Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 3664 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
📰 Puente de Mando📅 2026-05-06itAria · inquinamentoElettrificazione · cold ironing
Naviera Armas lancia il sistema “cold ironing” a La Gomera Puente de Mando
Il traghetto “Volcán de Taburiente” di Naviera Armas è la prima nave ad aver inaugurato la connessione elettrica terra-nave nel porto di San Sebastián de La Gomera, ciò che tecnicamente è conosciuto come “cold ironing”. La settimana scorsa è stata verificata la corretta connessione e funzionamento dell'alimentazione elettrica da terra, che consente di spegnere i motori ausiliari e mantenere tutti i servizi essenziali a bordo con l'energia che arriva da terra, riducendo sensibilmente la firma acustica.
Oggi a mezzogiorno si è svolto un evento di presentazione nel porto di San Sebastián de La Gomera, accanto al traghetto “Volcán de Taburiente” dopo il suo arrivo da Los Cristianos. Tutti i partecipanti hanno potuto verificare il corretto funzionamento del sistema, confermato dal capo macchinista della nave di Naviera Armas in presenza del capitano e di altri tecnici che hanno partecipato all'installazione. Dopo la connessione elettrica, i motori ausiliari di servizio sono stati spenti e verranno ricollegati poco prima del prossimo viaggio.
All'evento hanno partecipato il presidente dell'Autorità Portuale di Santa Cruz de Tenerife, Carlos González; il sindaco della città di San Sebastián de La Gomera, Adazar Reyes; il direttore insulare dell'Amministrazione dello Stato, Jesús Mario Cruz; il direttore delle Relazioni Istituzionali di Naviera Armas Trasmediterránea, Paulino Rivero e il presidente del Cabildo Insulare di La Gomera, Casimiro Curbelo.
Tutti gli intervenuti hanno sottolineato l'importanza e la rilevanza di questo traguardo nella storia del porto di San Sebastián de La Gomera, che è il primo delle Canarie ad avere operativo il sistema “cold ironing” e il fatto che sia Naviera Armas a inaugurarlo per prima. Per quanto riguarda i porti dello Stato nella provincia di Santa Cruz de Tenerife, a breve sarà disponibile anche a Santa Cruz de La Palma e Santa Cruz de Tenerife, con un investimento di 1,3 milioni di euro, di cui quasi 500.000 euro riguardano il porto di San Sebastián de La Gomera.
Il presidente dell'Autorità Portuale, Carlos González Pérez, ha dichiarato che “si tratta dell'atto più importante” a cui ha assistito da quando ha assunto l'incarico e ha evidenziato il fatto che il porto dell'isola colombina sia il primo ad averlo inaugurato nelle Canarie e in Spagna. Allo stesso modo, il sindaco della città ha affermato che “è un grande giorno, che ha conseguenze positive” e il direttore insulare dell'Amministrazione dello Stato, Mario Cruz, ha messo in evidenza “l'impegno dello Stato per migliorare le condizioni di vita dei suoi cittadini”.
Paulino Rivero ha enfatizzato l'impegno di Naviera Armas Trasmediterránea per l'ambiente e il rinnovamento tecnologico, tra cui figura l'implementazione progressiva del sistema “cold ironing”, che comporta un investimento significativo da parte della compagnia. Nel suo intervento ha anticipato la “ferma decisione” della compagnia di collaborare affinché i porti canari “siano porti puliti, senza rumori e senza emissioni” e ha fatto riferimento alle attuali circostanze, “in cui è necessario rivedere le priorità”.
Infine, il presidente del Cabildo di La Gomera, Casimiro Curbelo, ha sottolineato che si tratta di “un giorno atteso da tutti” e richiamando il proverbio ha ricordato che “la felicità è buona”, poiché si tratta di una richiesta avanzata da tempo, “di qualcosa di necessario”. Ha ringraziato per l'impegno e la dedizione delle compagnie di navigazione e il loro ruolo nel rifornimento delle isole, il cui ruolo è stato particolarmente evidenziato durante il recente stato di emergenza.
Foto: fornite
📰 Puente de Mando📅 2026-05-06itAria · inquinamentoClima · decarbonizzazione
Si studia la generazione di elettricità con l'uso di idrogeno verde Puente de Mando
Tre cantieri navali spagnoli, Astander, C.N. Paulino Freire e Cantieri Navali di Maiorca, stanno eseguendo uno studio di fattibilità per sviluppare un sistema innovativo di approvvigionamento elettrico grazie allo sfruttamento dell'idrogeno verde. Con il supporto della Fondazione Centro Tecnologico SOERMAR, lavorano alla progettazione concettuale avanzata di un insieme di produzione e stoccaggio di idrogeno che alimenterà una cella a combustibile per la generazione di energia. Un approccio completamente dirompente che ha il sostegno della Direzione Generale dell'Industria e delle Piccole e Medie Imprese del Ministero dell'Industria, Commercio e Turismo.
