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Porti & ambiente — le notizie raccolte

Aria, clima, elettrificazione, acque e biodiversità. 632 articoli raccolti da fonti istituzionali e specializzate, classificati per area ambientale e linkati al porto di riferimento.

Articoli per area ambientale
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Torna Tipicità in blu, festival della blue economy che esplora mare e sapori
📰 ANSA.it Alta 📅 2026-04-27 📍 Ancona it
Torna Tipicità in blu e quest'anno il festival della blue economy, giunto alla sua 13esima edizione, diventa anche un laboratorio di futuro partendo dal tema "Il mare inizia dalla montagna!". (ANSA)
Torna Tipicità in blu e quest'anno il festival della blue economy, giunto alla sua 13esima edizione, diventa anche un laboratorio di futuro partendo dal tema "Il mare inizia dalla montagna!". Il festival, che si svolgerà dal 16 al 22 maggio ad Ancona, ha la missione di esplorare il blu in tutte le sue sfaccettature: pesca, nautica, cantieristica, ricerca, sostenibilità, sport, gastronomia, percorsi e cultura marinara. Nel week end del 16 e 17 maggio il festival pervaderà alcuni degli spazi più rappresentativi che legano il mare alla capitale italiana della cultura 2028, Ancona appunto. S'inizia sabato a Marina Dorica, il porto turistico più grande dell'Adriatico italiano, con il lancio ufficiale dell'edizione 2026 del Grand Tour delle Marche, il circuito di eventi organizzato in collaborazione con Anci che da maggio a dicembre percorrerà la regione con oltre venticinque tappe.A seguire salperà l'ormai classica Sailing chef, una singolare regata enogastronomica articolata in un'originale formula che prevede una doppia sfida tra mare e cucina. gli equipaggi dovranno confrontarsi su un duplice binario: nella regata sportiva e contemporaneamente nella preparazione di una proposta gastronomica realizzata a bordo, proprio durante la veleggiata. Poi, all'arrivo, i piatti saranno valutati da una giuria composta da giornalisti ed esperti del blu.Nella giornata di sabato 16, sempre nel suggestivo scenario di Marina Dorica, il programma prevede altri due eventi: "Piccole pescherie e grandi birre", a cura di Cna e Slow Food Ancona, e "Cucina del riciclo, il mare e il territorio", organizzato da Ancona Ambiente. Il programma di domenica 17 si apre con l'iniziativa speciale "Visita al Cantiere", con partenze su prenotazione dalla Mole Vanvitelliana in direzione del cantiere navale Fincantieri.Nei pomeriggi di sabato e domenica in programma anche i Blu tour, inedite visite "teatralizzate" realizzate dagli studenti locali negli ambienti dell'Ancona marinara.Da lunedì 18 fino a venerdì 22 il Festival Tipicità in Blu si sposta alla Mole Vanvitelliana dove si svolgeranno le giornate della blue economy, con incontri professionali legati a nautica, creatività e nuove competenze, con la partecipazione anche di delegazioni croate. In questo contesto, da segnalare due interessanti appuntamenti: "Internazionalizzazione innovativa e sostenibile" e "La Bussola e il Vento", rispettivamente a cura di Confartigianato e di Cna.Il 22 pomeriggio, alle 17,30, la simbolica chiusura dell'edizione 2026 di Tipicità in Blu è affidata al forum, organizzato in collaborazione con il comitato Piccola Industria di Confindustria Ancona, "Energia democratica e ciclo delle acque", guidato dal conduttore della trasmissione Rai "Petrolio", Duilio Giammaria. Riproduzione riservata © Copyright ANSA Da non perdere Condividi
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Ancona; l’hub crociere alla Penisola? L’Authority a Regione e Comune: «È solo una falsa alternativa» - Corriere Adriatico
📰 Corriere Adriatico Media 📅 2026-04-30 📍 Ancona it Clima · decarbonizzazione Elettrificazione · cold ironing
Ancona; l’hub crociere alla Penisola? L’Authority a Regione e Comune: «È solo una falsa alternativa» Corriere Adriatico
