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Porto di Manfredonia: gravi irregolarità, fermata in porto nave da carico del Gambia Manfredonia News
Nell’ambito delle attività di vigilanza sul naviglio straniero, il personale della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Manfredonia, appartenente al nucleo ispettivo Port State Control (PSC), ha disposto la detenzione di una nave da carico battente bandiera Gambia e proveniente dal porto di La Valletta (MALTA).
L’ispezione, condotta ai sensi del Decreto Legislativo 12 maggio 2011, n. 53, in attuazione della direttiva 2009/16/CE recante le norme internazionali per la sicurezza delle navi, la prevenzione dell’inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo per le navi che approdano nei porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri, ha portato alla luce numerose irregolarità che hanno reso necessario il fermo immediato dell’unità. In particolare, sono state accertate gravi deficienze riguardanti: l’efficienza dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni antincendio; la prontezza operativa e l’addestramento dell’equipaggio nelle procedure di emergenza; gli standard di sicurezza e manutenzione della sala macchine, con potenziali rischi di inquinamento e incendio; la corretta applicazione dei sistemi di gestione della sicurezza di bordo (ISM Code).
L’attività conferma il ruolo centrale del Corpo delle Capitanerie di Porto quale Autorità deputata all’accertamento degli standard di sicurezza a bordo delle navi.Tale specificità tecnica garantisce che il delicato compito di vigilanza sulla sicurezza della navigazione sia svolto da personale altamente formato e specializzato.
Per le gravi carenze riscontrate, la nave non potrà riprendere la navigazione fino al completo ripristino dei requisiti minimi di sicurezza e al superamento di un audit ispettivo supplementare, volto a verificare l’effettiva capacità operativa dell’unità e del suo equipaggio. Il Comandante della Capitaneria di porto ha voluto sottolineare come l’attività di controllo tecnico-operativo dell’Autorità Marittima rappresenta uno strumento di garanzia non solo per la sicurezza della navigazione ma anche per la tutela della vita umana in mare e la protezione dell’ambiente marino.
📰 Quotidiano Di Puglia📅 2026-04-29📍 TarantoitAria · inquinamentoSalute · ambiente
Porto di Taranto: nuove regole per limitare emissioni odorigene e composti organici volatili dalle navi cisterna Quotidiano Di Puglia
La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto ha introdotto un nuovo protocollo operativo per contenere e prevenire le emissioni odorigene e i composti organici volatili (VOC) prodotti...
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La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto ha introdotto un nuovo protocollo operativo per contenere e prevenire le emissioni odorigene e i composti organici volatili (VOC) prodotti dalle navi cisterna nel porto cittadino.
Il provvedimento e le collaborazioni
Il provvedimento è stato realizzato in collaborazione con Arpa Puglia, Autorità Portuale, tecnici specializzati ed Eni. L’obiettivo è quello di rafforzare i controlli in uno scalo caratterizzato da un'intensa movimentazione di idrocarburi, con particolare attenzione al periodo estivo, quando l’innalzamento delle temperature accentua il rischio di emissioni e molestie olfattive.
Le nuove regole per le navi cisterna
Le nuove disposizioni impongono alle navi l’obbligo di mantenere efficienti i sistemi di controllo delle emissioni, oltre a monitorare costantemente pressione e temperatura del carico. Tutti i dati rilevati dovranno essere registrati ed essere disponibili per eventuali verifiche da parte delle autorità competenti. In caso di anomalie, sono previste misure correttive tempestive.
Tutela ambientale e controlli
Lo scopo delle nuove norme è garantire una protezione ambientale rafforzata e maggiore sicurezza per operatori e cittadini, assicurando al contempo la piena operatività del porto. La Guardia Costiera continuerà ad effettuare monitoraggi costanti per verificare il rispetto delle disposizioni introdotte.
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Porto di Taranto: regole più severe per ridurre emissioni nocive e odori dalle navi cisterna Quotidiano Di Puglia
La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto ha introdotto un nuovo protocollo operativo per contenere e prevenire le emissioni odorigene e i composti organici volatili (VOC) prodotti dalle navi cisterna nel porto cittadino.
Il provvedimento e le collaborazioni
Il provvedimento è stato realizzato in collaborazione con Arpa Puglia, Autorità Portuale, tecnici specializzati ed Eni. L’obiettivo è quello di rafforzare i controlli in uno scalo caratterizzato da un'intensa movimentazione di idrocarburi, con particolare attenzione al periodo estivo, quando l’innalzamento delle temperature accentua il rischio di emissioni e molestie olfattive.