Se le conclusioni di questo studio si materializzano, i cantieri partecipanti copriranno parte della loro domanda energetica con energia pulita prodotta da una fonte rinnovabile, economica e illimitata. Infatti, si faciliterebbe la presa di decisioni per migliorare la loro efficienza elettrica e si contribuirebbe a ridurre la loro impronta ambientale. In questo modo, si manifesta il loro desiderio e impegno a rispettare le premesse ambientali contenute nell'Agenda 2030 dell'Unione Europea.
Attualmente, i ricercatori stanno analizzando i diversi metodi di produzione e stoccaggio, così come la cella a combustibile stessa, al fine di effettuare la selezione ottimale dell'insieme. Inoltre, basandosi su tecniche di sfruttamento termico, si intende utilizzare il calore residuo dell'insieme per i sistemi sanitari e HVAC (riscaldamento, ventilazione e aria condizionata) di queste strutture.
L'idrogeno è un elemento chimico che si trova naturalmente nell'ambiente (fa parte delle molecole dell'acqua), che possiede una grande capacità energetica e il cui sfruttamento come fonte di energia può essere al 100% pulito. Infatti, i generatori che consumano idrogeno, noti anche come celle a combustibile, lasciano come residuo solo acqua distillata. Questa ricerca rappresenterà un grande passo a livello europeo e internazionale in materia di efficienza. Grazie ad essa, i cantieri partecipanti genereranno ampie conoscenze relative ai combustibili alternativi. Una circostanza che permetterà loro di posizionarsi all'avanguardia europea nell'utilizzo di questa tecnologia come fonte energetica.
Nonostante il suo utilizzo nell'industria marittima sia ancora in una fase molto iniziale, la versatilità che l'idrogeno offre come vettore energetico lo rende l'alternativa più interessante per accelerare i processi di decarbonizzazione nel settore. Infatti, i sistemi di propulsione che sfruttano le prestazioni energetiche di questo elemento sono considerati una delle soluzioni future più promettenti per l'eliminazione delle emissioni di gas serra nel trasporto marittimo.
Questo è stato messo in evidenza durante la giornata "L'Idrogeno come combustibile del futuro. Sfide e opportunità per l'industria" organizzata dal Cluster Marittimo della Cantabria un paio di mesi fa. L'evento ha visto la partecipazione di circa 70 partecipanti, a testimonianza dell'interesse delle industrie cantabriche del settore blu per questa tecnologia.
L'urgenza ambientale di ridurre le emissioni di gas serra dall'oceano e la pressione esercitata da normative internazionali come l'IMO 2020 hanno motivato una sensibilità particolare dell'industria marittima cantabrica su questo aspetto. Non a caso, si è distinta in precedenza per l'applicazione di buone pratiche nello sviluppo di strutture energetiche offshore, gas naturale liquefatto (GNL), sistemi di depurazione delle emissioni o scrubber, così come sistemi di propulsione autonomi assistiti o vele rigide.
Foto: Astander
Delfin Midstream, a U.S.-based liquefied natural gas (LNG) export infrastructure development company, has sealed a new multi-year LNG supply agreement with Gunvor International B.V. Amsterdam, Geneva Branch (Gunvor). The post 20-year offtake deal in the US LNG deepwater port project’s bag appeared first on Offshore Energy .
