Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 5918 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.
La compagnia ha iniziato le operazioni in Algeria nel 2016 con la tratta Valencia–Mostaganem L'articolo Balearia, 900mila passeggeri in 10 anni con l’Algeria proviene da Shipmag .
La compagnia ha iniziato le operazioni in Algeria nel 2016 con la tratta Valencia–Mostaganem
Dènia – L’Algeria è diventata un mercato strategico nell’espansione della compagnia di navigazione Baleària che ha celebrato il suo decimo anniversario nel Paese con una cerimonia ufficiale alla presenza dei rappresentanti dei suoi stakeholder. Baleària ha festeggiato il suo decimo anniversario in Algeria, dove ha consolidato la propria presenza attraverso il lancio progressivo di sei rotte verso la Spagna e una crescita del numero di passeggeri che le ha consentito di trasportare quasi 900.000 persone nell’ultimo decennio. Baleària ha iniziato le operazioni in Algeria nel 2016 con la tratta Valencia–Mostaganem.
Damietta in Egitto e il nuovo Terminal Ravano a La Spezia saranno i principali driver di crescita del gruppo L'articolo Per Contship ricavi e risultati in crescita nel 2025 con 1,7 Mln Teu movimentati proviene da Shipping Italy .
Damietta in Egitto e il nuovo Terminal Ravano a La Spezia saranno i principali driver di crescita del gruppo
La pubblicazione del report annuale della controllante Eurokai relativo all’andamento dell’anno 2025 ha confermato numeri positivi per il Gruppo Contship, che ha chiuso l’esercizio con ricavi netti pari a 293 milioni di euro, in aumento del 10,9% rispetto al 2024, con un Ebt (risultato prima delle tasse) cresciuto di oltre il 14% a 68,8 milioni di euro.
In termini di container imbarcati e sbarcati (+3,5% in totale), il La Spezia Container Terminal ha fatto registrare 1.101.415 Teu imbarcati e sbarcati (-2%), il Salerno Container Terminal 416.056 Teu (+16,2%) e il Terminal Container Terminal 199.004 Teu (12,7%).
“Il 2025 segna un ulteriore passo nel percorso di crescita solido e costante del Gruppo: Contship ha continuato a rafforzare le attività intermodali e a potenziare con decisione le operazioni nei terminal marittimi. La performance è stata sostenuta sia dai terminal, marittimi e terrestri, sia dal trasporto intermodale. A livello consolidato, il risultato d’esercizio ha registrato un incremento del +16,7%” ha dichiarato Tommaso Ferrario, direttivo di Contship.
In particolare il segmento marittimo, guidato da La Spezia Container Terminal, ha registrato una crescita complessiva dei ricavi. Il risultato è stato conseguito nonostante alcuni fattori di discontinuità, in particolare la chiusura temporanea di una delle due banchine del molo Fornelli per interventi di messa in sicurezza e il ridisegno delle rotte derivante dai nuovi assetti delle alleanze marittime globali, entrati in vigore nel 2025. La nota di Contship ha sottolineato inoltre come “nel 2025 sono proseguite le attività preparatorie relative al nuovo Terminal Ravano, nell’ambito del programma di ammodernamento e potenziamento della capacità del porto promosso da Contship a supporto dello sviluppo di lungo periodo”.
Le società del segmento intermodale – Sogemar, Hannibal, Oceanogate, Rail Hub Milano e driveMybox – hanno registrato il quinto anno consecutivo di crescita operativa: “La performance è stata sostenuta anche dall’avvio di nuovi servizi e dal potenziamento delle connessioni intermodali in Italia e in Europa. La struttura di Contship si è inoltre rafforzata con l’acquisizione del Gruppo Sts, perfezionata a giugno 2025 che ha consentito di consolidare l’offerta integrata di soluzioni doganali”. Confermata anche la crescita occupazionale: a fine 2025 il Gruppo conta 1.150 dipendenti, in aumento grazie a 196 nuove assunzioni; il dato include anche l’integrazione delle 96 risorse del Gruppo Sts.
“L’avvio delle operazioni del nuovo terminal di Damietta e la partenza dei lavori di espansione del Terminal della Spezia previsti per il secondo semestre dell’anno, uniti agli investimenti nel comparto intermodale rappresentano i principali driver di sviluppo e creazione di valore per il Gruppo. Parallelamente, continuiamo ad esplorare nuove opportunità di crescita coerenti con la nostra visione di lungo periodo, per rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento in settori strategici” ha dichiarato Matthieu Gasselin, amministratore delegato di Contship, in tema di strategie di sviluppo.
“Il gruppo – ha aggiunto Contship – proseguirà nel proprio percorso di trasformazione digitale, con iniziative specifiche in ambito intelligenza artificiale e predictive analytics, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e il servizio offerto ai clienti. L’orientamento rimane quello di uno sviluppo sostenibile e integrato, fondato sull’espansione delle capacità lungo la catena logistica e sul controllo diretto di asset strategici – leve fondamentali per garantire resilienza nel lungo periodo e consolidare il posizionamento competitivo del gruppo nei principali corridoi logistici europei e internazionali”.
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Il neo presidente e neo amministratore delegato Europe di Psa International sarà affiancato nel nuovo CdA da Roberto Ferrari e dai responsabili dell'area EM&A e dello sviluppo di Psa L'articolo Cambio al vertice di Psa Italy: Dirk Jan Storm succede a Marco Conforti proviene da Shipping Italy .