ANCONA - Le chiamano controdeduzioni, ma sono vere e proprie stilettate. All’indomani delle richieste di integrazioni del Ministero dell’Ambiente anticipate dal Corriere Adriatico, l’Autorità portuale risponde alle prime osservazioni che Regione e Comune di Ancona avevano depositato al Mase riguardo il banchinamento per grandi navi da crociera al molo Clementino. APPROFONDIMENTI IL DOCUMENTO Molo Clementino, il Ministero chiede altre integrazioni all’Authority: «No alla Penisola? Diteci perché» Le soluzioni A partire da un tema che lo stesso dicastero dell’Ambiente aveva chiesto di approfondire, ovvero la possibile esistenza di progetti alternativi al Molo che siano meno impattanti dal punto di vista ambientale e paesaggistico. Due gli orizzonti: la futuristica (e futuribile) Penisola e la più concreta banchina 26, già operativa ma destinata ai container. Nel primo caso, la replica dell’Authority è netta. Rispondendo alla Regione, i tecnici fanno presente che «si tratterebbe di una alternativa fittizia», subordinata all’approvazione del nuovo Piano regolatore portuale (ancora in corso) e ad un iter autorizzativo a parte, oltre che caratterizzata da «tempi sicuramente non compatibili con l’esigenza del porto di Ancona di disporre di un accosto adeguato alle navi di nuova generazione». Ribadiscono: senza molo Clementino, «non solo non sarà possibile dare impulso allo sviluppo del traffico crocieristico ma il porto dorico vedrebbe venir meno gli attuali traffici in seguito alla graduale dismissione delle navi di lunghezza inferiore ai 275 metri», il massimo oggi transitabile nel nostro scalo, con accosto alla banchina 15. Il realismo Il Comune, invece, aveva proposto di spostare l’accosto per grandi navi alla banchina 26, nella Darsena Marche, oggi destinata ai container. «L’ampliamento della destinazione funzionale - scrivono gli uffici dell’Authority - richiederebbe l’adozione di una variante al Piano regolatore e l’avvio di una nuova procedura ambientale, e non risulta pertanto percorribile e nemmeno ipotizzata nel nuovo Piano regolatore». Motivano anche: gli spazi sono quelli che sono, già oggi sono limitati perché gli accosti di portacontainer sono sempre più frequenti e dover destinare ampie porzioni di banchina ai servizi per i passeggeri delle navi da crociera sarebbe un problema. Gli operatori chiedono più spazio, non meno. E poi, la presenza di navi passeggeri richiederebbe la sospensione delle operazioni commerciali per motivi di sicurezza in varie fasi. Un grosso problema, insomma. La soluzione proposta da Palazzo del Popolo, infatti, «sarebbe possibile solo a discapito del traffico container, che si sposterebbe quindi presso altri porti, con conseguente perdita di occupazione locale». E ancora, i tecnici fanno notare che questo accosto, lontanissimo dalla città, «renderebbe impossibile per i passeggeri raggiungere il centro a piedi, aumentando il traffico veicolare e la propensione degli stessi a rimanere a bordo, con conseguente venir meno della fruizione della città». Tradotto: nessuno farebbe più shopping sul Corso. I temi, naturalmente, sono anche altri. Come il cold ironing, l’alimentazione elettrica delle navi in sosta così da permettere loro di spegnere i motori e abbattere l’inquinamento. I consumi Per l’Ap, il consumo di corrente sarebbe di circa 12,5 MW, che per 8 ore di accosto per 180 giorni all’anno vorrebbe dire un consumo di 12.600 MW/h all’anno, ovvero quello di poco meno di 4mila nuclei famigliari da 3 componenti ciascuno. Il cold ironing farebbe risparmiare 4.716 tonnellate di Co2 all’anno, ovvero l’inquinamento prodotto da circa 3mila auto in un anno. Il risparmio lordo sarebbe di oltre 7mila tonnellate, ma bisogna considerare anche i consumi per la produzione dell’elettricità. Sul fronte dell’inquinamento acustico, invece, «si esclude che la nave da crociera ormeggiata in banchina nella sua funzionalità operativa possa modificare il clima acustico rilevato nell’area». Anzi, eventuali sforamenti «dipendono esclusivamente dall’attuale traffico» sulla viabilità ordinaria. Le auto e i tir, insomma. Mica le navi.