Delfin Midstream, a U.S.-based liquefied natural gas (LNG) export infrastructure development company, has sealed a new multi-year LNG supply agreement with Gunvor International B.V. Amsterdam, Geneva Branch (Gunvor). Gunvor has entered into a 20-year LNG sale and purchase agreement (SPA) withDelfin LNGfor the supply of 0.3 million tonnes of LNG per annum (mtpa) on a free-on-board (FOB) basis at theDelfin FLNG1facility, located 40 nautical miles off the coast of Louisiana. This followsthe SPAwith Expand Energy for approximately 1.15 million tonnes per year of LNG on April 22, 2026. Kalpesh Patel, Co-Head of LNG Trading and member of the Management Board of Gunvor, commented:“We are very pleased to announce another long-term partnership with Delfin. The deal represents further enhancement of Gunvor’s LNG portfolio and together with our robust fleet, we will continue to position ourselves as a reliable supplier of LNG to all destinations around the globe.” The Delfin LNG brownfield deepwater port is said to require minimal additional infrastructure investment to support up to three floating LNG (FLNG) vessels producing up to 13.2 mtpa of LNG. The project alreadyreceiveda deepwater port license from the Maritime Administration (MARAD) andapprovalfrom the U.S. Department of Energy for long-term exports of LNG to non-free trade agreement (non-FTA) countries. Dudley Poston, CEO of Delfin, highlighted:“We look forward to building on our longstanding partnership with Gunvor as we continue to advance the development of critical energy infrastructure in the U.S. This additional agreement further highlights our strength as a dependable long-term supplier of clean and scalable LNG solutions.” Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
📰 La Gazzetta del MezzogiornoMedia📅 2026-05-06itClima · decarbonizzazione
Urso: «Per l'ex Ilva mostrano interesse anche nuovi soggetti» La Gazzetta del Mezzogiorno
«Le trattative per l’acquisizione di Acciaierie d’Italia proseguono e vedono coinvolti i due soggetti internazionali che hanno presentato un’offerta vincolante, il gruppo Flacks e il gruppo Jindal Steel International» e «altri soggetti oltre stanno mostrando interesse, come è normale che sia». Lo afferma il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo al question time alla Camera a un’interrogazione sulle notizie di stampa relative a un interessamento del gruppo Arvedi nell’ex Ilva. Altri soggetti interessati «possono in ogni momento presentare un’offerta, purché migliorativa rispetto a quelle già pervenute, trattandosi di una procedura aperta, come previsto dal bando, comparativa e realmente competitiva», aggiunge Urso.
«I commissari hanno chiesto al Gruppo Flacks di fornire prova documentale della sua capacità finanziaria e sono in corso approfondimenti fra i rispettivi team», sottolinea il ministro. «I commissari si stanno in parallelo confrontando con il gruppo Jindal Steel international che, come sappiamo, è uno dei primari produttori di acciaio verde su scala mondiale e ha presentato un piano direttamente collegato infragruppo agli stabilimenti in Oman. Il piano industriale prevede di integrare l’attuale produzione di Ilva - bobine, laminate a caldo, tubi e lamiere singole- con prodotti per l’automotive, la difesa e per gli impianti di energie rinnovabili», aggiunge.
«I commissari stanno ora valutando la portata e i tempi degli investimenti che il gruppo intende mettere in campo, nonché le relative ricadute in termini di manutenzione e ammodernamento degli impianti, di tutela dell’ambiente e di decarbonizzazione», continua sottolineando che nel piano di Jindal è «prevista anche una produzione complessiva di 4 milioni di tonnellate nella fase transitoria e di 6 milioni a completamento della transizione verde».
Il ministro precisa infine che, sulla cassa integrazione, «l'ultimo incontro, svoltosi presso il ministero del Lavoro, aveva per oggetto la concessione della cassa integrazione per 4.450 dipendenti, in continuità» ed «è stato formalizzato il verbale dell’incontro senza la firma delle organizzazioni sindacali, come già accaduto nel precedente piano di cassa integrazione. Attualmente i dipendenti in cassa integrazione sono 3.850».
LA REPLICA DEI SINDACATI
«I segretari generali di Fim Fiom Uilm, Ferdinando Uliano, Michele De Palma e Rocco Palombella, ritenendo incomprensibile l’assoluta mancanza di confronto e di coinvolgimento, vista la situazione sempre più drammatica in cui versano migliaia di lavoratori e la totale incertezza e confusione sul futuro, hanno inviato una lettera al governo per sollecitare la convocazione del tavolo ex Ilva presso la Presidenza del Consiglio, come da impegni presi nell’ultimo incontro tenutosi a Palazzo Chigi lo scorso 5 marzo». E’ quanto si legge in una nota.
Blue Wake: come il Monaco Yacht Show certifica davvero la sostenibilità Daily Nautica
3 minuti di lettura
Nel mondo della nautica le dichiarazioni ambientali sono sempre più diffuse. Tuttavia, ciò che spesso manca è la qualità delle evidenze che le sostengono. È proprio su questa distinzione che nasce Blue Wake, il framework sviluppato dal Monaco Yacht Show in collaborazione con la Water Revolution Foundation, con l’obiettivo di introdurre un nuovo standard di validazione delle soluzioni sostenibili.