Il neo presidente e neo amministratore delegato Europe di Psa International sarà affiancato nel nuovo CdA da Roberto Ferrari e dai responsabili dell’area EM&A e dello sviluppo di Psa
Cambio al vertice di uno dei gruppi protagonisti della logistica portuale italiana. L’Assemblea dei Soci di Psa Genoa Investments — holding partecipata al 72% da Psa International e al 28% da Fair Market Value Capital Partners e Td Greystone Infrastructure Fund — ha comunicato il rinnovo delle cariche sociali e ufficializzato il passaggio di testimone tra Marco Conforti e Dirk Jan Storm alla guida di Psa Italy.
Marco Conforti conclude il proprio mandato triennale di Presidente dopo una carriera strettamente legata allo sviluppo della portualità in Italia. Nominato a febbraio 2023 dal consiglio d’amministrazione di Psa Genoa Investments, Conforti ha accompagnato il Gruppo fin dal 1998, anno del primo ingresso dei terminal di Genova e Venezia nel perimetro europeo di Psa.
Sotto la sua guida, e grazie al suo contributo come consulente senior area EM&A e come vertice di associazioni di categoria come Assiterminal, Confetra e Feport, le unità italiane — Psa Genova Pra’, Psa Sech e Psa Venice-Vecon — hanno consolidato una leadership indiscussa nel traffico container nazionale.
“Lascio realtà solide, consapevoli delle sfide in atto e pronte ad affrontare con determinazione i profondi cambiamenti che stanno interessando il terminalismo portuale”, ha dichiarato Conforti, sottolineando con orgoglio la capacità di innovazione dimostrata dal Gruppo nella logistica internazionale.
Il nuovo presidente di Psa Italy Dirk Jan Storm, contestualmente anche nuovo amministratore delegato Europe di Psa International, con oltre 25 anni di esperienza internazionale in ambito finance e general management, ha operato in scenari complessi tra Europa, Medio Oriente, Americhe, Africa e Asia. Come spiega una nota, la sua competenza tecnica, maturata nella gestione di grandi progetti greenfield, ristrutturazioni finanziarie e fusioni industriali, rappresenta la chiave di volta per affrontare la prossima fase di espansione dei terminal gateway di Genova e Venezia.
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"Porto di Pastena", il Ministero frena sul progetto e chiede chiarimenti: esulta il comitato SalernoToday
Le osservazioni presentate nell’ambito della procedura VIA sul progetto del “Porto di Pastena” hanno trovato un primo riscontro concreto. La Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente ha richiesto, infatti, alla società Polo Nautico srl una serie di integrazioni allo Studio di Impatto Ambientale, evidenziando criticità nella documentazione progettuale e negli studi presentati. Secondo quanto emerge dal provvedimento ministeriale, si rende necessario “motivare gli interventi non solo per ragioni di ritorno economico per il Proponente, ma tenendo conto dello stato attuale dei luoghi e del tradizionale impiego del litorale e della spiaggia da parte della popolazione residente”.
Dovranno, inoltre, essere aggiornati dati tecnici ormai datati — in alcuni casi risalenti al 2008 e al 2011 — e approfondite numerose componenti fondamentali, tra cui impatti ambientali e sul paesaggio, effetti cumulativi, traffico, qualità dell’aria, biodiversità marina e impatto sulla dinamica costiera. La Commissione chiede inoltre al proponente di rispondere puntualmente a tutte le osservazioni, confermando la fondatezza delle criticità segnalate fin dall’inizio dal Comitato.
La soddisfazione del comitato
A rendere noto le osservazioni del Ministero è il comitato “Giù le mani dal Porticciolo”, nato a difesa del piccolo porto di pescatori di via Lungomare Colombo. “La richiesta di integrazioni è un primo importante segnale della necessità di una revisione, ma è prioritario richiamare l’attenzione anche sul piano politico. Tanti candidati sindaci si stanno, a parole, esponendo sulla questione Porticciolo, diventato un tema centrale della campagna elettorale. È però necessario ricordare che il Comitato, nei dodici anni in cui il progetto è rimasto dormiente, è sempre stato vigile e presente, mantenendo alta l’attenzione su questo tratto di costa e intervenendo tempestivamente con osservazioni puntuali non appena la procedura VIA è stata resa pubblica. Ci chiediamo oggi se questa attenzione politica sarebbe emersa con la stessa forza se il Comitato non avesse svolto questo lavoro costante di presidio e informazione. Allo stesso tempo, non può passare inosservato che molti degli stessi candidati che oggi prendono posizione contro questo progetto hanno, nel tempo, sostenuto o promosso modelli di sviluppo basati su logiche di sfruttamento e rendita, non solo per il porticciolo ma per diverse parti della città. Tra questi, il candidato Vincenzo De Luca, lo stesso che dodici anni fa ha sostenuto e approvato il progetto del porto di Pastena e che oggi lo definisce una “colata di cemento a mare”. Un cambio di posizione che non possiamo che accogliere con favore, ma che deve necessariamente tradursi in impegni concreti e coerenti; in caso contrario, rischia di restare una semplice dichiarazione da campagna elettorale. Chiunque sarà chiamato ad amministrare dichiari pubblicamente ed in modo inequivocabile che si impegnerà ad intervenire in modo deciso sugli strumenti urbanistici, a partire dal PUC, per eliminare definitivamente questo progetto nell’ottica di un mutato interesse pubblico e introdurre forme di tutela forti e durature sul Porticciolo di Pastena e su altre aree sensibili del territorio”.
Annata chiusa a +16% in termini di Teu e 2026 iniziato a +8% L'articolo Per Salerno Container Terminal +8% di Teu nel primo trimestre 2026 proviene da Shipping Italy .
