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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 632 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Nel 2025 a Genova 228 ispezioni su navi e otto fermi amministrativi
📰 ANSA.it Alta 📅 2026-04-28 📍 Genova it Aria · inquinamento
Nel 2025 la Capitaneria di porto di Genova ha eseguito 228 ispezioni su navi italiane e straniere, per un totale di oltre 2.600 controlli individuali, grazie alle quali sono state rilevate 31 criticità e disposto otto fermi amministrativi. (ANSA)
Nel 2025 la Capitaneria di porto di Genova ha eseguito 228 ispezioni su navi italiane e straniere, per un totale di oltre 2.600 controlli individuali, grazie alle quali sono state rilevate 31 criticità e disposto otto fermi amministrativi. Sono i dati contenuti nel Rapporto annuale 2025 sulle attività ispettive per il contrasto all'inquinamento atmosferico navale.Una parte significativa del lavoro si è concentrata sulle emissioni di ossidi di azoto. Questi controlli non sono semplici verifiche burocratiche, ma coinvolgono ispezioni fisiche, anche invasive, sui motori. Gli ispettori verificano che ogni parte del motore presenti la corretta marcatura Imo Id, assicurandone la conformità al Technical File approvato.Da un anno, inoltre, il mar Mediterraneo è ufficialmente un'area Seca (Sulphur emission control area), con l'obbligo di utilizzare combustibili con zolfo non superiore allo 0,10%.Genova aveva già anticipato questa misura con il protocollo volontario Genoa Blue Agreement.La Capitaneria ha proseguito il monitoraggio delle emissioni visive e il confronto diretto con le compagnie di navigazione, ottenendo una progressiva riduzione delle criticità più ricorrenti. Elemento qualificante dell'azione svolta è stato il dialogo continuo con il territorio, sviluppato anche attraverso la partecipazione all'Osservatorio ambiente e salute del Comune di Genova. In tale ambito è stato mantenuto un confronto costante con l'Autorità comunale, il Difensore Civico ed i comitati cittadini, in un'ottica di trasparenza e collaborazione. L'attività svolta si inserisce in un modello operativo che integra controllo, prevenzione e relazione con il territorio, contribuendo a un equilibrio concreto tra sviluppo portuale e tutela della qualità dell'aria. Riproduzione riservata © Copyright ANSA Da non perdere Condividi
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Inquinamento e navi ai raggi X : così la Guardia Costiera difende il respiro di Genova - GenovaToday
📰 GenovaToday 📅 2026-05-04 📍 Genova it
Inquinamento e navi ai raggi X : così la Guardia Costiera difende il respiro di Genova GenovaToday
Non chiamateli solo ‘controlli’, per i genovesi (e in particolare i tanti che vivono davanti alle zone portuali) il fumo bianco o nero che esce dai fumaioli delle navi non è solo un panorama: è una preoccupazione quotidiana. I dati del rapporto annuale 2025 della Capitaneria di Porto di Genova scattano una fotografia della situazione attuale, cosa è stato fatto, cosa dicono le leggi e cosa ancora deve essere fatto per limitare l'inquinamento, nell'ultimo anno sono state fermate Il contenuto è riservato agli abbonati. © Riproduzione riservata
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Porto di Genova, i sindacati: “Sicurezza e lavoratori al centro” - Messaggero Marittimo
📰 Messaggero Marittimo 📅 2026-04-30 📍 Genova it
Porto di Genova, i sindacati: “Sicurezza e lavoratori al centro” Messaggero Marittimo
GENOVA – Sicurezza, viabilità e condizioni di lavoro al centro delle rivendicazioni dei sindacati portuali. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti tornano a sollecitare un intervento deciso dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, denunciando una situazione sempre più complessa all’interno dello scalo genovese. Nel corso dell’attivo dei delegati del porto, tenutosi il 28 Aprile, le organizzazioni sindacali hanno fatto il punto sulle criticità già evidenziate nel confronto del 2 Aprile con l’Autorità portuale. Tra i principali nodi segnalati figurano la presenza simultanea di numerosi cantieri, che aggrava la congestione della viabilità, e l’assenza di aree buffer esterne per l’attesa dei mezzi pesanti, con conseguente accumulo di camion e rimorchi all’interno del porto. Particolarmente rilevante il tema della sicurezza: i sindacati denunciano la carenza di parcheggi per i lavoratori e l’assenza di percorsi pedonali protetti, a fronte di un traffico intenso di mezzi pesanti. Una situazione che, secondo le sigle, aumenta il rischio di incidenti e rende difficoltoso anche l’accesso dei mezzi di soccorso. Da qui la richiesta di un presidio medico interno e di una maggiore diffusione di defibrillatori. Criticità emergono anche sul piano organizzativo: viene segnalata la necessità di rafforzare il ruolo degli Rls di sito, garantendo maggiore accesso ai terminal e un incremento delle ore a disposizione per le attività di controllo e prevenzione. I sindacati denunciano inoltre una mancanza di risposte concrete da parte delle istituzioni competenti. “A fronte degli impegni assunti – sottolineano – si registrano arretramenti e immobilismo nell’attivazione dei tavoli previsti”. Tra i casi citati, quello del Terminal Messina, dove lavori in corso hanno comportato la soppressione dei parcheggi per i dipendenti senza soluzioni alternative adeguate. Ulteriori problemi riguardano i varchi portuali, con lunghe code che generano stress, ritardi nelle timbrature e il rischio di sanzioni disciplinari o amministrative. A ciò si aggiunge la progressiva chiusura dei punti di ristoro interni allo scalo e il mancato completamento della palazzina sindacale di Ponte Etiopia, ritenuta un presidio fondamentale per lavoratori e delegati. Nel complesso, le organizzazioni sindacali evidenziano una crescente distanza tra l’ente di gestione e le reali condizioni operative del porto. “L’Autorità deve mettere al centro il lavoro, la sicurezza e i lavoratori”, ribadiscono. Alla luce di queste criticità, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato un’assemblea dei lavoratori del porto per martedì 5 Maggio, dalle 9.30 alle 13.30, davanti a Palazzo San Giorgio, sede dell’Autorità portuale. Un appuntamento che si preannuncia come un momento di confronto e mobilitazione su temi considerati ormai non più rinviabili per l’intera comunità portuale genovese. LEGGI ANCHE:
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Sciopero nazionale dei portuali Usb e Orsa per il lavoro usurante
📰 ShippingItaly Media 📅 2026-04-30 📍 Genova it
A Genova le sigle confederali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti anticipano di due giorni il presidio degli autonomi sulla sicurezza L'articolo Sciopero nazionale dei portuali Usb e Orsa per il lavoro usurante proviene da Shipping Italy .