Le nuove regole per le navi cisterna
Le nuove disposizioni impongono alle navi l’obbligo di mantenere efficienti i sistemi di controllo delle emissioni, oltre a monitorare costantemente pressione e temperatura del carico.
Tutela ambientale e controlli
Tutti i dati rilevati dovranno essere registrati ed essere disponibili per eventuali verifiche da parte delle autorità competenti. In caso di anomalie, sono previste misure correttive tempestive.
Lo scopo delle nuove norme è garantire una protezione ambientale rafforzata e maggiore sicurezza per operatori e cittadini, assicurando al contempo la piena operatività del porto. La Guardia Costiera continuerà ad effettuare monitoraggi costanti per verificare il rispetto delle disposizioni introdotte.
Contributo stabile all’Azienda Speciale Parco di Porto Conte, Gianni Martinelli: è un volano di sviluppo della nostra economia, uno scrigno ambientale Algherolive
Against the backdrop of an energy crisis and a warming planet, more than 50 countries have come to Santa Marta, Colombia, to discuss concrete ways to phase out oil, gas, and coal.
Julia Simon Colombia's President Gustavo Petro, Colombia's Environment Minister Irene Vélez Torres and Dutch Minister of Climate and Green Growth Stientje van Veldhoven attend the Transitioning Away from Fossil Fuels conference in Santa Marta, Colombia, on Tuesday.Raul Arboleda/AFP via Getty Imageshide caption SANTA MARTA, Colombia — As the sun sets on the Caribbean coast, the lights turn on at the giant port that exportsmillions of tons of Colombia's coalto the rest of the world. Colombia is a major global coal producer, as well as an oil and gas producer. But in recent years, Colombia's government has been diversifying its economy andtransitioning away from fossil fuels, the single biggest driver of human-caused climate change. The country isn't alone. This week, Colombia and the Netherlands—the birthplace of oil giant Shell—co-hosted the "Transitioning Away from Fossil Fuels conference" in Santa Marta, just north of the coal port. At a hotel by the sea, representatives of more than 50 countries participated in a two-day high-level conference to discuss concrete ways to phase out oil, gas, and coal.The countries created new collaborations to figure out coordinated efforts to cut fossil fuel production and decarbonize trade. The conference also formally launched a new scientific panel on the energy transition. "Let this conference be the moment when ambition becomes action," Colombia's environment minister Irene Vélez Torres told the countries gathered for the opening plenary on Tuesday. "Let's make this a turning point in history." These high-level talks happened amidst the backdrop of a warming planet and an energy crisis spurred by the U.S.-Israeli war in Iran. High oil and gas prices and energy shortages triggered by the recent war have created what the executive director of the International Energy Agency, Fatih Birol, has called "the mother of all energy crises." With the current fossil fuel shortages, many countries feel an increasing urgency to transition their economies away from oil, gas and coal, says Ralph Regenvanu, minister for climate change of Vanuatu. The island nation is threatened by rising sea levels due to climate change and relies on fossil fuel imports for transportation and electricity. The country is increasing its number of solar projects, and in recent weeks, the countrybrought forward its targetto electrify its fleet of government vehicles. "The decision on EVs was directly stimulated by the crisis," Regenvanu tells NPR. In many countries, affordable Chinese electric vehicles are proliferating. Meanwhile, large solar and wind projects provide more cost-competitive energy than natural gas and coal projects,according to financial services firm Lazard. "Governments are not doing [the energy transition] necessarily for climate reasons," says Leo Roberts of the climate nonprofit E3G. "They're doing it because it is cheaper and more effective to move your economy away from fossil fuels — and it's safer and more secure." The U.S., the world's largest oil and gas producer and thelargest consumer of oil, did not participate in the conference. The U.S. State Department, which has in the past sent delegates to international climate talks, wrote in an email that "moving away from reliable, affordable, and secure energy to rely on intermittent and costly energy sources is destructive, and the president has been clear that the United States will not participate in the bogus climate agenda." When renewable energy is paired with large batteries or other forms of grid management,it's proven to be reliable. China, the world's largest consumer of coal, is also not participating in the conference. Daniela Durán, head of international affairs at Colombia's Ministry of Environment, notes that some of the world's biggest fossil fuel producers were represented at the conference, including Australia, Mexico and Nigeria. For countries not participating, "doors will be open for them to