Non si tratta, infatti, di premiare intenzioni o promesse, ma di verificare ciò che è realmente operativo, misurabile e dimostrabile. In altre parole, un sistema costruito per distinguere tra innovazione concreta e semplice comunicazione “green”.
Quattro dimensioni per valutare l’impatto reale
Alla base del modello Blue Wake c’è una valutazione tecnica strutturata su quattro aree chiave, pensate per analizzare l’impatto ambientale in modo completo e non parziale. In primo luogo, la riduzione delle emissioni viene esaminata lungo l’intero ciclo di vita della soluzione, includendo non solo i gas serra (GHG), ma anche NOx, SOx e particolato, superando così l’analisi limitata alla fase di utilizzo.
A questa si affianca la circolarità dei materiali, che prende in considerazione aspetti come il contenuto rinnovabile, la possibilità di riparazione e le strategie di fine vita, come il recupero o il riciclo. Un terzo elemento riguarda l’eco-design e l’innovazione, valutando se la sostenibilità sia stata integrata fin dalle prime fasi progettuali o introdotta solo successivamente.
Infine, particolare attenzione viene dedicata alla protezione degli ecosistemi marini, includendo parametri spesso trascurati come l’utilizzo di rivestimenti non tossici o la riduzione del rumore subacqueo, fattori fondamentali per la tutela dell’ambiente. Nel loro insieme, questi quattro pilastri impediscono approcci selettivi e garantiscono una lettura completa dell’impatto reale di ogni soluzione.
Soglie calibrate per favorire l’innovazione concreta
Uno degli aspetti più interessanti del framework 2026 è l’introduzione di criteri differenziati in base alla tipologia di tecnologia. Le soluzioni ad alto impatto, come i sistemi di propulsione, beneficiano di soglie di accesso più flessibili, con l’obiettivo di non penalizzare innovazioni complesse ma potenzialmente rivoluzionarie.
Al contrario, prodotti appartenenti a categorie meno impattanti o con maggiore rischio di greenwashing sono sottoposti a requisiti più stringenti. Una scelta progettuale precisa, che mira a accelerare l’innovazione credibile, evitando di premiare soluzioni che si limitano a miglioramenti marginali o comunicativi.
La centralità della prova: dati, documenti e verifiche
Elemento distintivo di Blue Wake è il principio della prova documentata. “Blue Wake – sottolinea Leah Werner, Executive Director della Water Revolution Foundation – si basa su dati e trasparenza: non accettiamo dichiarazioni di marketing senza evidenze quantificabili. I partecipanti devono fornire documentazione verificabile, dalle valutazioni YETI o TS23099 agli studi di ciclo di vita ISO 14040/44, fino a dati reali raccolti in condizioni operative.”
Si tratta quindi di un approccio rigoroso, che introduce nel settore nautico strumenti tipici della ricerca scientifica e dell’ingegneria ambientale, elevando il livello di affidabilità delle informazioni disponibili.
Trasparenza come valore competitivo
Il valore del framework Blue Wake non risiede soltanto nel riconoscimento finale, ma soprattutto nella trasparenza che rende leggibili i dati. In un mercato in cui armatori, charterer, investitori e regolatori sono sempre più attenti alla sostenibilità, la capacità di distinguere tra affermazioni verificate e non verificate diventa un elemento strategico.
Proprio per questo, sistemi come Blue Wake assumono un ruolo sempre più centrale: non come semplice etichetta, ma come strumento di verifica indipendente, basato su metodologia chiara, evidenze tracciabili e criteri condivisi. In definitiva, un modello che segna un passaggio importante per l’intero settore: dalla sostenibilità dichiarata alla sostenibilità dimostrata.
📰 Città della SpeziaMedia📅 2026-05-06📍 La SpeziaitRumore · acque · biodiversità
Vallestrieri, Lerici Domani: "Sospendere iter". Europa Verde: "Critiche Landini chiare e fondate". Pd: "Ci sia coerenza tra decisioni di oggi e futuro Piano del Parco" Città della Spezia
Critiche dal versante del centrosinistra all’approvazione del protocollo d’intesa tra il Comune di Lerici e Parco Montemarcello, Magra e Vara relativo al Puo (Piano urbanistico operativo) presentato per Vallestrieri. La lista Lerici Domani, attraverso la sua candidata sindaca Aurora Minichini, in una nota esprime “ferma opposizione all’approvazione del protocollo”, varato dal Consiglio direttivo dell’ente Parco con il voto favorevole dei quattro consiglieri e il pronunciamento contrario della presidente Eleonora Landini. “Consideriamo questo atto politicamente inopportuno e tecnicamente lacunoso. Un protocollo ‘al buio’ su dati incerti – afferma Minichini -. L’approvazione è stata definita un ‘atto dovuto’, ma come si può sottoscrivere un impegno istituzionale su un progetto i cui parametri urbanistici sono del tutto incerti? Il protocollo si basa su un Puo che dichiara di voler ampliare volumi esistenti del 10% senza però conoscere la reale consistenza di tali superfici, ammettendo persino l’impossibilità di individuare alcuni ruderi a causa della vegetazione infestante. Approvare un protocollo in queste condizioni significa firmare una ‘cambiale in bianco’ a favore di un privato, a scapito della certezza del diritto e della tutela del territorio”.