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Ancona, navi via dal Guasco: «Basta cincischiare, il tempo è scaduto» - Corriere Adriatico
📰 Corriere Adriatico Media 📅 2026-04-29 📍 Ancona it
Ancona, navi via dal Guasco: «Basta cincischiare, il tempo è scaduto» Corriere Adriatico
ANCONA - «Non ci piacciono questi tentennamenti. Per noi lo spostamento dei traghetti alle banchine 19, 20 e 21 rimane la prima soluzione, è imprescindibile». Il sindaco Daniele Silvetti affida al Corriere Adriatico l’amarezza per le parole del presidente (ormai emerito) dell’Autorità portuale Vincenzo Garofalo, che nell’intervista di fine mandato, ieri, sulle nostre pagine ha chiarito di star portando avanti l’iter dello spostamento ma di nutrire forti dubbi circa la sua efficacia nel liberare Ancona dall’inquinamento delle navi. I nodi Del resto, alla 19, 20 e 21 ci sarebbe «spazio per una sola nave al giorno», mentre quelle extra-Schengen da spostare sono due. E poi, quelle tre banchine sono molto vicine a quelle attuali, «con il vento sposteremmo di poco il problema, i fumi tornerebbero verso la città». A gennaio, comunque, sarebbe dovuto uscire il bando per l’affidamento in concessione degli spazi, propedeutico all’avvio dei lavori necessari ad ospitare i traghetti alla 19, 20 e 21. Garofalo ha chiarito che lo sforamento è dovuto alla necessità di disegnare con chiarezza il layout della banchina. Per Silvetti, però, la misura è colma. «Io direi che il tempo è scaduto, siamo fuori tempo massimo anzi» protesta. Lui che aveva ottenuto l’assicurazione che i traghetti sarebbero già stati spostati quest’estate, promessa ora rimandata al 2027. «Ribadisco la volontà di spingere il porto - continua il primo cittadino - verso il mantenimento di un impegno che lo stesso Garofalo aveva assunto un anno fa». Non gradisce, insomma, «tutti questi tentennamenti e distinguo». Poi annuncia il suo grido di battaglia: «Ancona non arretra di un metro». Semmai, ad arretrare dovranno essere i traghetti. «Sono tre anni che lo chiedo, e mi pare che fosse una richiesta anche della precedente amministrazione» motiva il suo spazientimento il sindaco. Tronca: «Abbiamo bisogno di dichiarazioni che ci diano certezze». La sferzata Non manca una controsferzata al presidente emerito dell’Autorità portuale: «Se continuiamo a cincischiare mentre perdiamo milioni di euro (i 100 milioni sospesi dal Mef perché i cantieri non erano partiti in tempo), alle opere che non sono state realizzate e alla mancanza del bando per lo spostamento...». Il sindaco ha ribadito questo orientamento sui social. «Ancona non si piega». E sui 100 milioni: «Li recupereremo noi». Rivolgendosi però agli anconetani. «Ad oggi (ieri per chi legge, ndr) io non so nemmeno chi sia il mio interlocutore» fa notare Silvetti. Effettivamente, il mandato da presidente di Vincenzo Garofalo è scaduto il 28 aprile, l’altro ieri. Del nuovo presidente non c’è traccia, e molto probabilmente non ce ne sarà per mesi. Dal Ministero delle Infrastrutture, perciò, era arrivata la decisione di affidare l’Authority ad un commissario, un traghettatore incaricato di tenere le redini per 60 giorni. O almeno, fino a che non verrà nominato il nuovo presidente. Il nome di Garofalo è in pole per l’incarico temporaneo. La firma, però, non è arrivata. Il perché lo spiegano fonti di palazzo. Garofalo risulterebbe ufficialmente in pensione dalla fine dell’anno scorso, e pertanto non potrebbe ricoprire l’incarico di commissario se non rifiutando al suo compenso (come stabilisce la legge). E questo avrebbe complicato le cose, con il presidente uscente che si sarebbe riservato di non firmare. La soluzione? Un compromesso: niente stipendio per 60 giorni, ma dei rimborsi spese. E soprattutto, la possibilità di mantenere un viaggio istituzionale già prenotato dall’Ap in Cina - con al seguito anche l’assessore al Porto Bugaro e l’ad del Sanzio Giorgio Buffa - per Garofalo, che se non fosse stato più presidente non avrebbe potuto fare. Pechino val bene una messa.