Orsa Porti di Gioia Tauro insieme ai Usb Mare e Porti, a seguito di un confronto tra le proprie strutture portuali, hanno deciso di condividere la campagna nazionale per il riconoscimento del lavoro portuale come usurante a fini pensionistici, indicendo alcune settimane una giornata di sciopero nazionale programmata per il 7 maggio. “Dai porti italiani arriva un segnale importantissimo. Da Genova a Trieste, da Ancona a Civitavecchia, Livorno e Gioia Tauro si allarga il fronte di lotta in questa fase difficile del settore portuale. A differenza di quanto previsto per altri settori produttivi e dei trasporti, pur essendo caratterizzato da mansioni con turni h24, iperflessibili, esposte alle intemperie, gravate da molteplici situazioni di rischio per la salute e l’incolumità dei lavoratori e con carichi di lavoro sempre più pesanti, l’esodo anticipato nel settore portuale non è ancora stato riconosciuto a tutti” ha spiegato una nota. Le sigle hanno inoltre ribadito l’urgenza di “reperire, oltre ai contributi versati dalle aziende all’interno dello specifico fondo, peraltro ancora bloccato, istituito da anni dal contratto nazionale, anche le risorse pubbliche necessarie al fine di riconoscere immediatamente i benefici dovuti a chi svolge un lavoro usurante e quindi a tutti i dipendenti operativi delle imprese autorizzate ai sensi degli articoli 16, 17 e 18 della legge 84/94 e di tutte le aziende dei Servizi di interesse economico generale operanti nei porti italiani. A maggior ragione dopo che nell’ultimo rinnovo contrattuale gli aumenti economici ottenuti sono stati ben al di sotto dell’inflazione reale e che l’attenzione del governo sembra rivolta a tutto tranne che all’ascolto delle legittime rivendicazioni dei portuali e dei lavoratori in generale”. Previsto un presidio davanti al Ministero del Lavoro oltre ad iniziative a carattere locale. A Genova, ad esempio, il Collettivo autonomo lavoratori portuali, a valle di un percorso condotto insieme a delegati e iscritti di varie sigle sindacali, ha invitato tutti i lavoratori, a prescindere da appartenenze sindacali, a un presidio presso la sede dell’Autorità di sistema portuale, “ribadendo che, sino a che i temi su presidio medico fisso H24, diritto al lavoro (procedura che garantisce l’accesso a soci e dipendenti), buoni pasto 10 euro, lavoro usurante non saranno affrontati con serietà e risolti continueremo la nostra battaglia con costanza e determinazione”. Oggetto parzialmente simile per una nota diffusa in queste ore dalle segreterie locali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, a valle di un attivo dei delegati tenutosi per fare il punto sui temi sollevati un mese e mezzo fa dai Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza). “A fronte di alcune dichiarazioni fatte dall’Adsp ed impegni presi per affrontare le problematiche sopra esposte stiamo assistendo ad arretramenti o assenza di iniziative ed immobilismo per attivare in tempi brevi i tavoli previsti” hanno accusato i sindacati: “Alla luce di quanto emerso, si evidenzia una percezione diffusa di distanza dell’Ente rispetto alle reali condizioni del lavoro portuale. Il rapporto con il lavoro passa anche attraverso la conoscenza la competenza e comprensione da parte dell’Ente della realtà operativa e delle esigenze dei lavoratori del porto di Genova. L’Adsp deve mettere al centro della sua azione il lavoro del porto, la sicurezza e i lavoratori”. Da qui la proclamazione di un presidio, sempre sotto Palazzo San Giorgio, ma due giorni prima rispetto allo sciopero degli autonomi e con convocazione di assemblea sindacale retribuita. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
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Altri 163 milioni e proroga del commissario per la nuova diga di Genova
📰 SHIP MAG Media 📅 2026-04-29 📍 Genova it
Il viceministro, Rixi: “Un passo decisivo”. Per il Pd si scaricano sui cittadini altri costi e si danno ulteriori risorse a Bucci Genova – Nuove risorse aggiuntiv [...] L'articolo Altri 163 milioni e proroga del commissario per la nuova diga di Genova proviene da Shipmag .
