Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 3967 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
Da settembre la flotta scende a 8 navi da crociera (più le 11 di Aida) con la vendita di Costa Fortuna per 90 milioni di dollari L'articolo Costa chiude il 2025 con 1 miliardo di utile e si prepara a uscire da Vtp proviene da Shipping Italy .
Firmato un contratto di rete per lo sviluppo congiunto di nuovi servizi intermodali anche da e per il porto di Ravenna L'articolo In Emilia Romagna nasce Roler, rete di tre imprese per raddoppiare il trasporto merci su ferrovia proviene da Shipping Italy .
All'assemblea di Genova for Yachting il presidente dell'Adsp Paroli risponde (positivamente) alle richieste di Amico e dell'associazione L'articolo “A Genova nuovi spazi a mare e separazione fra riparazioni navali e refit di yacht nel prossimo Prp” proviene da Shipping Italy .
Solo pochi giorni fa gli azionisti della shipping company hanno approvato la vendita ad Hapag Lloyd e al fondo Fimi L'articolo Nuova offerta israeliana dell’ultimo minuto per Zim proviene da Shipping Italy .
La compagnia soddisfatta: "Nessun condizionamento rilevato dalle indagini, scelte assunte solo per la sicurezza" L'articolo L’ultima sentenza su Liberty Lines evidenzia ruolo e responsabilità dei comandanti proviene da Shipping Italy .
Bloccato un carico di giocattoli non a norma: i test hanno rivelato rischi di soffocamento per i bambini L'articolo Al porto di Spezia: sequestrate oltre 2.500 bambole pericolose dalla Cina proviene da Shipping Italy .
Mariani confermato amministratore delegato della stazione marittima di Trieste partecipata dall'Adsp, da Msc Crociere e Costa Crociere L'articolo Consalvo nuova nomins al vertice di Trieste Terminal Passeggeri proviene da Shipping Italy .
Saline sito Unesco, il porto alza il muro: “Rischio nazionale per energia e lavoro” TP24.it
07/05/2026 06:00:00
Si alza l’asticella dello scontro sulla candidatura MAB UNESCO delle saline di Trapani, Paceco e Marsala. E adesso, secondo gli operatori portuali, il problema non riguarda più soltanto Trapani ma interessi nazionali legati a energia, investimenti e occupazione. Da una parte il Ministero dell’Ambiente prova a rassicurare: nessun vincolo diretto sul porto.
Dall’altra il fronte della portualità trapanese replica con un documento durissimo, sostenendo che il vero rischio sono gli effetti indiretti su autorizzazioni, opere strategiche e sviluppo industriale.
Il caso nasce dall’allargamento della perimetrazione della candidatura UNESCO anche ai centri storici. E qui Trapani presenta una particolarità: il porto è fisicamente dentro il tessuto urbano. Di conseguenza, parte dell’area portuale finirebbe nella “transition area” del programma MAB, cioè la zona destinata alle attività produttive e allo sviluppo economico sostenibile.
Il Ministero, con una nota inviata i primi di maggio ad Asamar Sicilia, Assiterminal, Corpo Piloti, Gruppo Ormeggiatori, Soluzioni e Servizi e Riccardo Sanges, e per conoscenza a Prefetto, Comune, Autorità portuale, Capitaneria e Comitato promotore della candidatura, prova a spegnere le tensioni. Il documento firmato da Francesco Tomas, presidente del Comitato Tecnico Nazionale MAB UNESCO, chiarisce che il riconoscimento non introduce automaticamente vincoli assimilabili a quelli delle aree protette tradizionali e che il porto potrebbe continuare a operare.
Ma è proprio qui che gli operatori portuali contestano il quadro, e ribadiscono la loro ferma richiesta di bocciare la candidatura.
Una prima segnalazione inviata al Ministero il 28 aprile, il cluster della portualità trapanese risponde con una lunga controrelazione firmata da Assiterminal, Assologistica, Somet, Gruppo Barraco-I.M.A., Soluzioni e Servizi Ambientali, Riccardo Sanges, Sikania Shipping, Di Girolamo Carpinteri Agency, Segemar, Rallo Shipping, MedIsole, CAT, Comitato Saline Comuni, Agenzia Marittima Raccomandataria Morana Luigi Srl e Asamar.
Nel documento gli operatori sostengono che il MAB, pur non creando nuovi vincoli diretti, agirebbe come una forma di “soft law”, cioè un sistema capace di influenzare autorizzazioni, valutazioni ambientali e pianificazione futura. Ed è qui che entrano in gioco le opere considerate strategiche per la sopravvivenza e la crescita dello scalo.
Vengono citati
dragaggi portuali, che potrebbero subire verifiche ambientali più rigide e tempi più lunghi;
il waterfront e le nuove banchine lato nord-ovest;
la nuova stazione marittima; le opere legate alla viabilità e all’ultimo miglio logistico;
fino ai progetti collegati all’eolico offshore davanti alla costa trapanese.