“È gravissimo che il protocollo faccia riferimento al Piano del Parco del 2001, uno strumento ormai obsoleto che non recepisce le normative europee sulle Zone speciali di conservazione (Zsc) istituite successivamente. Tutto avviene mentre è in corso la redazione del nuovo Piano integrato del Parco, che prevede per Vallestrieri una classificazione di massima tutela come Riserva generale orientata. L’amministrazione accelera su un protocollo basato su vecchie ‘Aree di Sviluppo’. Perché questa fretta di blindare un accordo prima che le nuove e più rigorose tutele ambientali divengano operative?”, afferma ancora Minichini a nome della lista. “Non possiamo non stigmatizzare il voto favorevole espresso in sede di Consiglio del Parco dal sindaco di Lerici sul protocollo di un progetto già adottato dalla sua stessa giunta – prosegue la nota -. Una sovrapposizione di ruoli che, seppur formalmente permessa, svuota di senso la dialettica tra enti controllori e controllati. Grave la messa in minoranza della presidente Eleonora Landini, di cui sosteniamo con forza la posizione, l’unica ad aver espresso voto contrario denunciando il rischio di una ‘trasformazione sostanziale’ del contesto ambientale mascherata da recupero edilizio. Il protocollo d’intesa non deve essere il grimaldello per aggirare le tutele ambientali”. Minichini e Lerici Domani chiedono infine “fermamente” che “l’iter venga sospeso in attesa della stesura del nuovo Piano integrato del Parco, per garantire coerenza con le attuali direttive di conservazione; il progetto venga sottoposto a Vas (Valutazione ambientale strategica) ordinaria, data la presenza di habitat prioritari nella Zsc che il protocollo non sembra tutelare adeguatamente; venga fatta immediata chiarezza sulla superficie utile reale, senza la quale ogni protocollo o autorizzazione risulta privo di legittimità”. Il gruppo conclude inquadrando Vallestrieri come “un patrimonio della comunità che merita una pianificazione trasparente e moderna, non accordi basati su norme del passato”.
Nel dibattito entra anche Europa Verde – Avs La Spezia, che in una nota esprime “contrarietà a un intervento che torna a proporre trasformazioni edilizie in un contesto boschivo naturale di grande valore”. La forza politica va quindi a quanto accaduto in Consiglio di Parco. “Le critiche espresse dalla presidente Landini sono chiare e soprattutto fondate su competenze tecnico-scientifiche che non possono essere ignorate — affermano Giovanni Cortellezzi e Caterina Truppa, co-portavoce provinciali di Europa Verde —. Landini, biologa e figura con esperienza diretta in ambito ambientale e di tutela della biodiversità, è l’unica tra le voci istituzionali intervenute ad avere un profilo tecnico e scientifico. È quindi la figura più autorevole e competente per valutare, nel merito, l’impatto di un intervento come quello proposto. La presidente ha ricordato un punto centrale: l’area ricade in una Zona speciale di conservazione e ciò comporta vincoli e responsabilità precise. Non si tratta di opinioni politiche o di ‘sensibilità ambientalista’: si tratta di norme, habitat, biodiversità e tutela di un territorio fragile”. Per Europa Verde poi “ancora più grave è che questo progetto venga giustificato richiamandosi a un Piano del Parco approvato nel 2001, ormai evidentemente datato e superato rispetto alle trasformazioni ambientali e normative intervenute negli ultimi vent’anni”. Per la forza politica “la migliore azione che l’uomo possa compiere oggi per valorizzare contesti come Vallestrieri è semplice ma fondamentale: lasciare sviluppare la natura, proteggerla, monitorarne lo stato di salute e rafforzarne la funzione di presidio climatico e ambientale” e “valorizzare Vallestrieri significa promuovere un rapporto rispettoso con la natura, anche attraverso percorsi di fruizione sostenibile e turismo lento, non inseguire trasformazioni invasive”.
