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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 632 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Senza fumi e senza rumore: ecco come cambieranno le crociere - Radiolina
📰 Radiolina 📅 2026-05-02 📍 Civitavecchia it Aria · inquinamento Elettrificazione · cold ironing
Senza fumi e senza rumore: ecco come cambieranno le crociere Radiolina
Il cantiere tedesco Meyer Werft sfida i limiti della tecnologia marittima con un progetto da 82 mila tonnellate alimentato esclusivamente a energia elettrica. play_arrow Senza fumi e senza rumore: ecco come cambieranno le crociere Cristian Asara La crociera è storicamente associata a un consumo energetico imponente, necessario per mantenere attive piscine, cucine e climatizzazione anche durante le soste in porto. Il progetto Vision, svelato da Meyer Werft, intende ribaltare questa immagine attraverso una nave di 275 metri di lunghezza capace di ospitare oltre 1.800 passeggeri. La caratteristica principale riguarda l’alimentazione: si tratta di un’unità completamente elettrica, progettata per ridurre le emissioni climalteranti del 95% rispetto ai modelli tradizionali. La tecnologia Corvus Energy per le rotte del Mediterraneo Il cuore dell’innovazione risiede nel sistema di accumulo. Se finora l’elettrificazione aveva riguardato principalmente piccoli traghetti o imbarcazioni sperimentali, Vision punta al mercato globale. Una scelta che appare concreta per tratte europee consolidate, come il collegamento tra Barcellona e Civitavecchia. L’obiettivo è sfruttare una rete di circa cento scali europei che, entro il 2030, dovrebbero essere attrezzati con infrastrutture di ricarica adeguate. Per i tragitti più lunghi o transatlantici, il cantiere prevede una versione ibrida dotata di piccoli generatori di supporto. Nuovi spazi e comfort senza il peso dei motori L’assenza di grandi apparati per lo scarico dei fumi permette di ripensare integralmente l’architettura navale. Senza la necessità di fumaioli e condotti verticali, i ponti superiori guadagnano spazio prezioso, offrendo ai passeggeri una visuale libera da ingombri. Il benessere a bordo beneficia inoltre dell’eliminazione delle vibrazioni e dei rumori tipici dei motori termici. Un’altra novità del concept riguarda l’area acquatica, posizionata a poppa in una zona coperta, soluzione che rende la nave pienamente operativa con ogni condizione climatica. L’impatto ambientale nei porti urbani Il lancio di Vision avviene in un momento di forte pressione sulle compagnie crocieristiche, spesso criticate per l’inquinamento prodotto durante le soste in banchina. Studi di settore indicano città come Barcellona e Civitavecchia tra le più esposte alle emissioni di ossidi di zolfo. Una nave a batterie eliminerebbe il problema dell’inquinamento locale durante l’ormeggio, migliorando la qualità dell’aria nei centri abitati vicini ai moli. Il successo di questa trasformazione dipenderà però dalla capacità dei porti di fornire energia pulita in tempi rapidi, spostando la sfida tecnologica dal mare alla terraferma. Radio Smeralda, puntata del 02/05/2026 Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina
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Porti e inquinamento su 'Report', prende la parola il Comitato: "Le amministrazioni ci ascoltino, serve uno sviluppo sostenibile" - AnconaToday
📰 AnconaToday Media 📅 2026-04-29 📍 Civitavecchia it Aria · inquinamento Elettrificazione · cold ironing Salute · ambiente
Porti e inquinamento su 'Report', prende la parola il Comitato: "Le amministrazioni ci ascoltino, serve uno sviluppo sostenibile" AnconaToday