Secondo gli operatori, il rischio è che ogni investimento debba passare attraverso procedure più complesse, con aumento dei costi, allungamento dei tempi e maggiore incertezza. Una situazione che, in un sistema portuale in concorrenza con altri scali, potrebbe tradursi in perdita di traffici e disincentivo agli investimenti.
Il passaggio più duro riguarda proprio l’energia. Gli operatori parlano apertamente di possibili effetti negativi sui progetti offshore e sulla transizione energetica nazionale, sostenendo che eventuali irrigidimenti ambientali potrebbero scoraggiare investimenti da centinaia di milioni di euro e mettere a rischio centinaia, se non migliaia, di posti di lavoro diretti e indiretti.
Il Ministero, intanto, insiste sulla necessità di coinvolgere maggiormente territori e stakeholder e apre a ulteriori valutazioni sul perimetro. Ma ormai lo scontro ha superato i confini locali: ambiente contro sviluppo non basta più a spiegare una partita che adesso tocca anche industria, logistica, energia e occupazione.
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El Foro Económico Mundial ha seleccionado al Puerto de Esbjerg para su iniciativa global de Transición La entrada Foro Económico Mundial destaca al Puerto de Esbjerg como clave para transición verde se publicó primero en PortalPortuario .
📰 la RepubblicaMedia📅 2026-05-07itAria · inquinamentoRumore · acque · biodiversità
“Natura e agricoltura (non intensiva), una riconciliazione è possibile” la Repubblica
Pesticidi, monocolture, allevamenti intensivi. L’agricoltura è alla base della nostra civiltà e indispensabile per sfamare la nostra specie, ma è anche una delle attività a maggiore impatto sull’ambiente. Eppure, un modo per “riconciliare” questa tensione ci sarebbe: ne è convinto Francesco Lami, ricercatore all’Università di Bologna, che nel suo saggio Agroecologia. Riconciliare natura e agricoltura (Il Mulino, 2026), propone un cambio di prospettiva e una terza via. Ossia guardare ai campi coltivati come ecosistemi complessi, dove la biodiversità non è un ostacolo, ma una risorsa. L’agroecologia, ci ha spiegato, “è lo studio dell’interazione fra organismi viventi e ambiente nei paesaggi agrari: sostanzialmente, come animali, piante, funghi e microrganismi si aiutano tra loro, si cibano gli uni degli altri, competono gli uni con gli altri, e di come le pratiche agricole influenzano queste specie e le loro interazioni”.
Francesco Lami, ricercatore all’Università di Bologna, sarà ospite del Festival di Green&Blue 2026, a Milano dal 4 al 6 giugno
Uno dei primi concetti affrontati da Lami – che sarà ospite del Festival di Green&Blue – è quello del cosiddetto “gene del tifoso”, ossia la tendenza umana a polarizzarsi in fazioni opposte: nel dibattito sull’agricoltura, questo fenomeno si traduce in uno scontro tra accaniti sostenitori del biologico e fieri difensori dell’agricoltura intensiva: “Da un lato abbiamo quelli che dicono che l’agricoltura intensiva e le biotecnologie sono inerentemente pericolose”, dice l’esperto. “Dall’altro quelli che sostengono leopardianamente che la natura sia matrigna: l’agroagricoltura cerca una via per sfuggire a queste banalizzazioni. Al momento, la ricerca scientifica è l’unico faro per gestire il pianeta in modo sostenibile, e l’obiettivo non deve essere quello di bandire aprioristicamente la tecnologia, ma di usarla per deintensificare l’agricoltura senza sacrificare la produttività”.
Tre sorelle che si aiutano
Il primo passo, secondo Lami, prevede anzitutto l’implementazione di un’alternativa alle monocolture: l’eccessiva omogeneità dei paesaggi coltivati, infatti, azzera di fatto la biodiversità e favorisce solo i parassiti: “Le monocolture sono uno dei problemi più gravi dell’agricoltura moderna, perché si tratta di enormi territori coltivati tutti con la stessa pianta, tutti nello stesso modo, e questo, invariabilmente, causa un’enorme perdita di biodiversità. Si tratta di habitat molto semplificati e poco eterogenei, in cui possono vivere pochissime specie: le uniche che vi si trovano veramente bene, guarda caso, sono quelle più dannose, per le quali le monocolture sono una specie di buffet senza fine”. Un’alternativa a questo all you can eat per parassiti si può trovare guardando al passato, e in particolare all’antica tradizione agricola dei nativi americani, il cosiddetto metodo delle “tre sorelle”: mais, fagiolo e zucca, sapientemente coltivati assieme. “Attraverso l’intercropping”, spiega Lami, “ossia la consociazione delle colture, le piante si aiutano a vicenda creando un ecosistema funzionale: il mais funge da ‘impalcatura’ strutturale, il fagiolo fissa l’azoto arricchendo la terra, e la zucca, col suo largo fogliame, trattiene l’umidità e al contempo inibisce le infestanti”.