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Il porto di Ancona a Report. Sorpresa: ecco i dati sulle multe per emissioni fuorilegge - Il Resto del Carlino
📰 Il Resto del Carlino 📅 2026-04-28 📍 Ancona it Aria · inquinamento
Il porto di Ancona a Report. Sorpresa: ecco i dati sulle multe per emissioni fuorilegge Il Resto del Carlino
Ancona, 28 aprile 2026 – Una multa per emissioni fuori legge dei fumi dalle navi negli ultimi due anni. È quanto emerso dalla puntata di Report, andata in onda domenica sera, incentrata sul porto di Ancona e sull’inquinamento che incide sulla salute delle persone. Il tutto in un periodo in cui la discussione sul molo per le grandi navi da crociera sta tenendo banco in città (le riprese della trasmissione di Ranucci risalgono ad almeno sei mesi fa). L’inchiesta curata da Bernardo Iovine ha confermato un dato primario: le fonti emissive nocive riguardano il presente, ossia i traghetti che quotidianamente ormeggiano davanti ai palazzi del centro, mentre oggi si discute su un’opera che ancora non esiste e forse non esisterà mai. Insomma, la pagliuzza e la trave. Sembra davvero incredibile i controlli della capitaneria di porto non abbiano portato ad alcuna sanzione per le fonti emissive delle navi nel 2024 e a una soltanto l’anno scorso. Capitaneria di porto, rappresentata da alcuni ufficiali di punta, che ha fatto la differenza tra navi in manovra dentro il porto e navi all’ormeggio, anche se l’inquinamento esiste. È stato il professor Floriano Bonifazi, allergologo e coordinatore dei piani contro l’inquinamento della città, a rendere note statistiche sulla crescita esponenziale delle patologie cardiocircolatorie e quelle respiratorie di chi sta più a contatto col porto. Le divisioni istituzionali di Ancona Era normale che si parlasse di Molo Clementino e, seppur con interviste ridotte davvero all’osso, sono emerse tutte le divisioni istituzionali: “Lei immagina cosa significa, oltre a potenziare elettricamente una nave da crociera di oltre 300 metri, far arrivare dentro a quel terminal centinaia di tir, bus e auto ogni giorno?” ha detto il sindaco Silvetti, con Iovine che ha fatto replicare il presidente dell’Autorità portuale, Vincenzo Garofalo: “No, il sindaco non si è messo di traverso, ha espresso soltanto alcune perplessità” mentre secondo l’ex sindaca Valeria Mancinelli, che il progetto del molo l’ha stimolato “il problema non deve essere molo sì oppure molo no, ma farci arrivare navi sostenibili”. Gli altri porti nell’inchiesta All’interno dell’ampia inchiesta non si parlava solo del porto di Ancona, anzi, nel mirino di Report ci sono stati i porti di Livorno, Civitavecchia, Napoli e Genova. Porti, come i primi due a esempio, in cui ogni anno attraccano oltre 400 navi da crociera, mentre ad Ancona ne arrivano meno di 50 e col Molo Clementino attivo si arriverebbe tra 100 e 150 navi/anno. Anche per questo Ancona non figura, come altri 4 scali nazionali, nella classifica europea dei porti più inquinati, anche se gli effetti degli studi epidemiologici, come già ripetuto, dicono che gli effetti ci sono e sono gravi. Il turismo Intanto, ammontano a oltre 340 milioni di euro gli investimenti per il turismo via mare nei porti adriatici previsti nel 2026, di cui 252 in Italia e circa 90 nei paesi sulla sponda balcanica. Sono le prime anticipazioni dell’Adriatic Sea Tourism Report che verrà presentato in occasione dell’ottava edizione di Adriatic Sea Forum in programma a Venezia il 25 e 26 giugno. Tra quelle risorse ci sono anche 9,8 milioni di euro per l’elettrificazione delle banchine del porto di Ancona.