ANCONA – Continua a essere centrale la questione porto nei temi discussi quotidianamente nel capoluogo di regione marchigiano, argomento riportato ulteriormente ‘in auge’ dalla trasmissione di Rai 3 Report. Nell’ultima puntata, il programma di approfondimento giornalistico ha evidenziato il problema comune dell’inquinamento delle città che si affacciano sulla zona portuale, e della nube che investe i centri formata dalle emissioni dei camini delle navi che sostano nei porti con i motori accesi per garantire energia a bordo. A riguardo, sono stati anche presentati studi epidemiologici che evidenzierebbero come in città portuali come Ancona e Civitavecchia l’indice di mortalità più elevato sarebbe potrebbe essere correlato proprio a tali emissioni. “Leggi le notizie di AnconaToday su WhatsApp: iscriviti al canale” “Domenica sera – scrive in una nota il Comitato porto-città dorico - la trasmissione Report ha messo in primo piano il problema dell’inquinamento dell’aria nelle città portuali. Era presente anche il nostro comitato, insieme agli altri con i quali facciamo rete, per rivendicare il diritto alla salute, all’ambiente e anche al lavoro perché, contrariamente a chi ci attribuisce una volontà di chiudere il porto, noi sosteniamo che la convivenza è possibile purché in un quadro di corresponsabilità tale da rendere compatibili occupazione portuale e qualità della vita migliore per tutti. Chi ha visto i porti del Nord Europa, nonostante le loro dimensioni spaziali e commerciali assolutamente imparagonabili con quelle di Ancona, sa bene che esistono modi tecnologici e civili per equilibrare l’esistenza dei porti con le città storiche; allora noi pensiamo che ci possiamo riuscire anche noi, nonostante il nostro essere decisamente più a Sud. Il nostro comitato non è mai entrato nel merito dello sviluppo del porto, a ciascuno il proprio mestiere; ci siamo sempre limitati a chiedere uno sviluppo sostenibile per tutta la collettività, non solo per alcuni. Quello che chiediamo con assoluto convincimento – prosegue il Comitato - è che tutte le attività del porto si allontanino dall’area urbana: per noi è impossibile retrocedere dal porto, non abbiamo lo spazio per farlo né vogliamo abbandonare la città. L’incompatibilità tra le due entità è diventata ormai insostenibile per noi, sia per l’inquinamento che per il rumore e le vibrazioni continue. La realizzazione della cosiddetta Penisola è una operazione non rinviabile e irrinunciabile per la nostra esistenza. Anche se noi non vedremo mai l’opera realizzata, sappiamo che “questo, adesso” spetta a noi chiederla e ottenerla, così come spetta a noi chiedere e ottenere il nostro porto antico con il molo Clementino restituito alla città per usi urbani e non usi portuali impattanti. “Adesso” spetta a noi chiedere il rilevamento dell’inquinamento con centraline localizzate in questo fragile centro storico così tossico, certamente per il traffico urbano, ma soprattutto per il porto e le sue attività altamente inquinanti. E poi vogliamo l’elettrificazione funzionante nei moli storici, anche questo Adesso e non tra vent’anni. E poi vogliamo un dialogo con le amministrazioni che ci devono ascoltare, Adesso perché i cittadini non sono una categoria definibile al di fuori di quell’indefinito “cittadini”, ma pagano le tasse ed esistono tutto l’anno, non solo al momento del voto. Forse basterebbe remare tutti insieme per il bene collettivo – conclude la nota - e per avere una città e un porto migliori”. AnconaToday è anche su Mobile!Scarical’App per rimanere sempre aggiornato. © Riproduzione riservata
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«L’aria dei porti»: Report accende i riflettori su Ancona e le navi killer - CentroPagina
📰 CentroPagina 📅 2026-04-28 📍 Civitavecchia it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Salute · ambiente
«L’aria dei porti»: Report accende i riflettori su Ancona e le navi killer CentroPagina