Sebbene oggigiorno una diversificazione del genere pone diverse sfide tecniche, soprattutto relative alla meccanizzazione (tipicamente le macchine agricole sono specializzate su una specifica pianta), ed è quindi più applicabile in contesti di agricoltura di sussistenza e non intensiva, i benefici dell’adozione di una pratica di questo tipo sarebbero innegabili: ricostruzione, almeno in parte, della complessità degli habitat naturali, riduzione della competizione tra le specie e, nei casi migliori, simbiosi mutualistica tra di esse.
Lotta biologica: difese naturali e azzardi esotici
Un altro aspetto fondamentale riguarda le pratiche per contenere i parassiti e le specie dannose. In proposito, Agroecologia dedica molta attenzione all’arte della cosiddetta “lotta biologica”, ossia all’introduzione di predatori per fermare i parassiti, una strategia “naturale” e quindi apparentemente scevra dai pericoli derivanti dall’uso di insetticidi e simili. Ma le cose, ancora una volta, sono più complesse di così: “Non tutto ciò che è ‘naturale’, qualsiasi cosa significhi, è necessariamente ‘migliore’. La strategia della lotta biologica ha luci, se parliamo di organismi nativi, e ombre, se invece parliamo di organismi esotici. Supportare gli habitat per favorire l’allegamento di insetti autoctoni è una pietra miliare della sostenibilità, ma l’importazione di predatori dall’estero può esporre a veri e propri disastri su larga scala”. È il caso, per esempio, della coccinella arlecchino asiatica, importata attivamente nel nostro continente con il compito di combattere gli afidi nelle coltivazioni e poi finita a competere brutalmente con le varianti di coccinelle europee, causandone il rapido declino e impoverendo l’ambiente.
Il peso ecologico del pascolo e lo spettro dello spreco alimentare
L’agroecologia deve necessariamente confrontarsi anche con uno dei colossi dell’economia globale, ossia l’allevamento di bestiame. Lami affronta anche questo argomento, raccontando del grave peso ecologico dei bovini, dalla deforestazione dell’Amazzonia per far posto ai pascoli alle emissioni di gas serra generate dai processi digestivi dei ruminanti. Effettivamente, i dati più recenti della Fao (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), evidenziano come l’intera filiera zootecnica sia direttamente responsabile di circa il 14,5% del totale delle emissioni globali di gas climalteranti; ma anche in questo caso è indispensabile fuggire dagli assolutismi ideologici, guardare con obiettività a quello che si può e quello che non si può fare ed evitare generalizzazioni. “Senza mettere in dubbio il pericolo degli allevamenti intensivi, in termini sia di clima che di consumo di risorse, bisogna anche tener conto di altri fattori. Un pascolo moderato e ben calibrato, per esempio,”, dice l’esperto, “può essere vitale per tutelare l’elevata biodiversità delle praterie temperate, che senza il periodico brucare degli animali si trasformerebbero gradualmente in semplici boscaglie”.
La copertina del saggio "Agroecologia. Riconciliare natura e agricoltura" (Il Mulino, 2026)
La vera rivoluzione per nutrire l’umanità senza oltrepassare i limiti fisici del nostro pianeta, allora, sta in un ripensamento delle filiere e soprattutto dei modelli di consumo. Come mostrato nel Food Waste Index Report 2024, attualmente quasi un quinto del cibo che arriva nei circuiti dei consumatori e della distribuzione viene sprecato, e un altro 13% si perde ancora prima lungo la catena produttiva: sostanzialmente, un terzo netto della produzione alimentare mondiale finisce prematuramente nel cestino.
G&B FESTIVAL: ISCRIVITI PER PARTECIPARE
“È vero che ci sono molti paesi dove non c’è produzione sufficiente di cibo e si muore di fame”, conclude Lami, “ma è anche verso che nei paesi occidentali c’è il problema opposto: si produce troppo cibo, e lo si spreca. Se si fanno le cose per bene, deintensificando l’agricoltura dove ce lo si può permettere e compensandola con un aumento della produttività con servizi ecosistemici sostenibili, sarà possibile sopravvivere a lungo termine in modo sostenibile”.
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El Comité de Protección del Medio Marino (MEPC) de la Organización Marítima Internacional (OMI) reconoció la vulnerabilidad La entrada OMI advierte riesgo de contaminación marina a gran escala en ataques contra buques en Ormuz se publicó primero en PortalPortuario .
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario La Autoridad Portuaria de Tarragona obtuvo 24 millones de euros de la primera convocatoria de las La entrada Port Tarragona recibe luz verde para proyecto de eólica marina flotante se publicó primero en PortalPortuario .
Por Redacción PortalPortuario @PortalPortuario El recientemente renovado MSC Poesia atravesó el Canal de Panamá por primera vez como parte de La entrada MSC Poesia realiza primer paso por el Canal de Panamá se publicó primero en PortalPortuario .