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Ostiamare promosso in C, il tecnico D'Antoni: "De Rossi ha visto più lungo di noi"
📰 Tuttomercatoweb.com 📅 2026-04-27 📍 Ancona it
David D'Antoni, tecnico del neopromosso Ostiamare, si lascia andare in conferenza stampa: "Sono molto orgoglioso, abbiamo intrapreso questo percorso con tante persone e si è creata un'empatia incredibile tra tutti noi.
Ostiamare promosso in C, il tecnico D'Antoni: "De Rossi ha visto più lungo di noi" David D'Antoni, tecnico del neopromosso Ostiamare, si lascia andare in conferenza stampa: "Sono molto orgoglioso, abbiamo intrapreso questo percorso con tante persone e si è creata un'empatia incredibile tra tutti noi. Questa è una vittoria particolare, s'è creato qualcosa di magico e questo stato d'animo me lo porto dentro. Non ho social, non mi interessano né nella vita né nel calcio, ho sentito di qualche polemica per destabilizzarci ma non ci interessa, è un ambiente che non mi piace e non frequento. Siamo qui a gioire tra la gente, è quello che volevamo regalare ad Ostia". Ha dato un impulso decisivo avere come presidente una figura quale Daniele De Rossi: "So quanto sia importante questa vittoria per il calcio laziale, creano un indotto positivo per l'ambiente e per Ostia. Io credo molto nelle storie, e la nostra è forse la più bella del girone. Penso a De Rossi, che è partito da qua per poi prendersi tutto nel calcio e il primo pensiero una volta smesso è stato al club. E lo ha dimostrato sempre, in ogni suo atteggiamento. Siamo orgogliosi di averne fatto parte. Voglio complimenti con Ancona e Teramo per averci reso la vita complicatissima, ma noi siamo stati sempre in testa, senza cedere mai e accelerando nel momento in cui ci credevano morti. Non abbiamo demeritato in nulla, siamo stati una grandissima squadra e società. Il pensiero va al mio staff, ai giocatori, alla famiglia e al nostro presidente che è stata l'arma in più: ha visto molto più lungo di noi, che abbiamo messo in atto il suo sogno. De Rossi è stata una presenza costante, sostenendoci sempre. Mister o presidente? Lo chiamo Daniele (sorride, ndr)".
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È la baia più spettacolare delle Marche: un paradiso di sassi bianchi e acqua color smeraldo
📰 Thewom.it 📅 2026-04-27 📍 Ancona it Salute · ambiente
Portonovo in pratica: dove si trova, come arrivare, quando andare Portonovo è una baia sulla Riviera del Conero, nel territorio di Ancona, completamente inserita nel Parco del Monte Conero. La posizione è particolare: mare aperto davanti, pareti rocciose e ma…
U na baia chiara di sassi bianchi, l’acqua verde smeraldo che cambia colore con la luce, il profilo del Monte Conero che scende diretto in mare. A Portonovo la giornata può cominciare con un tuffo tra i ciottoli freddi e finire con un piatto di moscioli in riva all’acqua, mentre in sottofondo si sente solo il fruscio del vento nel bosco. È un luogo piccolo, ma denso: di storia, di natura e di riti che gli abitanti difendono con tenacia. Preferisci ascoltare il riassunto audio? Nell'articolo Portonovo in pratica: dove si trova, come arrivare, quando andare Portonovo Portonovo è una baia sulla Riviera del Conero, nel territorio di Ancona, completamente inserita nel Parco del Monte Conero. La posizione è particolare: mare aperto davanti, pareti rocciose e macchia mediterranea alle spalle, laghetti salmastri quasi a bordo spiaggia. Questa conformazione fa sì che in pochi minuti si passi dall’acqua salata al bosco ombroso, e poi ancora al bianco dei ciottoli. Per raggiungere Portonovo in auto, il riferimento è l’uscita autostradale di Ancona Sud. Da lì si prosegue verso Camerano seguendo le indicazioni