join" when they're ready, Durán says. "But this is not a space for us to fight about whether we are going to do [the transition away from fossil fuels]," she adds. " This is a space for those who are ready to move forward." Daniela Durán, head of international affairs at Colombia's Ministry of Environment, says this new conference is "a space where we can actually discuss fossil fuels."Julia Simon/NPRhide caption At the two-day conference, countries discussed ways to speed up the transition away from fossil fuels. This includes moving subsidies for fossil fuels such as gasoline and diesel to renewable energy and batteries. It also includes finding new employment opportunities for the millions of people who work in the fossil fuel sector, in places such as the coal mines south and east of Santa Marta. Climate experts and country representatives tell NPR that this conference was born out of frustration with the yearly United Nations climate conferences. They are known as COPs, and they have been around for 30 years. At the climate conference in Dubai in 2023, countries agreed to transition away from fossil fuels in energy systems. But since then, countries have not agreed onhowto transition away from fossil fuels. At U.N. climate conferences, all the countries have to agree on the language in any agreement, says Johanna Gusman, senior attorney at the Center for International Environmental Law. Gusman says fossil fuel producers like Saudi Arabia have consistently opposed having fossil fuel language in the text. Last November atthe U.N. conference in Brazil, roughly 80 countries pushed for a roadmap to phase out fossil fuels, but the conference ended without one. Instead, the governments of Colombia and the Netherlands announced the Santa Marta conference explicitly dedicated to transitioning away from fossil fuels. This new conference does not replace COPs, Durán says. "It's a process that aims to complement the climate COPs, a space where we can actually discuss fossil fuels, which is something that we cannot do at climate COPs," she says. In the U.N. process, countries have made pledges to cut emissions that heat the planet as part of the2015 Paris Agreement. But scientists find those pledged emission cuts are not enough to limit warming to 1.5 degrees Celsius.A recent U.N. reportfinds that pledges would cut emissions by just 12% by 2035. Scientists say countries need to cut emissions in half by 2035. Cutting the use of fossil fuels and increasing renewable energy is an important way to cut emissions that heat the planet, says Mary Robinson, former president of Ireland. In an event on Monday, she called the conference in Santa Marta "a coalition of the doers." "We have a unique opportunity to shift and move rapidly in a different direction," Robinson tells NPR. "And we cannot move rapidly enough." The two-day high-level talks are taking place in the coastal city of Santa Marta, Colombia.Raul Arboleda/AFP via Getty Imageshide caption At the conference, countries discussed eventually making a legally binding treaty to have countries commit to these actions, says Tzeporah Berman, founder and chair of the nonprofit Fossil Fuel Treaty Initiative. But while some countries wanted a binding mechanism, other countries at the conference are more resistant, says Andrés Gómez, Latin America coordinator for the Fossil Fuel Treaty Initiative. "[Some countries] want to continue in a way that's nonbinding, after thirty COPs," he says in Spanish with a laugh. At the final plenary on Wednesday evening, Tuvalu and Ireland announced they would co-host the next conference, to be held in Tuvalu, a Polynesian island nation facing rising sea levels. The world will "inevitably" breach the 1.5 Celsius degree limit within the coming decade, Johan Rockström, director of the Potsdam Institute for Climate Impact Research, told the opening plenary. Coming back from theovershoot of 1.5 degrees Celsiusis still scientifically possible, Rockström said, "but it requires …accelerating transitions away from fossil fuels." Still, he told the countries gathered at the conference, "I have, as a scientist, never felt so encouraged." "You are the light in a tunnel of darkness," he said.
Ex Ilva, De Palma (Fiom): «Ora un patto Governo-regioni per il futuro all’acciaio. Flacks e Jindal? Non abbiamo letto nulla» La Gazzetta del Mezzogiorno
Litiga con la proprietaria di un rottweiler e il cane l’azzanna alla gamba: è accaduto a una ragazzina di 12 anni lunedì sera sul lungomare di Porto Cesareo in provincia di Lecce. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, la proprietaria del molosso – u…
Il molosso di proprietà della quindicenne si sarebbe avventato, sotto suo ordine, sulla gamba della tredicenne: le due avevano iniziato a spintonarsi sul lungomare di Porto Cesareo (Lecce)
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Litiga con la proprietaria di un rottweiler e il cane l’azzanna alla gamba: è accaduto a una ragazzina di 13 anni lunedì sera sul lungomare di Porto Cesareo in provincia di Lecce.
Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, la proprietaria del molosso – una quindicenne in compagnia della sorella di 17 anni – avrebbe avuto degli screzi con l’altra ragazzina. Le due si sarebbero incrociate per caso e avrebbero iniziato a litigare per strada dandosi anche qualche spintone. A un certo punto il cane si sarebbe avventato al polpaccio della dodicenne.
Da quanto si apprende da un video girato da una testimone, sembra che l’aggressione sia iniziata a causa di un comando impartito al cane dalle due proprietarie: il molosso avrebbe quindi iniziato a inseguire la 13enne che, mentre cercava di scappare, è stata morsa alla gamba.
Soccorsa immediatamente da alcuni passanti, la giovane è stata portata all’ospedale Vito Fazzi di Lecce ed è stata sottoposta a un intervento chirurgico su ferite che sono state giudicate guaribili in circa venti giorni. Intanto il cane della quindicenne è stato messo in quarantena e affidato alla madre della ragazza che ha riferito ai carabinieri supposti atti di bullismo compiuti dalla tredicenne ai danni della figlia.
Intanto l’avvocato della famiglia della vittima, il legale Rocco Rizzello, ha presentato due denunce: la prima alla magistratura minorile contro la 15enne e la sorella perché avrebbero aizzato il cane contro la 13enne e la seconda alla Procura ordinaria nei confronti dei genitori delle due ragazze per omessa custodia dell’animale, utilizzato dalle ragazze come un’ “arma impropria“.
South Korea, a trade powerhouse, faces an emergency as its maritime supply chain is blocked ... Only expanding the 'strategic merchant fleet' can save the day 매일경제
Puzza dalle petroliere, nuove regole nel porto e controlli più stringenti Buonasera24
TARANTO - Rafforzare la prevenzione ambientale e contenere le emissioni odorigene provenienti dalle navi cisterna. È questo l’obiettivo della nuova iniziativa regolamentare messa a punto dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Taranto, che introduce disposizioni più stringenti per le unità impegnate nel trasporto di idrocarburi.
Il provvedimento riguarda le petroliere che sostano in rada, operano agli approdi petroliferi o svolgono attività commerciali all’interno dello scalo ionico, un contesto caratterizzato da un’intensa movimentazione di prodotti energetici e che richiede elevati standard di sicurezza e tutela ambientale.
Il percorso normativo è stato definito attraverso un lavoro congiunto che ha coinvolto ARPA Puglia, il Consulente Chimico del Porto, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ed Eni, con l’intento di individuare soluzioni condivise per ridurre il rischio di fenomeni odorigeni, soprattutto in vista dei mesi estivi quando l’aumento delle temperature può accentuarne la diffusione.
Le nuove disposizioni introducono una serie di obblighi operativi per limitare il rilascio in atmosfera di vapori, gas e composti organici volatili, estendendo i controlli non solo alle fasi di carico e scarico, ma anche ai periodi di sosta e ormeggio.
Tra le principali misure previste, le navi dovranno garantire il pieno funzionamento dei sistemi di bordo dedicati al contenimento delle emissioni, effettuare un monitoraggio costante della pressione delle cisterne e, quando necessario, della temperatura del carico. I dati raccolti dovranno essere registrati per consentire verifiche successive e assicurare la tracciabilità delle operazioni. In presenza di anomalie, sarà obbligatorio intervenire tempestivamente con le procedure correttive previste.
“L’obiettivo è rafforzare il sistema di prevenzione e controllo nelle operazioni petrolifere portuali, attraverso misure chiare e verificabili”, sottolinea la Guardia Costiera, evidenziando la volontà di garantire un equilibrio tra attività portuali, sicurezza e tutela della collettività. “Si tratta di prevenire i fenomeni odorigeni e gestire rapidamente eventuali criticità”, viene precisato.
L’attività della Capitaneria non si esaurirà con l’introduzione delle nuove regole. Sono previsti controlli costanti per verificare il rispetto delle disposizioni da parte degli operatori e delle navi, con la possibilità di adottare ulteriori interventi qualora necessario.
Con questa iniziativa, la Guardia Costiera ribadisce il proprio impegno verso un modello di sviluppo portuale orientato alla sicurezza, alla sostenibilità e alla collaborazione tra istituzioni e operatori, con particolare attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.