Sul tema interviene anche il Partito democratico con una nota di segreteria provinciale e Forum ambiente Pd. “Un voto che divide e che ha visto contraria la stessa presidente del Parco, Eleonora Landini, che ha sollevato questioni di merito che non possono essere liquidate con superficialità”, dicono i Dem sul recente pronunciamento del Consiglio dell’ente. “Per Vallestrieri serve una scelta chiara: o si tutela davvero un’area di grande valore ambientale, oppure si apre la strada a una trasformazione che rischia di comprometterla in modo irreversibile. Noi stiamo dalla parte di uno sviluppo che non consumi ciò che rende unico questo territorio, ma che lo valorizzi nel rispetto delle regole e dell’interesse collettivo – si legge ancora nel comunicato del Partito democratico -. Qui il punto è semplice, anche se si prova a renderlo complesso: il progetto viene presentato come recupero di 24 fabbricati storici, ma nella realtà parliamo in gran parte di ruderi — muri perimetrali senza copertura, abbandonati da oltre un secolo. Chiamarlo ‘recupero’ non cambia la sostanza della questione: siamo di fronte a un intervento che assume i tratti di una nuova edificazione dentro un contesto naturale protetto. Oltre 7 ettari dell’area ricadono in una Zona speciale di conservazione europea, dove la trasformazione del bosco è soggetta a vincoli stringenti. Il Piano del Parco utilizzato come riferimento risale al 2001, quindi precedente all’introduzione delle attuali tutele. Oggi però esiste un percorso di aggiornamento del Piano, basato su monitoraggi ambientali, che per Vallestrieri propone una classificazione più coerente con il valore ecologico reale dell’area. Viene quindi spontaneo chiedersi se sia sensato impegnare oggi il territorio su un protocollo che potrebbe risultare incoerente con la pianificazione in aggiornamento”. Quindi il Pd, osservato che “il sindaco di Lerici ha partecipato e votato in sede di Parco su un progetto già adottato dal Comune che guida, in una sintomatica sovrapposizione di ruoli”, chiede infine “massima trasparenza su ogni passaggio del procedimento; il pieno coinvolgimento della cittadinanza; una valutazione rigorosa e aggiornata degli impatti ambientali; coerenza tra le decisioni assunte oggi e il futuro Piano del Parco”, con la convinzione che “non si può decidere il futuro di un’area così delicata ignorando il contesto in cui si sta aggiornando la sua stessa pianificazione.
Vallestrieri non è un’area da ‘sbloccare’. È un bene comune da governare con responsabilità, non con fretta”.
Sicurezza sismica, stazioni di rilevamento in 7 istituti scolastici di Messina Tempostretto
Iniziativa dell'Ingv con la collaborazione della Città Metropolitana
MESSINA – L’INGV – Sezione di Catania, Osservatorio Etneo, che ha avviato il programma d’installazione di avanzate stazioni di monitoraggio sismico in sette istituti superiori di Messina. La Città Metropolitana ha aderito e collaborato all’intervento attraverso la IV Direzione “Istruzione, Edilizia Scolastica e Metropolitana”, guidata dall’ing. Giacomo Villari, nell’ambito delle attività volte a rafforzare la prevenzione e la conoscenza del comportamento strutturale degli edifici scolastici.
I setti istituti scolastici monitorati
La collocazione delle strumentazioni è stata programmata dal Servizio “Edilizia Scolastica” della Città Metropolitana di Messina, con il coordinamento del responsabile ing. Antonino De Luca e del geom. Antonino Brancato, in raccordo operativo con i ricercatori dell’INGV Catania nell’ambito del programma PNRR MEET. Le apparecchiature sono state installate nei plessi degli istituti superiori: “P. Cuppari”, “G. Minutoli”, “Archimede”, “A. M. Jaci”, “E. Ainis”, “E. Majorana”, “E. Basile”.
Come funziona il rilevamento
Le stazioni di rilevamento, compatte e non invasive, integrano un sensore accelerometrico, un modem 4G, un’antenna GNSS e un sistema di acquisizione dati alloggiato in una valigia tecnica. Come specificato dall’INGV, il sistema è silenzioso e con un bassissimo consumo energetico, non produce emissioni né interferenze, la manutenzione è limitata e non comporta disagi per il normale svolgimento delle attività scolastiche.