per Riviera del Conero – Portonovo, lungo la Strada Provinciale del Conero. Una volta arrivati alla rotatoria dedicata alla Riviera, la strada scende affiancando il monte con curve panoramiche che aprono scorci sulla costa. Il parcheggio in baia è limitato e in gran parte legato a ristoranti e stabilimenti balneari. In alta stagione conviene lasciare l’auto nei parcheggi più in alto, lungo la strada di accesso: da lì partono navette frequenti che scendono verso la spiaggia. Questo sistema riduce il traffico nella parte bassa e rende gli spostamenti più semplici anche nelle giornate di agosto più affollate. Portonovo è collegata ad Ancona e ai centri della Riviera del Conero anche da bus di linea, utili per chi arriva in treno o vuole evitare l’auto. Per chi viaggia in aereo, lo scalo di riferimento è l’aeroporto di Ancona-Falconara: da lì si prosegue verso il capoluogo e poi verso il Conero con treno, bus o auto a noleggio. SCOPRI ANCHE: ESTATE IN ITALIA Il periodo più gettonato è l’estate, quando la baia vive quasi 24 ore su 24 tra bagni, sport in acqua, aperitivi sulla ghiaia e cene all’aperto. Chi ama camminare lungo i sentieri del Conero o fare birdwatching ai laghetti può valutare anche la tarda primavera e l’inizio dell’autunno, quando l’aria è più fresca, il bosco profuma di resina bagnata e la luce radente esalta il bianco della costa. Per la durata del soggiorno, una giornata è sufficiente per un assaggio tra mare e monumenti, ma per alternare spiagge, trekking e assaggi di moscioli senza fretta ha senso prevedere almeno due o tre giorni, magari abbinando Ancona, Numana o Sirolo. Mare, laghi e sentieri: la natura della Baia Verde Portonovo La prima cosa che colpisce, arrivando in spiaggia, è il contrasto tra i ciottoli chiari sotto i piedi e il colore dell’acqua, che varia dal verde intenso vicino alla riva al blu più profondo pochi metri oltre. La baia di Portonovo è composta da sassi, ghiaia e scogli: il fondale diventa profondo abbastanza in fretta, caratteristica che attira chi pratica snorkeling o immersioni leggere, ma richiede attenzione con i bambini piccoli. La costa è spezzata in diversi tratti: la porzione centrale della baia di Portonovo con stabilimenti e tratti di spiaggia libera; a sud lo scoglio della Vela, dove nelle giornate ventose si radunano appassionati di surf e windsurf; verso nord, oltre la baia, le spiagge più selvagge come Mezzavalle e la zona del Trave, raggiungibili con percorsi dedicati o via mare. Chi ama esplorare la costa può noleggiare gommoni, canoe o pedalò e spostarsi lungo le scogliere. SCOPRI ANCHE: LE SPIAGGE PIÙ BELLE DEL CONERO Appena alle spalle della spiaggia, quasi inaspettati, compaiono il Lago Profondo e il Lago Grande (o del Calcagno): due bacini d’acqua salmastra, nati in seguito a una enorme frana in epoca preistorica dal fianco del Monte Conero. L’acqua nasce dall’incontro tra mare e sorgenti dolci interne, creando un ambiente particolare, popolato da folaghe, gallinelle d’acqua, germani reali e, durante le migrazioni, da stormi di aironi che si fermano a riposare tra i canneti. Intorno ai laghi corre un piccolo boschetto umido, attraversato da sentieri ombrosi che arrivano fino al mare. D’estate questi percorsi sono un modo concreto per scappare dal sole per un’ora: l’aria è più fresca, il terreno profuma di foglie bagnate e il canto degli uccelli copre per un momento il rumore delle onde. I due laghi sono anche protagonisti di leggende locali: si racconta di collegamenti sotterranei con il mare, di vortici in grado di risucchiare chi si avvicina troppo. Racconti che, nel tempo, hanno contribuito a tenere lontani i bagnanti dall’acqua dei laghetti, trasformandoli di fatto in