Archiviato il 2025 con una crescita del +16,17% ed un volume movimentato di 416.000 teus per Salerno Container Terminal, che nel primo trimestre 2026 ha realizzato un +7,98% rispetto allo stesso periodo del 2025 con una proiezione tra i 430.000 ed i 450.000 teus a fine anno.
“Si tratta del quattordicesimo trimestre consecutivo che registra un andamento – in termini di movimentazione – con il segno più. In questi anni la crescita del traffico import/export a servizio delle aziende del Centro-Sud Italia verso tutti i mercati di destinazione internazionali è stata supportata dal rafforzamento della struttura operativa e dal proseguimento del piano degli investimenti, pari a 40 milioni di euro, il tutto volto ad accrescere efficienza, capacità e qualità dei servizi offerti” ha fatto sapere il terminalista.
“Con il 2025 si è chiuso un triennio molto importante per la Salerno Container Terminal che ha posto le basi di un vero e proprio cambio di passo dell’azienda stessa. Sarebbe riduttivo affermare che questa crescita riguardi solo i volumi movimentati, che comunque rappresenta un aspetto di non poco conto, perché il ruolo del porto è innanzitutto quello di rendere competitive le produzioni manufatturiere territoriali nel mondo” ha aggiunto il presidente Agostino Gallozzi.
La capacità di uno scalo di assicurare al sistema industriale connessioni mercantili con tutte le aree geografiche e tutti i mercati del pianeta viene misurata con l’indice di connettività, noto come Liner Shipping Connectivity Index, che – ha proseguito il vertice aziendale – “ancora una volta pone Salerno al primo posto come regional port del Centro e Sud Italia e terzo nel Paese, dopo Genova e La Spezia (Gioia Tauro viene valutato quale porto di transhipment). L’indice prende in considerazione fattori come il numero di compagnie che scalano un porto, la capacità di trasporto, il numero di servizi diretti e il numero dei mercati connessi con la economia territoriale. Nel 2025, lo scalo salernitano cresce di 34,54 punti rispetto all’anno precedente, a beneficio innanzitutto della internazionalizzazione competitiva della città di Salerno e delle aziende del Centro-Sud Italia”.
Sct ha rilevato come “il piano di investimenti portato a termine nel 2025, con nuove gru, carri ponte e semoventi di piazzale, ha dato un forte impulso all’ulteriore innalzamento delle produttività del ciclo nave e del ciclo terminal, ma il potenziamento maggiore, che ha manifestato i suoi effetti positivi proprio nel primo trimestre di quest’anno, riguarda l’incremento e la velocizzazione dei varchi di ingresso e uscita del terminal, con una riduzione pressoché totale delle file e delle attese dei camion, tanto che dagli inizi dell’anno risultano rarissimi i fenomeni di congestione della viabilità interna ed esterna al porto. Prosegue nel 2026 il piano degli investimenti, sia con nuove gru di banchina, ma innanzitutto con la realizzazione dei gate automatici per rendere ancora più fluide le operazioni di ingresso e uscita e con la realizzazione di una nuova importante area retroportuale, dove delocalizzare ulteriori funzioni oggi svolte nello scalo, con alleggerimento del traffico su gomma”.
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Porti, Report accende i riflettori su traffico ed emissioni. Il caso Carrara: "Dati sanitari non pubblici". La Voce Apuana
Redazione «chiediamo: – centraline permanenti nell’area portuale e nei quartieri limitrofi; – pubblicazione in tempo reale dei dati su NO₂, Pm10, Pm2.5; – studio epidemiologico indipendente sulla popolazione residente; – piena trasparenza sui materiali per il ripascimento». MASSA-CARRARA – “La puntata di Report ‘L’aria dei porti’ ha mostrato all’Italia ciò che nelle città portuali molti cittadini denunciano da anni: traffico navale, navi ferme in banchina, emissioni atmosferiche e impatti sanitari reali sulle popolazioni che vivono a pochi metri dagli scali” riferisce il Comitato Ugo Pisa rispetto alla puntata andata in onda su Rai Tre nella rinomata trasmissione televisiva di giornalismo d’inchiesta dedicata ai porti. “Biossido di azoto (NO₂), polveri sottili, particolato ultrafine e altre sostanze inquinanti non restano dentro il porto: arrivano nei quartieri, nelle scuole, nelle case. A Marina di Carrara, dove il porto è incastonato dentro il tessuto urbano e turistico, tutto questo dovrebbe imporre prudenza assoluta. Sta invece accadendo l’opposto – sottolina il comitato – Regione Toscana e amministrazione comunale stanno portando avanti con determinazione l’ampliamento del porto, soffermandosi sugli interessi economici legati al comparto industriale e logistico, mentre vengono lasciati in secondo piano i temi della salute pubblica, della qualità dell’aria e della vivibilità del territorio. La domanda è semplice: su quali basi si decide di ampliare? Ad oggi non risulta un sistema pubblico, capillare e permanente di monitoraggio della qualità dell’aria specificamente dedicato all’area portuale e ai quartieri più esposti di Marina di Carrara, con dati chiari, continui e facilmente accessibili ai cittadini. Non risultano inoltre disponibili strumenti epidemiologici locali specifici e aggiornati che consentano di valutare in modo trasparente l’eventuale incidenza delle attività portuali su patologie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche nella popolazione residente. In sostanza, si vuole far crescere il porto senza aver prima misurato con rigore il peso che il porto già oggi scarica sul territorio. È un’impostazione grave: si contabilizzano i benefici economici immediati e si ignorano i possibili costi sanitari, ambientali e sociali pagati dai cittadini. Chi governa Regione e Comune ha il dovere di dare risposte prima di tutto ai cittadini: prima i dati, poi le decisioni. Per questo chiediamo: – centraline permanenti nell’area portuale e nei quartieri limitrofi; – pubblicazione in tempo reale dei dati su NO₂, Pm10, Pm2.5 e altri inquinanti; – studio epidemiologico indipendente sulla popolazione residente; – piena trasparenza sui materiali destinati al ripascimento; – sospensione dell’iter di ampliamento fino alla disponibilità di valutazioni ambientali e sanitarie complete, aggiornate e pubbliche. Nessuno è contro il lavoro e lo sviluppo – mette in chiaro il comitato -. Ma utilizzare l’economia come argomento che superi ogni richiesta di precauzione è inaccettabile. Se Regione e Comune ritengono che l’ampliamento sia sostenibile, rendano pubblici i dati che lo dimostrano. Se quei dati non esistono, abbiano il coraggio di fermarsi”.