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Fumi delle navi, il rapporto fa segnare 228 ispezioni e 8 fermi nel 2025. Ma proprio ieri è stato lanciato un nuovo allarme inquinamento da San Teodoro - - genovaquotidiana.com
📰 - genovaquotidiana.com 📅 2026-04-29 📍 Genova it Aria · inquinamento Elettrificazione · cold ironing Salute · ambiente
Fumi delle navi, il rapporto fa segnare 228 ispezioni e 8 fermi nel 2025. Ma proprio ieri è stato lanciato un nuovo allarme inquinamento da San Teodoro - genovaquotidiana.com
La Capitaneria di porto pubblica il bilancio 2025 sui controlli alle emissioni navali: oltre 2.600 verifiche, 31 irregolarità e 8 fermi. Ma ieri Federico Valerio dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Centro di Diritto Ambientale ha segnalato una “pre allerta aria insalubre” in via Bari, con valori di biossido di azoto saliti fino a 85 microgrammi per metro cubo e indica tre priorità: elettrificazione delle banchine, rinnovo dei traghetti e partenze distanziate Sono 228 le ispezioni effettuate nel 2025 dalla Capitaneria di porto – Guardia costiera di Genova sulle navi italiane e straniere entrate nello scalo, con oltre 2.600 controlli individuali eseguiti a bordo. È il dato principale del rapporto annuale dedicato all’attività di controllo e prevenzione dell’inquinamento atmosferico navale nel porto di Genova, un documento che arriva mentre il tema della qualità dell’aria nei quartieri affacciati sulle banchine torna di stretta attualità. Proprio ieri, martedì 28 aprile, Federico Valerio, dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova e del Centro di Diritto Ambientale, ha lanciato un allarme su San Teodoro, segnalando valori elevati di biossido di azoto in via Bari e collegando la situazione alle condizioni del vento e alla presenza di due navi da crociera in porto con generatori accesi. Il bilancio della Capitaneria indica 31 deficienze rilevate e 8 provvedimenti di fermo nave, adottati nei casi considerati più critici. Il rapporto insiste su un punto preciso: i controlli sulle emissioni non sono soltanto verifiche documentali. Gli ispettori entrano nei locali macchina, controllano certificazioni, parametri di funzionamento, componenti dei motori, impianti di abbattimento e combustibili utilizzati. Ogni ispezione può comprendere da una decina fino a quaranta verifiche distinte, con accertamenti che possono arrivare allo smontaggio di pompe e iniettori o all’apertura dei carter per verificare la conformità dei componenti. È un’attività tecnica complessa, che riguarda in particolare gli ossidi di azoto, gli ossidi di zolfo e il monitoraggio dell’anidride carbonica. La parte più consistente dell’attività 2025 ha riguardato gli ossidi di azoto, prodotti dalla combustione dei motori diesel marini. Su questo fronte sono state controllate 228 navi, 146 straniere e 82 italiane. Tra le navi straniere da carico sono state effettuate 139 ispezioni, con circa 1.390 controlli, 16 deficienze e 4 fermi. Sulle navi straniere passeggeri e traghetti le ispezioni sono state 7, con circa 105 controlli e 2 deficienze, senza fermi. Per le navi italiane il quadro registra 30 ispezioni sui traghetti, oltre 600 controlli, una deficienza e nessun fermo, mentre sulle navi italiane da carico le ispezioni sono state 52, con circa 500 controlli, 12 deficienze e 4 fermi. Il totale conferma quindi 31 deficienze e 8 fermi nave, divisi tra unità italiane e straniere. Le criticità emerse hanno riguardato soprattutto tre ambiti: la corretta tenuta del registro dei parametri dei motori principali e dei gruppi elettrogeni, la marcatura dei componenti e la certificazione dei motori. In concreto, la Capitaneria ha riscontrato casi di registrazioni incomplete o non coerenti con i valori rilevati a bordo, componenti privi della marcatura obbligatoria dell’Organizzazione marittima internazionale o non conformi al fascicolo tecnico approvato, certificati mancanti o non aggiornati dopo interventi di manutenzione straordinaria. Nei casi più rilevanti sono stati imposti interventi immediati, con sostituzione di testate, iniettori e pompe, messa fuori servizio di motori principali e ausiliari prima della partenza, coinvolgimento degli organismi di classificazione e, quando necessario, fermo dell’unità fino alla rettifica delle irregolarità. Un passaggio centrale del rapporto riguarda anche la recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Liguria sul fermo della motonave Stolt Argon, disposto nel 2024 dalla Capitaneria nell’ambito di un’ispezione dello Stato di approdo. La contestazione riguardava gravi deficienze sugli ossidi di azoto, in particolare pompe di iniezione prive della marcatura dell’Organizzazione marittima internazionale e non rispondenti al fascicolo tecnico approvato del motore. Il ricorso dell’armatore è stato rigettato integralmente. Secondo quanto riportato nel rapporto, il Tribunale amministrativo regionale ha riconosciuto la correttezza tecnica e procedurale dell’operato ispettivo, affermando il principio secondo cui il fascicolo tecnico è un parametro vincolante di conformità e non una semplice guida indicativa. L’assenza della marcatura obbligatoria sui componenti è stata ritenuta sufficiente a giustificare il fermo, anche senza la necessità di dimostrare un effettivo superamento dei limiti di emissione. Il 2025 è stato anche l’anno del cambio di passo nel Mediterraneo sul fronte dello zolfo. Dal primo maggio il Mar Mediterraneo è diventato ufficialmente area di controllo delle emissioni di zolfo, con obbligo per le navi di utilizzare combustibili con tenore di zolfo non superiore allo 0,10 per cento. Genova aveva anticipato questa impostazione con il Genoa Blue Agreement, accordo volontario rinnovato nel 2023 e sottoscritto da compagnie, armatori, operatori portuali e rimorchiatori, con l’obiettivo di assimilare già da tempo l’area entro tre miglia nautiche dal porto a una zona a bassissime emissioni di zolfo. Nel corso dell’anno, per quanto riguarda gli ossidi di zolfo e il tenore di zolfo nei combustibili, la Capitaneria ha effettuato 32 controlli su altrettante navi, di cui 12 con prelievo e analisi di campione in laboratorio. Le verifiche hanno interessato traghetti italiani, portacontainer straniere, navi da crociera e altre tipologie di unità. Il dato più rilevante è che i campioni analizzati non hanno evidenziato superamenti dei limiti. L’unica