I dati vengono trasmessi in tempo reale alla rete dell’Osservatorio Sismico Urbano, integrata con le reti sismiche nazionale e regionale, consentendo un controllo continuo e altamente affidabile del comportamento degli edifici.
Santoro: “Strumenti essenziali per la prevenzione”
Con questa iniziativa, Palazzo dei Leoni conferma il proprio impegno in un percorso strutturato di prevenzione e messa in sicurezza sismica degli istituti superiori, puntando su tecnologie avanzate e su una conoscenza sempre più approfondita delle condizioni degli edifici frequentati quotidianamente da migliaia di studenti.
“Le stazioni installate – ha sottolineato il vicesindaco metropolitano Flavio Santoro – forniscono dati aggiornati in tempo reale, uno strumento essenziale per valutare con precisione le condizioni degli edifici. È un passo concreto verso un sistema di prevenzione moderno, basato su tecnologie affidabili e su una cooperazione istituzionale solida, a tutela degli studenti e di tutto il personale”.
The Apple laptop lineup recently expanded with the all new MacBook Neo, an entry-level Mac laptop aimed at students and more casual everyday users, while the MacBook Air recently got upgraded with the powerful M5 chip, making it more capable than ever before.…
In this episode, Derek Hanson chats with Kimberly Pace Becker about AI's intersection with language and technology, emphasizing ethics, diverse perspectives, and responsible integration in digital tools.
Canarias reclama a la UE más tiempo sin tasas de emisiones para rutas aéreas y marítimas Atlántico Hoy
ATLÁNTICO HOY El presidente de Canarias,Fernando Clavijo,ha reclamado este miércoles en Bruselas una ampliación de la exención de las tasas de emisiones de la Unión Europea para las rutas marítimas y aéreas de Canarias más allá de 2030, al considerar que el actual sistema resta competitividad a los puertos y aeropuertos del Archipiélago frente a terceros países cercanos, especialmente los de la costa africana. La petición fue trasladada a la vicepresidenta de la Comisión Europea para una Transición Limpia, Justa y Competitiva,Teresa Ribera, durante una reunión celebrada en Bruselas. Según explicó Clavijo tras el encuentro, el objetivo es que la exención prevista actualmente hasta 2030 pueda mantenerse “hasta que la tecnología aparezca o bien hasta el 2040”. El jefe del Ejecutivo autonómico mostró su preocupación por las“distorsiones competitivas”que, a su juicio, está provocando el sistema ETS en Canarias. Este mecanismo europeo grava las emisiones contaminantes del transporte marítimo y aéreo con el objetivo de reducir los gases de efecto invernadero. En este contexto, Clavijo recordó que las conexiones marítimas y aéreas entre Canarias y el resto de países europeosdeben asumir el 100% de los costes derivados de las emisiones, mientras que las rutas con terceros países solo afrontan el 50%. Una situación que, según sostuvo, perjudica especialmente a los puertos canarios frente a enclaves del entorno africano con menor presión fiscal. “Hemos hablado del tráfico marítimo y de cómo los derechos de emisión restan competitividad a los puertos cercanos a la costa africana”, señaló el presidente canario ante los medios de comunicación tras reunirse con Ribera. Según informó posteriormente el Gobierno de Canarias, la vicepresidenta comunitaria habría recibido “con buenos ojos” la propuesta del Archipiélago y reconoció que otros Estados miembros también han advertido de las distorsiones que genera el actual sistema. Clavijo defendió además la necesidad de que laUnión Europeasiga garantizando los derechos específicos de las regiones ultraperiféricas recogidos en el artículo 349 del Tratado de Funcionamiento de la UE. “Lo que queremos es que el colegio de comisarios pueda ir garantizando el fuero, o en este caso los fueros como región ultraperiférica”, afirmó. Durante el encuentro, el presidente canario también trasladó propuestas relacionadas con el futuroMarco Financiero Plurianual de la Unión Europeay pidió que se mantenga la bolsa específica de fondos destinada a las regiones ultraperiféricas. El Ejecutivo autonómico considera que eliminar estas partidas iría “en contra de la política de cohesión de la UE y de los derechos de los territorios ultraperiféricos”. Guardar
Spezia Summer Camp, superata quota 100 iscritti Città della Spezia
Superata quota 100 iscritti per lo Spezia Summer Camp 2026, l’evento estivo che si prepara ad animare il Centro Sportivo “Ferdeghini” con due settimane all’insegna di calcio, divertimento e condivisione. L’entusiasmo è già altissimo: la prima settimana registra quasi il tutto esaurito, mentre anche la seconda continua a raccogliere adesioni giorno dopo giorno. Un segnale chiaro di quanto il camp aquilotto sia diventato un appuntamento atteso per tanti giovani appassionati.