Taranto, Capitaneria: stop alla dispersione di gas nel porto. È la prima volta in Italia Telenorba
L’ordinanza potrebbe diventare un modello da seguire anche in altri porti italiani
Stop alle emissioni odorigene, alla dispersione di gas o di vapori potenzialmente pericolosi nel porto di Taranto. Nuova ordinanza della Capitaneria di Porto per le navi cisterna che trasportano idrocarburi, petrolio o che siano impegnate in attività commerciali e che sostano nella rada tarantina. Per la prima volta in Italia vengono disposte regole così stringenti, dal divieto di rilascio in atmosfera di vapori o gas fino al monitoraggio della pressione delle cisterne e della temperatura del carico. Ci sarà l’obbligo poi di effettuare registrazioni periodiche per consentire verifiche e piena tracciabilità in futuro. In caso di emergenza e di apertura delle valvole di sicurezza le navi dovranno lasciare la rada e allontanarsi per almeno 12 miglia. L’iniziativa è svolta in sinergia con ARPA Puglia e con il Consulente Chimico del Porto e, ancora, con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio e l’ENI. L’ordinanza potrebbe diventare un modello da seguire anche in altri porti italiani: “E’ un regolamento innovativo, unico nel suo genere – commenta il Comandante della Capitaneria di Porto di Taranto, Leonardo Deri – non ci sono in altre città ordinanze così rigide e così puntuali”.
Los alcaldes de Madrid, José Luis Martínez-Almeida, y Albacete, Manuel Serrano, han manifestado a la alcaldesa, Noelia Arroyo, su apoyo a las exigencias de Cartagena para que el Gobierno abra "de forma inmediata" la línea ferroviaria directa que conecte a la …
Reunión de los alcaldes de Cartagena, Madrid y Albacete - AYUNTAMIENTO DE CARTAGENA
MURCIA 29 Abr. (EUROPA PRESS) -
Los alcaldes de Madrid, José Luis Martínez-Almeida, y Albacete, Manuel Serrano, han manifestado a la alcaldesa, Noelia Arroyo, su apoyo a las exigencias de Cartagena para que el Gobierno abra "de forma inmediata" la línea ferroviaria directa que conecte a la ciudad con el centro peninsular, tras cuatro años de desconexión "que nos ha convertido en una isla ferroviaria", ha señalado la regidora cartagenera.
Los tres regidores se han reunido para evaluar la situación creada por el nuevo retraso en la recuperación del servicio y por la falta de compromiso del Ministerio de Transportes. En este sentido, han lamentado que el organismo "elude dar una fecha concreta de apertura", por lo que han exigido desde el consistorio madrileño el restablecimiento de la línea que une las tres ciudades y que está interrumpida desde el 28 de febrero de 2022.
Martínez-Almeida, Serrano y Arroyo han defendido que la reapertura de la línea directa "no puede seguir sometida a aplazamientos ni a decisiones pendientes de concreción". Los alcaldes reclaman al Ministerio que aclare cuándo volverá a estar operativo el servicio entre el sureste peninsular, Castilla-La Mancha y la capital de España; qué trenes se van a programar y qué compromisos asumirá Renfe o el operador correspondiente para recuperar la conexión directa, según han informado desde el consistorio.
La reclamación afecta a otros municipios de las tres comunidades autónomas, con los que "vamos a impulsar un frente común", ha dicho Arroyo, subrayando que "todos los vecinos de estas localidades están perdiendo oportunidades laborales, comerciales, formativas, culturales, por no tener un tren directo que los conecte". Además, ha insistido en que el cierre prolongado de la línea obliga a utilizar recorridos alternativos, "con más tiempo de viaje y peores condiciones de movilidad".
El alcalde de Madrid, ha insistido en que "es incomprensible que Cartagena esté aislada desde hace cuatro años. "Hay que decir basta" ha subrayado Almeida, quien ha añadido que "no puede pasar ni un solo día más" sin que exista esta conexión férrea entre las tres ciudades.
Por su parte, el alcalde de Albacete ha señalado que "el corredor no sólo conecta ciudades, sino que es un eje vertebrador de comarcas y municipios, siendo especialmente relevante su conexión con el puerto de Cartagena: una de las principales infraestructuras logísticas del Mediterráneo donde el transporte por carretera no es una opción".
Los tres alcaldes han defendido que la recuperación del tren directo es una cuestión de cohesión territorial y de igualdad en el acceso a los servicios públicos. También han señalado que el corredor ferroviario Cartagena-Albacete-Madrid conecta ciudades y municipios con una relación histórica, económica y social "que no puede quedar debilitada por la falta de planificación del Gobierno".