irregolarità riscontrata è stata di natura documentale ed è stata oggetto di immediata rettifica. È un risultato significativo, soprattutto in un anno di transizione normativa per tutto il bacino mediterraneo. Ma proprio sul rapporto tra controlli, risultati tecnici e aria respirata nei quartieri interviene Federico Valerio dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Centro di Diritto Ambientale, che legge il documento anche nel contesto delle polemiche nazionali sui controlli effettuati dalle Capitanerie italiane. «Ho la sensazione che questo rapporto, molto dettagliato, sia la risposta alla “accusa” senza contraddittorio sui pochi controlli effettuati dalle Capitanerie italiane», osserva Valerio, aggiungendo che «si può fare di meglio», ma che le priorità per garantire aria salubre ai genovesi sarebbero altre. Secondo l’esperto, le urgenze sono l’elettrificazione delle banchine per le navi da crociera, il rinnovo del parco traghetti con più unità alimentate a gas naturale e una gestione più ordinata delle partenze, evitando che due o tre traghetti, spesso affiancati, accendano i motori principali almeno mezz’ora prima di lasciare l’ormeggio, concentrando le emissioni in una zona ristretta e sottovento. L’allarme di Federico Valerio è stato lanciato ieri alle 13.50, quando è stata indicata una “pre allerta aria insalubre” a San Teodoro. In via Bari, secondo i dati da lui diffusi, il biossido di azoto era a 73 microgrammi per metro cubo, un valore superiore a quello registrato in via Buozzi, indicata a 56 microgrammi per metro cubo, e anche a corso Europa, indicato a 71 microgrammi per metro cubo. La causa, secondo la sua lettura, sarebbe stata la combinazione tra venti da sud-sud-est nel porto antico e la presenza di due navi da crociera, Msc Sea View e Msc Musica, con generatori accesi e posizionate sopravento rispetto a via Bari. Alle 14 la situazione risultava in peggioramento, con via Bari salita a 85 microgrammi per metro cubo. Da qui l’invito rivolto ai residenti della zona a chiudere le finestre e a tenere sotto controllo le misure dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure. Il punto sollevato dall’esperto introduce una distinzione sostanziale: il rapporto della Capitaneria misura e documenta l’attività di controllo sulle navi, ma l’esposizione reale dei quartieri dipende anche da fattori operativi immediati, come vento, posizione delle unità, tempi di accensione dei generatori e dei motori principali, disponibilità dell’alimentazione elettrica da terra e tecnologia delle navi in servizio. Secondo Federico Valerio, se l’elettrificazione delle banchine crocieristiche fosse già operativa, una situazione come quella segnalata ieri in via Bari, con due navi da crociera in porto e generatori in funzione, non si sarebbe verificata negli stessi termini. Il rapporto della Capitaneria dedica spazio anche al monitoraggio delle emissioni di anidride carbonica, previsto dal regolamento europeo sul sistema di monitoraggio, comunicazione e verifica delle emissioni nel trasporto marittimo. Nel 2025 sono state controllate 196 navi e non sono state rilevate irregolarità. La Capitaneria ha verificato la presenza del documento di conformità, la validità annuale della certificazione e la coerenza dei dati riportati rispetto alle dichiarazioni delle compagnie. Il documento ricorda che nel periodo 2022-2024 erano invece state inoltrate sei segnalazioni all’autorità nazionale competente presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, relative a irregolarità nel monitoraggio e nella rendicontazione delle emissioni. Accanto alle ispezioni formali, la Capitaneria ha proseguito l’attività di controllo sulle fumosità anomale, uno dei fenomeni più percepiti dai cittadini nei quartieri vicini al porto. Fumo nero, denso o persistente dai fumaioli può essere il segnale di anomalie nei motori o nelle caldaie. Per questo sono stati utilizzati richiami via radio dalla sala operativa, lettere ufficiali alle compagnie e riunioni tecniche dedicate, soprattutto con gli operatori dei traghetti. Il rapporto evidenzia che il confronto con gli armatori ha prodotto effetti concreti: sarebbero state eliminate le cosiddette criticità croniche, cioè le navi che presentavano emissioni anomale in modo sistematico, mentre risultano migliorati anche i fenomeni acuti, legati a situazioni eccezionali di funzionamento. Tra i segnali di prospettiva, il documento cita l’entrata in servizio, a dicembre 2025, della prima nave traghetto a propulsione mista nel porto di Genova. Per la Capitaneria si tratta di un passaggio concreto verso una riduzione strutturale delle emissioni, legato non solo ai controlli ma anche agli investimenti tecnologici delle compagnie. È un punto che si intreccia con una delle priorità indicate da Federico Valerio, cioè il rinnovo del parco traghetti con più navi alimentate a gas naturale, così da ridurre alla fonte una parte delle emissioni legate alle manovre, all’ormeggio e alla fase precedente la partenza. Un altro elemento qualificante del rapporto è il rapporto con la città. Nel 2025 la Capitaneria ha partecipato all’Osservatorio Ambiente e Salute del Comune di Genova, tavolo che riunisce Comune, Autorità di sistema portuale, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, Azienda sanitaria locale 3, Regione Liguria, Difensore civico, Municipi, comitati e associazioni di cittadini. In quella sede sono stati condivisi dati, rapporti di attività, risultati delle ispezioni, azioni correttive e criticità ancora aperte. Il rapporto riconosce il ruolo delle segnalazioni dei cittadini, definite spesso il primo indicatore di situazioni da approfondire. Il confronto pubblico ha avuto anche un momento specifico durante la Genoa Shipping Week, il 15 ottobre 2025, con il convegno “Porto di Genova: tutela ambientale e monitoraggio dei fumi – Good Practices e prospettive”, organizzato dalla Capitaneria di porto di Genova e dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure alla Sala Levante dei Magazzini del Cotone. L’iniziativa ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, autorità tecniche, armatori, comitati e Difensore civico, con l’obiettivo di discutere dati, criticità e investimenti in corso. Il rapporto sottolinea il valore simbolico dell’appuntamento, coinciso con il 160º anniversario della Capitaneria di porto di Genova e con il 30º