un rifugio tranquillo per la fauna. Sulla ghiaia della spiaggia, soprattutto alle prime luci dell’alba, si notano spesso strane colonne di sassi in equilibrio. Sono le creazioni degli appassionati di stone balancing, tra cui il marchigiano Andrea Mei, diventato un riferimento internazionale di questa disciplina. Camminare lungo riva all’alba, con il rumore secco dei ciottoli mossi dall’onda e queste sculture temporanee ancora in piedi, è una delle immagini più particolari di Portonovo. LEGGI ANCHE: I SENTIERI DEL CONERO Chiese, torri e fortini: la storia a due passi dal mare Mezzavalle Portonovo non è solo mare: tra gli alberi e sugli speroni rocciosi compaiono edifici che raccontano quasi mille anni di storia. La chiesa di Santa Maria di Portonovo è l’edificio che più colpisce per posizione. È una chiesa romanica in pietra bianca del Conero, costruita nel 1034 dai monaci benedettini di un monastero oggi scomparso. Si trova a ridosso del mare, al punto che il colore azzurro dell’acqua sembra riflettersi sulle sue pareti chiare. L’interno è essenziale, con un’atmosfera raccolta che contrasta con il brulicare della spiaggia poco distante. La chiesa è stata restaurata negli anni Ottanta del Novecento ed è oggi uno dei riferimenti architettonici della baia. È citata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia, dettaglio che aggiunge fascino a chi arriva qui con un minimo di curiosità letteraria. Gli orari di apertura cambiano tra periodo estivo e invernale, quindi conviene verificare prima di andare. Il 15 agosto, nel giorno di Ferragosto, Portonovo vive uno dei suoi riti più sentiti: la Festa del Mare, legata alla solennità dell’Assunta. L’arcivescovo celebra la messa nella chiesa di Santa Maria e poi guida la benedizione delle barche e del mare. In seguito parte una vera e propria processione sull’acqua: diverse imbarcazioni accompagnano quella che trasporta l’arcivescovo con l’immagine della Madonna, passando davanti alla spiaggia di Mezzavalle e dirigendosi verso la piccola statua bianca della Madonnina, posizionata in mare vicino alla fine dello scoglio del Trave. Qui viene deposta in acqua una ghirlanda in memoria di chi ha perso la vita in mare. È uno di quei momenti in cui si comprende quanto la comunità locale sia legata al proprio tratto di costa. Più in alto, la Torre Clementina, conosciuta anche come Torre De Bosis, domina la zona con la sua struttura massiccia. Fu costruita nel 1716 per volere di papa Clemente XI come torre di guardia contro le incursioni dei pirati che ancora nel Settecento mettevano a rischio navigazione e commerci di Ancona. La torre è a pianta quadrata, con murature in pietra del Conero, facciate in laterizio e tetto spiovente, un’architettura solida che si inserisce nel paesaggio senza sovrastarlo. Nel Novecento fu acquistata dal poeta Adolfo De Bosis, che la trasformò in luogo di ritiro per artisti: vi soggiornò anche Gabriele d’Annunzio. Oggi è visitabile su richiesta e ospita un bed & breakfast molto noto, spesso scelto per matrimoni e soggiorni romantici. La storia della famiglia De Bosis è segnata anche dalla figura di Lauro, figlio di Adolfo, morto a 29 anni in un incidente aereo dopo aver lanciato centinaia di migliaia di volantini antifascisti tra Francia e Italia: un gesto che lega la torre, e Portonovo, a una pagina intensa della storia del Novecento. SCOPRI: LE SPIAGGE PIÙ BELLE DELLE MARCHE Sul lato nord della baia si trova il Fortino Napoleonico, una struttura militare costruita nel 1810 per ordine di Napoleone, con il compito di difendere il fianco meridionale della piazzaforte di Ancona e bloccare i traffici marittimi inglesi in Adriatico. La posizione è strategica: il fortino controlla