Lo Spezia Summer Camp è un’esperienza pensata per bambini e bambine nati tra il 2013 e il 2019, che potranno vivere giornate strutturate tra allenamenti sul campo e attività ricreative, sempre seguiti dai tecnici del settore giovanile. L’obiettivo non è solo migliorare le abilità calcistiche, ma anche favorire socializzazione, spirito di squadra e divertimento in un ambiente sano.
Le settimane disponibili sono due:
dal 15 al 19 giugno
dal 22 al 26 giugno
Le giornate si svolgeranno interamente presso il Centro Sportivo “Ferdeghini”, con accoglienza al mattino tra le 8:30 e le 9:00. Il programma prevede allenamenti tecnici, pranzo in struttura, momenti di relax e attività ludiche, per poi tornare in campo nel pomeriggio con giochi e sfide. La settimana si concluderà il venerdì con una festa finale insieme alle famiglie, tra premiazioni e consegna degli attestati.
La quota di partecipazione è di 320 euro per una settimana o 610 euro per entrambe, con alcune riduzioni previste per tesserati e fratelli. È inoltre disponibile un servizio fotografico opzionale e, nei giorni precedenti l’inizio del camp, sarà possibile ritirare il kit ufficiale.
This story is the second installment in a Reader accountability series, Just Neighbors, examining the city’s homeless encampment sweeps and focusing on the human impact of a fragmented, interdepartmental process. At their request, all unhoused and undocumente…
The camera is hidden. The subject does not know he is being watched.
Not London. Not a borrowed grandeur on someone else’s soil. This is India — his country, his city, his continent. The hotel has no star rating because …
The post Conscripted Minds: Comprador…
Italy’s energy giant Eni and its partner, UK-headquartered BP, have used advanced directional drilling technologies to spud an offshore well from onshore, which led to a new natural gas discovery off the coast of Egypt. The post Fresh gas discovery unveiled as Eni and BP drill offshore well from onshore appeared first on Offshore Energy .
Italy’s energy giant Eni and its partner, UK-headquartered BP, have used advanced directional drilling technologies to spud an offshore well from onshore, which led to a new natural gas discovery off the coast of Egypt, augmenting the Middle East’s hydrocarbon resources. Egypt’s Ministry of Petroleum and Mineral Resources announced a natural gas discovery in the Nile Delta region on May 2, 2026, with estimated production rates of around 50 million cubic feet per day (cf/d). The discovery follows the drilling of theNidoco N-2exploratory well within the concession area, operated by Eni in partnership with BP and the Egyptian General Petroleum Corporation (EGPC), through Petrobel, the joint company between EGPC and Eni. Karim Badawi, Egypt’s Minister of Petroleum and Mineral Resources, visited theEDC-56drilling rig, which executed the well operations in the West Abu Madi area within Kafr El-Sheikh Governorate. The well is situated approximately 3 kilometers offshore in shallow waters with a depth of around 10 meters. The well was drilled from onshore using directional drilling technologies, contributing to cost optimization and enhanced operational efficiency. Badawi explains that this discovery, alongside increased production from existing fields, reflects the petroleum sector’s success in settling dues owed to foreign partners, with full clearance targeted by the end of June. “This highlights the state’s commitment to strengthening partner confidence and fostering an attractive investment environment,”underlined Egypt’s Ministry of Petroleum and Mineral Resources. Badawi claims that the regular settlement of dues has encouraged partners to intensify upstream activities, increase drilling and production rates, and expand the development of mature fields by extending agreement periods that helped attract new investments to these areas. As it is situated less than 2 kilometers away from the nearest production facilities, the well’s proximity to existing infrastructure is perceived to enable rapid connection to the network within the coming weeks and the start of early production, enhancing capital efficiency. Egypt’s Minister of Petroleum and Mineral Resources further emphasizes that the discovery represents a model for maximizing the utilization of existing infrastructure, increasing production rates, and supporting gas supply to the domestic market. The gas find is interpreted to highlight Eni’s continued success in exploration and production activities across its concession areas. The latest gas discovery comes a month after the Italian giantmade a gas and condensate discoveryoffshore Egypt, said to have fast-track development potential. Take the spotlight and anchor your brand in the heart of the offshore world! Join us for a bigger impact and amplify your presence at the core hub of the offshore energy community!
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