anniversario dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure. Il quadro che emerge è quindi doppio. Da una parte, il rapporto 2025 della Capitaneria descrive un sistema di controllo strutturato, con ispezioni tecniche, fermi nave, verifiche sui combustibili, controlli sull’anidride carbonica e confronto con compagnie e comitati. Dall’altra, l’allarme arrivato da San Teodoro ricorda che i numeri dei controlli non bastano, da soli, a chiudere il problema della qualità dell’aria nei quartieri sottovento al porto. Gli otto fermi nave dimostrano che, quando le irregolarità sono gravi, la risposta può arrivare fino al blocco dell’unità. L’assenza di superamenti nei campioni sullo zolfo e l’assenza di irregolarità nei controlli sull’anidride carbonica indicano un adeguamento progressivo del sistema alle norme più recenti. Ma l’episodio di via Bari riporta al centro le misure strutturali: alimentazione elettrica da terra per le crociere, traghetti meno inquinanti e partenze organizzate in modo da non concentrare emissioni nella stessa finestra temporale e nello stesso punto del porto. 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Porto di Genova, l’ammiraglio Ranieri: “Fumi dalle navi, confronto con il territorio fondamentale” - la Repubblica
📰 la Repubblica 📅 2026-04-28 📍 Genova it
Porto di Genova, l’ammiraglio Ranieri: “Fumi dalle navi, confronto con il territorio fondamentale” la Repubblica
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Inquinamento in porto, 31 infrazioni in un anno con 8 fermi amministrativi: il bilancio della Capitaneria di porto di Genova - Genova24
📰 Genova24 📅 2026-04-28 📍 Genova it Aria · inquinamento
Inquinamento in porto, 31 infrazioni in un anno con 8 fermi amministrativi: il bilancio della Capitaneria di porto di Genova Genova24
Genova. E’ stato pubblicato oggi il rapporto annuale per il 2025 della Capitaneria di porto di Genova con all’interno il bilancio dei controlli sulle violazioni ambientali in porto. Nel documento emerge la mole delle ispezioni, 228 all’interno del bacino genovese, che ha permesso di far emergere 31 criticità con la disposizione di 8 fermi amministrativi. Il protocollo operativo adottato dalla Guardia Costiera si fonda su “un rigoroso principio di proporzionalità, graduando l’apparato sanzionatorio in base alla gravità delle inadempienze rilevate durante le ispezioni”. Le misure intraprese spaziano dalla prescrizione scritta, volta a sanare lievi irregolarità entro termini temporali stabiliti, all’elevazione di sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni di grado moderato. Qualora le carenze siano giudicate gravi, l’Autorità dispone l’immediata messa fuori servizio di componenti vitali quali motori principali o impianti di lavaggio fumi, giungendo, nelle ipotesi di massima severità, al fermo totale dell’unità in porto. Tale provvedimento impedisce la partenza della nave fino alla completa rettifica delle deficienze, ferma restando la comunicazione all’Autorità giudiziaria per l’avvio di procedimenti penali nei casi più eclatanti. Il Mediterraneo area SECA e il monitoraggio dei fumi Il 2025 ha segnato un cambiamento importante: dal 1° maggio il Mar Mediterraneo è ufficialmente un’area SECA (Sulphur Emission Control Area), con l’obbligo di utilizzare combustibili con zolfo non superiore allo 0,10%. Genova aveva già anticipato questa misura con il protocollo volontario Genoa Blue Agreement. Sotto il profilo strettamente tecnico, l’attività ispettiva ha assunto connotati di particolare minuziosità attraverso interventi “chirurgici”. Gli ufficiali hanno proceduto allo smontaggio forzato di componenti meccaniche, quali pompe d’iniezione e testate, per verificare la corrispondenza delle marcature IMO con i dati riportati nel fascicolo tecnico del motore. A queste operazioni si sono affiancati il blocco cautelativo dei gruppi elettrogeni non a norma e l’esecuzione di dodici campionamenti di combustibile, analizzati successivamente in laboratorio per accertare il superamento dei limiti di zolfo. Un passaggio fondamentale per la solidità giuridica di queste azioni è giunto dalla recente sentenza del TAR Liguria riguardante la motonave Stolt Argon. Il tribunale ha confermato integralmente l’operato della Capitaneria, stabilendo che l’assenza della marcatura IMO sui componenti costituisce di per sé una prova di non conformità sufficiente a giustificare il fermo nave, indipendentemente dall’effettivo rilievo di emissioni oltre i limiti. Parallelamente all’azione di controllo, l’Autorità Marittima ha mantenuto costante il monitoraggio visivo delle emissioni, intervenendo tempestivamente con richiami via radio dalla Sala Operativa in caso di fumosità anomale durante le manovre. Tale strategia è stata integrata dall’invio di lettere ufficiali di richiamo alle compagnie e dall’istituzione di tavoli tecnici permanenti con gli armatori dei traghetti Candia (Avs): “Entrino in funzione le banchine elettrificate “Chiediamo alla Regione di intervenire concretamente per gestire in modo migliore i flussi veicolari in entrata e in uscita dal porto di Genova, in attesa che entrino in funzione le banchine elettrificate. La situazione attuale provoca un forte inquinamento dovuto ai veicoli in movimento verso i traghetti e le navi da crociera, soprattutto nei mesi estivi. Ci sono quartieri genovesi che vivono momenti di grande difficoltà e che meritano una soluzione al problema” Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, sollecita un’azione concreta dopo l’approvazione della sua proposta di coordinare i flussi portuali e il traffico veicolare nel porto di Genova. “Servono miglioramenti organizzativi nella programmazione degli arrivi e delle partenze coi traghetti e nella distribuzione temporale delle operazioni di imbarco e sbarco, per ridurre la congestione del traffico urbano. Sono indispensabili misure integrative per coordinare i flussi veicolari, come sistemi di accesso scaglionato ai varchi portuali, strumenti di informazione in tempo reale sulla viabilità e iniziative mirate a favorire modalità di trasporto alternative al mezzo privato. Riteniamo che l’Arpal debba monitorare la qualità dell’aria, con particolare riferimento alle concentrazioni di biossido d’azoto. Queste nostre richieste sono state accolte dalla Regione e ci auguriamo che si passi velocemente dalle buone intenzioni ai fatti concreti”.