Le parole di Bonifazi sono pesantissime: «Ad Ancona è esplosa la mortalità cardiovascolare, triplicata, quella respiratoria è salita del 40%» ANCONA – «L’aria dei porti». È il titolo dell’inchiesta di Report andata in onda ieri sera 27 aprile che ha messo sotto i riflettori nazionali il porto di Ancona, le sue emissioni e l’annosa questione del banchinamento del Molo Clementino per accogliere le grandi navi da crociera. Una trasmissione che ha acceso i riflettori su qualcosa che ad Ancona si sa ma che sembra non si voglia guardare troppo da vicino: mentre la città litiga sul futuro del suo porto, il presente avvelena i polmoni. I numeri della medicina I numeri li ha messi in fila Floriano Bonifazi, pneumologo e allergologo anconetano che da cinque anni studia gli effetti delle navi sulla salute pubblica, come ha raccontato a Report: «Ad Ancona è esplosa la mortalità cardiovascolare, triplicata, arrivata al 30% in più, quella respiratoria al 40% in più, come incremento percentuale di rischio. Un dato pesante. Se si fossero rispettate le norme dell’Organizzazione mondiale della sanità avremmo avuto ottanta morti in meno all’anno da PM2,5 (particolato fine, ndr) e trenta morti in meno all’anno per biossido d’azoto se ci fossimo tenuti nei 10 microgrammi per metro cubo». Cifre che pesano come macigni e che raccontano una patologia urbana in corso, non teorica. Il reportage Le navi all’ormeggio, come spiega il reportage curato da Bernardo Iovene, tengono i motori accesi per garantire energia a bordo: i camini scaricano nell’aria particolato fine, ossido di azoto e biossido di zolfo, una nube che si abbatte direttamente sui quartieri affacciati sul porto. Da maggio 2025 nel Mediterraneo è formalmente obbligatorio l’uso di carburanti con contenuto di zolfo allo 0,1 per cento, ma nella pratica oltre il novanta per cento delle navi continua a bruciare olio combustibile con tenori di zolfo fino al 3,5 per cento, aggirandosi con gli scrubber: sistemi di lavaggio dei fumi che prelevano acqua dal mare e la riversano in porto con residui di idrocarburi policiclici aromatici, black carbon e sostanze che entrano nella catena alimentare marina. Il nodo molo Clementino Inevitabilmente la trasmissione ha aperto il capitolo molo Clementino, il progetto di banchinamento sul fronte esterno del porto storico che da mesi divide la città. Da una parte il Comune con il sindaco Daniele Silvetti, che ha espresso parere negativo al progetto, affiancato dall’opposizione di sinistra, dal M5s, da Europa Verde e da gran parte della stessa maggioranza di centrodestra; dall’altra l’Autorità di sistema portuale, guidata da Vincenzo Garofalo, e il fronte favorevole allo sviluppo crocieristico che include pezzi di Fratelli d’Italia. Attenzione, però, perché la giunta Silvetti non è contraria alle navi da crociera, ma al banchinamento del molo Clementino, mentre ospiterebbe le navi da crociera in un’altra zona del porto, nella cosiddetta banchina rettilinea, la 26 più la 27 ancora da completare, definita «soluzione di preminente interesse pubblico sotto il profilo ambientale, economico e paesaggistico». Le parole del sindaco Silvetti, intervistato da Iovene, ha posto la domanda nella sua forma più diretta: «Lei immagina cosa significa, oltre a potenziare elettricamente una nave da crociera di oltre 300 metri, far arrivare dentro a quel terminal centinaia di tir, bus e auto ogni giorno?». Garofalo ha replicato con una presa di distanza: «No, il sindaco non si è messo di traverso, ha espresso soltanto alcune perplessità». Una mediazione diplomatica che non rende la misura del braccio di ferro reale. MSC, che su 45 sbarchi previsti nella stagione 2026 ne conta 30 di proprie navi, ha già minacciato di levare le ancore: «Stiamo valutando seriamente se rimanere o meno ad Ancona», ha avvertito Luigi Merlo, responsabile per l’Italia di CTL Maritime. Regione e Ministero La Regione Marche ha trasmesso al ministero dell’Ambiente un parere