El alcalde albaceteño ha afirmado que el cierre de esta línea ha limitado las oportunidades laborales, educativas y sanitarias de sus ciudadanos; ha reducido la competitividad de las empresas; dinamitado las posibilidades turísticas; y ha perjudicado el medio ambiente ante el aumento de emisiones de gases contaminantes al crecer el uso del vehículo privado y el transporte de mercancías por carretera.
En la Región de Murcia, la línea da servicio a Cartagena, Torre-Pacheco, Murcia, Archena, Fortuna y Cieza. En la provincia de Albacete, atraviesa Hellín, Tobarra, Pozo Cañada, Chinchilla de Montearagón, Albacete, La Roda, Villarrobledo, Socuéllamos y Alcázar de San Juan. En la Comunidad de Madrid, incluye Aranjuez y Madrid.
Martínez-Almeida, Serrano y Arroyo exigen al Ministerio de Transportes que "ponga fin a la incertidumbre y apruebe de inmediato el restablecimiento de la línea directa Cartagena-Albacete-Madrid".
Keir Starmer must decide whether to punish 14 MPs who voted for a privileges committee inquiry into whether he lied to Parliament.
ByJAMES TAPSFIELD, UK POLITICAL EDITOR Published:08:11 BST, 29 April 2026|Updated:08:34 BST, 29 April 2026 Keir Starmeris fighting to quell dissent in his ranks today after dozens of MPs defied his threats to back a standards probe into the Mandelson scandal. The PM must decide whether to punish 14 MPs who voted for a privileges committee inquiry into whether he lied to Parliament. Up to 50 more look to have broken a three-line whip on opposing the motion last night - something that would normally lead to disciplinary action. However, Sir Keir's position is so weak that it is unclear whether he will be able to enforce the dire threats made before the vote. Labour's huge majority means that the probe was comfortably blocked despite the revolt.Kemi Badenochsaid it was a 'cover-up' to protect the premier with alocal electionsdrubbing looming next week. Sir Keir himself did not show his face in the chamber yesterday, although he did vote. The issue is almost certain to come up again at lunchtime when Sir Keir faces a final PMQs before Parliament prorogues ahead of the King's Speech on May 13. Keir Starmer is fighting to quell dissent in his ranks today after dozens of MPs defied his threats to back a standards probe into the Mandelson scandal Labour's huge majority means that the probe was comfortably blocked despite the revolt Kemi Badenoch said it was a 'cover-up' to protect the premier with a local elections drubbing looming next week Housing Secretary Steve Reed was deployed to broadcast studios this morning to try to shore up Sir Keir's leadership, insisting the Government would not be 'distracted' by infighting. The PM is already believed to be plotting ways of surviving the expected disastrous local election results next week. There are claims he has asked Angela Rayner to return to the Cabinet in a reshuffle as soon as next week. After a day of high drama at Westminster, MPs eventually voted against an inquiry by 335 votes to 223. The 112 margin was significantly lower than the Government's working majority of around 165. Kemi Badenoch said Labour would 'rue the day' they stood in the way of the probe. 'What's he so scared of? He knows that he has misled Parliament so what he is doing is trying to cover up,' she jibed at Sir Keir/. Downing Street described the move as a 'desperate political stunt', adding the Government would co-operate with existing parliamentary inquiries into the Mandelson affair. Mr Reed told Sky News: 'You've got a handful of usual suspects that will repeatedly vote against the Government. They're not going to distract us. 'You know, we've got the renters' rights reforms coming in this Friday, which gives renters, people who rent their home, the biggest increase in protections and rights that we've had for a generation. 'That is what voters want us to focus on, not a handful of people that go off and don't play the team game with the rest of us. Ninety-nine percent of us are united with the Prime Minister so that we can focus on the issues that matter.' Parliament's Intelligence and Security Committee (ISC) announced last night that it has finished reviewing papers related to Mandelson's appointment as US ambassador. The official division list showed 14 Labour MPs defied Sir Keir to back the motion. Cat Smith voted both for and against the motion, which is often called an 'active abstention' There are claims Sir Keir has asked Angela Rayner to return to the Cabinet in a reshuffle as soon as next week The Commons ordered the publication of the material in February, amid a wave of fury that almost swept Sir Keir out of power. The documents are set to include a range of embarrassing messages between ministers and the New Labour architect. ISC chairman Lord Beamish, a Labour peer, said the committee had 'made exceptional efforts to ensure that it is not holding up the publication of documents' and any delay in publication of the documents was 'in no way due to the committee's part in the process'. However, the Government could still challenge those decisions at a private committee hearing, and it is unlikely that any further documents will be published before Parliament returns for the new session.