Si trova in via Fabio Massimo, in zona Porta di Mare, questo locale con pergolato nato nel 1963 e che rischia di chiudere perché il Comune di Milano, proprietario del cascinale, lo ha messo al bando destinandolo a scopi sociali. Una raccolta firme sta cercand…
Oltre Corvetto, dove Milano è ancora Milano ma la campagna già sfibra il tessuto della città, esiste (per ora) un luogo che riconcilia con il mangiare semplice in un ambiente spazioso. Una vera trattoria di campagna ma a un chilometro e poco più da piazzale Lodi. Si chiama Casottel e quel per ora tra parentesi è un apostrofo triste in una storia altrimenti quasi favolistica.
Casottel infatti rischia di chiudere e una raccolta firme su Change.org sta cercando di evitarlo. “Le mura della cascina – spiegano i promotori della petizione che ha già superato le 5mila firme - sono di proprietà del Comune di Milano: il contratto di affitto è scaduto e il Comune di Milano non intende rinnovarlo. Mancano ancora poco più di tre anni al riconoscimento ufficiale come attività storica, per questo la trattoria Casottel rischia di dover chiudere”.
“La cascina in cui si trova – aggiungono - nel 2024 è già stata oggetto di bando di concessione, per "prevalenti attività sociali e in piccola parte commerciali, con oneri di finanziamento alle attività sociali”: tutti requisiti non affrontabili da una microimpresa come quella che guida Casottel. Tuttavia, in quella occasione il partecipante non ha attenuto la concessione per mancanza di punteggio minimo”.
Insomma, il tempo stringe. E la comunità del Casottel si mobilita. In tanti hanno infatti a cuore questa “trattoria con giardino. Specialità alla brace”, come recita l’insegna arancione che fa da faro in una strada, via Fabio Massimo, che si trova a poca distanza dalla fermata metro Porto di Mare, a sud di Corvetto, che si snoda tra spazi verdi non troppo curati e palazzine basse.
Casottel nasce nel 1963 ed è sempre stato, in questi sei decenni abbondanti, quello che una trattoria vera deve essere: un luogo accogliente, uno spazio di ritrovo, uno smercio di cibo, di vino e di identità. Per molti anni è stata nelle mani di una dinastia tutta al femminile: nonna Lina, classe 1919, poi la figlia Isa Rebecchi e oggi la nipote Martina Conte, che cucina con una bella brigata i piatti del locale.
Ecco, i piatti: la carta è piuttosto stringata: tre soli antipasti, una parmigiana, dei sott’oli e un antipasto misto con salumi e sottaceti. Poi un bel po’ di primi, tra i quali ho provato delle buone Tagliatelle al ragù, ben fatte e saporite (un filo secche perché il condimento è decisamente “tirato”), ma volendo ci sono i Ravioli di zucca al burro e salvia, gli Agnolotti piemontesi al ragù e la Polenta con i funghi, che i primi caldi sconsigliano.
Per i secondi si attinge alla tradizione senza guizzi di fantasia, che qui suonerebbero come un violinista in una fonderia. Ma la Cotoletta di vitello al burro con patate è enorme, piuttosto battuta ma non al punto da essere un’orecchia di elefante anche se sborda volentieri dai confini del piatto e con una compattissima panatura che aderisce perfettamente alla carne. Vale davvero la pena, e se è vero che costa 28 euro va detto che però ci si mangia tranquillamente in due. C’è anche una versione più economica, di maiale, così come ci sono un monumentale Stinco con patate, un Roast beef all’inglese, un Ossobuco con risotto e un Vitello tonnato di stile classico, senza ciuffi ma con una salsa pervasiva (ma buonissima). I dolci sono alla voce, notevole il Crème caramel, poi ci sono anche delle Fragole con la panna.
La carta dei vini è stringatissima eppure molto curata: una selezione di una dozzina di bianchi e rossi dai ricarichi onesti, con un vino speciale (a volte un “pet-nat”, altre volte uno da viticoltura eroica, oppure vulcanica) proposto a rotazione. Nel mio caso una Barbera fresca e sottile.
Capitolo prezzi: gli antipasti costano tra i 6 euro dei Sott’oli ai 16 della Parmigiana, i secondi attorno ai 13 euro, i secondi tra i 17 e i 22.
Fanno eccezione la Cotoletta di cui sopra (28 euro) e l’Ossobuco con risotto (26) che però valgono doppio. Si esce dopo aver speso 35 euro per una cena abbondante e 40 per una cena abbondantissima. E si esce felici, soprattutto se si è beneficiato del pergolato da aia, che in primavera mette di buon umore.
