara, composta da: Francesca Pasinelli, Presidente della Fondazione Diasorin ETS e Presidente di Giuria; Irene Bozzoni, Professore Ordinario presso l’Università “La Sapienza” di Roma; Davide Coero-Borga, autore e conduttore RAI; Cristina Messa, Direttrice Scientifica della Fondazione Don Gnocchi ed ex Ministro per la Ricerca; Ruggero Pardi, Professore Ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Alla Challenge parteciperanno anche delegazioni di docenti e dirigenti delle scuole vincitrici delle precedenti edizioni, a testimonianza del percorso costruito in questi dieci anni e della rete nazionale sviluppata intorno al progetto Mad for Science. La decima edizione “Il traguardo della decima edizione rappresenta un momento significativo per il percorso di Mad for Science e per l’impegno della Fondazione Diasorin nella promozione della cultura scientifica nelle scuole – ha dichiarato Francesca Pasinelli, Presidente della Fondazione Diasorin ETS. – Il concorso continua a dimostrare come il laboratorio sia uno strumento centrale per avvicinare i giovani al metodo scientifico e sviluppare competenze utili per il loro futuro”. I premi Durante la Challenge, la Giuria valuterà i progetti finalisti e individuerà le proposte più meritevoli, assegnando i premi previsti dal concorso. La promozione della scienza Il montepremi complessivo di 200.000 euro sarà così distribuito: 75.000 euro alla scuola prima classificata, 45.000 euro alla seconda e 30.000 euro alla terza. Gli altri cinque Istituti finalisti riceveranno un Premio Finalisti del valore di 10.000 euro ciascuno, destinato al potenziamento dei rispettivi laboratori di scienze. La decima edizione del concorso rappresenta una tappa significativa nel percorso avviato dalla Fondazione Diasorin ETS nel 2016 con l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica nelle scuole italiane e l’interesse degli studenti verso le discipline STEM. Ad oggi Mad for Science ha coinvolto oltre 780 scuole, premiato 24 istituti e contribuito a realizzare 19 laboratori in tutta Italia con un investimento di circa 2 milioni di euro. Il Concorso Mad for Science è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come iniziativa di valorizzazione delle eccellenze e si inserisce nel più ampio impegno della Fondazione per una formazione scientifica innovativa e orientata al futuro. I vincitori delle scorse edizioni Le precedenti edizioni sono state vinte rispettivamente dal Liceo Scientifico N. Cortese di Maddaloni (CE) (2025), dal Liceo Scientifico G. Terragni di Olgiate Comasco (2024), dal Liceo Scientifico G. Galilei di Catania (2023), dal Liceo Scientifico E. Segrè di Mugnano di Napoli (2022), dal Liceo Scientifico Valsalice di Torino (2021), dal Liceo Scientifico F. Buonarroti di Pisa (2020), dal Liceo Ariosto Spallanzani di Reggio Emilia (2019), dall’Istituto Statale A. Monti di Asti (2018) e dall’Istituto di Istruzione Superiore N. Pellati di Nizza Monferrato (AT) (2017). La Challenge sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook della Fondazione Diasorin ETS: https://www.facebook.com/FondazioneDiasorin Fondazione Diasorin ETS Fondazione Diasorin, costituita nel luglio 2020 da Diasorin, è un ente senza scopo di lucro che opera nei settori dell’educazione, istruzione e formazione in ambito scientifico per sostenere giovani talenti, suscitare l’interesse dei giovani verso la scienza e promuovere la formazione degli insegnanti e la cultura scientifica. Da giugno 2024 è iscritta al Registro Unico degli Enti del Terzo settore (RUNS). Tre i progetti al momento sostenuti dalla Fondazione: Mad for Science, Mad for Science for Teachers, che prevede percorsi di formazione teorica e sperimentale per gli insegnanti di scienze delle scuole vincitrici del Concorso Mad for Science, e A tu per tu con la Ricerca, progetto di orientamento alle carriere scientifiche realizzato in collaborazione con la Fondazione Telethon ETS. Nel dicembre 2024 ha ottenuto l’accreditamento come Ente formatore presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Mad for Science Nato e promosso da Diasorin dall’anno scolastico 2016/2017 e poi successivamente passato in gestione a Fondazione Diasorin ETS, Mad for Science è un Concorso nazionale rivolto ai Licei scientifici, ai Licei classici con percorso di potenziamento di Biologia a curvatura biomedica e agli Istituti tecnici, che mette al centro il laboratorio della scuola, strumento concreto ed efficace per far conoscere agli studenti come funzionano il metodo scientifico e la ricerca.
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La OMS dice que el riesgo del hantavirus "sigue siendo bajo" - Diario Las Américas
📰 Diario Las Américas 📅 2026-05-06 es
La OMS dice que el riesgo del hantavirus "sigue siendo bajo" Diario Las Américas
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