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Navi ai raggi X: così la Guardia Costiera difende il respiro di Genova - GenovaToday
📰 GenovaToday 📅 2026-04-28 📍 Genova it
Navi ai raggi X: così la Guardia Costiera difende il respiro di Genova GenovaToday
Non chiamateli solo ‘controlli’, per i genovesi (e in particolare i tanti che vivono davanti alle zone portuali) il fumo bianco o nero che esce dai fumaioli delle navi non è solo un panorama: è una preoccupazione quotidiana. I dati del rapporto annuale 2025 della Capitaneria di Porto di Genova scattano una fotografia della situazione attuale, cosa è stato fatto, cosa dicono le leggi e cosa ancora deve essere fatto per limitare l'inquinamento, nell'ultimo anno sono state fermate Il contenuto è riservato agli abbonati. © Riproduzione riservata
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Controlli sulle navi a Genova: 228 ispezioni nel 2025 e otto fermi amministrativi - Telenord
📰 Telenord 📅 2026-04-28 📍 Genova it Aria · inquinamento
Controlli sulle navi a Genova: 228 ispezioni nel 2025 e otto fermi amministrativi Telenord
Nel 2025 la Capitaneria di porto di Genova ha intensificato i controlli sulle navi, effettuando 228 ispezioni su unità italiane e straniere. Un’attività che ha portato a oltre 2.600 verifiche complessive, con 31 criticità riscontrate e otto fermi amministrativi disposti. Bilancio – I dati emergono dal Rapporto annuale sulle attività ispettive legate al contrasto dell’inquinamento atmosferico navale. Numeri che evidenziano un monitoraggio costante del traffico marittimo nello scalo genovese, tra i più importanti del Mediterraneo. Emissioni – Una parte rilevante dei controlli ha riguardato le emissioni di ossidi di azoto, con verifiche tecniche approfondite sui motori delle navi. Gli ispettori hanno eseguito controlli anche invasivi per accertare la conformità delle componenti ai parametri stabiliti, inclusa la presenza della marcatura Imo Id e la corrispondenza con la documentazione tecnica. Normative – Da circa un anno il Mar Mediterraneo è diventato area Seca (Sulphur Emission Control Area), con l’obbligo di utilizzare combustibili a basso contenuto di zolfo. Una misura che a Genova era stata anticipata dal protocollo volontario Genoa Blue Agreement, già adottato per ridurre l’impatto ambientale delle attività portuali. Monitoraggio – Oltre agli aspetti tecnici, la Capitaneria ha proseguito il controllo delle emissioni visive e il confronto diretto con le compagnie di navigazione. Questo approccio ha contribuito a una progressiva riduzione delle criticità più frequenti. Collaborazione – Centrale anche il dialogo con il territorio, sviluppato attraverso l’Osservatorio ambiente e salute del Comune di Genova. Un confronto costante con istituzioni e cittadini per garantire trasparenza e condivisione delle informazioni. Equilibrio – L’attività ispettiva si inserisce in un modello che unisce controllo e prevenzione, con l’obiettivo di bilanciare lo sviluppo del porto con la tutela della qualità dell’aria. Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
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Navi e traghetti inquinanti, a Genova 228 ispezioni e 31 irregolarità scoperte - Liguria Oggi
📰 Liguria Oggi 📅 2026-04-28 📍 Genova it Aria · inquinamento
Navi e traghetti inquinanti, a Genova 228 ispezioni e 31 irregolarità scoperte Liguria Oggi
Genova – Navi e traghetti che inquinano l’aria che respiriamo quando entrano ed escono dal Porto ma, soprattutto, quando restano ferme senza spegnere i motori. Sono 228 le ispezioni fatte dalla Guardia Costiera a Genova, nel corso del 2025 e ben 31 le navi trovate con irregolarità e sanzionate. La Capitaneria di Porto di Genova ha reso disponibile il Rapporto Annuale 2025 relativo alle attività ispettive per il contrasto all’inquinamento atmosferico navale. Il documento offre una fotografia dettagliata del lavoro svolto per garantire che il traffico marittimo rispetti i limiti di emissione previsti dalle normative internazionali ed europee. I numeri dell’attività tecnica Nel corso dell’anno sono state effettuate 228 ispezioni su navi italiane e straniere, per un totale di oltre 2.600 controlli individuali. L’esito di questa attività ha portato al rilevamento di 31 deficienze e alla disposizione di 8 provvedimenti di fermo nave nei casi più critici. Focus sugli ossidi di azoto (NOx) Una parte significativa del lavoro ispettivo si è concentrata sulle emissioni di ossidi di azoto (NOx). Questi controlli non sono semplici verifiche burocratiche, ma coinvolgono ispezioni fisiche, anche invasive, sui motori. Come si legge nel rapporto: “Le ispezioni ambientali sulle navi non si limitano a una verifica documentale. Sono controlli tecnici approfonditi che richiedono competenze specialistiche e si articolano su più livelli, fino all’esame fisico dei componenti.” Gli ispettori verificano che ogni parte del motore (come iniettori, pompe, testate turbine) presenti la corretta marcatura IMO ID, assicurandone la conformità al “Technical File” approvato. Su questo fronte, una recente sentenza del TAR Liguria ha confermato la correttezza dell’operato della Guardia Costiera, stabilendo che: “il Technical File è un parametro vincolante di conformità, non una guida indicativa; l’assenza di marcatura IMO dei componenti è di per sé sufficiente a giustificare il fermo.” Il Mediterraneo area SECA e il monitoraggio dei fumi Il 2025 ha segnato un cambiamento importante: dal 1° maggio il Mar Mediterraneo è ufficialmente un’area SECA (Sulphur Emission Control Area), con l’obbligo di utilizzare combustibili con zolfo non superiore allo 0,10%. Genova aveva già anticipato questa misura con il protocollo volontario Genoa Blue Agreement. Accanto all’attività ispettiva, la Capitaneria ha proseguito il monitoraggio delle emissioni visive e il confronto diretto con le compagnie di navigazione, ottenendo una progressiva riduzione delle criticità più ricorrenti. La Capitaneria pone in evidenza