📰 GlobeNewswire📅 2026-04-30📍 New York/NJenClima · decarbonizzazione
Luxembourg, April 30, 2026 - ArcelorMittal (referred to as “ArcelorMittal” or the “Company” or the "Group") (MT (New York, Amsterdam, Paris, Luxembourg), MTS (Madrid)), the world’s leading integrated steel and mining company, today announced results1 for the …
Luxembourg, April 30, 2026- ArcelorMittal (referred to as “ArcelorMittal” or the “Company” or the "Group") (MT (New York, Amsterdam, Paris, Luxembourg), MTS (Madrid)), the world’s leading integrated steel and mining company, today announced results1for the three-month period ended March 31, 2026 1Q 2026 key highlights: Safety focus:Protecting employee health and safety is a core Company value. The multi-year safety transformation continues to deliver measurable improvements, with LTIFR improving to 0.45x in 1Q 2026 from 0.63x in 1Q 2025Delivering structurally improved margins:The Group's results continue to demonstrate resilience, with 1Q 2026 EBITDA per tonne of $131/t increasing by $15/t year-on-year, reflecting the benefits of the strategic investment program, continued asset optimization and diversified market exposures. Net income in 1Q 2026 was $0.6bn (basic EPS of $0.76/sh)Operational momentum:Record iron ore production and shipments in Liberia and a return to normalized operating levels in North AmericaSeasonal investment in working capital:A typical seasonal working capital investment of $1.5bn during the quarter led to a free cash outflow of $1.3bn and an increase in net debt to $9.3bn4. Liquidity7remains at a robust $9.9bn and the Company's positive FCF outlook for 2026 and beyond remains unchangedConsistent cash generation, supporting balanced capital allocation and continued growth investment:Over the past 12 months, the Company generated $2.0bn in investable cash flow6(net cash provided by operating activities less maintenance/normative capex). Over the same period, the Company invested $1.5bn in strategic capex to build incremental long-term EBITDA capacity, returned $0.7bn to shareholders, and allocated $0.2bn to M&ACapital return policy is creating significant value for shareholders:The Company paid its first quarterly interim dividend of $0.15 per share in March 2026, as part of a proposed annual dividend of $0.60 per share. The Company will continue to return a minimum of 50% of post-dividend free cash flow to shareholders through share buybacks. The fully diluted share count has been reduced by 38% since September 20205 Strategic focus: Well positioned to benefit from a balanced and fair European steel market:The Company believes that CBAM (which now imposes a carbon cost on imports), together with the recently agreed tariff rate quota (TRQ) trade tool (expected to be effective from July 1, 2026), structurally resets the outlook for the European steel industry. Lower imports will lead to higher capacity utilization, restoring profitability and returns on capital to healthy, sustainable levels. ArcelorMittal is well positioned to capture the volume upside through: improved utilization of its existing operating capacity; restart of idled blast furnaces (Fos (France) & Dabrowa (Poland) currently in preparation); and the commissioning of the new Gijon EAF and expanded EAF capacity at Sestao Strategic growth projects have good momentum and support higher EBITDA and ROCE:1Q 2026 capex of $1.3bn includes $0.2bn payment on signing new Mineral Development Agreement in Liberia11. 2026 capex guidance remains unchanged at $4.5bn-$5.0bn and includes $1.7-$2.0bn of strategic capex on high return projects. The potential incremental EBITDA impact of strategic capex projects (including completed M&A) is now $1.8bn6and includes the benefits of the recently approved electric arc furnace at Dunkirk and previously announced EAF investments at Sestao and Gijón Financial highlights (on the basis of IFRS1): Commenting, Aditya Mittal, ArcelorMittal Chief Executive Officer, said: “Performance in the first quarter was resilient despite the unsettled backdrop in the Middle East with profitability of $131/t EBITDA reflecting the benefits of our global diversified asset portfolio and the consistent application of our strategy. We also continued to improve our safety performance with the lowest quarterly LTIFR in the history of the Group, showing the tangible results of our sustained focus in this area. “The fundamentals of the business have improved over the past three months, driven in particular by the favourable structural reset in the European policy environment, including CBAM and the new tariff rate quota (TRQ) which is expected to significantly reduce imports into Europe from July 1. ArcelorMittal is well positioned to capture this upside through existing capacity and by re-starting idled capacity. In Europe, this will result in higher domestic capacity utilization and restore profitability and ROCE to healthy, sustainable levels. “This will be also an important year for the Company’s strategic growth projects, which reflect the depth of the Company’s opportunity set across diverse growth vectors. Our investments, which ultimately will add an incremental $1.8 billion EBITDA, include the expansion of AM/NS India’s plant in Hazira, the ramp-up of mining in Liberia, the ramp up of the new EAF at Calvert to full capacity, as well as various opportunities related to the energy transition. We are also pleased that we have been able to take final investment decision on the new EAF in Dunkirk, supported by various policy initiatives at the European and French levels. “We remain confident in ArcelorMittal’s prospects for the balance of the year, with the expected favourable impacts of new policy including a materially improved pricing and volume environment. Combined with the impact of our strategic investments, this supports ArcelorMittal’s free cash flow outlook and the delivery of consistent capital returns to shareholders.” Safety and sustainable development Health and safety: Protecting employee health and well-being is a core value of the Company. The Group’s multi‑year safety transformation continues to deliver measurable improvements, with LTIF rate improving to 0.45x in 1Q’26 (from 0.63x in 1Q’25). In 2026, the program entered its implementation and scale-up phase, with a strong focus on strengthening execution discipline and delivering consistent, high-quality safety performance across all regions through the safety roadmaps. Efforts have centered on reinforcing key enablers such as health and safety leadership capabilities, robust risk management, process safety management, and effective