l’antico approdo della baia e vigila sul tratto di mare verso nord. Negli anni Sessanta è stato restaurato e trasformato in hotel di charme, uno dei più rinomati della zona. Chi non vi soggiorna può comunque osservarne la struttura esterna e il rapporto con il paesaggio. A maggio, Portonovo diventa il teatro della rievocazione storica “Porto Nuovo 1811”: si assiste alla simulazione dello sbarco dei Marines inglesi, alla ricostruzione di un accampamento militare d’epoca e alla presenza di velieri e imbarcazioni storiche che animano la baia. Moscioli, feste e momenti da vivere: l’anima gastronomica e culturale Parlare di Portonovo senza citare i moscioli sarebbe impossibile. Qui la cozza non è solo un mollusco: è un tratto identitario. Il mosciolo selvatico del Conero è una cozza che cresce spontanea sugli scogli rocciosi del tratto di costa tra Portonovo e il Trave, senza allevamento. La particolare composizione della scogliera e le correnti fanno sì che il mollusco abbia una polpa soda, dal sapore intenso e salino. Dal 2004 rientra tra i Presìdi Slow Food, riconoscimento che tutela metodi di pesca e ambiente. Uno dei modi più forti per entrare nella vita della baia è sedersi a un tavolo letteralmente in riva al mare all’ora del tramonto, con un piatto di moscioli davanti e un bicchiere di vino delle colline marchigiane. Si possono assaggiare alla marinara, gratinate o in piatti di pasta, come gli spaghetti ai moscioli, dove il sugo si lega all’amido e sprigiona un profumo di aglio, prezzemolo e mare. La sera, mentre la luce si abbassa, la superficie dell’acqua si scalda di riflessi dorati e il rumore delle onde che battono sui ciottoli accompagna la cena. È in questi momenti che si avverte quanto il cibo qui sia strettamente connesso al paesaggio. Ogni anno, nella terza settimana di giugno, Portonovo celebra i moscioli con l’evento “Mosciolando”. È molto più di una sagra: la manifestazione include convegni e laboratori dedicati alla salvaguardia del mosciolo selvatico, della sua pesca tradizionale e dell’ambiente del Parco del Conero. In programma c’è una grande cena collettiva in riva al mare, in cui il protagonista assoluto sono i moscioli cucinati in diverse varianti, e il “Palio delle Batane”, una gara tra le tipiche barche dei pescatori che coinvolge le frazioni del Poggio di Portonovo. La festa si conclude “in alto”, proprio al Poggio, a sottolineare il legame tra mare e campagna: molti pescatori di oggi vengono da famiglie che un tempo lavoravano i campi e hanno poi spostato la loro vita verso l’Adriatico. Per chi ama le esperienze panoramiche, ci sono due punti da annotare. Uno si trova nei pressi del bivio della Provinciale del Conero: lo sguardo abbraccia la baia di Portonovo, la lunga curva bianca di Mezzavalle, la zona del Trave e il Monte dei Corvi. L’altro è lungo la strada che scende alla baia, dove una piccola area di sosta permette di fermarsi e osservare Portonovo dall’alto: da qui la baia appare come una mezzaluna chiara incastonata nel verde, con il profilo regolare della chiesetta romanica visibile tra gli alberi. Insider tip: nelle giornate più affollate d’estate conviene arrivare prima delle 9 del mattino per trovare la baia più tranquilla, percorrere con calma i sentieri dei laghetti e magari sbirciare le opere di stone balancing ancora integre, prima che il via vai dei bagnanti rompa gli equilibri di sassi costruiti durante la notte. Poi, verso sera, quando la maggior parte delle persone risale verso la strada, rimanere per un aperitivo di moscioli in spiaggia è uno dei modi più efficaci per capire perché Portonovo sia così amata da chi la conosce da sempre.
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