che “I risultati più significativi non sono solo nei numeri, ma nella capacità di incidere concretamente su quelle situazioni di maggiore sofferenza con contestuale riduzione della fumosità ed un miglior rendimento dei motori” Il rapporto con la città Elemento qualificante dell’azione svolta è stato il dialogo continuo con il territorio, sviluppato anche attraverso la partecipazione all’Osservatorio Ambiente e Salute del Comune di Genova, sede di confronto tra istituzioni, enti tecnici, operatori e rappresentanti dei cittadini. In tale ambito è stato mantenuto un confronto costante con l’Autorità comunale, il Difensore Civico ed i comitati cittadini, in un’ottica di trasparenza e collaborazione. L’attività svolta si inserisce in un modello operativo che integra controllo, prevenzione e relazione con il territorio, contribuendo a un equilibrio concreto tra sviluppo portuale e tutela della qualità dell’aria. Dalla Capitaneria si sottolinea come “Il confronto con i cittadini rappresenti sempre un valore aggiunto e consenta di orientare meglio i controlli e rafforzare l’efficacia complessiva dell’azione. In un porto come Genova, la sostenibilità è una responsabilità quotidiana che si costruisce con continuità, competenza e la collaborazione di tutti.” Il Rapporto Annuale 2025 completo può essere consultato sul sito istituzionale della Guardia Costiera
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Emissioni delle navi: pubblicato il rapporto 2025 della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Genova - Ferpress
📰 Ferpress 📅 2026-04-28 📍 Genova it Aria · inquinamento
Emissioni delle navi: pubblicato il rapporto 2025 della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Genova Ferpress
(FERPRESS) – Genova, 28 APR – La Capitaneria di Porto di Genova ha reso disponibile il Rapporto Annuale 2025 relativo alle attività ispettive per il contrasto all’inquinamento atmosferico navale. Il documento offre una fotografia dettagliata del lavoro svolto per garantire che il traffico marittimo rispetti i limiti di emissione previsti dalle normative internazionali ed europee. Nel corso dell’anno sono state effettuate 228 ispezioni su navi italiane e straniere, per un totale di oltre 2.600 controlli individuali. L’esito di questa attività ha portato al rilevamento di 31 deficienze e alla disposizione di 8 provvedimenti di fermo nave nei casi più critici.
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Fumi navi, Capitaneria: "Nel 2025 228 ispezioni, 8 fermi e 31 deficienze riscontrate" - Primocanale
📰 Primocanale 📅 2026-04-28 📍 Genova it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione
Fumi navi, Capitaneria: "Nel 2025 228 ispezioni, 8 fermi e 31 deficienze riscontrate" Primocanale
228 ispezioni su navi italiane e straniere, per un totale di oltre 2.600 controlli individuali e 8 navi fermate. Sono alcuni dei numeri del bilancio dell'attività della capitaneria di porto di Genova sull'inquinamento delle navi. "Nel 2025 la Capitaneria di Porto di Genova ha condotto un'intensa attività di controllo a tutela della qualità dell'aria, verificando il rispetto delle normative internazionali ed europee in materia di emissioni inquinanti delle navi. In un contesto geografico in cui lo scalo marittimo è intrinsecamente fuso con il tessuto urbano, la Capitaneria ha operato per garantire un equilibrio rigoroso tra l'operatività industriale e il diritto alla salute della cittadinanza. Complessivamente sono state effettuate 228 ispezioni su navi italiane e straniere, per un totale di oltre 2.600 controlli individuali. La nuova normativa del 2025 sul tenore di zolfo L'anno 2025 ha segnato un passaggio normativo rilevante: dal 1° maggio il Mediterraneo è diventato ufficialmente area SECA (Sulphur Emission Control Area), con obbligo di utilizzo di combustibili con tenore di zolfo non superiore allo 0,10%. Un traguardo atteso da anni, che Genova aveva già anticipato con il Genoa Blue Agreement. Sul fronte giuridico, il TAR Liguria ha rigettato integralmente il ricorso presentato da un armatore avverso il fermo disposto dalla Capitaneria nel 2024, riconoscendo espressamente la correttezza tecnica e procedurale dell'operato ispettivo. Una conferma importante della solidità del lavoro svolto. La Capitaneria ha continuato a partecipare attivamente ai tavoli istituzionali — in primo luogo l'Osservatorio Ambiente e Salute del Comune di Genova — mantenendo un dialogo aperto e costruttivo con comitati, associazioni di cittadini, Municipi, Difensore Civico e commissioni consiliari. Un rapporto nato dalla chiarezza reciproca e cresciuto nella fiducia. "Inquinamento da traffico marittimo è questione concreta" L'inquinamento atmosferico generato dal traffico marittimo è una questione concreta per tutte le città portuali, e Genova — con il porto che si sviluppa a poche centinaia di metri dal centro abitato — lo vive con particolare intensità. Per questo la Capitaneria di Porto esercita con rigore le proprie funzioni di controllo, in attuazione di un quadro normativo internazionale ed europeo articolato e in continua evoluzionè. "Il porto è parte della città, non un'entità separata" “Il porto di Genova è parte della città, non un'entità separata da essa. Per questo il controllo delle emissioni delle navi non è per noi un adempimento burocratico, ma un impegno concreto verso chi vive e lavora in questa città. I numeri di questo rapporto raccontano un lavoro serio, condotto ogni giorno con rigore tecnico e con la consapevolezza che dietro ogni ispezione c'è la qualità dell'aria che respiriamo tutti." Come si svolgono le ispezioni Le ispezioni ambientali sulle navi non si limitano a una verifica documentale. Sono controlli tecnici approfonditi che richiedono competenze specialistiche e si articolano su più livelli, dalla documentazione di bordo fino all'esame fisico dei componenti dei motori. L'obiettivo primario rimane la prevenzione. Le navi soggette a ispezione Sono sottoposte a ispezione tutte