critico, chiedendo di verificare la sostenibilità complessiva e la coerenza della localizzazione dell’intervento, con particolare attenzione agli impatti sul porto storico, sul paesaggio e sulla salute pubblica. Nel frattempo il ministero dell’economia e delle finanze ha bloccato 101 milioni di euro di finanziamenti destinati allo scalo, compresi i 22 milioni stanziati dal Mit per il banchinamento. Il nodo del futuro del porto dorico non è solo urbanistico o commerciale, è sanitario. E Report lo ha reso evidente mettendo in fila i dati epidemiologici di città portuali come Ancona e Civitavecchia, dove l’indice di mortalità risulta più alto rispetto alla media, con correlazione diretta alle emissioni navali. Ancona non compare tra i porti europei più inquinati – meno di cinquanta navi da crociera l’anno, contro le oltre 400 di Livorno o Civitavecchia – ma i numeri di Bonifazi dicono che il danno è già in corso, prodotto ogni giorno dai traghetti con i motori costantemente accesi davanti ai palazzi e ai negozi, i bar, i ristoranti del centro. Il Molo Clementino porterebbe le crociere a 100-150 navi l’anno. Più traffico, più emissioni, più persone. La domanda che l’inchiesta di Iovine lascia sospesa sopra il porto dorico è la stessa che la città sembra stentare ad affrontare: si può ragionare di sviluppo senza prima fare i conti con la salute di chi ci vive?
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L'aria dei porti - Rai.it
📰 Rai.it 📅 2026-04-27 📍 Civitavecchia it Aria · inquinamento Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing Salute · ambiente
L'aria dei porti Rai.it
di Bernardo Iovene Collaborazione di Lidia Galeazzo Immagini di Dario Parlapiano, Giovanni De Faveri, Alfredo Farina e Marco Ronca Ricerca immagini di Tiziana Battisti Grafica di Federico Ajello Navi, emissioni e città sotto assedio Le navi quando sostano nei porti restano con i motori accesi per garantire energia a bordo, ma i camini scaricano nell’aria delle città particolato fine, ossido di azoto e anidride solforosa. Una nube che investe direttamente le città. Due studi epidemiologici indicano che in città portuali come Ancona e Civitavecchia l’indice di mortalità è più alto legato proprio alle emissioni delle navi. È un problema comune a tutte le città che si affacciano sulla zona portuale. Sulla carta l’Europa è intervenuta, infatti da maggio 2025 nel Mediterraneo è obbligatorio utilizzare carburanti con un contenuto di zolfo allo 0,1 per cento. Ma nella pratica oltre il 90 per cento delle navi traghetto, da crociera e porta container continuano a bruciare olio combustibile fino al 3,5 per cento di zolfo perché hanno installato un sistema di lavaggio dei fumi, gli scrubber, prelevano tonnellate di acqua dal mare riscaricandola a mare aperto e perfino nei porti con i residui di idrocarburi policiclici aromatici, alcalini, black carbon, sostanze che vanno a finire nella vita marina e quindi nel pesce. Per ridurre le emissioni, l’Italia punta sull’elettrificazione delle banchine, finanziata con il PNRR, permetterà alle navi nei porti di collegarsi alla rete elettrica terrestre e spegnere i motori. Un sollievo parziale per gli abitanti delle città portuali che respirano metri cubi di biossido d’azoto specie durante le manovre di arrivo e partenza delle navi. Ma anche qui, la realtà è più complessa, servono grandi quantità di energia, le infrastrutture sono limitate e i costi restano attualmente più alti rispetto ai combustibili fossili. 29 aprile 2026: ci ha scritto la società Cavotec, gruppo ingegneristico che sviluppa soluzioni di elettrificazione e automazione per il settore portuale e marittimo, per precisare i dettagli tecnici del sistema "Shore Power" , mostrato nel servizio al porto di Malta, di loro progettazione e realizzazione. Qui i particolari
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