contractor integration. Together, these actions contribute to achieving our overarching ambition of zero fatalities and serious injuries through sustained improvement. For further details on the progress to date on our safety transformation program, see the 2025 Sustainability report available on the Company's website. Own personnel and contractors – Lost time injury frequency rate Sustainable development highlights: Analysis of results for 1Q 2026 versus 4Q 2025 Sales increased by 3.2% to $15.5 billion in 1Q 2026 as compared to $15.0 billion in 4Q 2025, primarily reflecting higher average steel prices. Operating income increased to $0.8 billion in 1Q 2026 as compared to $0.3 billion in 4Q 2025, which had included $194 million of exceptional charges3. Depreciation cost for 1Q 2026 was $749 million, lower than $856 million in 4Q 2025 which was impacted by certain assets reaching end of life. 12M 2026 depreciation guidance remains unchanged at approximately $3.0 billion. EBITDA increased by 5.4% to $1,679 million in 1Q 2026 as compared to $1,593 million in 4Q 2025, primarily driven by improved performance in the North America segment. Foreign exchange and other net financial charges amounted to $80 million in 1Q 2026, lower than $450 million in 4Q 2025, primarily reflecting lower foreign exchange charges. The prior period also included a non-recurring cost of $0.1 billion related to the extension of the mandatory convertible bond10. Net interest cost increased to $133 million in 1Q 2026 as compared to $91 million in 4Q 2025, primarily due to higher gross debt and lower interest income. Income tax expense of $136 million in 1Q 2026 compares with an income tax benefit of $201 million in 4Q 2025. 4Q 2025 was impacted by recognition of deferred tax assets following revised expectations of future profitability, primarily in Europe. Net income in 1Q 2026 increased to $575 million (EPS of $0.76/sh) compared with $177 million (EPS of $0.23/sh) in 4Q 2025. Adjusted net income of $654 million was higher in 4Q 2025 primarily on account of higher deferred tax benefits partially offset by higher foreign exchange and other net financial charges. Net cash used in operating activities in 1Q 2026 amounted to $9 million and includes a $1.5 billion seasonal investment in working capital. Capex totalled $1.3 billion for 1Q 2026 (including a $0.2 billion payment on signing new Mineral Development Agreement in Liberia)11. Net debt increased to $9.3 billion as at March 31, 2026, as compared to $7.9 billion on December 31, 2025. Analysis of operations North America Crude steel production increased by 18.3% to 2.1Mt in 1Q 2026, as compared with 1.8Mt in 4Q 2025, primarily driven by the successful restart of the Mexico Long products blast furnace following preventive maintenance. Sales increased by 8.3% in 1Q 2026 to $3.3 billion, as compared to $3.0 billion in 4Q 2025, primarily reflecting higher steel shipments (+5.2%) and higher average steel selling prices (+3.5%). Operating income improved to $206 million in 1Q 2026 as compared with an operating loss of $21 million in 4Q 2025. EBITDA in 1Q 2026 increased to $383 million as compared to $204 million in 4Q 2025, driven mainly by a positive price-cost effect and higher steel shipments. Brazil9 Sales in 1Q 2026 decreased by 3.2% to $2.8 billion as compared to $2.9 billion in 4Q 2025, driven by lower steel shipments (-8.8%), largely reflecting seasonality and timing of slab export volume, partially offset by higher average steel selling prices (reflecting a richer mix). Operating income was broadly stable at $223 million in 1Q 2026 as compared to $229 million in 4Q 2025. EBITDA in 1Q 2026 of $334 million was stable as compared to $341 million in 4Q 2025, primarily due to lower steel shipments, partially offset by a richer mix (lower slab exports). Europe Crude steel production totaled 6.8Mt in 1Q 2026, representing a 6.8% increase compared to 6.4Mt in 4Q 2025. Production in 1Q 2026 nevertheless remained impacted by ongoing maintenance ahead of planned restarts in 2Q 2026. Compared to 1Q 2025, crude steel production was also impacted by the sale of the company’s Bosnian operations. Sales increased by 10.6% to $7.4 billion in 1Q 2026 as compared to $6.7 billion in 4Q 2025, primarily reflecting higher steel shipments (+8.1%), with Flat products up 12.1% and Long products down 2.1% and higher average steel selling prices. Operating income in 1Q 2026 was $239 million as compared to $49 million in 4Q 2025, which primarily included $166 million of exceptional charges3. EBITDA in 1Q 2026 of $501 million compared to $518 million in 4Q 2025, with the benefits of higher steel shipments offset by a negative price cost effect including the impact of reduced free CO2 allocations. With CBAM in place, the additional CO2 cost is expected to be recovered via steel prices from 2Q 2026 onwards. Sustainable Solutions Sales in 1Q 2026 were broadly stable at $2.6 billion as compared to 4Q 2025. Operating income improved to $69 million in 1Q 2026 from an operating loss of $10 million in 4Q 2025, which included $28 million of exceptional charges related to restructuring costs and impairments of $17 million. EBITDA increased to $124 million in 1Q 2026 as compared to $106 million in 4Q 2025 with improved performance of the downstream businesses. Mining Note: Mining segment comprises iron ore operations of ArcelorMittal Mines Canada (AMMC) and ArcelorMittal Liberia. Sales in 1Q 2026 were broadly stable at $0.9 billion as compared to 4Q 2025. Iron ore production totalled 9.7Mt in 1Q 2026, 3.2% lower versus 10.1Mt in 4Q 2025, driven by seasonally lower volumes at ArcelorMittal Mines Canada (AMMC) offset by higher output in Liberia. Liberia delivered another record quarter for iron ore production and shipments. The continued concentrator capacity ramp‑up is expected to support higher sinter feed shipments with higher price realizations. Liberia shipment guidance remains unchanged at >18Mt in 2026. Operating income increased to $215 million in 1Q 2026 as compared to $198 million in 4Q 2025. EBITDA of $299 million in 1Q 2026 was 4.8% lower as compared to $314 million in 4Q 2025 primarily due to higher freight costs. India and JVs Income from associates, joint ventures and other investments declined to $177 million in 1Q 2026, as compared to $206 million in 4Q 2025, due to weaker Chinese investee performance partly offset by stronger AMNS India results. ArcelorMittal has investments in various joint ventures and associate entities globally. The Company considers AMNS India (60% equity interest) joint venture to be of