le navi commerciali — da carico e passeggeri battenti bandiera italiana e straniera — che scalano il porto di Genova. Le navi straniere vengono selezionate secondo i criteri del Port State Control (PSC) stabiliti dalla Direttiva europea 2009/16/CE recepita dal d.lgs. 53/2011, attraverso il sistema informatico europeo THETIS. Le navi italiane sono ispezionate in occasione delle visite periodiche per il rinnovo della certificazione, in base alle disposizioni del d.lgs. 37/2020 e del DPR n. 435/1991. Inoltre, sono sottoposte a controllo anche le unità che si sono rese protagoniste di emissioni anomale segnalate dai cittadini o individuate dai sistemi di monitoraggio della Capitaneria. I controlli tengono conto di diversi parametri: l'anno di costruzione della nave, il tonnellaggio, la potenza installata e qualsiasi modifica successiva — come la sostituzione di motori principali, gruppi elettrogeni o inceneritori. Una nave che emette fumo durante una manovra nel porto di Genova Cosa viene verificato Nel corso di ogni ispezione vengono effettuati da un minimo di 10-15 a un massimo di 30-40 controlli distinti. Le verifiche riguardano tre aree principali: Documentazione, Componenti tecnici, Sistemi EGCS / Scrubber Certificato Internazionale per la Prevenzione Marcatura IMO (IMO ID) dei componenti Certificazione dell'impianto dell'Inquinamento Atmosferico (IAPP) Testate, pompe iniezione, iniettori, turbine Manuali e manutenzioni periodiche Certificati motori (EIAPP) Rispondenza al Technical File approvato Parametri di funzionamento Fascicoli tecnici (Technical File) Pezzi di ricambio presenti a bordo Calibrazioni e sensori Record Book of Engine Parameters Software gestione parametri motore Registri di utilizzo Ricevute di consegna combustibile (BDN) Procedura cambio combustibile Le misure in caso di non conformità Quando vengono riscontrate deficienze o vi sono fondati dubbi sulla conformità, l'ispezione si fa progressivamente più dettagliata. Le ispezioni condotte superano la dimensione burocratica e documentale per addentrarsi in verifiche tecniche Si può arrivare allo smontaggio di pompe e iniettori, all'apertura dei carter dei motori per verificare la marcatura di bielle, pistoni e alberi a camme, fino alla verifica dei settaggi di funzionamento. In caso di esito negativo, le misure vanno dalla prescrizione scritta fino al fermo della nave, attraverso: – imposizione di ispezioni addizionali alla certificazione IAPP; – sanzioni amministrative; – fermo e divieto di utilizzo di motori, diesel generatori o impianto scrubber; – fermo della nave fino alla rettifica delle deficienze; – comunicazione all'Autorità giudiziaria nei casi più gravi. Il Genoa Blue Agreement Il Genoa Blue Agreement è un accordo volontario — rinnovato per la terza volta nel 2023 — che coinvolge l'intero cluster marittimo genovese: compagnie di navigazione, armatori, operatori portuali e rimorchiatori. L'obiettivo era rendere la zona entro le 3 miglia nautiche dal porto di Genova assimilabile a un'area SECA, con combustibili al massimo allo 0,10% di zolfo in massa. Le navi aderenti si impegnavano a completare il passaggio al combustibile a basso tenore di zolfo già all'entrata nello schema di separazione del traffico (VTS) — ben prima di quanto previsto dalla legge — e per tutto il periodo di permanenza in porto, inclusa l'uscita. Rientrano nell'accordo anche le navi dotate di scrubber (EGCS), quelle alimentate a GNL e quelle che utilizzano combustibili alternativi senza componenti fossili (biofuel, ammoniaca, metanolo, etanolo), in linea con la crescente decarbonizzazione del settore. Con l'entrata in vigore della SECA Mediterraneo nel maggio 2025, l'obbligo normativo ha raggiunto i livelli già previsti dall'accordo. Il Genoa Blue Agreement rimane tuttavia pienamente in vigore per tutti gli altri impegni che lo caratterizzano: monitoraggio delle emissioni, segnalazione tempestiva di fumosità anomala, manutenzioni, controlli della Capitaneria e dialogo continuo con gli operatori. Gli ossidi di azoto (NOx) sono tra i principali inquinanti prodotti dalla combustione dei motori diesel marini. Le principali non conformità Le deficienze rilevate hanno riguardato principalmente tre ambiti. – La tenuta del registro dei parametri di funzionamento dei motori principali e dei gruppi elettrogeni: irregolarità nella compilazione, omissioni o mancata corrispondenza con i valori reali rilevati a bordo. – La marcatura dei componenti: installazione di parti (pompe iniezione, iniettori, testate, turbine) prive della marcatura IMO obbligatoria o non conformi al Technical File approvato del motore. – La certificazione: assenza o non aggiornamento dei certificati EIAPP a seguito di interventi di manutenzione straordinaria, o configurazione motore non corrispondente a quella certificata. Le azioni adottate Le deficienze riscontrate sono state oggetto di verifica approfondita per analizzarne le cause e impedirne il ripetersi. Tra le azioni concrete adottate nel 2025: – smontaggio e sostituzione di testate, iniettori e pompe dei motori principali e ausiliari non conformi; – messa fuori servizio di motori principali e ausiliari prima della partenza, in attesa della sostituzione delle componenti non conformi; – fermo delle unità — sia italiane sia straniere — fino alla rettifica delle deficienze; – elevazione di sanzioni amministrative; – coinvolgimento degli Organismi riconosciuti (Società di Classificazione) per ispezioni addizionali e aggiornamento della certificazione; – informative al Comando Generale delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica per le azioni di indirizzo nazionale. Anche gli Organismi riconosciuti responsabili del rilascio della certificazione IAPP hanno emesso note di attenzione alle compagnie e ai propri ispettori sulle problematiche di marcatura dei componenti, a seguito e in coordinamento con l'attività ispettiva della Capitaneria di Genova.
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