particular strategic importance, warranting more detailed disclosures to improve the understanding of its operational performance and value to the Group. AMNS India Sales increased by 1.6% to $1.6 billion in 1Q 2026 as compared to 4Q 2025, driven by higher average steel selling prices offset in part by 12% decrease in steel shipment volumes due to planned maintenance. EBITDA increased by 17.9% to $195 million in 1Q 2026 as compared to $166 million in 4Q 2025, primarily due to a positive price-cost effect, partially offset by lower steel shipment volumes. Recent development ArcelorMittal Condensed Consolidated Statements of Financial Position1 ArcelorMittal Condensed Consolidated Statements of Operations1 ArcelorMittal Condensed Consolidated Statements of Cash flows1 Appendix 1: Capital expenditures1 Appendix 2: Debt repayment schedule as of March 31, 2026 As of March 31, 2026, the average debt maturity is 7.5 years. Appendix 3: Reconciliation of gross debt to net debt Appendix 4: Adjusted net income and adjusted basic EPS Appendix 5: Terms and definitions Unless indicated otherwise, or the context otherwise requires, references in this earnings release to the following terms have the meanings set out next to them below: Adjusted basic EPS:refers to adjusted net income divided by the weighted average common shares outstanding. Adjusted net income:refers to reported net income less impairment items and exceptional items and related tax impacts and one-off tax charges. Apparent steel consumption:calculated as the sum of production plus imports minus exports. Average steel selling prices:calculated as steel sales divided by steel shipments. Cash and cash equivalents: represent cash and cash equivalents, restricted cash and short-term investments. Capex:represents the purchase of property, plant and equipment and intangibles. The Group’s capex figures do not include capex at the JVs level (i.e. AM/NS Calvert until June 18, 2025 and AMNS India). Crude steel production:steel in the first solid state after melting, suitable for further processing or for sale. Depreciation:refers to amortization and depreciation. EPS:refers to basic or diluted earnings per share. EBITDA:defined as operating income (loss) plus depreciation, impairment items and exceptional items and income (loss) from associates, joint ventures and other investments (excluding impairments and exceptional items if any). EBITDA/tonne:calculated as EBITDA divided by total steel shipments. Exceptional items:income / (charges) relate to transactions that are significant, infrequent or unusual and are not representative of the normal course of business of the period. Free cash flow (FCF): refers to net cash provided by operating activities less capex less dividends paid to minority shareholders. The term free cash outflow is used when the difference is negative (i.e. negative free cash flow) Foreign exchange and other net financing income/(loss): include foreign currency exchange impact, bank fees, interest on pensions, impairment of financial assets, revaluation of derivative instruments and other charges that cannot be directly linked to operating results. Gross debt: long-term debt and short-term debt. Impairment items:refers to impairment charges net of reversals. Income from associates, joint ventures and other investments: refers to income from associates, joint ventures and other investments (excluding impairments and exceptional items, if any). Investable cash flow:refers to net cash provided by operating activities less maintenance/normative capex. Iron ore reference prices:refers to iron ore prices for 62% Fe CFR China. Pricing is generally linked to market price indexes and uses a variety of mechanisms, including current spot prices and average prices over specified periods. Therefore, there may not be a direct correlation between market reference prices and actual selling prices in various regions at a given time. Kt:refers to thousand metric tonnes. Liquidity:defined as cash and cash equivalents (included cash held as part of assets held for sale) plus available revolving credit facilities LTIF:refers to lost time injury ("LTI") frequency rate equals lost time injuries per 1,000,000 worked hours (own personnel and contractors) and includes fatalities; an LTI is an incident that causes an injury that prevents the person from returning to his/her next scheduled shift or work period. Maintenance/normative capex:refers to capital expenditures outside of strategic capital expenditures projects (and includes cost reduction plans and environment projects as well as general maintenance capital expenditures). Mt:refers to million metric tonnes. Net debt:long-term debt and short-term debt less cash and cash equivalents (including cash and cash equivalents held as part of assets held for sale) Net interest expense:includes interest expense less interest income. Operating results:refers to operating income/(loss). Operating segments:North America segment includes the Flat, Long and Tubular operations of US, Canada and Mexico; and also includes all Mexico mines. The Brazil segment includes the Flat, Long and Tubular operations of Brazil and its neighboring countries including Argentina, Costa Rica, Venezuela; and also includes Andrade and Serra Azul captive iron ore mines. The Europe segment includes Flat and Long operations, and through October 30, 2025, included Bosnia and Herzegovina captive iron ore mines; Sustainable Solutions division includes Downstream Solutions and Tubular operations of the European business and our renewables operations in India. The Others segment includes the Flat, Long and Tubular operations of Ukraine and South Africa, the captive iron ore mines in Ukraine, holding companies and intragroup stock margin eliminations. Mining segment includes iron ore operations of ArcelorMittal Mines Canada and ArcelorMittal Liberia. Own iron ore production:includes total of all finished production of fines, concentrate, pellets and lumps and includes share of production. Price-cost effect:a lack of correlation or a lag in the corollary relationship between raw material and steel prices, which can either have a positive (i.e. increased spread between steel prices and raw material costs) or negative effect (i.e. a squeeze or decreased spread between steel prices and raw material costs). ROCE (Return on capital employed):refers to operating income, excluding impairment and exceptional items, plus income from associates, JVs and other investments (excluding impairments and exceptional items, if any), minus income taxes (excluding one-off tax charges) divided by the average equity plus net debt for the period. Shipments:information at segment and Group level eliminates intra-segment shipments (which are primarily between Flat/Long plants and Tubular plants) and inter-segment shipments respectively. Shipments of Downstream Solutions are excluded. Working capital change (working capital investment / release):refers to movement of change in working capital - trade accounts receivable plus inventories less trade and other accounts payable. Footnotes First quarter 2026 earnings analyst conference call ArcelorMittal Management will host a conference call for members of the investment community to present and comment on the three-month period ended March 31, 2026 on:Thursday April 30, 2026, at 9.30 US Eastern time, 14.30 London time and 15.30 CET. To access via the conference call and ask a question during the Q&A, please register in advance:https://register-conf.media-server.com/register/BI1a2bb6183076462ea977c387e5eb4d3c Alternatively, the webcast can be accessed at:https://edge.media-server.com/mmc/p/a3gekyiy A copy of the earnings call transcript will also be available on the website. Forward-Looking Statements This document contains forward-looking information and statements about ArcelorMittal and its subsidiaries. These statements include financial projections and estimates and their underlying assumptions, statements regarding plans, objectives and expectations with respect to future operations, products and services, and statements regarding future performance. Forward-looking statements may be identified by the words “believe”, “expect”, “anticipate”, “target”, "projected", "potential", "intend" or similar expressions. Although ArcelorMittal’s management believes that the expectations reflected in such forward-looking statements are reasonable, investors and holders of ArcelorMittal’s securities are cautioned that forward-looking information and statements are subject to numerous risks and uncertainties, many of which are difficult to predict and generally beyond the control of ArcelorMittal, that could cause actual results and developments to differ materially and adversely from those expressed in, or implied or projected by, the forward-looking information and statements. These risks and uncertainties include those discussed or identified in the filings with the Luxembourg Stock Market Authority for the Financial Markets (Commission de Surveillance du Secteur Financier) and the United States Securities and Exchange Commission (the “SEC”) made or to be made by ArcelorMittal, including ArcelorMittal’s latest Annual Report on Form 20-F on file with the SEC. ArcelorMittal undertakes no obligation to publicly update its forward-looking statements, whether as a result of new information, future events, or otherwise. Non-GAAP/Alternative Performance Measures This press release also includes certain non-GAAP financial/alternative performance measures. ArcelorMittal presents EBITDA, EBITDA/tonne, free cash flow (FCF), adjusted net income and adjusted basic earnings per share which are non-GAAP financial/alternative performance measures, as additional measures to enhance the understanding of its operating performance. The definition of EBITDA includes income from share of associates, JVs and other investments (excluding impairments and exceptional items if any, of associates, JVs and other investments) because the Company believes this information provides investors with additional information to understand its results, given the increasing significance of its joint ventures. ArcelorMittal believes such indicators are relevant to provide management and investors with additional information. ArcelorMittal also presents net debt, liquidity and change in working capital as additional measures to enhance the understanding of its financial position, changes to its capital structure and its credit assessment. Investable cash flow is defined as net cash provided by operating activities less maintenance/normative capex, and the Company thus believes that it represents a cash flow that is available for allocation at management’s discretion. The Company’s guidance as to free cash flow and additional EBITDA estimated to be generated from certain projects is based on the same accounting policies as those applied in the Company’s financial statements prepared in accordance with IFRS. ArcelorMittal is unable to reconcile, without unreasonable effort, such guidance to the most directly comparable IFRS financial measure, due to the uncertainty and inherent difficulty of predicting the occurrence and the financial impact of items impacting comparability. For the same reasons, ArcelorMittal is unable to address the significance of the unavailable information. Non-GAAP financial/alternative performance measures should be read in conjunction with, and not as an alternative to, ArcelorMittal's financial information prepared in accordance with IFRS. Comparable IFRS measures and reconciliations of non-GAAP financial/alternative performance measures are presented herein. About ArcelorMittal ArcelorMittal is one of the world's leading steel and mining companies, with a presence in 60 countries and primary steelmaking facilities in 14 countries. In 2025, ArcelorMittal had revenues of $61.4 billion and crude steel production of 55.6 million metric tonnes, while iron ore production reached 48.8 million metric tonnes. Our goal is to help build a better world with smarter steels. Steels made using innovative processes which use less energy, emit significantly less carbon and reduce costs. Steels that are cleaner, stronger and reusable. Steels for electric vehicles and renewable energy infrastructure that will support societies as they transform through this century. With steel at our core, our inventive people and an entrepreneurial culture at heart, we will support the world in making that change. This is what we believe it takes to be the steel company of the future. ArcelorMittal is listed on the stock exchanges of New York (MT), Amsterdam (MT), Paris (MT), Luxembourg (MT) and on the Spanish stock exchanges of Barcelona, Bilbao, Madrid and Valencia (MTS). For more information about ArcelorMittal please visit:https://corporate.arcelormittal.com/ Enquiries ArcelorMittal investor relations: +44 207 543 1128; ESG: +44 203 214 2801 and Bonds/credit: +33 1 57 95 50 35.E-mail:investor.relations@arcelormittal.com ArcelorMittal corporate communications (e-mail:press@arcelormittal.com) +44 207 629 7988. Contact: Paul Weigh +44 203 214 2419 Attachment
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